lunedì 21 gennaio 2013

Agadez, la via dell'uranio e di migranti

La guerra in Mali, l'assalto all'impianto di gas in Algeria, come anche eventi indietro nel tempo che riguardano quel lembo di Africa, ogni volta hanno evidenziato la nostra ignoranza, l'ignoranza della gente della strada su ciò che succede in quelle terre, avvenimenti che non sono neutri per la nostra quotidianità. Lo si è visto con il sequestro dei lavoratori dell'impianto algerino, immediata è stata la preoccupazione per le forniture di gas da quel paese. Nel corso di una mia ricerca nell'archivio di YouTube, mi sono imbattuto nel filmato che propongo all'attenzione di chi segue le mie scritture, che pur essendo presente in rete dal febbraio 2011, non è stato visto da molte persone. Si tratta di Agadez. La rotta dell' Uranio e dei Clandestini di Fabrizio Gatti..
È il 2009. Siamo ovviamente ancora al tempo del governo Berlusconi e di Maroni ministro dell'interno. Gheddafi era ancora vivo e al potere. Il video-reportage racconta che dal Niger quasi 10 mila africani fuggono verso le nostre coste. La guerra per l'uranio e l'alleanza Gheddafi-Sarkozy favoriscono i trafficanti. E gli accordi Italia-Libia diventano così una beffa. Dice l'autore, vsto da Agadez, l'ultimo abbraccio tra il premier Silvio Berlusconi e il colonnello Muhammar Gheddafi è una beffa. In questa splendida città di fango rosso in mezzo al Sahara in Niger, l'accordo sull'immigrazione ratificato a Tripoli il 2 marzo 2009 è già carta straccia. Da Agadez i camion e i fuoristrada stracarichi di emigranti africani che sperano di arrivare a Lampedusa, in Italia o in Europa hanno ripreso i loro viaggio verso la Libia. Il traffico è ripartito come ai tempi d'oro. Sotto lo sguardo indifferente e spesso interessato dell'esercito libico che controlla la pista di rocce e sabbia alla frontiera di Tumu, nel silenzio del deserto.



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