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martedì 21 maggio 2013

Il Circolo Andreani si presenta

Il Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" ha evidenziato nella pagina dei contatti i nomi dei soci del Circolo, che ha per presidente Mario Gazzola, che ha lavorato come art director per la Mondadori. Segretario del Circolo è Enrico Ghini, che sta curando la raccolta di fotografie collegata con l'iniziativa "Fate uscire dai cassetti la storia di Brembio". Il terzo membro del direttivo del Circolo è Barbara Alberoni. La pubblicazione dei nomi è sempre un atto di trasparenza che, soprattutto in piccoli ambiti, come Brembio, può dare adito a equivoci o incomprensioni. L'associazione al Circolo è aperta a tutti, e il Circolo, a breve, pubblicherà nella pagina del "profilo" il suo statuto.

lunedì 20 maggio 2013

Fate uscire dai cassetti la storia di Brembio

"Fatte uscire dai cassetti la storia di Brembio", è questo l'invito rivolto alla propria cittadinanza dal Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" di Brembio, presieduto da Mario Gazzola, già art director della Mondadori. Si legge nel manifesto esposto in paesi in questi giorni: "In tutte le case esiste un cassetto con le foto di famiglia, noi le stiamo raccogliendo per farne un libro. Le foto verranno trattate con la massima cura, e poi restituite ai proprietari". Numerosi cittadini hanno già risposto all'appello ed intanto, mentre si sta lavorando alla realizzazione del progetto editoriale, parte delle foto viene proposta all'attenzione dei brembiesi in un apposito blog "Vecchia Brembio" (link) collegato con il portale di "Fatti e Parole" (link). Quanti volessero mettere a disposizione dell'iniziativa il proprio materiale fotografico, possono rivolgersi direttamente al segretario del Circolo Andreani, Enrico Ghini.

sabato 13 aprile 2013

Un mio intervento a "La radio ad occhi aperti" di RAI FVG

Segnalo la mia partecipazione alla trasmissione Rai, prodotta dalla Sede Rai di Trieste, La radio ad occhi aperti, andata in onda nella mattinata di venerdì mattina, 12 aprile 2013. La trasmissione, curata e condotta da Biancastella Zanini, presentava due libri di recente pubblicazione. Il mio intervento era nell'ambito della presentazione del libro Pedena. Storia e memorie dell'antica Diocesi istriana, del maestro e musicologo  David Di Paoli Paulovich, edito dall’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste. Il libro è stato presentato il 23 marzo al centro culturale del Comune di Pedena; un evento organizzato dall’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste, in collaborazione con l’Unione Italiana di Fiume. Alla presentazione del volume, a cura di Denis Visintin e Marino Baldini, hanno preso parte, oltre all’autore, anche il Sindaco del Comune di Pedena, Gianni Francovic, il Parroco Antun Kurelovic ed il Presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste, Lorenzo Rovis, che ha scritto la  prefazione. Numerose le autorità presenti, politiche e della cultura, italiane e croate.
Il mio intervento nella trasmissione era relativo ai testi tratti dal mio libricino I sortilegi di Nonna Caterina. Briciole di credenze popolari nel villaggio di Lukezi, che raccoglie ricordi di mia madre, inseriti nel libro di Di Paoli Paulovich.
Il player incluso nel post permette di ascoltare l'intera trasmissione. L'immagine che lo accompagna è un disegno del brembiese Marco Cassetta, tratto da una cartolina degli anni trenta, che raffigura una veduta di Pedena, disegno che è stato usato per la copertina del mio primo libro di poesie, Parole, stampato dalle Grafiche Astra, a Secugnago, nel 1988.


