Ivano Marescotti è autore di un intervento interessante ed intelligente al convegno organizzato dal Partito democratico, "Dialetto, lingua viva. Riflessioni sulla tutela e la promozione di un patrimonio culturale", tenutosi a Bologna il 9 marzo 2009. Colgo l'occasione dell'endorsement pro Ingroia per riproporlo qui, all'attenzione di chi si interessa di tematiche linguistiche e letterarie. L'intervento è suddiviso sulle due clip che seguono.
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martedì 22 gennaio 2013
Il voto utile è per Ingroia
L'attore Ivano Marescotti
per il Movimento Arancione
"interpreta" nella clip Il voto utile. Secondo l'attore romagnolo il voto utile è per Antonio Ingroia e la sua Rivoluzione Civile in quanto tutto il Pd, sinistra estrema interna compresa, ha già deciso di fare un accordo con la destra europeista di Monti e associati, e ne dà motivazione.
Ivano Marescotti è autore di un intervento interessante ed intelligente al convegno organizzato dal Partito democratico, "Dialetto, lingua viva. Riflessioni sulla tutela e la promozione di un patrimonio culturale", tenutosi a Bologna il 9 marzo 2009. Colgo l'occasione dell'endorsement pro Ingroia per riproporlo qui, all'attenzione di chi si interessa di tematiche linguistiche e letterarie. L'intervento è suddiviso sulle due clip che seguono.
Ivano Marescotti è autore di un intervento interessante ed intelligente al convegno organizzato dal Partito democratico, "Dialetto, lingua viva. Riflessioni sulla tutela e la promozione di un patrimonio culturale", tenutosi a Bologna il 9 marzo 2009. Colgo l'occasione dell'endorsement pro Ingroia per riproporlo qui, all'attenzione di chi si interessa di tematiche linguistiche e letterarie. L'intervento è suddiviso sulle due clip che seguono.
venerdì 7 dicembre 2012
Tristis est anima mea
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| La copertina dell'antologia della prima edizione. |
Nel 2005-2006, per volontà del consigliere comunale Giorgio Soldati, delegato alla cultura, il premio risorse, curato dalla commissione della Biblioteca comunale, guidata da Barbara Alberoni, con la collaborazione in quella edizione dell'editore milanese Albalibri, ricalcando le modalità gestionali ed organizzative delle origini. Fino al 2009, quando - non per altri motivi, va detto - le vicende politiche locali modificarono equilibri e composizione della commissione e le stesse finalità, rompendo con il passato per una sorta di - mi si perdoni l'aggettivo - stupida "presunzione" personale dei "timonieri".
Dico queste cose, perché ieri ho ricevuto una lettera dell'amico Pasquale Balestriere, poeta, vincitore tra l'altro dell'edizione 1992-1993 del "Chiesetta"; lettera che mi ha molto rattristato, come succede per un padre informato d'un figlio che ha intrapreso strade non condivisibili. In tutta sincerità non ho seguito l'ultima edizione del premio e non ho letto alcuna delle opere inviate al concorso. Però mi fido del giudizio dell'amico che mi scrive: "Ieri ho ricevuto il libretto con le liriche del premio Chiesetta del Monasterolo e, confesso, sono rimasto letteralmente inorridito dai componimenti classificati al primo e al terzo posto. Ho poi continuato a leggere le altre ma, pur avendolo fatto piuttosto superficialmente, ho notato che il livello generale è piuttosto basso. Mi ha stupito che non sia stata tenuta in alcuna considerazione un'autrice provetta come Fryda Rota. Poi ho notato che Lei non è più presente in giuria e allora mi sono spiegato un po' di cose. In ogni caso, con siffatta giuria, la mia partecipazione al premio Chiesetta del Monasterolo finisce qui".
Annoto il brano della lettera non per sterile spirito polemico, ma per suggerire alla nuova commissione della Biblioteca, da poco formata purtroppo con gli stessi criteri della precedente, di riflettere sugli ultimi due anni e, relativamente al premio, di ricordarsi che quanto si organizza è un concorso di poesia, non altro.
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