lunedì 14 gennaio 2013

La posizione russa dopo la trilaterale sulla Siria

Il ministro russo degli Esteri ha detto che Mosca crede che l'uscita di scena del presidente siriano Bashar al-Assad non può essere una precondizione ad un accordo per risolvere la crisi del paese. "I nostri partner sono convinti che l'uscita di scena del presidente Bashar al-Assad sia essenziale come precondizione. Questa è una precondizione che non è menzionata nella dichiarazione di Ginevra e non può essere soddisfatta perché non dipende da qualcuno". Così Sergei Lavrov commentando l'incontro trilaterale di venerdì con l'inviato internazionale per la Siria Lakhdar Brahimi e i diplomatici americani.
"Il presidente Assad ha annunciato iniziative per invitare ad un dialogo i membri di tutta l'opposizione. Sì, probabilmente, queste iniziative non sono irragiungibili, qualcuno potrebbe pensare che non sono abbastanza serie. Ma questa è una proposta", Lavrov lo ha detto dopo i colloqui con la sua controparte ucraina Leonid Kozhara, commentando il piano di pace di Assad, proposto la scorsa settimana e che comprende una conferenza nazionale di riconciliazione, la formazione di un nuovo governo e un'amnistia; piano che è stato respinto dall'opposizione siriana che lo ha bollato come "vuota retorica". In conseguenza di ciò il ministro degli esteri russo ha invitato l'opposizione siriana a formulare le loro idee su "come instaurare un dialogo".

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