lunedì 18 febbraio 2013

Celestino V, il Papa contadino

Qualche annno fa, Paolo Golinelli ha pubblicato un saggio molto interessante sulla vita di Celestino V, il Papa che rinuniciò al soglio pontificio nel 1294. Tra questo Papa, tanto disprezzato da Dante Alighieri, e Benedetto XVI ci sono delle analogie? Lanfranco Palazzolo ha cercato di capirlo con l'autore di questa biografia tornata, in questi giorni, di prepotente attualità. Ecco cosa ha detto oggi il professor Golinelli a Radio Radicale.

mercoledì 6 febbraio 2013

Beppe Grillo è proprio un diavolaccio

Una clip pubblicata su YouReporter.it mostra il degrado a Frascati dovuto alla affissione di manifesti elettorali in spazi non consentiti del candidato per la regione Lazio della lista sostenuta da Monti Mario Mei. Il malcostume testimonia come il raggruppamento montiano sia null'altro che un vecchio che torna. Ma la cosa più interessante della clip è l'affermazione che fa l'autore della stessa: dice, cioè, che sta cercando in giro invano un manifesto del movimento di Grillo, eppure Grillo ha un consenso a due cifre. Come fa? Grillo è davvero un diavolaccio.

Matrimoni gay, l'Inghilterra segue la Francia

L'Inghilterra dopo la Francia sale di un gradino nel novero dei paesi civili, laici e moderni con un primo sì ai matrimoni gay. Il premier Cameron esulta per la vittoria di civiltà ottenuta a prezzo però di una spaccatura nel suo stesso partito. La metà dei conservatori ha infatti votato no.

lunedì 4 febbraio 2013

Favia e la "religione dei media" di Casaleggio

Una clip de il Fatto Quotidiano introduce l'argomento di questo post. Favia, il consigliere regionale emiliano, espulso da Bepper Grillo,  tra le altre cose di cui dice, tra cui la sua presenza in Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, fa questa affermazione sul Movimento 5 Stelle: "Il movimento è un blog gestito da un'agenzia di marketing che mobilita cittadini, decidendo se e come farlo: su questo non si può mettere becco. Per alcuni aspetti ora mi spaventa".


Dopo la clip di Favia è, quindi, opportuno sentire Gian Roberto Casaleggio sul Movimento 5 Stelle. L'intervento documentato dalla clip è a Roma il 18 gennaio 2012. Nella seconda parte spiega quale è il rapporto del singolo col movimento: "ognuno non ha riferimenti se non se stesso". Le regole sono poche, spiega Casaleggio, il rispetto delle quali determina o meno il fare parte o no del movimento.


Prima di proseguire, una parentesi sulla vicenda Favia, con questa clip che conferma: Casaleggio ci ha tutti in pugno! Ovvero tutta la verità su Casaleggio.


Riprendendo il filo del discorso dopo questa parentesi iperbolisticamente "negazionista" delle tesi di Favia, ripartiamo da una intervista a Gianroberto Casaleggio del 2005, agli albori del blog di Beppe Grillo. Purtroppo l'audio dell'intervistatore lascia a desiderare.


Come si sarà compreso, nella realtà delle cose, il Movimento 5 Stelle nasce da un progetto ben preciso e da una analisi altrettanto precisa della realtà attuale così come determinata dalla rete, e da una sua possibile prospettiva futura. Vediamo, dunque, qual è la visione del futuro del mondo di Casaleggio con due filmati prodotti dalla Casaleggio e Associati. Il primo è Prometeus. La rivoluzione dei media, con i sottotitoli in italiano, caricato su YouTube nel giugno 2007.


Il secondo filmato è Gaia - The future of politics (Gaia. Il futuro della politica), caricato su YouTube nell'ottobre 2008.


