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giovedì 21 febbraio 2013
Sharon Nizza. Il voto degli italiani all'estero
Il voto per gli italiani all'estero è uno degli aspetti meno conosciuti di questa campagna elettorale. Lanfranco Palazzolo intervista la candidata del Pdl Sharon Nizza per la circoscrizione Asia, Africa, Oceania, Antartide. Tra i molti argomenti le caratteristiche del sistema elettorale per gli italiani all'estero, il malfunzionamento e le criticità del sistema elettorale, le problematiche che stanno influenzando la regolarità del voto all'estero.
mercoledì 20 febbraio 2013
Come Israele vede le elezioni politiche italiane
David Bibi intervista Yossi Bar su come le elezioni politiche italiane sono viste da Israele. Yossi Bar è corrispondente della radio pubblica israeliana. Il politico italiano più noto in Israele è Silvio Berlusconi.
lunedì 4 febbraio 2013
L'occhio del Grande Fratello nel cellulare
Una volta si diceva che, per capire com'è fatta una persona, bastava guardargli le scarpe.
Oggi, dice Euro News, potrebbe bastare chiamarlo al telefono. La società israeliana CallApp sta mettendo a punto un sistema che potrebbe svelare i segreti di chi fa e riceve telefonate.
Oggi, dice Euro News, potrebbe bastare chiamarlo al telefono. La società israeliana CallApp sta mettendo a punto un sistema che potrebbe svelare i segreti di chi fa e riceve telefonate.
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domenica 3 febbraio 2013
La conferma del raid aereo israeliano di mercoledì
Israele ha implicitamente confermato, attraverso il ministro alla difesa Ehud Barak, di aver realizzato il raid aereo in Siria di mercoledì scorso. Nelle immagini, diffuse dalla televisione siriana, i danni provocati dagli aerei israeliani al centro di ricerca scientifica in provincia di Damasco.
giovedì 31 gennaio 2013
Un aggiornamento sull'attacco aereo israeliano
Una clip di aggiornamento sull'attacco aereo israeliano ad un obiettivo al confine tra Libano e Siria. Sta crescendo la preoccupazione sulla sorte delle riserve di armi chimiche del regime siriano di Bashar al-Assad per il timore che cadano nelle mani di milizie islamiche, in particolare del movimento Hezbollah. Lunghe code in Israele per l'acquisto di maschere antigas per proteggersi contro i possibili effetti di alcune delle più terrificanti armi della storia di cui potrebbero impadronirsi i nemici dichiarati dello stato di Israele nella regione. Il direttore del servizio postale israeliano ha detto che la sua organizzazione ha visto un consistente picco negli ordini di maschere antigas. Israele ha incrementato le operazioni di raccolta di informazioni di intelligence in Siria e negli stati vicini nelle recenti settimane.
Funzionari americani hanno detto al New York Times che Israele ha notificato agli Stati Uniti sull'attacco aereo notturno avvenuto martedì vicino al confine libanese siriano. I funzionari hanno detto di ritenere che l'obiettivo dell'attacco era un convoglio di armi per gli Hezbollah in Libano, ma la Russia, forte alleato della Siria ha espresso preoccupazione per l'attacco.
Funzionari americani hanno detto al New York Times che Israele ha notificato agli Stati Uniti sull'attacco aereo notturno avvenuto martedì vicino al confine libanese siriano. I funzionari hanno detto di ritenere che l'obiettivo dell'attacco era un convoglio di armi per gli Hezbollah in Libano, ma la Russia, forte alleato della Siria ha espresso preoccupazione per l'attacco.
Le preoccupazioni dell'Europa sul Medio Oriente
C'è inquietudine, dice EuroNews, tra i ministri degli esteri europei a Bruxelles per il presunto attacco di Israele a centri di ricerca siriani. L'Unione europea è a favore di una soluzione politica del conflitto in Siria, ma ora teme ripercussioni nella regione.
mercoledì 30 gennaio 2013
Israele pronto alla guerra per le armi chimiche di Assad
Ho riportato in un post precedente la notizia dell'attacco aereo israeliano ad un convoglio di armi nei pressi del confine siriano libanese. Ieri, come lì accennato, Israele aveva detto che sta aumentando la preoccupazione che le armi chimiche della Siria cadano in mani sbagliate. Il comandante in capo dell'aviazione Amir Eshel ha detto che Israele sarebbe pronto ad andare in guerra se la riserva di armi chimiche di Assad cadessero nelle mani dei ribelli siriani o degli Hezbollah del confinante Libano. Non è, dunque, quella che si sta delineando, una prospettiva di pace per la regione mediorientale.
