Il Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" ha evidenziato nella pagina dei contatti i nomi dei soci del Circolo, che ha per presidente Mario Gazzola, che ha lavorato come art director per la Mondadori. Segretario del Circolo è Enrico Ghini, che sta curando la raccolta di fotografie collegata con l'iniziativa "Fate uscire dai cassetti la storia di Brembio". Il terzo membro del direttivo del Circolo è Barbara Alberoni. La pubblicazione dei nomi è sempre un atto di trasparenza che, soprattutto in piccoli ambiti, come Brembio, può dare adito a equivoci o incomprensioni. L'associazione al Circolo è aperta a tutti, e il Circolo, a breve, pubblicherà nella pagina del "profilo" il suo statuto.
Visualizzazione post con etichetta Lodigiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lodigiano. Mostra tutti i post
martedì 21 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
Fate uscire dai cassetti la storia di Brembio
"Fatte uscire dai cassetti la storia di Brembio", è questo l'invito rivolto alla propria cittadinanza dal Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" di Brembio, presieduto da Mario Gazzola, già art director della Mondadori. Si legge nel manifesto esposto in paesi in questi giorni: "In tutte le case esiste un cassetto con le foto di famiglia, noi le stiamo raccogliendo per farne un libro. Le foto verranno trattate con la massima cura, e poi restituite ai proprietari". Numerosi cittadini hanno già risposto all'appello ed intanto, mentre si sta lavorando alla realizzazione del progetto editoriale, parte delle foto viene proposta all'attenzione dei brembiesi in un apposito blog "Vecchia Brembio" (link) collegato con il portale di "Fatti e Parole" (link). Quanti volessero mettere a disposizione dell'iniziativa il proprio materiale fotografico, possono rivolgersi direttamente al segretario del Circolo Andreani, Enrico Ghini.
Etichette:
Blue Tweet,
Brembio,
Cultura,
Libri,
Lodigiano,
Regione Lombardia,
Storia,
Tradizioni
giovedì 11 aprile 2013
Aspettando il nuovo sindaco di Lodi
Un paio di commenti sulle candidature a sindaco di Lodi. Curiosamente dopo aver "congelato" con un'istantanea nel video il momentaneo risultato del sondaggio, ieri c'è stata una escalation di preferenze taroccate e improbabili, quanto inutili, a Tadi, cosa che fa chiaramente capire l'inaffidabilità senza rimedio dei sondaggi online.
mercoledì 10 aprile 2013
Il Lodigiano verso il declino
Il testo dell'editoriale di Ferruccio Pallavera, direttore del quotidiano "Il Cittadino" di Lodi, di sabato e due annotazioni.
venerdì 5 aprile 2013
Gli strafalcioni urbanistici dell'insipienza amministrativa
Una lettera apparsa sulla homepage del sito del quotidiano Il Cittadino di Lodi evidenzia come si sia permesso senza necessità alcuna uno sviluppo edilizio di grandi dimensioni e la distruzione di territorio agricolo in Lodi.
La Cominetti in campo per la poltrona di Sindaco di Lodi
Parte la candidatura a sindaco di Lodi di Giuliana Cominetti, già vicesindaco della giunta di centrosinistra guidata da Lorenzo Guerini. La Cominetti, sostenuta da diverse formazioni, all'opposizione nel consiglio comunale uscente, competerà con il vincitore delle primarie del partito democratico Uggetti per la poltrona del Broletto.
mercoledì 3 aprile 2013
venerdì 22 marzo 2013
Laura Pietrantoni, una buona scelta del M5S
Leggo sul quotidiano Il Cittadino di oggi che il Movimento 5 Stelle ha proposto per le elezioni comunali di Lodi la candidatura tra gli altri di Laura Pietrantoni, presidente dell'associazione Musicarte. Laura Pietrantoni, musicologa, è diplomata in pianoforte al Conservatorio di Piacenza e laureata in musicologia alla scuola di Paleografia e Filologia musicale di Cremona. Mi sembra davvero un buon candidato.
venerdì 8 marzo 2013
Radio Piazza Live. Informazione e controinformazione
Riprendo le mie scritture e segnalazioni quotidiane, informando chi segue le mie annotazioni, che il servizio del blog Fatti e Parole, Radio Piazza ha da qualche giorno un nuovo modo di comunicare, la diretta streaming. Questa modalità, che ancora per qualche giorno effettuerà trasmissioni web di test della funzionalità, avrà la valenza di uno strumento di informazione e controinformazione immediato su temi nazionali, ma soprattutto su questioni e problematiche lodigiane e locali. La diretta streaming sarà anche ascoltabile, oltre che da questo blog, anche dalla pagina web del "Bar della Nuvoletta". Segnalo infine che tra i blog del "Bar" c'è una new entry, il blog "Basta un clic" curato da Mario Gazzola e Enrico Ghini.mercoledì 30 gennaio 2013
Il debito delle famiglie italiane e lombarde
Un servizio del Tg Nord di TelePadania sull'indebitamento delle famiglie italiane. Il servizio che riporta dati elaborati dalla Cgia di Mestre, conclude con la graduatoria dell'ndebitamento delle famiglie nelle province lombarde.
martedì 22 gennaio 2013
I candidati al Parlamento della Lega Nord
Nella clip il servizio di Tg Nord, il notiziario di Tele Padania, sulle liste della Lega Nord per le elezioni politiche di Camera e Senato. Nel collegio Lombardia 3 che comprende i territori delle province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, ci saranno i lodigiani Andrea Gibelli e il segretario lodigiano della Lega Guido Guidesi.
mercoledì 2 gennaio 2013
La Massoneria in Lombardia
Secondo l'elenco pubblicato dal Grande Oriente d'Italia in Lombardia sono 64 le logge affiliate. Milano è, ovviamente, la città che ospita il numero maggiore, 34. Ricordo alcune: Giosuè Carducci, Italia, I Nuovi Cavalieri di Scozia, XX Settembre, Umanità e Progresso - Krishna, Ernesto Nathan, Missori - Risorgimento. Alcuni nomi, Cavalieri della Libertà o L'Unione, evocano strane assonanze.
A Bergamo è presente una sola loggia, che ha nome - non poteva essere diversamente - Pontida.
A Brescia sono presenti due logge: Leonessa - Arnaldo e Fraglia Ed Stolper. In provincia una a Botticino, la Giuseppe Zanardelli, e una a Marone, la Minerva.
A Como una, la Acacia - Magistri Cumacini; in provincia, a Cernobbio la Rosa Commacina.