In Gaia ogni uomo è padrone del proprio destino.

sabato 2 febbraio 2013

Vauro: Sto con Rivoluzione civile

Vauro Senesi, il vignettista noto ai più per la sua collaborazione con la trasmissione di Michele Santoro Servizio Pubblico, che va in onda al giovedì su La7, sta con Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. Nel video il suo messaggio: "Recuperiamo le parole perdute".

domenica 27 gennaio 2013

La Shoah fatto europeo

La Shoah è diventato un argomento di discussione pubblica solo a partire dagli anni '70, prima si faceva fatica a parlarne. Un dato di fatto che viene evidenziato dalla clip pubblicata ieri di Cosimo Caridi per il Fatto Quotidiano. Ne è convinto Robert Rozett, direttore delle biblioteche di Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme. "Conserviamo 140 milioni di documenti - racconta nella clip - che ci hanno fatto identificare 4,2 milioni di persone uccise dai nazisti". Il museo vuole essere sia il luogo della memoria, ma anche uno spunto per la riflessione su una delle più grandi atrocità che hanno attraversato l'Europa.

giovedì 24 gennaio 2013

Quando bastano tre frasi per descrivere la storia

A volte possono bastera tre frasi per descrivere la Storia, si osserva nella clip di TMNews. Meglio se dipinte sui muri. Come accade oggi in Egitto, al Cairo, che il 25 gennaio ricorda il secondo anniversario della rivolta che fece cadere Hosni Mubarak e dove i murales sono diventati rifugio dell'arte alternativa e di una forma aggressiva di contro-comunicazione.Il trascolorare di illusioni, speranze e frustrazione è scandito da tre frasi dipinte su un muro del Cairo: 2011: "Abbasso Mubarak!". 2012: "Abbasso il potere militare!". 2013: "Abbasso il potere dei Fratelli musulmani!"...A due passi dalla piazza Tahrir, resa celebre dalla manifestazioni oceaniche della "primavera egiziana", semplici graffiti o veri e propri affreschi murali ricordano i grandi momenti della rivolta popolare, rendono omaggio ai suoi eroi, descrivono le battaglie nelle strade e si fanno beffe dei potenti di ieri e di oggi.I primi graffiti sono apparsi sin dall'inizio della rivolta con contenuti prevalentemente legati alla politica ma assai duttili nei confronti della sua altalenante evoluzione, come spiega Mohammed Khaled, graffitaro del Cairo."I graffiti si sono sviluppati grazie alla rivolta contro Mubarak con toni essenzialmente politici ma pronti ad adattarsi in funzione delle vicende quotidiane. Quando succede qualcosa, la gente lo descrive disegnandolo e da lì nasce poi la discussione".Oggi i muri di edifici sempre più numerosi offrono il polso della situazione dell'opposizione, diffondendone la parole d'ordine e denunciando la repressione governativa.In questi giorni a farne le spese è soprattutto il capo dello Stato Mohamed Morsi, leader del movimento integralista dei Fratelli musulmani, specialmente dopo la richiesta di poteri eccezionali, sia pure a titolo provvisorio.La "primavera araba" si trasforma nella "primavera dei graffiti".(Fonte delle immagini: Afp)

martedì 22 gennaio 2013

Il voto utile è per Ingroia

L'attore Ivano Marescotti per il Movimento Arancione "interpreta" nella clip Il voto utile. Secondo l'attore romagnolo il voto utile è per Antonio Ingroia e la sua Rivoluzione Civile in quanto tutto il Pd, sinistra estrema interna compresa, ha già deciso di fare un accordo con la destra europeista di Monti e associati, e ne dà motivazione.


Ivano Marescotti è autore di un intervento interessante ed intelligente al convegno organizzato dal Partito democratico,  "Dialetto, lingua viva. Riflessioni sulla tutela e la promozione di un patrimonio culturale", tenutosi a Bologna il 9 marzo 2009. Colgo l'occasione dell'endorsement pro Ingroia per riproporlo qui, all'attenzione di chi si interessa di tematiche linguistiche e letterarie. L'intervento è suddiviso sulle due clip che seguono.



