Ivano Marescotti è autore di un intervento interessante ed intelligente al convegno organizzato dal Partito democratico, "Dialetto, lingua viva. Riflessioni sulla tutela e la promozione di un patrimonio culturale", tenutosi a Bologna il 9 marzo 2009. Colgo l'occasione dell'endorsement pro Ingroia per riproporlo qui, all'attenzione di chi si interessa di tematiche linguistiche e letterarie. L'intervento è suddiviso sulle due clip che seguono.
martedì 22 gennaio 2013
Il voto utile è per Ingroia
L'attore Ivano Marescotti
per il Movimento Arancione
"interpreta" nella clip Il voto utile. Secondo l'attore romagnolo il voto utile è per Antonio Ingroia e la sua Rivoluzione Civile in quanto tutto il Pd, sinistra estrema interna compresa, ha già deciso di fare un accordo con la destra europeista di Monti e associati, e ne dà motivazione.
Ivano Marescotti è autore di un intervento interessante ed intelligente al convegno organizzato dal Partito democratico, "Dialetto, lingua viva. Riflessioni sulla tutela e la promozione di un patrimonio culturale", tenutosi a Bologna il 9 marzo 2009. Colgo l'occasione dell'endorsement pro Ingroia per riproporlo qui, all'attenzione di chi si interessa di tematiche linguistiche e letterarie. L'intervento è suddiviso sulle due clip che seguono.
Ivano Marescotti è autore di un intervento interessante ed intelligente al convegno organizzato dal Partito democratico, "Dialetto, lingua viva. Riflessioni sulla tutela e la promozione di un patrimonio culturale", tenutosi a Bologna il 9 marzo 2009. Colgo l'occasione dell'endorsement pro Ingroia per riproporlo qui, all'attenzione di chi si interessa di tematiche linguistiche e letterarie. L'intervento è suddiviso sulle due clip che seguono.
Walker Texas Ranger pro Netanyahu
Una curiosità che riguarda le elezioni israeliane di oggi è l'endorsement di Chuck Norris a favore del primo ministro Benjamin Netanyahu e del suo partito Likud. In un video senza precedenti l'attore, da noi noto per i telefilm di Walker Texas Ranger trasmessi da Rete 4, ha dichiarato il suo sostegno al primo ministro israeliano perché "un forte primo ministro significa un forte Israele".
Messaggi da Mosca
Il conflitto tra le truppe governative siriane e l'opposizione potrebbe evolvere in una "protratta" guerra civile. Lo ha detto oggi il vice ministro degli Esteri Mikhail Bogdanov: "La situazione può svilupparsi in direzioni differenti. Io credo che possa divenire protratta". Bogdanov è anche l'inviato speciale del presidente russo per il Medio Oriente. "Come sapete, era inizialmente stato previsto che il conflitto sarebbe durato due, tre, quattro mesi, ma è andato avanti per circa due anni".
Bogdanov ha anche ripetuto la proposta di Mosca di colloqui con tutti i gruppi dell'opposizione siriana: "È possibile che contatti con nuovi gruppi di opposizione siriana, con cui non abbiamo mai comunicato prima, siano istituiti.
Bogdanov ha anche ripetuto la proposta di Mosca di colloqui con tutti i gruppi dell'opposizione siriana: "È possibile che contatti con nuovi gruppi di opposizione siriana, con cui non abbiamo mai comunicato prima, siano istituiti.
Russi in fuga dalla Siria
Come anticipato in un precedente post, la Russia ha mandato due aerei in Medio Oriente per evacuare 80 cittadini russi presenti in Siria, secondo quanto ha comunicato il Ministero per le situazioni di emergenza e riferito da diplomatici presenti nella regione. Uno Yak-42 e un Il-76, che possono trasportare circa cento passeggeri, sono decollati da Mosca diretti alla capitale del Libano, Beirut, dove il primo dei due è arrivato poco dopo le cinque del pomeriggio, ora di Mosca.
Funzionari dell'ambasciata russa sono giunti da Damasco al valico di frontiera di Jeida sul confine siriano-libanese per fornire l'assistenza consolare ai russi che avevano espresso il desiderio di lasciare la Siria, come ha riferito dal posto un corrispondente dell'agenzia RIA Novosti.
Secondo l'ambasciata, i cittadini russi che erano nella lista di quanti volevano tornare in patria erano 81; 79 di loro sono arrivati a Jeida, nella parte siriana del confine, oggi pomeriggio. Quattro pullman con i cittadini russi sono in viaggio dal confine a Beirut dove saranno accolti da incaricati della locale ambasciata russa. Nel gruppo anche donne che hanno sposato siriani, i loro bambini e i mariti che hanno acquisito la cittadinanza russa. Dal Libano quindi voleranno a Mosca. Una fonte dell'ambasciata russa a Damasco ha detto per telefono che lo staff dell'ambasciata ha mantenuto "contatti costanti" con i cittadini russi nel paese.