A Cremona c'è la loggia Leonida Bissolati. A Mantova la loggia Martiri di Belfiore e a Sabbioneta La Piccola Atene.
A Monza sono presenti due logge: la loggia I Cavalieri di San Giovanni e la loggia Templum Salomonis Modoetiae.
A Pavia sono attive tre logge: la Gerolamo Cardano, la Giunio Bruto Crippa e la Akh en Aton. In provincia, a Vigevano sono presenti tre logge: Il Dovere, Obbedienza e Libertà e la Sabato Giannitti Viglebanum; a Voghera la Agostino Depretis.
Anche a Varese sono registrate tre logge: la Carlo Cattaneo, la Labirinto Azzurro e la Rolly Cannara. In provincia di Varese vi sono numerose altre logge: a Busto Arsizio la Logos, a Cittiglio la Sette Laghi del Verbano, a Gallarate la loggia Heliopolis, a Ispra la loggia Porta d'Europa, a Laveno Mombello la Verbanum, a Luino la Ai Sette Laghi, a Somma Lombardo infine La Fenice.
Non resta che aggiungere Lodi, dove è attiva la loggia massonica Paolo Gorini.
La storia della massoneria lodigiana risale al periodo napoleonico, quando con la battaglia del Ponte di Lodi del 10 maggio 1796, i francesi diventarono praticamente i padroni della Lombardia. È un tempo in cui i circoli giacobini escono dalla clandestinità e sostengono apertamente il nuovo regime organizzando manifestazioni popolari in nome della libertà e dell'uguaglianza. L'intera società lodigiana si trasforma profondamente e si afferma anche a Lodi una ritualità laica. Con il sostegno del governo napoleonico, Napoleone diventato imperatore decise di fare della massoneria uno strumento del suo potere, viene fondata nel 1806 la loggia La Verità di Rito francese, all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia con sede a Milano. Secondo il Quadro generale della Massoneria lombarda del 1808, risulta Maestro Venerabile Prevosi de Bord. La sconfitta di Napoleone a Lipsia nel 1813 si ripercuote anche sulla Massoneria lombarda con lo scioglimento di tutte le logge. La Verità lodigiana cessa l'attività.
Verso la fine del 1864, Enrico Bignami, sull'onda della tradizione libertaria ed esoterica lodigiana, fonda la loggia Abramo Lincoln di Rito scozzese antico accettato. Bignami è un mazziniano, volontario garibaldino, internazionalista, giornalista ed editore. La loggia solo qualche anno dopo viene posta all'Obbedienza del Grande Oriente d'Italia. Nel suo periodo di massima espansione contò 60 aderenti, in genere alcuni operai e studenti, alcuni artigiani e molti giovani professionisti di Lodi e del circondario. La loggia aveva il suo Tempio in Lodi ma poteva contare su un nucleo a Codogno, che poi darà vita alla loggia Carlo Cattaneo; e su uno a Sant'Angelo Lodigiano, guidato da Raimondo Pandini, vecchio carbonaro, patriota, filantropo, fiero anticlericale e sindaco dal 1860 al 1863. La loggia lodigiana di Rito scozzese fu "demolita" con decreto dell'8 agosto 1876 a causa della sua "lunga inerzia e continua morosità".
A cavallo tra Ottocento e Novecento venne fondata a Lodi la loggia Paolo Gorini di Rito scozzese antico accettato, posta all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia. Fu guidata dai maestri venerabili Giuseppe Tambara, direttore della Regia Scuola Normale di Lodi, e da Francesco Faverzani, direttore della Regia Scuola Tecnica; da Pietro Fiorani Callotta, medico e docente universitario; da Gisberto Niccolini, che fu Segretario comunale a Lodi. La loggia, fra apprendisti, compagni d'arte e maestri, contava più di quaranta fratelli. Nel 1919 poteva contare su un giornale, Il Fascio Popolare, sostenuto e finanziato dal Grande Oriente d'Italia e organo della "democrazia lodigiana", settimanale che fu suo portavoce più o meno ufficiale. Era forte da tre Triangoli attivi a Casalpusterlengo, a Codogno e a San Colombano. Dal 1920 ebbe come ultimo venerabile l'avvocato di Lodi Paolo Casavola. La loggia si autosospenderà nei primi anni Venti dopo l'emanazione, da parte del regime fascista, della legge sulle associazioni segrete.
Il 2 giugno del 2004, la loggia Paolo Gorini ha ripreso la sua attività per iniziativa di "un piccolo gruppo di Fratelli che portano nel cuore la volontà di operare, in «perfetta unione con oltre un centinaio di Fratelli oggi passati all'Oriente Eterno, al bene e al progresso dell'Umanità»".
Personaggio di spicco della Paolo Gorini Guido Broich, già Direttore generale dell'Azienda sanitaria locale della Provincia di Lodi dal 2003 al 2007, con un curricolo massonico di tutto rispetto, come compare nel documento "Tradizione e Futuro. Sintesi del Programma della lista del Fr. Giorgio Losano per l'elezione a Gran Maestro - Marzo 2009", lista presentata presso il Grande Oriente d'Italia a Roma il 13 Ottobre 2008: "Iniziato nel 1986, Membro delle R.L. Cardano n. 63 di Pavia, Italia n. 32 di Milano e attualmente Paolo Gorini n. 1214 di Lodi. Maestro dal 1990. M.V. nel periodo 2004/2006. Membro onorario della R.L. «Zur Eintracht» n. 1 della Gran Loggia «Ai tre Globi» di Berlino, 31° grado del RSAA. Membro del Rito di York".
A Bergamo è presente una sola loggia, che ha nome - non poteva essere diversamente - Pontida.
A Brescia sono presenti due logge: Leonessa - Arnaldo e Fraglia Ed Stolper. In provincia una a Botticino, la Giuseppe Zanardelli, e una a Marone, la Minerva.
A Como una, la Acacia - Magistri Cumacini; in provincia, a Cernobbio la Rosa Commacina.
A Cremona c'è la loggia Leonida Bissolati. A Mantova la loggia Martiri di Belfiore e a Sabbioneta La Piccola Atene.
A Monza sono presenti due logge: la loggia I Cavalieri di San Giovanni e la loggia Templum Salomonis Modoetiae.
A Pavia sono attive tre logge: la Gerolamo Cardano, la Giunio Bruto Crippa e la Akh en Aton. In provincia, a Vigevano sono presenti tre logge: Il Dovere, Obbedienza e Libertà e la Sabato Giannitti Viglebanum; a Voghera la Agostino Depretis.