lunedì 21 gennaio 2013

Ritorno alla terra

Un ritorno alle origini, al mestiere dei nonni, con una marcia in più: una laurea e le nuove tecnologie. Della nuova tendenza in Veneto ci parla il servizio da Padova di TMNews. I giovani del Veneto tornano all'agricoltura, scelgono di vivere e lavorare in campagna come in passato: nell'ultimo piano di sviluppo rurale della regione sono circa duemila. Come Andrea Barbetta, 22 anni: laureato in agraria, intervistato da TMNews, che conduce l'azienda agricola di famiglia: "Secondo me è fondamentale crederci, avere la passione per l'agricoltura, altrimenti non si fa strada. A volte preferirei andare a zappare anzichè all'università, anche se si possono conciliare entrambe le cose".Il fenomeno è una risposta alla crisi che dura da cinque anni, e coinvolge soprattutto le province di Verona e Treviso, ma anche quella di Belluno. "Molti giovani che sanno usare il Web e si connettono con tutto il mondo hanno scelto di insediarsi in malghe che da tempo erano sfitte, e anche scegliendo una vita dura come quella del pastore che dà soddisfazioni perchè riesco a trasformare il prodotto e venderlo sul web".Una scelta consapevole, quella di tornare alla terra, che dimostra come l'agricoltura sia un settore anticiclico, tra i pochi in crescita.

mercoledì 16 gennaio 2013

L'arma di lotta che fa tendenza

Ieri, il canale YouTube di antefattoblog ha pubblicato una clip in cui il Fatto Quotidiano intervista Elvire Duvelle, una delle attiviste del gruppo francese, che domenica scorsa, 13 gennaio, ha protestato insieme alle femen ucraine, in Vaticano, durante l'Angelus del Papa. Il blitz rappresentava un attacco all'opposizione cattolica francese verso i matrimoni e le adozioni gay, su cui la Francia discute. Duvelle, nell'intervista, spiega il senso della protesta: "Il corpo svestito non è per Le Femen un'arma di seduzione, bensì uno strumento di lotta ed affermazione". Secondo l'attivista "un corpo nudo in una pubblicità non fa scandalo, mentre messo in un contesto politico diventa una cosa oscena". E ancora: "Il seno non è parte genitale, non capisco la differenza tra seno e torace maschile. Non c'è alcuna contraddizione tra concetto alto di femminismo e seni scoperti in Vaticano".

martedì 15 gennaio 2013

Vi immaginate lo striptease della politica?

Diciamocelo, forse a tanto nessun partito nostrano aveva osato arrivare. Gli israeliani, o meglio il partito Calcala va al di là della più pruriginosa fantasia dei nostri politici, con questa metafora dello striptease, uno spot che è parte della sua campagna per le elezioni del 2013. Chissà, se qualcuno da noi, magari per paradosso il severo Monti, raccogliesse l'idea, di cosa non sarebbero capaci i fantasiosi creativi italici al soldo della politica!

domenica 13 gennaio 2013

"In gay we trust" vs "In God we trust"

La clip, di Andrea Rosi, tratta dal canale YouTube antefattoblog de il Fatto Quotidiano, mostra l'azione dimostrativa delle Femen ucraine durante l'Angelus del Papa: due ragazze del gruppo delle femministe si sono denudate al quarto minuto della preghiera di Benedetto XVI. Sul corpo delle ragazze la scritta "noi crediamo nei gay". Immediato l'intervento degli agenti che le hanno prese e portate via. Una delle due è la leader ucraina del movimento, Inna Shevchenko. "Le Femen" protestano contro i cattolici francesi che si oppongono al progetto di legge del governo Hollande che consente il matrimonio gay e anche l'adozione di bambini.

venerdì 11 gennaio 2013

A rischio la Cattedrale di Colonia

La Cattedrale di Colonia, dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità e uno dei monumenti più famosi della Germania, ha iniziato a vibrare e oscillare a seguito di una nuova linea di metropolitana che mette in apparente pericolo la sua architettura gotica ricca di elementi decorativi e i suoi tesori culturali.