Attacco aereo israeliano al confine tra Libano e Siria
L'aviazione israeliana, secondo quanto viene riferito, ha colpito nella notte sul confine siriano-libanese un obiettivo, che è stato dichiarato essere un convoglio di armi, molto probabilmente per la preoccupazione che la guerra civile siriana possa coinvolgere nella regione i suoi confinanti. Il Libano ha detto che aerei dell'aviazione israeliana hanno violato lo spazio aereo libanese. Israele ha da tempo reso pubblici i suoi timori che armi siriane, incluse le armi chimiche, possano cadere nelle mani di miliziani come gli Hezbollah, se la Siria implodesse.
domenica 27 gennaio 2013
La Shoah fatto europeo
La Shoah è diventato un argomento di discussione pubblica solo a partire dagli anni '70, prima si faceva fatica a parlarne. Un dato di fatto che viene evidenziato dalla clip pubblicata ieri di Cosimo Caridi per il Fatto Quotidiano. Ne è convinto Robert Rozett, direttore delle biblioteche di Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme. "Conserviamo 140 milioni di documenti - racconta nella clip - che ci hanno fatto identificare 4,2 milioni di persone uccise dai nazisti". Il museo vuole essere sia il luogo della memoria, ma anche uno spunto per la riflessione su una delle più grandi atrocità che hanno attraversato l'Europa.
mercoledì 23 gennaio 2013
Il dopo voto tra i palestinesi
È molto vicino all'indifferenza, secondo EuroNews, l'atteggiamento dei palestinesi dopo le elezioni in Israele, finite con un pareggio matematico tra blocco di centrodestra e centrosinistra. A Ramallah in molti sono convinti che l'influenza delle elezioni sul loro futuro sarà la stessa, a prescindere da chi governerà.
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martedì 22 gennaio 2013
Walker Texas Ranger pro Netanyahu
Una curiosità che riguarda le elezioni israeliane di oggi è l'endorsement di Chuck Norris a favore del primo ministro Benjamin Netanyahu e del suo partito Likud. In un video senza precedenti l'attore, da noi noto per i telefilm di Walker Texas Ranger trasmessi da Rete 4, ha dichiarato il suo sostegno al primo ministro israeliano perché "un forte primo ministro significa un forte Israele".
Le colonie ebraiche uno dei temi delle elezioni in Israele
Le colonie ebraiche sono considerate illegali dalla comunità internazionale, ma il governo ha recentemente autorizzato nuovi 4000 alloggi, incurante dell'ondata di proteste piovute da tutto il mondo.
Resta, dunque, uno dei temi più caldi, quello delle colonie ebraiche in Palestina. Un argomento conflittuale, che esaspera le tensioni tra le parti, e pesa come un macigno anche in queste elezioni, come ci mostra la clip di EuroNews.
Affluenza in aumento alle elezioni israeliane, rispetto al 2009. Alle 14 ora locale ha votato il 38,3% degli aventi diritto, contro il 34% di quattro anni fa.
Affluenza in aumento alle elezioni israeliane, rispetto al 2009. Alle 14 ora locale ha votato il 38,3% degli aventi diritto, contro il 34% di quattro anni fa.
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lunedì 21 gennaio 2013
Vigilia di elezioni in Israele
Alla vigilia del voto in Israele, il premier uscente e leader del Likud Benyamin Netanyahu resta il favorito, ma i sondaggi, riferisce EuroNews, paiono concordi nel preannunciare la necessità di una coalizione, per potersi garantire una maggioranza alla Knesset.
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martedì 15 gennaio 2013
Vi immaginate lo striptease della politica?
