sabato 22 dicembre 2012

Insicurezza nucleare

Le autorità svedesi hanno ordinato la chiusura di un reattore nella più grande centrale nucleare del paese, l'impianto di Ringhal, vicino Gothenburg, a seguito di una infiltrazione di acqua di mare. L'infiltrazione è l'ultimo di una serie di incidenti che hanno tormentato l'industria nucleare svedese.
L'ispettore dell'autorità nucleare svedese Jan Gällsjo ha dichiarato all'agenzia di stampa svedese TT che al reattore 4 della centrale, quello incidentato, "non ci sono problemi di sicurezza", ha aggiunto tuttavia che la presenza di acqua salata nel sistema di raffreddamento ad acqua pressurizzata è un'anomalia che va eliminata.
Agli inizi di questo mese le autorità avevano ordinato la chiusura del reattore 2 della centrale di Oskarshamn a causa di problemi di sicurezza. Parecchi giorni dopo, una ispezione portò alla luce crepe in due delle dieci piscine in cui sono immagazzinate le scorie nucleari.
In ottobre un rapporto pubblicato da Greenpeace ha criticato pesantemente le condizioni di sicurezza degli impianti nucleari svedesi, costruiti negli anni Settanta e Ottanta. Secondo il rapporto, la centrale di Ringhal in precedenza era stata criticata pesantemente per non avere una sufficiente protezione contro i terremoti e le inondazioni. Sembra che anche gli impianti di Forsmark e Oskarshamn siano parimenti indifesi di fronte alle stesse minacce di disastri naturali. Il rapporto spiega inoltre che è carente anche la sicurezza degli impianti contro attacchi terroristici. Gli attivisti di Greenpeace sono riusciti ad entrare negli impianti di Ringhal e Forsmark, eludendo per tutta la notte la sicurezza. L'azione fu scoperta solo quando Greenpeace informò di essa i media il giorno dopo.
Dopo Fukushima, secondo un sondaggio effettuato dall'Istituto SOM dell'Università di Gothenburg solo il 35 per cento degli svedesi è favorevole a espandere l'uso dell'energia nucleare, mentre il 44 per cento è favorevole a eliminare gradualmente le centrali nucleari o immediatamente o alla fine del loro arco di vita. In Svezia nel 2011 i dieci reattori svedesi hanno contribuito alla produzione di energia elettrica per una percentuale dal 35 al 40 per cento, secondo l'AIEA.

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