martedì 1 gennaio 2013

Quando le agende si chiamavano piani

La loggia P2 di Licio Gelli fu un esempio di quanto possa avvenire nell'ombra e influire sullo svolgersi degli avvenimenti. Come fu scoperto, negli elenchi della loggia erano iscritti i nomi di quattro ministri , 44 parlamentari, tutti i vertici dei servizi segreti SISMI e SISDE, comandanti della Guardia di finanza, alti ufficiali dei Carabinieri, generali, militari, prefetti, funzionari, magistrati, banchieri, imprenditori, direttori di giornali, giornalisti. Ma vi è ancora il fondato sospetto che gli elenchi integrali dei membri della P2 non sono stati trovati. La P2 controllava l'Italia intera.
Perché ne parlo? Perché la storia sembra non insegnare niente. Se si va a leggere il Piano di rinascita democratica della P2 si trovano molte indicazioni di azione che ritrovate in successive azioni di governo o in programmi elettorali di forze al di sopra di ogni sospetto. Un esempio banale, per non andare sul pesante, ma che forse farà gridare comunque qualcuno allo scandalo (o forse no): nel piano sequestrato nel 1982 alla figlia di Licio Gelli si legge ad esempio, primo tra i provvedimenti economico-sociali da prendere: "B1) abolizione della validità legale dei titoli di studio", intesa "per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione"; una proposta non nuova, già Luigi Einaudi ne fu sostenitore, proposta che girava in quegli anni nel Psi e che la si ritrova nel programma della Rosa nel Pugno, il raggruppamento di Boselli e della Bonino. Oggi la si ritrova nel programma del Movimento 5 Stelle, il quinto punto della sezione relativa all'Istruzione: "• Abolizione del valore legale dei titoli di studio". Niente a che fare Grillo con la P2. Ma quello che viene da dire, guardando fatti e avvenimenti della politica, che c'è un progetto, o meglio più progetti che si sovrappongono, e si contrappongono quanto a obiettivi, di modifica sostanziale dell'attuale ordinamento per "razionalizzarlo", si dice. Tutto, ovviamente, sulle teste dei cittadini ignari, che al massimo possono trovare soddisfazione dalle frustrazioni dando sfogo alle loro perplessità nella rete, nei social network, nei forum, in blog come questo.
Molti non conoscono la vicenda della P2 perché giovani, molti ne hanno dimenticato la portata e finiscono col ricordare solo la demonizzazione o, perché no, la ridicolizzazione attuata per far dimenticare in fretta uno dei tanti episodi oscuri che hanno fino ad oggi caratterizzato questa repubblica. Internet permette oggi di rivisitare vecchi accadimenti, come ad esempio lo spezzone sottostante che sintetizza il ruolo di Gelli nella vicenda.


Licio Gelli, dunque, industriale, finanziere, diplomatico forse agente segreto comunque molto potente, a capo di una importante loggia massonica influenzò pesantemente la vita politica e finanziaria della Repubblica Italiana. Nel filmato che segue, Enzo Biagi attraverso le testimonianze di Pier Luigi Vigna, Giulio Andreotti, Ernesto d'Ippolito, Ermenegildo Benedetti e Tina Anselmi cerca di ricostruire la figura di Gelli e del suo feudo: la P2.


Nell'ultimo spezzone video, Travaglio spiega che quanto avviene in politica oggi rispecchia spesso le idee del Piano di rinascita democratica della P2 di Licio Gelli. Lo spezzone è tratto dalla lezione tenuta da Marco Travaglio il 13 novembre 2008 agli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre.

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