Anche a Varese sono registrate tre logge: la Carlo Cattaneo, la Labirinto Azzurro e la Rolly Cannara. In provincia di Varese vi sono numerose altre logge: a Busto Arsizio la Logos, a Cittiglio la Sette Laghi del Verbano, a Gallarate la loggia Heliopolis, a Ispra la loggia Porta d'Europa, a Laveno Mombello la Verbanum, a Luino la Ai Sette Laghi, a Somma Lombardo infine La Fenice.
Non resta che aggiungere Lodi, dove è attiva la loggia massonica Paolo Gorini.
La storia della massoneria lodigiana risale al periodo napoleonico, quando con la battaglia del Ponte di Lodi del 10 maggio 1796, i francesi diventarono praticamente i padroni della Lombardia. È un tempo in cui i circoli giacobini escono dalla clandestinità e sostengono apertamente il nuovo regime organizzando manifestazioni popolari in nome della libertà e dell'uguaglianza. L'intera società lodigiana si trasforma profondamente e si afferma anche a Lodi una ritualità laica. Con il sostegno del governo napoleonico, Napoleone diventato imperatore decise di fare della massoneria uno strumento del suo potere, viene fondata nel 1806 la loggia La Verità di Rito francese, all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia con sede a Milano. Secondo il Quadro generale della Massoneria lombarda del 1808, risulta Maestro Venerabile Prevosi de Bord. La sconfitta di Napoleone a Lipsia nel 1813 si ripercuote anche sulla Massoneria lombarda con lo scioglimento di tutte le logge. La Verità lodigiana cessa l'attività.
Verso la fine del 1864, Enrico Bignami, sull'onda della tradizione libertaria ed esoterica lodigiana, fonda la loggia Abramo Lincoln di Rito scozzese antico accettato. Bignami è un mazziniano, volontario garibaldino, internazionalista, giornalista ed editore. La loggia solo qualche anno dopo viene posta all'Obbedienza del Grande Oriente d'Italia. Nel suo periodo di massima espansione contò 60 aderenti, in genere alcuni operai e studenti, alcuni artigiani e molti giovani professionisti di Lodi e del circondario. La loggia aveva il suo Tempio in Lodi ma poteva contare su un nucleo a Codogno, che poi darà vita alla loggia Carlo Cattaneo; e su uno a Sant'Angelo Lodigiano, guidato da Raimondo Pandini, vecchio carbonaro, patriota, filantropo, fiero anticlericale e sindaco dal 1860 al 1863. La loggia lodigiana di Rito scozzese fu "demolita" con decreto dell'8 agosto 1876 a causa della sua "lunga inerzia e continua morosità".
A cavallo tra Ottocento e Novecento venne fondata a Lodi la loggia Paolo Gorini di Rito scozzese antico accettato, posta all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia. Fu guidata dai maestri venerabili Giuseppe Tambara, direttore della Regia Scuola Normale di Lodi, e da Francesco Faverzani, direttore della Regia Scuola Tecnica; da Pietro Fiorani Callotta, medico e docente universitario; da Gisberto Niccolini, che fu Segretario comunale a Lodi. La loggia, fra apprendisti, compagni d'arte e maestri, contava più di quaranta fratelli. Nel 1919 poteva contare su un giornale, Il Fascio Popolare, sostenuto e finanziato dal Grande Oriente d'Italia e organo della "democrazia lodigiana", settimanale che fu suo portavoce più o meno ufficiale. Era forte da tre Triangoli attivi a Casalpusterlengo, a Codogno e a San Colombano. Dal 1920 ebbe come ultimo venerabile l'avvocato di Lodi Paolo Casavola. La loggia si autosospenderà nei primi anni Venti dopo l'emanazione, da parte del regime fascista, della legge sulle associazioni segrete.
Il 2 giugno del 2004, la loggia Paolo Gorini ha ripreso la sua attività per iniziativa di "un piccolo gruppo di Fratelli che portano nel cuore la volontà di operare, in «perfetta unione con oltre un centinaio di Fratelli oggi passati all'Oriente Eterno, al bene e al progresso dell'Umanità»".
Personaggio di spicco della Paolo Gorini Guido Broich, già Direttore generale dell'Azienda sanitaria locale della Provincia di Lodi dal 2003 al 2007, con un curricolo massonico di tutto rispetto, come compare nel documento "Tradizione e Futuro. Sintesi del Programma della lista del Fr. Giorgio Losano per l'elezione a Gran Maestro - Marzo 2009", lista presentata presso il Grande Oriente d'Italia a Roma il 13 Ottobre 2008: "Iniziato nel 1986, Membro delle R.L. Cardano n. 63 di Pavia, Italia n. 32 di Milano e attualmente Paolo Gorini n. 1214 di Lodi. Maestro dal 1990. M.V. nel periodo 2004/2006. Membro onorario della R.L. «Zur Eintracht» n. 1 della Gran Loggia «Ai tre Globi» di Berlino, 31° grado del RSAA. Membro del Rito di York".
domenica 30 dicembre 2012
Pd. Segnale dalla Lombardia: largo ai trentenni
Presentati dal Pd i manifesti e gli slogan per la campagna elettorale del 24 e 25 febbraio. Sarà il faccione di Bersani, candidato premier, e lo slogan "L'Italia giusta" a campeggiare sui manifesti che troveremo negli spazi assegnati alla campagna per le elezioni del Parlamento. Le parole d'ordine che accompagneranno lo slogan "L'Italia giusta" saranno: "dove il futuro si prepara a scuola", "dove il lavoro costruisce la vita", "dove nessuno resta indietro". E ancora quello, "dove la politica dice la verità", che compare nel manifesto che riporto sotto, che se messo in pratica, e non dichiarazione d'intenti (la mente va a esperienze locali), rappresentebbe una vera rivoluzione culturale.
Ieri si sono svolte le primarie per i candidati del Pd (e di Sel) al Parlamento. Fa scalpore sui media il fatto che il renziano Giorgio Gori a Bergamo non ce l'abbia fatta a vincere. Nella circoscrizione di Bergamo, infatti, dove si era candidato, è arrivato solo quarto, con il 12 per cento delle preferenze (prima Elena Carnevali, capogruppo del Pd in Comune con il 31,18% dei voti. Secondo si è classificato il deputato Giovanni Sanga con il 20,47%). Al contrario, altro elemento di colore, Rosy Bindi ha superato lo scoglio delle primarie in provincia di Reggio Calabria (insieme al consigliere regionale Demetrio Battaglia).