sabato 5 gennaio 2013

Hitler in preghiera al Ghetto di Varsavia

I volti del Ghetto di Varsavia nella seconda guerra mondiale. I ritratti appesi sui vecchi edifici a ricordo dell'oscuro passato che vide circa 300.000 ebrei che vivevano nel Ghetto mandati ai campi di sterminio nazisti. Accanto a questi memoriali di uno dei momenti più bui della capitale polacca c'è una istallazione artistica di Maurizio Cattelan che mostra un Adolf Hitler in preghiera. Esporre arte che inserisce il leader nazista nella scena di uno dei suoi peggiori crimini contro l'umanità viene considerato da molti ripugnante, ma l'artista non sembra provare rimorsi.

lunedì 31 dicembre 2012

Censura o ignoranza?

Alle 08:02 di questa mattina il Giornale online pubblicava un articolo di Stefano Filippi, intitolato Vietato dire la verità su Monti. E nella rete scatta la censura. Scriveva Filippi: "Il sito internet si chiama www.ilbuio.org ma aiuta a fare luce su una strana serie di coincidenze che riguardano l'augusto professor Mario Monti. È una storia che riguarda il premier dimissionario e Wikipedia, l'enciclopedia online più cliccata del pianeta. Si dà il caso che qualche enciclopedista abbia voluto aggiungere alcuni dettagli (non proprio trascurabili ma forse imbarazzanti) alla autorevole biografia del Bocconiano. Per esempio, che Monti è stato presidente europeo della tenebrosa quanto prestigiosa Trilaterale. Oppure che aveva fatto parte dello «steering committee» del Gruppo Bilderberg. O ancora che è il numero 1 (ancorché onorario) di un altro ristretto «think tank», il club Bruegel di Bruxelles. Tutte cose vere, informazioni facilmente verificabili e largamente diffuse sul web. Invece che ti combina Wikipedia, «enciclopedia libera» di nome ma non di fatto? Ogni volta che qualche utente tenta di infilare queste voci nel profilo di Monti subisce una censura. I moderatori sono intervenuti e hanno ripristinato la voce precedente, mondata da ogni riferimento che associasse il limpido curriculum montiano a lobby influenti, reti di potere esclusive, élite più o meno segrete capaci di orientare le politiche delle organizzazioni internazionali come dei singoli governi".
Filippi spiega quindi chi sono gli scopritori della purga staliniana: "La storia della censura wikipedica è raccontata nei dettagli sulla pagina principale di Buio.org, un sito «multiautore» di estrema sinistra (tra i link consigliati figurano anche l'Associazione Stalin, Indymedia e il database internazionale sul marxismo) ricco di rimandi da consultare per le opportune verifiche. Si può ricostruire la discussione sulla voce relativa alla Commissione Trilaterale con le numerose purghe operate dai «liberi censori», la relativa cronologia, e la stessa operazione è possibile ripetere per le voci sul Bilderberg e il Bruegel. Vengono riportati anche i «nickname» degli amministratori di Wikipedia che sono intervenuti a ghigliottinare le informazioni sgradite. Sembra siano «tra i più attivi e 'autorevoli'» dell'edizione italiana dell'enciclopedia web".
Questa sera, 22:50 minuto più minuto meno, tutto sembra tornato nella normalità del buon senso, come si vede confrontando il brano italiano della biografia e quello in lingua inglese.

Non penso che nel caso di Wikipedia Italia sia fondamentalmente un problema di censura. Semplicemente per i wikipedisti non risulta sia mai stato fatto qualcosa che somigli alle "primarie". E per esperienza di persone che ho frequentato qualche tempo fa e che ne hanno sperimentato l'ottusità, sembrerebbe banalmente una questione, almeno per l'ambito italiano, per lo più, di mera ignoranza. Purtroppo.

domenica 23 dicembre 2012

Tempo di auguri

Il Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" augura a tutti gli uomini di buona volontà un Sereno Natale. Attualmente il circolo culturale brembiese sta recuperando quanto resta della biblioteca delle sorelle Zanoni, che nate nell'ultimo terzo dell'Ottocento a Casalpusterlengo, hanno vissuto, a partire dal secondo quarto del Novecento, gli ultimi anni a Brembio. Quest'opera di recupero ha portato finora alla riedizione di tre testi ritrovati tra i loro libri, reperibili nella libreria online Amazon.

