lunedì 31 dicembre 2012

Un male oscuro d'oggi

Svegliatevi!, la rivistina - se così si può dire di una testata pubblicata in 84 lingue con una tiratura media di oltre 41 milioni di copie - pubblicata mensilmente dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, ovvero, per capirci, edita in Italia dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, dedica il numero di dicembre 2012 al tema della pazienza. Nell'articolo di apertura, Che fine ha fatto la pazienza?, la causa di un mondo sempre più impaziente viene individuata soprattutto nelle nuove tecnologie. Si citano i pareri di esperti raccolti da un quotidiano di Montreal, The Gazette, così sintetizzati in un passo dell'articolo: "la tecnologia digitale, dai cellulari alle macchine fotografiche passando per le e-mail e gli iPod, sta trasformando la nostra vita... Le risposte istantanee che otteniamo da questi strumenti hanno fatto aumentare la nostra fame di gratificazione immediata in altri aspetti della vita". La rivista cita anche l'esperta di psicologia della famiglia Jennifer Hartstein che dice: "La nostra è diventata la cultura della gratificazione immediata; pretendiamo che tutto funzioni in fretta, in modo efficiente e come vogliamo noi. E quando ciò non accade, diventiamo sempre più insofferenti e irritabili, il che è segno d'impazienza. Abbiamo perso la capacità di fare le cose con calma e assaporare ogni istante".
L'articolo evidenzia due esempi eclatanti legati alle tecnologie della nostra quotidianità. Questo il primo: "Alcuni sostengono, che scrivere e-mail sia in declino e che presto diverrà obsoleto. Il motivo è che spesso chi invia un messaggio non ha la pazienza di aspettare alcune ore, e neppure alcuni minuti, prima di ricevere risposta". E ancora, "Inoltre le e-mail sono un po' come le lettere, di solito ci si aspetta che inizino e finiscano con formule di cortesia o di saluto. Ma per molti queste sono formalità tediose e una perdita di tempo. Preferiscono ricorrere ai messaggi istantanei, che non seguono lo stesso protocollo delle e-mail".
Il secondo esempio è questo: "Alcuni esperti hanno osservato che molte persone non hanno la pazienza necessaria per leggere lunghi testi stampati. Il motivo è che sono abituate a navigare rapidamente in Internet, dove scorrono in fretta le pagine nel tentativo di arrivare il più presto possibile al punto che a loro interessa".
Un'altra citazione contenuta in un altro articolo della rivista è quella di Noreen Herzfeld, docente di informatica alla Saint John's University, che dice: "L'uomo non può essere veramente multitasking; il cervello non riesce a concentrarsi contemporaneamente su varie cose. Alla lunga fare tante cose allo stesso tempo riduce la nostra capacità di concentrazione, il che finisce per ripercuotersi negativamente su caratteristiche come pazienza, tenacia e capacità di valutare e risolvere problemi".
E dunque? La rivista, che non smentisce d'avere a fondamento la sua opera mondiale di istruzione biblica, ricorda un proverbio dell'Ecclesiaste (3:1,6): "Per ogni cosa c'è un tempo fissato... un tempo per custodire e un tempo per gettare via". "Forse, scrive la rivista, è arrivato il momento di eliminare alcune cose che vi rubano tempo e a causa delle quali siete troppo impegnati per essere pazienti. Ad esempio, cogliendo al volo il consiglio, vien da suggerire i social network. Su YouTube ho trovato questo video I 5 motivi per non iscriversi a Facebook. Oltre ad essere ben costruito e gradevole, dà anche qualche buon consiglio.

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