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domenica 10 febbraio 2013

La responsabile dell'educazione tedesca si dimette

Avere un dottorato di ricerca è una cosa seria in Germania, dice Euro News, figurarsi poi se della ricerca si è anche il ministro in carica. Annette Schavan, responsabile dell'educazione nel governo di Angela Merkel, si è dimessa sabato. Una decisione data per scontata da tutti i giornali dopo che, martedì, l'Università di Düsseldorf le aveva ritirato il dottorato per aver copiato la tesi.


giovedì 24 gennaio 2013

Scandalo MPS, per capirci qualcosa

Lo scandalo dei derivati del Monte dei Paschi di Siena è l'argomento del giorno, indubbiamente. Coinvolto nello scandalo, Giuseppe Mussari si è dimesso da presidente dell'Associazione Bancaria Italiana. A comunicarlo, come viene detto nel servizio contenuto nella prima clip video che ne dà notizia, è stato lo stesso Mussari, in una lettera inviata a Camillo Venesio, Vice Presidente Vicario dell'associazione. "Ritengo di dover rassegnare con effetto immediato e in maniera irrevocabile le dimissioni da presidente dell'Associazione bancaria italiana - scrive -. Assumo questa decisione convinto di aver sempre operato nel rispetto del nostro ordinamento ma nello stesso tempo, deciso a non recare alcun nocumento, anche indiretto all'associazione". Le dimissioni di Mussari sono arrivate in seguito alle polemiche sulla gestione del Monte dei Paschi di Siena e dopo le notizie sull'operazione in derivati, denominata 'Alexandria'. Le dimissioni travolgono il titolo in borsa del Monte Paschi di Siena, già in netto calo. In poche ore, il titolo dell'istituto ha perso il 5,33%, annullando così i guadagni accumulati da inizio anno. Il titolo sospeso è stato poi rimesso in contrattazione.


Sfruttando il ricco archivio di YouTube raccolgo qui alcuni documenti significativi, in cui protagonista è Giuseppe Mussari, che possono permettere al profano di cominciare a farsi un quadro della vicenda almeno in termini di oggetto della questione. La prima clip riporta l'intervista al Giuseppe Mussari, presidente Monte Paschi Siena e presidente Abi, a Cortina raccolta da Sergio Luciano, partner di InConTra, nell'agosto 2011.


Nell'intervista Mussari parla di CDS. Cosa sono? Nell'abstract della voce relativa, Wikipedia così li descrive. Il credit default swap (CDS) è uno swap che ha la funzione di trasferire l'esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti. È il derivato creditizio più usato. La parte A che possiede un titolo di credito nei confronti di una parte B, paga periodicamente una somma ad una terza parte C e questa in cambio si impegna a rifondere alla parte A il valore facciale del titolo di credito B, nel caso il debitore B diventi insolvente (credit default). Insomma, A ha comprato l'obbligazione emessa da B, ma A vuole esser sicuro che B rimborsi il capitale alla scadenza e quindi sottoscrive un CDS con C. La finanza ha creato questo strumento di copertura del rischio, e il credit default swap è in effetti come una polizza di assicurazione per il sottoscrittore di un'obbligazione. Normalmente la durata di un CDS è di cinque anni e sebbene sia un derivato scambiato sul mercato over-the-counter (non regolamentato) è possibile stabilire qualsiasi durata. I credit default swap sono normalmente utilizzati come metro di misura del rischio di fallimento di uno stato sovrano.
Ma per far capire meglio la stessa pagina dell'enciclopedia online fa questo esempio. Il sottoscrittore di obbligazioni per 10 milioni di euro, con durata di 5 anni, emesse dalla Società Rischiosa, copre il rischio di insolvenza del debitore acquistando un CDS dalla Banca Derivati per un importo nominale di 10 milioni di euro, pagando ad esempio il 2% dei 10 milioni garantiti. Se la Società Rischiosa non è insolvente, allo scadere dei 5 anni restituisce il valore dell'obbligazione al sottoscrittore, che sopporta un costo per essersi "assicurato" tramite l'acquisto del CDS. Tale costo riduce il rendimento dell'investimento e elimina il rischio di perdite da parte del sottoscrittore. Se la Società Rischiosa è insolvente 3 anni dopo la sottoscrizione del CDS, il pagamento del premio è interrotto e la Banca Derivati rimborsa al sottoscrittore la perdita di 10 milioni di euro subita. Qualora il merito di credito della Società Rischiosa migliorasse significativamente o fosse acquisita da una Società più solida dopo 3 anni, il sottoscrittore delle obbligazioni potrebbe eliminare o ridurre la sua posizione nel CDS vendendo sul mercato i rimanenti due anni di copertura. Ma sentiamo dalla viva voce di Giuseppe Mussari, sempre a Cortina, cosa sono i CDS.