In Lombardia hanno votato in 100 mila, e dalla nostra regione arriva un altro segnale significativo: sono i trenta-quarantenni a vincere: oltre a Veronica Tentori, ventisettenne che ha vinto a Lecco, ai primi posti nelle rispettive province Pippo Civati, (37 anni) a Monza, Alan Ferrari (37) a Pavia e Chiara Braga (33) a Como. In provincia di Milano, dove hanno votato oltre 33mila persone, vincono Lia Quartapelle, Franco Mirabelli, Barbara Pollastrini, Emanuele Fiano, Francesco Laforgia e Eleonora Cimbro.
Fra i sostenitori di Matteo Renzi a questa tornata fa il pieno di voti solo Lorenzo Guerini, sindaco dimissionario di Lodi.
A Brembio i votanti sono stati 84. Questi i risultati: Guerini 58, Ogliari e Canova 25, Rusconi 19.
Ieri si sono svolte le primarie per i candidati del Pd (e di Sel) al Parlamento. Fa scalpore sui media il fatto che il renziano Giorgio Gori a Bergamo non ce l'abbia fatta a vincere. Nella circoscrizione di Bergamo, infatti, dove si era candidato, è arrivato solo quarto, con il 12 per cento delle preferenze (prima Elena Carnevali, capogruppo del Pd in Comune con il 31,18% dei voti. Secondo si è classificato il deputato Giovanni Sanga con il 20,47%). Al contrario, altro elemento di colore, Rosy Bindi ha superato lo scoglio delle primarie in provincia di Reggio Calabria (insieme al consigliere regionale Demetrio Battaglia).
In Lombardia hanno votato in 100 mila, e dalla nostra regione arriva un altro segnale significativo: sono i trenta-quarantenni a vincere: oltre a Veronica Tentori, ventisettenne che ha vinto a Lecco, ai primi posti nelle rispettive province Pippo Civati, (37 anni) a Monza, Alan Ferrari (37) a Pavia e Chiara Braga (33) a Como. In provincia di Milano, dove hanno votato oltre 33mila persone, vincono Lia Quartapelle, Franco Mirabelli, Barbara Pollastrini, Emanuele Fiano, Francesco Laforgia e Eleonora Cimbro.
Fra i sostenitori di Matteo Renzi a questa tornata fa il pieno di voti solo Lorenzo Guerini, sindaco dimissionario di Lodi.
A Brembio i votanti sono stati 84. Questi i risultati: Guerini 58, Ogliari e Canova 25, Rusconi 19.
venerdì 28 dicembre 2012
Quando una sedia non vale l'altra
Il quotidiano Il Cittadino di Lodi pubblica oggi, fissando sulle sue pagine il risultato, un sondaggio online sulla candidatura alle primarie Pd del sindaco, ormai ex sindaco, della città Lorenzo Guerini. Domanda: "È giusto convocare elezioni anticipate a Lodi per consentire a Guerini di candidarsi?". La risposta è netta: 28% i sì, 72% i no. Una decisione, dunque, quella di Guerini per nulla compresa dalla maggioranza dei lettori del quotidiano che hanno partecipato al sondaggio. Guerini, renziano doc, si è dimesso per partecipare alla corsa per una sedia romana, mostrando così il suo disinteresse per i concittadini che lo avevano rieletto a primo cittadino. Con amarezza, un tipico esempio, da queste parti fenomeno non infrequente, della "politica" di cui si ha le tasche piene: quella il cui scopo non è mettersi al servizio della collettività ma correre per una poltrona personale, che, comunque, nel caso in questione, nonostante tempi di vacche magre, rimane una vincita al superenalotto.
Luca Canova, un candidato giusto per il Lodigiano
Ritengo Luca Canova, consigliere provinciale Pd, un ottimo candidato a rappresentare il Lodigiano in Parlamento. La preferenza data alla sua candidatura alle primarie mi sembra l'occasione di avere una persona di valore a Roma che porti nelle aule parlamentari con competenza le istanze del territorio.
Da Luca Canova ho ricevuto oggi questa lettera che qui riproduco.
"Cari amici,
sono candidato alle primarie del Partito Democratico per il Parlamento. Solitamente in questi momenti si fanno grandi discorsi e grandi promesse.
Io non lo farò. Dirò solo poche parole e farò una sola promessa.
Mi sono costruito una vita professionale, una competenza tecnica, una famiglia, con le mie forze e senza mai chiedere nulla alla politica. Andrò avanti così, perché credo che i politici del futuro si debbano attenere a questo schema: competenza tecnica, radicamento territoriale, politica come impegno e non come lavoro.
D'altra parte è così che funziona, in tutto il mondo. E mi pare che l'Italia abbia qualcosa da imparare, in questo senso.
Chi fra voi sente il bisogno di rinnovare, di cambiare, può valutare la mia candidatura.
Ed ora la promessa: è il momento dell'unità sia nel partito che nelle coalizioni. Vi prometto impegno, disciplina e dignità. È quello che serve alla politica. Ed è quello che serve alla democrazia.
A presto e auguri per un miglior futuro.
Luca Canova"
Ed ecco una nota biografica.
Luca Canova è nato nel 1962 a Codogno, sposato dal 1987, due figli. Laureato in Scienze Naturali nel 1987, Dottorato in Biologia nel '93. Dal 1991 lavora nel Dipartimento di Biologia di Pavia. Professore a contratto in Università di Milano (2000) e Università Bicocca (2003). Si occupa di tutela ambientale, studio della biodiversità e pianificazione delle aree protette e della caccia. Collabora con riviste (Oasis) e quotidiani (Corriere della Sera - Corriere delle Scienze). Ha scritto 40 pubblicazioni scientifiche internazionali, 60 nazionali, 3 libri. Da sempre è dedito alla tutela dell’ambiente e del paesaggio Lodigiano. Direttore del Parco Adda sud (1998-2003) e Direttore della Riserva Monticchie (2007-2012).
Eletto nel collegio provinciale di Casalpusterlengo nel 2004, riconfermato nel 2009. Come Presidente della Commissione Ambiente ha contrastato la discarica di Senna Lodigiana e le cave sull’Adda di Zelo e Cervignano. Nel 2010, per conto del PD, ha chiesto l’istituzione della Commissione Antimafia del Lodigiano. Dal 2011 è membro eletto delle RSU del personale dell’Università di Pavia. Si impegna a fondo in quello che fa. Riconosce l’importanza del ruolo individuale per il benessere collettivo, la bellezza della diversità e della contaminazione fra culture diverse, l’imprenscindibilità della coesione sociale e del rispetto del patrimonio comune.