Diciamocelo, forse a tanto nessun partito nostrano aveva osato arrivare. Gli israeliani, o meglio il partito Calcala va al di là della più pruriginosa fantasia dei nostri politici, con questa metafora dello striptease, uno spot che è parte della sua campagna per le elezioni del 2013. Chissà, se qualcuno da noi, magari per paradosso il severo Monti, raccogliesse l'idea, di cosa non sarebbero capaci i fantasiosi creativi italici al soldo della politica!
giovedì 10 gennaio 2013
Gerusalemme sotto la neve
Luoghi che sono punto di riferimento a Gerusalemme come la Cupola della Roccia sono stati coperti da una coltre bianca per la peggiore tormenta di neve che ha colpito Israele da vent'anni a questa parte. Molte scuole e aziende sono chiuse, il che permette, come il filmato mostra, a molti, come il presidente Shimon Peres, di avere più tempo per costruire pupazzi di neve.
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martedì 8 gennaio 2013
Assad intendeva usare il sarin
Il New York Times ha riferito ieri che negli ultimi giorni di novembre del 2012, l'IDF, le forze di difesa israeliane, hanno ricevuto l'informazione che le truppe siriane sembravano intenzionate a mescolare sostanze chimiche in due siti di stoccaggio, probabilmente il letale gas nervino sarin, e a riempire una quantità di bombe che potevano essere caricate sugli aerei.
Il giornale aggiungeva che gli alti comandi dell'IDF avevano informato il Pentagono e che nel giro di poche ore il presidente Obama era stato avvertito. L'allarme era aumentato nel fine settimana poiché gli ordigni erano stati caricati su veicoli nei pressi delle basi aeree siriane.
In riunioni informative, ai funzionari dell'amministrazione era stato detto che se il presidente siriano Bashar Assad avesse ordinato di usare le armi, esse potevano essere aviotrasportate in meno di due ore - un tempo troppo breve per un'azione americana.
Secondo il giornale, quello che è seguito, è stato una rimarcabile dimostrazione di cooperazione internazionale nella guerra civile, nella quale Stati Uniti, Stati arabi, Russia e Cina non hanno quasi mai concordato una modalità comune di azione.
Il New York Times afferma che la combinazione di un avvertimento pubblico di Obama e messaggi privati più nettamente espressi mandati al leader siriano e ai suoi comandanti militari, da Russia e altri paesi, inclusi l'Iraq, la Turchia e probabilmente la Giordania, ha fermato la miscelatura delle sostanze chimiche e la preparazione delle bombe.
Il giornale aggiungeva che gli alti comandi dell'IDF avevano informato il Pentagono e che nel giro di poche ore il presidente Obama era stato avvertito. L'allarme era aumentato nel fine settimana poiché gli ordigni erano stati caricati su veicoli nei pressi delle basi aeree siriane.
In riunioni informative, ai funzionari dell'amministrazione era stato detto che se il presidente siriano Bashar Assad avesse ordinato di usare le armi, esse potevano essere aviotrasportate in meno di due ore - un tempo troppo breve per un'azione americana.
Secondo il giornale, quello che è seguito, è stato una rimarcabile dimostrazione di cooperazione internazionale nella guerra civile, nella quale Stati Uniti, Stati arabi, Russia e Cina non hanno quasi mai concordato una modalità comune di azione.
Il New York Times afferma che la combinazione di un avvertimento pubblico di Obama e messaggi privati più nettamente espressi mandati al leader siriano e ai suoi comandanti militari, da Russia e altri paesi, inclusi l'Iraq, la Turchia e probabilmente la Giordania, ha fermato la miscelatura delle sostanze chimiche e la preparazione delle bombe.
domenica 6 gennaio 2013
Nasce lo Stato della Palestina
Il leader dell'Autorità Nazionale Palestinese (PNA), Mahmoud Abbas, ha firmato un decreto per cambiare il nome PNA in "Stato della Palestina". Lo ha riferito l'agenzia stampa ufficiale WAFA.
È la prima mossa concreta della leadership palestinese dopo che l'assemblea delle Nazioni Unite ha votato nel novembre scorso il riconoscimento dell'Autorità Palestinese come stato osservatore non membro. Il voto equivale ad un implicito riconoscimento dello stato palestinese. Il decreto prevede il cambiamento del nome in tutti i documenti ufficiali, sui timbri, sulle targhe delle agenzie governative e sulle divise. Abbas ha anche detto che il decreto cambia il titolo del suo incarico, divenendo così presidente dello stato palestinese.