Sempre Wikipedia così riassume gli aspetti speculativi. I CDS, al pari dell'investimento in opzioni su azioni, possono essere usati come strumenti speculativi, dando la possibilità di realizzare un grosso profitto da variazioni nel merito di credito di una società. Ad esempio, se una società che ha emesso obbligazioni per il valore di un milione di dollari versa in difficoltà, il possessore delle obbligazioni, temendo di perdere il capitale investito può decidere di cederle per -supponiamo- 900.000 dollari. Se l'azienda paga il debito, lo speculatore guadagna 100.000 dollari. Chi emette un CDS potrebbe ricevere, ad esempio, 100.000 dollari sotto forma di premio senza avere investito alcunché. Inoltre si possono negoziare CDS già conclusi. Al pari delle obbligazioni, il costo di acquisto dello swap varia in conseguenza delle variazioni nella qualità di credito della società percepite dagli operatori. La differenza è che tali variazioni di prezzo sono molto amplificate rispetto a quelle delle obbligazioni. Per questo motivo sono possibili profitti (ma anche perdite) molto superiori degli investimenti in obbligazioni.
La pagina di Wikipedia spiega anche il pricing di un CDS e illustra altri aspetti e questioni. Aggiungo ora l'intervento che segue, sempre di Giuseppe Mussari, al convegno Finanza: Comportamenti, Regole, Istituzioni, organizzato dalla LUISS "Guido Carli", a cui partecipava tra gli altri anche Mario Monti. Mussari parla di come sono cambiati e come dovrebbero cambiare i comportamenti degli agenti economici e quale assetto di norme e istituzioni è necessario per non ripetere vecchi errori, alla luce dell'esperienza maturata durante la recente crisi.


Insomma, siamo in una nuova era, se non lo si era ancora capito, come lo dice sempre in quel di Cortina Giuseppe Mussari.


Una delle domande che ho sentito porre di questi tempi riguarda la solidità delle banche. Da Bruno Vespa, a Porta a Porta, Mussari nel novembre 2011 rispose che la solidità delle banche si deduce dagli aiuti ricevuti. Già, e non a caso di lì a qualche giorno veniva conferito l'incarico di governo a Mario Monti.


Va bene. Siamo ottimisti, tiriamoci su cantando con Rino Gaetano Il cielo è sempre più blu!