In ottbre, circa 1.000 russi avevano dichiarato che volevano lasciare la Siria, ma in dicembre il loro numero era sceso a circa 100, secondo l'ambasciata. Il Ministero delle situazioni di emergenza ha aperto una hotline per i russi in Siria e per i loro parenti.
Postazioni di aiuto medico e di supporto psicologico, come pure del Servizio federale di migrazione, saranno aperti all'aeroporto internazionale Domodedovo di Mosca, dove i due aerei atterreranno.
L'assistenza per il rimpatrio è stata attuata una settimana dopo la chiusura temporanea del Consolato generale russo nella città del nord-ovest della Siria, Aleppo, teatro per mesi di violenti combattimenti tra soldati governativi e gruppi di ribelli. L'ambasciata russa a Damasco rimane aperta, tuttavia il ministero degli Esteri ha fatto sapere che il personale sarà ridotto per quanto possibile.
L'ambasciata ha detto all'agenzia RIA Novosti che 8.008 cittadini russi sono registrati nei suoi elenchi ufficiali, ma fonti diplomatiche hanno stimati che più di 25.000 donne russe sposate con siriani vivono nel paese senza essere registrate presso i servizi consolari russi. Una fonte dell'ambasciata sentita per telefono ha detto che era difficile sapere quanti cittadini russi restino in Siria perché molti hanno abbandonato il paese.
Una cittadina russa raggiunta per telefono a Damasco sempre oggi dall'agenzia RIA Novosti ha detto che ha deciso di non lasciare la città perché non voleva "strappare" i suoi figli da scuola nel mezzo dell'anno scolastico; inoltre, ha aggiunto, là ha un lavoro, mentre a Mosca il lavoro è duro da trovare. Ha detto che le forniture di cibo, acqua e corrente elettrica a Damasco vanno bene, ma poche persone escono di notte. Se vivere nella città diventasse "impossibile come ad Aleppo", allora, ha detto, la abbandonerei.
Funzionari dell'ambasciata russa sono giunti da Damasco al valico di frontiera di Jeida sul confine siriano-libanese per fornire l'assistenza consolare ai russi che avevano espresso il desiderio di lasciare la Siria, come ha riferito dal posto un corrispondente dell'agenzia RIA Novosti.
Secondo l'ambasciata, i cittadini russi che erano nella lista di quanti volevano tornare in patria erano 81; 79 di loro sono arrivati a Jeida, nella parte siriana del confine, oggi pomeriggio. Quattro pullman con i cittadini russi sono in viaggio dal confine a Beirut dove saranno accolti da incaricati della locale ambasciata russa. Nel gruppo anche donne che hanno sposato siriani, i loro bambini e i mariti che hanno acquisito la cittadinanza russa. Dal Libano quindi voleranno a Mosca. Una fonte dell'ambasciata russa a Damasco ha detto per telefono che lo staff dell'ambasciata ha mantenuto "contatti costanti" con i cittadini russi nel paese.
In ottbre, circa 1.000 russi avevano dichiarato che volevano lasciare la Siria, ma in dicembre il loro numero era sceso a circa 100, secondo l'ambasciata. Il Ministero delle situazioni di emergenza ha aperto una hotline per i russi in Siria e per i loro parenti.
Postazioni di aiuto medico e di supporto psicologico, come pure del Servizio federale di migrazione, saranno aperti all'aeroporto internazionale Domodedovo di Mosca, dove i due aerei atterreranno.
L'assistenza per il rimpatrio è stata attuata una settimana dopo la chiusura temporanea del Consolato generale russo nella città del nord-ovest della Siria, Aleppo, teatro per mesi di violenti combattimenti tra soldati governativi e gruppi di ribelli. L'ambasciata russa a Damasco rimane aperta, tuttavia il ministero degli Esteri ha fatto sapere che il personale sarà ridotto per quanto possibile.
L'ambasciata ha detto all'agenzia RIA Novosti che 8.008 cittadini russi sono registrati nei suoi elenchi ufficiali, ma fonti diplomatiche hanno stimati che più di 25.000 donne russe sposate con siriani vivono nel paese senza essere registrate presso i servizi consolari russi. Una fonte dell'ambasciata sentita per telefono ha detto che era difficile sapere quanti cittadini russi restino in Siria perché molti hanno abbandonato il paese.
Una cittadina russa raggiunta per telefono a Damasco sempre oggi dall'agenzia RIA Novosti ha detto che ha deciso di non lasciare la città perché non voleva "strappare" i suoi figli da scuola nel mezzo dell'anno scolastico; inoltre, ha aggiunto, là ha un lavoro, mentre a Mosca il lavoro è duro da trovare. Ha detto che le forniture di cibo, acqua e corrente elettrica a Damasco vanno bene, ma poche persone escono di notte. Se vivere nella città diventasse "impossibile come ad Aleppo", allora, ha detto, la abbandonerei.
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