Anche i francobolli, le medaglie, la carta da lettere saranno cambiate e porteranno il nuovo nome.
È la prima mossa concreta della leadership palestinese dopo che l'assemblea delle Nazioni Unite ha votato nel novembre scorso il riconoscimento dell'Autorità Palestinese come stato osservatore non membro. Il voto equivale ad un implicito riconoscimento dello stato palestinese. Il decreto prevede il cambiamento del nome in tutti i documenti ufficiali, sui timbri, sulle targhe delle agenzie governative e sulle divise. Abbas ha anche detto che il decreto cambia il titolo del suo incarico, divenendo così presidente dello stato palestinese.
Anche i francobolli, le medaglie, la carta da lettere saranno cambiate e porteranno il nuovo nome.
giovedì 3 gennaio 2013
Israele mette al bando le modelle troppo magre
Il troppo magro non è più "in", la parola d'ordine per l'industria della moda in Israele imposta con la cosiddetta "legge delle modelle" entrata in vigore con il 2013, che vieta l'uso di modelle sotto peso nella pubblicità.
La legge, approvata dalla Knesset in marzo, richiede che le modelle abbiano un indice di massa corporea di almeno 18,5, valore considerato il minimo per una persona in salute.
L'aumentata prevalenza di disordine alimentare nella società israeliana, particolarmente tra le giovani ragazze, ha spinto i membri della Knesset, Danny Danon del Likud e Rachel Adatto, già Kadima, a presentare la legge che punta a fermare la promozione di immagini malaticce di corpi femminili da parte dell'industria della moda.
Il Ministero della Salute indica in circa 125.000 le donne in Israele che soffrono di disordini alimentari. Ma molte persone addentro alla questione affermano che è un problema di una vastità non documentata, indicando un numero più vicino a 500.000. Il problema è particolarmente preoccupante per la sua prevalenza tra le giovani.
Per disposizione di legge, i pubblicitari che alterino digitalmente le fotografie per togliere alle modelle il peso di troppo devono chiaramente rimarcare che le immagini ottenute sono state modificate con Photoshop. L'obiettivo è di far sapere alle ragazze che il corpo che vedono non è reale e che non può essere imitato per mezzo di una dieta.
Responsabili per intentare cause civili contro i trasgressori della legge saranno gruppi di sorveglianza non governativi ed il successo dell'iniziativa sarà monitorato attraverso l'industria della moda internazionale per verificare se le passerelle di New York, Milano e altre capitali della moda finiscano coll'adottare misure simili.
La legge, approvata dalla Knesset in marzo, richiede che le modelle abbiano un indice di massa corporea di almeno 18,5, valore considerato il minimo per una persona in salute.
L'aumentata prevalenza di disordine alimentare nella società israeliana, particolarmente tra le giovani ragazze, ha spinto i membri della Knesset, Danny Danon del Likud e Rachel Adatto, già Kadima, a presentare la legge che punta a fermare la promozione di immagini malaticce di corpi femminili da parte dell'industria della moda.
Il Ministero della Salute indica in circa 125.000 le donne in Israele che soffrono di disordini alimentari. Ma molte persone addentro alla questione affermano che è un problema di una vastità non documentata, indicando un numero più vicino a 500.000. Il problema è particolarmente preoccupante per la sua prevalenza tra le giovani.
Per disposizione di legge, i pubblicitari che alterino digitalmente le fotografie per togliere alle modelle il peso di troppo devono chiaramente rimarcare che le immagini ottenute sono state modificate con Photoshop. L'obiettivo è di far sapere alle ragazze che il corpo che vedono non è reale e che non può essere imitato per mezzo di una dieta.
Responsabili per intentare cause civili contro i trasgressori della legge saranno gruppi di sorveglianza non governativi ed il successo dell'iniziativa sarà monitorato attraverso l'industria della moda internazionale per verificare se le passerelle di New York, Milano e altre capitali della moda finiscano coll'adottare misure simili.
lunedì 31 dicembre 2012
La top ten dell'antisemitismo
Il Centro Simon Wiesenthal, l'organizzazione internazionale per i diritti umani, ha redatto la sua annuale top ten dei maggiori antisemiti del 2012. Saldamente al primo posto gli egiziani Muhammad Badie e Futouh Abd al-Nabi Mansour del Fratelli Musulmani. I due hanno guadagnato il titolo per i Fratelli Musulmani dopo aver fatto numerose infiammatorie dichiarazioni contro Israele, e per una preghiera pubblica di Mansour che invocava Allah perché distruggesse gli ebrei e i loro sostenitori.
