lunedì 31 dicembre 2012

L'agenda prevarrà sulla verità?

Nel mondo occidentale la verità non ha più alcun significato. Il suo posto è stato preso dall'agenda. Comincia così l'articolo di Paul Craig Roberts America’s Descent into Deception and Tyranny: Agenda Prevails Over Truth. E spiega: L'agenda è estremamente importante, perché è il modo con cui Washington ottiene l'egemonia sul mondo e sul popolo americano. L'Undici Settembre fu la "nuova Pearl Harbor" che i neoconservatori dichiararono essere necessaria per le loro guerre pianificate contro i paesi islamici. Perché i neoconservatori potessero proseguire con la loro agenda. Era necessaria perché gli americani si associassero all'agenda.
Mi fermo qui. È evidente che l'incipit dell'articolo di Paul Craig Roberts ha, altro piano, altro luogo, una lampante analogia con i discorsi e le dichiarazioni che in questi giorni abbiamo sentito da Mario Monti. Non si parla di bisogni del paese, ma si parla di "agenda". Per dirla con l'autore dell'articolo non si parla di verità ma di agenda, cioè di un progetto neoconservatore, anche in questo caso, che nulla ha a che fare con le aspettative, le speranze, il futuro atteso dagli italiani.
Aggiungo solo questo. Così come l'agenda dei neoconservatori americani era già scritta prima dell'Undici Settembre, anche nel nostro caso la cosiddetta agenda Monti era stata preparata ben prima delle dimissioni di Berlusconi nel novembre dello scorso anno. Anzi quelle dimissioni fanno parte dello scenario contemplato dall'agenda italiana dei poteri ed interessi forti economico-finanziari italiani.
Quando Berlusconi avanza l'ipotesi di una commissione d'inchiesta sulle modalità che hanno portato al governo un Professore non legittimato da nessun voto popolare, ma inserito in Parlamento con la furbata della nomina a senatore a vita, la sua non è una boutade elettorale. Tutt'altro. Si è usata la crisi e l'antiberlusconismo reso viscerale dai media televisivi e della carta stampata, le stesse debolezze umane del premier, per la svolta, come Bush ha usato l'Undici Settembre per proseguire alla grande l'agenda di cui parla Roberts nella parte iniziale del suo articolo. L'agenda in quel caso è stata fatta digerire da gran parte dell'opinione pubblica americana, soprattutto quella con una visione di destra, che credette in buona fede al "dogma" dei neoconservatori americani: "Essi ci odiano a causa della nostra libertà e democrazia". Così, qui da noi, il "popolo della sinistra", ma anche gran parte dell'opinione pubblica quotidianamente bombardata dalla propaganda contro Berlusconi, si trovò ben disposta ad accettare il golpe istituzionale e a credere nel salvatore della patria in loden, dall'iconografia mediatica di persona sobria e rispettata in Europa. Quello che Bush fece di conseguenza è noto, noto quello che ha fatto Monti in questi tredici mesi di sgoverno dell'Italia.

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