Dichiara: "Credo in quello che faccio e nella Costituzione della Repubblica Italiana".
Da Luca Canova ho ricevuto oggi questa lettera che qui riproduco.
"Cari amici,
sono candidato alle primarie del Partito Democratico per il Parlamento. Solitamente in questi momenti si fanno grandi discorsi e grandi promesse.
Io non lo farò. Dirò solo poche parole e farò una sola promessa.
Mi sono costruito una vita professionale, una competenza tecnica, una famiglia, con le mie forze e senza mai chiedere nulla alla politica. Andrò avanti così, perché credo che i politici del futuro si debbano attenere a questo schema: competenza tecnica, radicamento territoriale, politica come impegno e non come lavoro.
D'altra parte è così che funziona, in tutto il mondo. E mi pare che l'Italia abbia qualcosa da imparare, in questo senso.
Chi fra voi sente il bisogno di rinnovare, di cambiare, può valutare la mia candidatura.
Ed ora la promessa: è il momento dell'unità sia nel partito che nelle coalizioni. Vi prometto impegno, disciplina e dignità. È quello che serve alla politica. Ed è quello che serve alla democrazia.
A presto e auguri per un miglior futuro.
Luca Canova"
Ed ecco una nota biografica.
Luca Canova è nato nel 1962 a Codogno, sposato dal 1987, due figli. Laureato in Scienze Naturali nel 1987, Dottorato in Biologia nel '93. Dal 1991 lavora nel Dipartimento di Biologia di Pavia. Professore a contratto in Università di Milano (2000) e Università Bicocca (2003). Si occupa di tutela ambientale, studio della biodiversità e pianificazione delle aree protette e della caccia. Collabora con riviste (Oasis) e quotidiani (Corriere della Sera - Corriere delle Scienze). Ha scritto 40 pubblicazioni scientifiche internazionali, 60 nazionali, 3 libri. Da sempre è dedito alla tutela dell’ambiente e del paesaggio Lodigiano. Direttore del Parco Adda sud (1998-2003) e Direttore della Riserva Monticchie (2007-2012).
Eletto nel collegio provinciale di Casalpusterlengo nel 2004, riconfermato nel 2009. Come Presidente della Commissione Ambiente ha contrastato la discarica di Senna Lodigiana e le cave sull’Adda di Zelo e Cervignano. Nel 2010, per conto del PD, ha chiesto l’istituzione della Commissione Antimafia del Lodigiano. Dal 2011 è membro eletto delle RSU del personale dell’Università di Pavia. Si impegna a fondo in quello che fa. Riconosce l’importanza del ruolo individuale per il benessere collettivo, la bellezza della diversità e della contaminazione fra culture diverse, l’imprenscindibilità della coesione sociale e del rispetto del patrimonio comune.
Dichiara: "Credo in quello che faccio e nella Costituzione della Repubblica Italiana".
sabato 8 dicembre 2012
Il mercatino fuoriluogo
Da oggi, 8 dicembre, e fino al 23 dicembre si terrà a Lodi, presso la ex chiesa di San Cristoforo in via Fanfulla al numero 14, il "Mercato Fuoriluogo" organizzato dal Comune e da Lodisolidale con la partecipazione di numerose associazioni, cooperative e comunità, tra cui, segnalo, la onlus "Amici di Serena". Gli orari di apertura sono: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00; martedì e giovedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00.
Numerose le manifestazioni di contorno, iniziando da oggi 8 dicembre con la "Notte bianca di Santa Lucia" e l'apertura straordinaria del mercatino fino alle ore 24.00: alle ore 16.00 dai Portici del Broletto all'ex-chiesa di San Cristoforo animazione degli Scout ed inaugurazione del "Mercato Fuoriluogo, con un festoso rifresco con i prodotti offerti dal Comitato Soci Coop di Lodi. Alle ore 20.45 al Liceo Verri "Illuminazioni" Veglia di S. Lucia, a cura del Laboratorio degli Archetipi. Il 10 dicembre alle ore 21.00 presso l'Aula magna del Liceo Verri, all'interno de "I lunedì del Meic", incontro con Andrea Baranes sui temi dell'economia e della finanza. Il 15 dicembre, alle ore 17.00, Peppino Castelvecchio con gli "Esodati" presenta "L'utopia possibile" ed il progetto di social housing, a cui seguirà il concerto del cantautore Evasio Muraro. Il 16 dicembre, alle ore 16.00, spettacolo di burattini con i ragazzi del doposcuola popolare "Pierre", concluso da una merenda. Il 17 dicembre, alle ore 20.30, da Monte Oliveto a Castiraga Vidardo 21ª Fiaccolata della Solidarietà con riflessioni finali sul "lavoro". Il 22 dicembre, alle ore 16.00, merenda per i piccoli visitatori offerta da Lodisolidale.
Dedicato alle scuole è "Solidargiocando", laboratori per bambini delle Scuole Primarie con Anna e gli studenti dell'Istituto Maffeo Vegio. Inoltre saranno esposte mostre fotografiche tra cui "Oltre... la speranza" a cura dell'Associazione "Bambini nel deserto".
Numerose le manifestazioni di contorno, iniziando da oggi 8 dicembre con la "Notte bianca di Santa Lucia" e l'apertura straordinaria del mercatino fino alle ore 24.00: alle ore 16.00 dai Portici del Broletto all'ex-chiesa di San Cristoforo animazione degli Scout ed inaugurazione del "Mercato Fuoriluogo, con un festoso rifresco con i prodotti offerti dal Comitato Soci Coop di Lodi. Alle ore 20.45 al Liceo Verri "Illuminazioni" Veglia di S. Lucia, a cura del Laboratorio degli Archetipi. Il 10 dicembre alle ore 21.00 presso l'Aula magna del Liceo Verri, all'interno de "I lunedì del Meic", incontro con Andrea Baranes sui temi dell'economia e della finanza. Il 15 dicembre, alle ore 17.00, Peppino Castelvecchio con gli "Esodati" presenta "L'utopia possibile" ed il progetto di social housing, a cui seguirà il concerto del cantautore Evasio Muraro. Il 16 dicembre, alle ore 16.00, spettacolo di burattini con i ragazzi del doposcuola popolare "Pierre", concluso da una merenda. Il 17 dicembre, alle ore 20.30, da Monte Oliveto a Castiraga Vidardo 21ª Fiaccolata della Solidarietà con riflessioni finali sul "lavoro". Il 22 dicembre, alle ore 16.00, merenda per i piccoli visitatori offerta da Lodisolidale.