Secondo nella lista è il regime iraniano, il cui presidente Mahmoud Ahmadinejad quest'anno ha accusato i sionisti di 400 anni di cospirazione durante i quali hanno fatto affari mondiali. A guadagnare una menzione è anche il vicepresidente iraniano Mohamed Rahimi che ha detto che il Talmud insegna agli ebrei a "distruggere i non ebrei per proteggere gli uteri delle madri ebree".
Ci sono anche delle new entry: la greca Alba Dorata di estrema destra, il partito Jobbik ungherese e il partito ucraino Svoboda per la sua propaganda dell'ultra-nazionalismo e per aver fatto dichiarazioni calunniose contro gli ebrei e le minoranze. Agli inizi di dicembre un deputato dello Svoboda ha definito l'attrice Mila Kunis, ucraina di nascita, una "zhydovka", termine denigratorio che può essere approssimativamente tradotto come "sporca ebrea".
Il maggior sconcerto genera l'inclusione nella graduatoria del calcio europeo che ha definito il Centro un forum per la rivolta degli odiati ebrei, dopo che slogan nazisti e insulti anti-semiti sono stati usati ripetutamente sulle tribune, recentissimamente alle partite della britannica Tottenham.
Ci sono anche personaggi della sinistra nella lista. Il giornalista del Der Spiegel Jakob Augstein ha guadagnato il nono posto per aver scritto numerosi articoli incendiari comparando gli ebrei ultra-ortodossi ai fondamentalisti islamici e asserendo che la politica estera americana è controllata da lobby ebraiche.
Secondo nella lista è il regime iraniano, il cui presidente Mahmoud Ahmadinejad quest'anno ha accusato i sionisti di 400 anni di cospirazione durante i quali hanno fatto affari mondiali. A guadagnare una menzione è anche il vicepresidente iraniano Mohamed Rahimi che ha detto che il Talmud insegna agli ebrei a "distruggere i non ebrei per proteggere gli uteri delle madri ebree".
Ci sono anche delle new entry: la greca Alba Dorata di estrema destra, il partito Jobbik ungherese e il partito ucraino Svoboda per la sua propaganda dell'ultra-nazionalismo e per aver fatto dichiarazioni calunniose contro gli ebrei e le minoranze. Agli inizi di dicembre un deputato dello Svoboda ha definito l'attrice Mila Kunis, ucraina di nascita, una "zhydovka", termine denigratorio che può essere approssimativamente tradotto come "sporca ebrea".
Il maggior sconcerto genera l'inclusione nella graduatoria del calcio europeo che ha definito il Centro un forum per la rivolta degli odiati ebrei, dopo che slogan nazisti e insulti anti-semiti sono stati usati ripetutamente sulle tribune, recentissimamente alle partite della britannica Tottenham.
Ci sono anche personaggi della sinistra nella lista. Il giornalista del Der Spiegel Jakob Augstein ha guadagnato il nono posto per aver scritto numerosi articoli incendiari comparando gli ebrei ultra-ortodossi ai fondamentalisti islamici e asserendo che la politica estera americana è controllata da lobby ebraiche.
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sabato 29 dicembre 2012
Il soldato combattente
Lo stato meggiore dell'esercito israeliano è alle prese con un nuovo dilemma, scrive Yossi Yehoshua su Ynet. Chi è un "soldato combattente"? Mentre le classiche dottrine sulla guerra dicono che i soldati combattenti sono quelli che letteralmente affrontano il nemico sul terreno, la guerra moderna si combatte in un numero crescente di arene virtuali, nelle quali cyber-combattenti giocano ruoli chiave.
Diversi corpi dell'esercito israeliano ora stanno affrontando una nuova realtà, e secondo un articolo di ieri su Yedioth Ahronoth, sarebbero in disaccordo sulla assegnazione di future reclute, specialmente di coloro che presentano eccezionali capacità informatiche.