martedì 1 gennaio 2013

Quando le agende si chiamavano piani

La loggia P2 di Licio Gelli fu un esempio di quanto possa avvenire nell'ombra e influire sullo svolgersi degli avvenimenti. Come fu scoperto, negli elenchi della loggia erano iscritti i nomi di quattro ministri , 44 parlamentari, tutti i vertici dei servizi segreti SISMI e SISDE, comandanti della Guardia di finanza, alti ufficiali dei Carabinieri, generali, militari, prefetti, funzionari, magistrati, banchieri, imprenditori, direttori di giornali, giornalisti. Ma vi è ancora il fondato sospetto che gli elenchi integrali dei membri della P2 non sono stati trovati. La P2 controllava l'Italia intera.
Perché ne parlo? Perché la storia sembra non insegnare niente. Se si va a leggere il Piano di rinascita democratica della P2 si trovano molte indicazioni di azione che ritrovate in successive azioni di governo o in programmi elettorali di forze al di sopra di ogni sospetto. Un esempio banale, per non andare sul pesante, ma che forse farà gridare comunque qualcuno allo scandalo (o forse no): nel piano sequestrato nel 1982 alla figlia di Licio Gelli si legge ad esempio, primo tra i provvedimenti economico-sociali da prendere: "B1) abolizione della validità legale dei titoli di studio", intesa "per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione"; una proposta non nuova, già Luigi Einaudi ne fu sostenitore, proposta che girava in quegli anni nel Psi e che la si ritrova nel programma della Rosa nel Pugno, il raggruppamento di Boselli e della Bonino. Oggi la si ritrova nel programma del Movimento 5 Stelle, il quinto punto della sezione relativa all'Istruzione: "• Abolizione del valore legale dei titoli di studio". Niente a che fare Grillo con la P2. Ma quello che viene da dire, guardando fatti e avvenimenti della politica, che c'è un progetto, o meglio più progetti che si sovrappongono, e si contrappongono quanto a obiettivi, di modifica sostanziale dell'attuale ordinamento per "razionalizzarlo", si dice. Tutto, ovviamente, sulle teste dei cittadini ignari, che al massimo possono trovare soddisfazione dalle frustrazioni dando sfogo alle loro perplessità nella rete, nei social network, nei forum, in blog come questo.
Molti non conoscono la vicenda della P2 perché giovani, molti ne hanno dimenticato la portata e finiscono col ricordare solo la demonizzazione o, perché no, la ridicolizzazione attuata per far dimenticare in fretta uno dei tanti episodi oscuri che hanno fino ad oggi caratterizzato questa repubblica. Internet permette oggi di rivisitare vecchi accadimenti, come ad esempio lo spezzone sottostante che sintetizza il ruolo di Gelli nella vicenda.


Licio Gelli, dunque, industriale, finanziere, diplomatico forse agente segreto comunque molto potente, a capo di una importante loggia massonica influenzò pesantemente la vita politica e finanziaria della Repubblica Italiana. Nel filmato che segue, Enzo Biagi attraverso le testimonianze di Pier Luigi Vigna, Giulio Andreotti, Ernesto d'Ippolito, Ermenegildo Benedetti e Tina Anselmi cerca di ricostruire la figura di Gelli e del suo feudo: la P2.


Nell'ultimo spezzone video, Travaglio spiega che quanto avviene in politica oggi rispecchia spesso le idee del Piano di rinascita democratica della P2 di Licio Gelli. Lo spezzone è tratto dalla lezione tenuta da Marco Travaglio il 13 novembre 2008 agli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre.

venerdì 28 dicembre 2012

La crisi che viviamo

Dalla miniera di YouTube estraggo oggi l'animazione video intitolata Crisis of capitalism, facile la traduzione: crisi del capitalismo, ideata dal sociologo David Harvey. Caricata su YouTube, la traduzione, nel novembre 2010 (la data non è trascurabile; ironia era il 2 novembre). Non è facile seguire nella concitazione dell'esposizione il contenuto che richiedebbe qualche secondo in più di attenzione per essere a pieno compreso nel suo evolversi. Comunque, con un piccolo sforzo aggiuntivo..
La sensazione che resta dopo aver fatto l'utile sacrificio di seguire il discorso fino alla fine è senza dubbio positiva, nel senso che si ha la consapevolezza d'aver raggiunto una certezza, almeno quella che così efficacemente viene espressa, su YouTube tra i commenti al video, da Amoz90, che scrive: "Non ho capito una mazza di tutto questo linguaggio tecnico-economico... e sì che sono diplomato ragioniere;.ma credo di aver capito che 10 minuti e 25 secondi di video si possano riassumere in 3 parole: siamo nella merda".