Dedicato alle scuole è "Solidargiocando", laboratori per bambini delle Scuole Primarie con Anna e gli studenti dell'Istituto Maffeo Vegio. Inoltre saranno esposte mostre fotografiche tra cui "Oltre... la speranza" a cura dell'Associazione "Bambini nel deserto".
Il Paese delle assurdità
Sono gli ultimi giorni in cui è possibile ancora leggere Il Cittadino online gratuitamente. Ne approfitto per contribuire a diffondere una lettera inviata al direttore da un anziano di Lodi, Nonno Ugo si firma, che evidenzia come il nostro Paese sia nemico del buon senso e della correttezza. Scrive Nonno Ugo:
Egregio Direttore,
sono un anziano di Lodi ricoverato in casa di riposo e, visto che la mia pensione è inferiore alla retta, ho pensato, per poter togliermi le spese, di cedere il mio unico appartamento di tre locali + servizi in uso gratuito (il tutto regolarmente dichiarato) a mia nipote che, essendo giovane e precaria, per rendersi autonoma non può permettersi un affitto e tantomeno un mutuo.
Ma, sorpresa, il comune ha considerato il mio unico appartamento come seconda casa, Imu agevolata di circa 1.000 euro. Se avessi lasciato la casa vuota, sarebbe stata considerata prima casa, avrei pagato meno della metà e il comune non avrebbe neppure incassato la tassa sui rifiuti. Inoltre, mia nipote sarebbe una bambocciona, come ha definito i giovani quel famoso ministro.
Quindi, chi è corretto paga doppio. Che giustizia sarà mai questa?
Mi permetto di dare un suggerimento al sindaco: per favore, faccia controllare chi ha rendite catastali pari a quelle di un pollaio.
Grazie e buona giornata.
Egregio Direttore,
sono un anziano di Lodi ricoverato in casa di riposo e, visto che la mia pensione è inferiore alla retta, ho pensato, per poter togliermi le spese, di cedere il mio unico appartamento di tre locali + servizi in uso gratuito (il tutto regolarmente dichiarato) a mia nipote che, essendo giovane e precaria, per rendersi autonoma non può permettersi un affitto e tantomeno un mutuo.
Ma, sorpresa, il comune ha considerato il mio unico appartamento come seconda casa, Imu agevolata di circa 1.000 euro. Se avessi lasciato la casa vuota, sarebbe stata considerata prima casa, avrei pagato meno della metà e il comune non avrebbe neppure incassato la tassa sui rifiuti. Inoltre, mia nipote sarebbe una bambocciona, come ha definito i giovani quel famoso ministro.
Quindi, chi è corretto paga doppio. Che giustizia sarà mai questa?
Mi permetto di dare un suggerimento al sindaco: per favore, faccia controllare chi ha rendite catastali pari a quelle di un pollaio.
Grazie e buona giornata.
Etichette:
Enti locali,
Lodigiano,
Note,
Rassegna stampa
venerdì 7 dicembre 2012
L'urlo di Munch
Le "Parlamentarie" di Beppe Grillo si sono, dunque, concluse. E così abbiamo qualche numero confidato dal guru in persona. I candidati erano circa 1.400, presenti in tutte le circoscrizioni elettorali incluse quelle estere. Grillo nel suo post sul blog, che è la "Botteghe Oscure" del suo "movimento", non dà il numero dei votanti, ma parla di circa 95.000 voti disponibili, una sessantina cioè per ciascun candidato. Attenzione, però: ciascun votante, cioè i "militanti" iscrittisi al M5S entro in 30 settembre scorso, avevano a disposizione 3 preferenze, cioè 3 voti ovviamente per tre candidati diversi. Questo potrebbe far pensare che i votanti in realtà siano stati poco più di 31.000. C'è da aggiungere che si votava per i candidati della propria circoscrizione elettorale e questo rende più difficile capire il consenso ottenuto nella realtà da ciascun candidato. Il quadro dei candidati scelti per la lista di ognuna delle 27 circoscrizioni, li riporta in ordine, si pensa, di preferenze, ma il numero dei voti ottenuto da ciascuno non è indicato. Non solo, ma ad esempio per la circoscrizione Lombardia 3, cui ho dato un'occhiata e che raggruppa le province lombarde del Po: Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, la provenienza dei candidati non era a macchia di leopardo, ma da particolari località, soprattutto Viadana, Voghera e il Cremasco. Cosa che fa capire, se occorreva dirlo, quanto poco esteso sul territorio sia il M5S.
Da Lodi viene il candidato Gianluigi Norbiato, diciassettesimo: 58 anni, ragioniere, disoccupato. Dopo una iniziale esperienza nella ditta del padre, si è adattato a fare di tutto, maitre d'hotel, imbianchino, elettrotecnico, arrotino. Se sarà eletto, cosa praticamente impossibile se varrà il Porcellum, il suo intento maggiore sarà "quello di riportare il sociale senza legami di sorta ed espandere al massimo le tecnologie ecologiche". Perché la terra "è l'unico pianeta che si ha e se non lo si tratta un po' bene, il futuro sarà molto difficile se non impossibile".
Di Codogno è Mauro Visigalli, nono: 49 anni, cattolico, coniugato da 13, un figlio. Ha conseguito una laurea in giurisprudenza ed un dottorato in diritto canonico, "sicché la mia professione è quella di avvocato, che esercito sia in Italia che all'estero nei tribunali civili nonché in quelli ecclesiastici e della Santa Sede". Il suo obiettivo risolvere il "problema giustizia".
Sempre di Codogno è Alessandro Montanari. undicesimo: ragioniere, commerciante, attività attuale "confezione e vendita fiori e piante, artificiali e freschi". Quali sono i suoi obiettivi ve li racconta direttamente nel video di presentazione che riporto sotto. Non ho capito se è un caso o autoironia la riproduzione dell'urlo di Munch presente sulla parete di fondo.
Da Lodi viene il candidato Gianluigi Norbiato, diciassettesimo: 58 anni, ragioniere, disoccupato. Dopo una iniziale esperienza nella ditta del padre, si è adattato a fare di tutto, maitre d'hotel, imbianchino, elettrotecnico, arrotino. Se sarà eletto, cosa praticamente impossibile se varrà il Porcellum, il suo intento maggiore sarà "quello di riportare il sociale senza legami di sorta ed espandere al massimo le tecnologie ecologiche". Perché la terra "è l'unico pianeta che si ha e se non lo si tratta un po' bene, il futuro sarà molto difficile se non impossibile".