Tradizionalmente le richieste di personale delle forze di terra e dell'aviazione israeliana hanno sempre avuto la precedenza quando si trattava di assegnare reclute con profili medici e psicologici di alto livello, ma da qualche anno l'IDF ha creato diverse nuove unità cibernetiche, di intelligence e per la gestione dei droni, che ora stanno richiedendo la loro parte di personale qualificato. Le nuove unità stanno premendo per annullare la normale richiesta di tale tipo di reclute da parte delle forze di terra, affermando che l'esercito "deve aggiornare la definizione di soldato combattente".
Scontate le dichiarazioni che nell'articolo vengono riportate. Ad esempio un alto ufficiale delle truppe corazzate ha detto a Yedioth Ahronoth: "I soldati della Cyber Unit, per quanto vitali possono essere, non possono essere chiamati «combattenti», non più di quanto i soldati della Iron Dome Unit possono essere chiamati militari della difesa aerea. In fin dei conti, il primo siede davanti al suo computer da qualche parte nella zona centrale di Israele e va a casa alle 5 del pomeriggio, e il secondo può essere dislocato vicino al confine, ma compie il suo lavoro in tutta sicurezza nel suo ufficio. Non si possono comparare con i rischi che i soldati del Golan o delle truppe corazzate affrontano sul campo ogni giorno". L'ufficiale intervistato ha così concluso: "Dobbiamo chiederci quale genere di comandante dell'IDF ci piacerebbe avere tra 30 anni. Un cibernetico o uno che venga dai paracadutisti".
Il colonnello a riposo Yair Cohen, un ex commandante dell'Unità 8200 - l'unità di élite dell'intelligence militare - è cordialmente in disaccordo: "Il vantaggio di Israele sta nella sua potenza tecnologica e questo relativo vantaggio deve essere coltivato. Noi siamo benedetti dalla presenza di giovani intelligenti e dobbiamo essere molto attenti a dove collochiamo questa risorsa. Un cyber-combattente può infliggere un danno incalcolabile al nemico".
Diversi corpi dell'esercito israeliano ora stanno affrontando una nuova realtà, e secondo un articolo di ieri su Yedioth Ahronoth, sarebbero in disaccordo sulla assegnazione di future reclute, specialmente di coloro che presentano eccezionali capacità informatiche.
Tradizionalmente le richieste di personale delle forze di terra e dell'aviazione israeliana hanno sempre avuto la precedenza quando si trattava di assegnare reclute con profili medici e psicologici di alto livello, ma da qualche anno l'IDF ha creato diverse nuove unità cibernetiche, di intelligence e per la gestione dei droni, che ora stanno richiedendo la loro parte di personale qualificato. Le nuove unità stanno premendo per annullare la normale richiesta di tale tipo di reclute da parte delle forze di terra, affermando che l'esercito "deve aggiornare la definizione di soldato combattente".
Scontate le dichiarazioni che nell'articolo vengono riportate. Ad esempio un alto ufficiale delle truppe corazzate ha detto a Yedioth Ahronoth: "I soldati della Cyber Unit, per quanto vitali possono essere, non possono essere chiamati «combattenti», non più di quanto i soldati della Iron Dome Unit possono essere chiamati militari della difesa aerea. In fin dei conti, il primo siede davanti al suo computer da qualche parte nella zona centrale di Israele e va a casa alle 5 del pomeriggio, e il secondo può essere dislocato vicino al confine, ma compie il suo lavoro in tutta sicurezza nel suo ufficio. Non si possono comparare con i rischi che i soldati del Golan o delle truppe corazzate affrontano sul campo ogni giorno". L'ufficiale intervistato ha così concluso: "Dobbiamo chiederci quale genere di comandante dell'IDF ci piacerebbe avere tra 30 anni. Un cibernetico o uno che venga dai paracadutisti".
Il colonnello a riposo Yair Cohen, un ex commandante dell'Unità 8200 - l'unità di élite dell'intelligence militare - è cordialmente in disaccordo: "Il vantaggio di Israele sta nella sua potenza tecnologica e questo relativo vantaggio deve essere coltivato. Noi siamo benedetti dalla presenza di giovani intelligenti e dobbiamo essere molto attenti a dove collochiamo questa risorsa. Un cyber-combattente può infliggere un danno incalcolabile al nemico".
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