sabato 22 dicembre 2012

Presepe Italia

Marcello Veneziani oggi su Il Giornale pubblica un pezzo molto ben scritto, un elzeviro sulla tradizione del presepe, a difesa del bue e dell'asinello, due silenziosi protagonisti in esubero perché "il Papa ha detto che la loro presenza nella grotta è abusiva, storicamente infondata".
Lo riprendo integralmente nella speranza di dare alla sua accorata perorazione qualche minima visibilità in più, per qualche tempo almeno. In fin dei conti dobbiamo aiutarci così, noi poveracci; contare sulle metafore per richiamare l'attenzione delle menti aperte sulla nostra umile quotidianità di chi dà senza ricevere in cambio null'altro che un po' di fieno per continuare a vivere "con cristiana rassegnazione", in questo presepio che si chiama Italia.

"Con gran dolore dei bambini, dei nonni e della Brambilla, quest'anno sono stati espulsi dal presepe il bue e l'asinello.
Il Papa ha detto che la loro presenza nella grotta è abusiva, storicamente infondata. Resteranno negli spogliatoi, senza permesso di soggiorno, o al più ripescati in platea, mescolati nella folla. Non so come vivranno la grottesca cacciata, se si appelleranno alle organizzazioni animaliste o accetteranno muti, come è loro costume, con cristiana rassegnazione. Però non è giusto. Furono il primo termosifone dell'umanità, i primi radiatori viventi; hanno resistito per secoli nei presepi, da San Francesco animalista a oggi, nel ruolo di attori di spalla e testimoni degli sposi. Anche per Giuseppe e Maria erano un fiato.
Restano gli angeli, appesi a fili precari, che cadono in continuazione facendo strage di pastori e papere. Restano i Re Magi, di grandezza diseguale, uno nano sul cammello, l'altro moro a piedi, il terzo col loden che sembra appena sceso da un taxi. Tre Re su una popolazione di una decina di pastori, la stessa proporzione tra dirigenti e dipendenti alla Regione siciliana. Resta san Giuseppe deformato dall'artrosi e la Madonna di cui una è titolare e due mimetizzate sono di riserva (insieme, le tre marie fanno un panettone). E resta lui, un bambinello gigantesco rispetto al presepe, un pupone nascosto a fatica nella mangiatoia fino al 24. Ma al presepe non vale il rigore né la meritocrazia: non bocciate gli asini e non tagliate i buoi in esubero. Su, Papa Ratzinger, non faccia la Merkel."

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