Nei prossimi mesi saranno pubblicati altri Quaderni del Circolo, dedicati soprattutto alla documentazione delle attività della famiglia, particolarmente nella gestione delle Cascine Muzzane di Vittadone, ed alla valorizzazione della ricchissima raccolta di cartoline illustrate delle due sorelle che copre un periodo di tempo che va dall'inizio del Novecento alla fine degli anni Trenta. Altre iniziative ancora sono in cantiere.


venerdì 7 dicembre 2012

Tristis est anima mea

La copertina dell'antologia
della prima edizione.
La pima edizione del premio nazionale di poesia "Chiesetta del Monasterolo" risale al 1991/92. Il premio, un'idea del milanese-lodigiano "Gruppo Keraunia per la promozione della parola scritta", fu organizzato dalla rivista di poesia Keraunia, di cui ero il direttore responsabile ed editore, con la collaborazione della Biblioteca comunale di Brembio, in particolare del presidente d'allora, Gianmario Calzari, con il patrocinio del Comune di Brembio ed il sostegno del sindaco di allora Gian Battista Cappelletti, e relativamente alla prima edizione con il concorso della casa editrice Prometheus di Milano. Il premio che aveva come sponsor la Cassa Rurale ed Artigiana Credito Cooperativo di Borghetto Lodigiano prosegui, sempre organizzato dalla rivista Keraunia, fino alla sua ultima edizione 1996-1997.
Nel 2005-2006, per volontà del consigliere comunale Giorgio Soldati, delegato alla cultura, il premio risorse, curato dalla commissione della Biblioteca comunale, guidata da Barbara Alberoni, con la collaborazione in quella edizione dell'editore milanese Albalibri, ricalcando le modalità gestionali ed organizzative delle origini. Fino al 2009, quando - non per altri motivi, va detto - le vicende politiche locali modificarono equilibri e composizione della commissione e le stesse finalità, rompendo con il passato per una sorta di - mi si perdoni l'aggettivo - stupida "presunzione" personale dei "timonieri".
Dico queste cose, perché ieri ho ricevuto una lettera dell'amico Pasquale Balestriere, poeta, vincitore tra l'altro dell'edizione 1992-1993 del "Chiesetta"; lettera che mi ha molto rattristato, come succede per un padre informato d'un figlio che ha intrapreso strade non condivisibili. In tutta sincerità non ho seguito l'ultima edizione del premio e non ho letto alcuna delle opere inviate al concorso. Però mi fido del giudizio dell'amico che mi scrive: "Ieri ho ricevuto il libretto con le liriche del premio Chiesetta del Monasterolo e, confesso, sono rimasto letteralmente inorridito dai componimenti classificati al primo e al terzo posto. Ho poi continuato a leggere le altre ma, pur avendolo fatto piuttosto superficialmente, ho notato che il livello generale è piuttosto basso. Mi ha stupito che non sia stata tenuta in alcuna considerazione un'autrice provetta come Fryda Rota. Poi ho notato che Lei non è più presente in giuria e allora mi sono spiegato un po' di cose. In ogni caso, con siffatta giuria, la mia partecipazione al premio Chiesetta del Monasterolo finisce qui".
Annoto il brano della lettera non per sterile spirito polemico, ma per suggerire alla nuova commissione della Biblioteca, da poco formata purtroppo con gli stessi criteri della precedente, di riflettere sugli ultimi due anni e, relativamente al premio, di ricordarsi che quanto si organizza è un concorso di poesia, non altro.