Di Codogno è Mauro Visigalli, nono: 49 anni, cattolico, coniugato da 13, un figlio. Ha conseguito una laurea in giurisprudenza ed un dottorato in diritto canonico, "sicché la mia professione è quella di avvocato, che esercito sia in Italia che all'estero nei tribunali civili nonché in quelli ecclesiastici e della Santa Sede". Il suo obiettivo risolvere il "problema giustizia".
Sempre di Codogno è Alessandro Montanari. undicesimo: ragioniere, commerciante, attività attuale "confezione e vendita fiori e piante, artificiali e freschi". Quali sono i suoi obiettivi ve li racconta direttamente nel video di presentazione che riporto sotto. Non ho capito se è un caso o autoironia la riproduzione dell'urlo di Munch presente sulla parete di fondo.
martedì 4 dicembre 2012
Dare i numeri (fino in fondo)
Oltre a correggere il "miracolo" del 27 a 27 a Cavacurta, trasformato in un 27 a 29, oggi Il Cittadino pubblica il dettaglio del voto nel Lodigiano alle primarie del Partito democratico. Curioso il sottotitolo dell'articolo di Greta Boni, che accompagna la scheda: "L'appoggio di Guerini non ha cambiato gli equilibri". Guerini? Chi mai è Guerini? Vien da dire. Certo, Guerini è una persona rispettabile, che ha fatto una sua carriera politica di tutto rilievo, un utile vessillo per il partito, il giusto volto cattolico per la città di Lodi. Le bandiere sventolano, sono le aste che sostengono. Del resto, dichiarazione di Guerini riportata oggi, sempre da Greta Boni: "Ho sempre detto che un minuto dopo le primarie avrei lavorato per il vincitore affinché possa diventare presidente del Consiglio e così sarà".
Mauro Soldati, invece, il segretario provinciale del partito, evidenzia un dato sul quale, esteso ed inteso più ampiamente, nelle sezioni forse non si riflette abbastanza: "Il Pd sul territorio, ha detto, ha 1.500 iscritti, portare più di 10mila persone ai seggi dimostra che questa non era affatto una partita interna". Forse, da queste parti non sarebbe male cominciare a guardare il partito non come un gruppo chiuso o un circolo familiare, ma un partito appunto nel reale significato del termine. E la riflessione dovrebbe stimolare ad intraprendere questa via. E affermazioni come questa di Diego Bosoni, referente del Comitato pro Renzi, potrebbero aiutare: "Sarebbe riduttivo mettere dieci uomini in Parlamento e quattro in Regione, quella di Renzi non è una candidatura che si presta a questo genere di cose".
Ma torniamo ai dati. L'articolo della Boni si presta alla sottolineatura di alcune curiosità, soprattutto per un uso disinvolto delle percentuali per enfatizzare qualcosa piuttosto che qualcos'altro, come, del resto, l'indicare Bersani preferibilmente come ex ministro, piuttosto che segretario del Pd, e Renzi sindaco di Firenze o rottamatore, sottointendendo una connotazione positiva per questa qualifica. Faccio un paio di esempi. Nell'articolo si scrive: "Santo Stefano, dove invece Renzi spopola", e si aggiunge: "Il risultato migliore del rottamatore si è raggiunto a Santo Stefano, con il 67,21 per cento dei consensi". Perbacco, dirà qualcuno, che risultatone! Già, ma andando a vedere i voti si scopre che l'enorme bottino di Renzi sono 41 voti (20 quelli di Bersani). E ancora: "A Lodi il candidato toscano ha avuto la meglio solamente nella zona del centro storico: 51,91 per cento dei voti contro il 48,09 per cento dell'avversario". Anche qui, andando a vedere si scopre che è solo questione di una differenza di 12 voti (151 Bersani, 163 Renzi). Perché non allora citare, dirà qualcuno, anche San Fiorano dove le percentuali sono di pochissimo diverse: 48,61% Bersani e 51,39% Renzi? Si sarebbe tolto il velo: nel paese della Bassa le due percentuali stanno ad indicare una differenza di soli 2 voti: 35 Bersani, 37 Renzi.
Ma cambiamo luogo e veniamo al sito del Partito democratico, oppure se volete al sito che riportava la conta dei voti del ballottaggio in diretta. C'è la delibera del Comitato dei garanti che sancisce che i votanti sono stati 2.808.662; il vincitore è Bersani con voti: 1.706.457 (pari al 60,9%); mentre Renzi ha ottenuto voti 1.095.925 (pari al 39,1%). Nel contatore però il risultato è ancora fermo alle 17:02:37 di ieri e ovviamente indica una conta totale non conclusa (vedere l'immagine sotto). Bersani ha vinto senza ogni dubbio, e si può piantarla lì, ma dare i numeri ufficiali di tutte le sezioni non sarebbe segno di serietà? Anche perché, nel mio piccolo, mi permetterebbe di fare il conteggio, che riporto sotto, in maniera più precisa. Ed invece relativamente alla provincia di Cremona manca il conteggio dei dati di tre sezioni. Comunque, perché ormai siamo virtualmente, nel luogo dove scrivo, nella provincia di Cremona-Lodi-Mantova, può risultare interessante il dato sommatoria delle tre province. Abbiamo così (ovviamente con la carenza indicata) che Bersani ha ottenuto 26.172 voti, Renzi 15.706, pari rispettivamente al 62,5% e al 37,5%. Sono questi i numeri che contraddistinguono il Pd nella futura realtà provinciale.
Mauro Soldati, invece, il segretario provinciale del partito, evidenzia un dato sul quale, esteso ed inteso più ampiamente, nelle sezioni forse non si riflette abbastanza: "Il Pd sul territorio, ha detto, ha 1.500 iscritti, portare più di 10mila persone ai seggi dimostra che questa non era affatto una partita interna". Forse, da queste parti non sarebbe male cominciare a guardare il partito non come un gruppo chiuso o un circolo familiare, ma un partito appunto nel reale significato del termine. E la riflessione dovrebbe stimolare ad intraprendere questa via. E affermazioni come questa di Diego Bosoni, referente del Comitato pro Renzi, potrebbero aiutare: "Sarebbe riduttivo mettere dieci uomini in Parlamento e quattro in Regione, quella di Renzi non è una candidatura che si presta a questo genere di cose".
Ma torniamo ai dati. L'articolo della Boni si presta alla sottolineatura di alcune curiosità, soprattutto per un uso disinvolto delle percentuali per enfatizzare qualcosa piuttosto che qualcos'altro, come, del resto, l'indicare Bersani preferibilmente come ex ministro, piuttosto che segretario del Pd, e Renzi sindaco di Firenze o rottamatore, sottointendendo una connotazione positiva per questa qualifica. Faccio un paio di esempi. Nell'articolo si scrive: "Santo Stefano, dove invece Renzi spopola", e si aggiunge: "Il risultato migliore del rottamatore si è raggiunto a Santo Stefano, con il 67,21 per cento dei consensi". Perbacco, dirà qualcuno, che risultatone! Già, ma andando a vedere i voti si scopre che l'enorme bottino di Renzi sono 41 voti (20 quelli di Bersani). E ancora: "A Lodi il candidato toscano ha avuto la meglio solamente nella zona del centro storico: 51,91 per cento dei voti contro il 48,09 per cento dell'avversario". Anche qui, andando a vedere si scopre che è solo questione di una differenza di 12 voti (151 Bersani, 163 Renzi). Perché non allora citare, dirà qualcuno, anche San Fiorano dove le percentuali sono di pochissimo diverse: 48,61% Bersani e 51,39% Renzi? Si sarebbe tolto il velo: nel paese della Bassa le due percentuali stanno ad indicare una differenza di soli 2 voti: 35 Bersani, 37 Renzi.
Ma cambiamo luogo e veniamo al sito del Partito democratico, oppure se volete al sito che riportava la conta dei voti del ballottaggio in diretta. C'è la delibera del Comitato dei garanti che sancisce che i votanti sono stati 2.808.662; il vincitore è Bersani con voti: 1.706.457 (pari al 60,9%); mentre Renzi ha ottenuto voti 1.095.925 (pari al 39,1%). Nel contatore però il risultato è ancora fermo alle 17:02:37 di ieri e ovviamente indica una conta totale non conclusa (vedere l'immagine sotto). Bersani ha vinto senza ogni dubbio, e si può piantarla lì, ma dare i numeri ufficiali di tutte le sezioni non sarebbe segno di serietà? Anche perché, nel mio piccolo, mi permetterebbe di fare il conteggio, che riporto sotto, in maniera più precisa. Ed invece relativamente alla provincia di Cremona manca il conteggio dei dati di tre sezioni. Comunque, perché ormai siamo virtualmente, nel luogo dove scrivo, nella provincia di Cremona-Lodi-Mantova, può risultare interessante il dato sommatoria delle tre province. Abbiamo così (ovviamente con la carenza indicata) che Bersani ha ottenuto 26.172 voti, Renzi 15.706, pari rispettivamente al 62,5% e al 37,5%. Sono questi i numeri che contraddistinguono il Pd nella futura realtà provinciale.
lunedì 3 dicembre 2012
Il rottamatore rottamato
Parto da una battuta, bisogna saper perdere. Il riferimento è al quotidiano di Lodi, Il Cittadino, "sfegatato" sostenitore di Renzi, o meglio di Guerini, renziano della prima ora, renziano doc, e della sua corte o cortile che sia. La notizia della rottamazione di Renzi da parte degli elettori del centrosinistra viene messa in prima pagina nel taglio basso, niente più d'una sorta di link all'articolo di Emanuele Dolcini, una colonna in nona pagina.
Va detto che, per contro, un giusto peso viene dato all'evento nella sua dimensione nazionale in pagina 3 degli "Interni". Pure con una vignetta che mostra Renzi e la scritta "Adesso" con una croce sopra e sotto "Un'altra volta". Domani è un altro giorno e certamente, passato il magone, la redazione sarà senza dubbio più prodiga.
A Brembio, Bersani ha vinto col 52,4%, 87 voti. Rispetto al primo turno guadagna due voti vendoliani. Renzi è rimasto fermo ai 79 voti del primo turno e poiché l'affluenza è calata, 166 votanti contro i 174 di domenica 25, aumenta comunque in percentuale, passando dal 45,4 al 47,6%. Se può consolare qualcuno.
Nel Lodigiano, secondo i dati raccolti dal Cittadino, Bersani si è portato a casa circa 800 voti in più, raggiungendo quota 5633 e il 60,4%, Renzi dietro con circa duemila voti in meno, 3678, ed una perdita di circa 180 voti. Dolcini mette in evidenza nel suo pezzo una curiosità che come tale cito, il pareggio perfetto a Cavacurta: 27 a 27. Manco a mettersi d'accordo.
Quanto al dato nazionale, Renzi è promosso solo in Toscana, la sua regione. Dopo le sue esperienze come presidente della provincia di Firenze e di sindaco del capoluogo, un promoveatur ut amoveatur? Al di là delle facezie, Renzi ha dichiarato che torna a fare il militante, magari anche il sindaco di Firenze. I fiorentini ringraziano.
Va detto che, per contro, un giusto peso viene dato all'evento nella sua dimensione nazionale in pagina 3 degli "Interni". Pure con una vignetta che mostra Renzi e la scritta "Adesso" con una croce sopra e sotto "Un'altra volta". Domani è un altro giorno e certamente, passato il magone, la redazione sarà senza dubbio più prodiga.
A Brembio, Bersani ha vinto col 52,4%, 87 voti. Rispetto al primo turno guadagna due voti vendoliani. Renzi è rimasto fermo ai 79 voti del primo turno e poiché l'affluenza è calata, 166 votanti contro i 174 di domenica 25, aumenta comunque in percentuale, passando dal 45,4 al 47,6%. Se può consolare qualcuno.
Nel Lodigiano, secondo i dati raccolti dal Cittadino, Bersani si è portato a casa circa 800 voti in più, raggiungendo quota 5633 e il 60,4%, Renzi dietro con circa duemila voti in meno, 3678, ed una perdita di circa 180 voti. Dolcini mette in evidenza nel suo pezzo una curiosità che come tale cito, il pareggio perfetto a Cavacurta: 27 a 27. Manco a mettersi d'accordo.
Quanto al dato nazionale, Renzi è promosso solo in Toscana, la sua regione. Dopo le sue esperienze come presidente della provincia di Firenze e di sindaco del capoluogo, un promoveatur ut amoveatur? Al di là delle facezie, Renzi ha dichiarato che torna a fare il militante, magari anche il sindaco di Firenze. I fiorentini ringraziano.
Etichette:
Brembio,
Lodigiano,
Partiti italiani,
Post-it
Iscriviti a:
Post (Atom)











