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giovedì 28 febbraio 2013

La situazione in Iran, Iraq, Turchia. Sanam Vakil

Ieri Radio Radicale, sulla situazione in Iran, Iraq e Turchia alla luce del conflitto in Siria e delle rivolte in Medio Oriente ha mandato in onda un'intervista a Sanam Vakil. Come spiega la scheda redatta da Enrica Izzo, Sanam Vakil è adjunct professor of Middle East Studies alla John Hopkins University di Bologna. Nell'intervista parla della situazione in Iran, dell'isolamento in cui il Paese si trova a seguito delle sanzioni internazionali legate allo sviluppo del programma nucleare, delle prossime elezioni presidenziali che si terranno a giugno. Altre questioni affrontate, la situazione politica nell'Iraq governato dallo sciita Al Maliki, il modello Turchia per le popolazioni mediorientali protagoniste del "risveglio arabo". L'intervista è realizzata da Marta Brachini.

sabato 16 febbraio 2013

I conti impazziti dell'F-35

Il Lockheed Martin F-35 Lightning II è un caccia multiruolo di 5ª generazione monoposto, a singolo propulsore, con ala trapezoidale con caratteristiche stealth, che può essere utilizzato per supporto aereo ravvicinato, bombardamento tattico e missioni di superiorità aerea. Lanfranco Palazzolo ha raccolto per Radio Radicale un'intervista a Silvio Lora Lamia sui conti "impazziti" dell'F-35. L'intervista è andata in onda il 6 febbraio scorso. Silvio Lora Lamia ha pubblicato un articolo su Analisi Difesa che parla dei costi del  Joint Strike Fighter, l'F-35, sia per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che per il Ministero della Difesa italiano. Silvio Lora Lamia è giornalista specializzato del settore aeronautico (in particolare militare), già condirettore della rivista Volare e collaboratore di Analisi Difesa.

venerdì 15 febbraio 2013

Intervista a Maurizio Molinari sulle nomine di Obama

Nell'intervista a Maurizio Molinari, giornalista, corrispondente per La Stampa dagli USA, raccolta da Lorenzo Rendi per Radio Radicale, le nomine di Obama al Pentagono e alla Cia, le regole sull'impiego dei Droni, il nuovo fronte della Cyber-sicurezza. L'intervista è stata raccolta il 10 febbraio 2013.

lunedì 11 febbraio 2013

Rivisitare "Fascist Legacy"

Penso che non ci sia un giorno migliore di questo per rivisitare un documentario della BBC, che fu mandato in onda nei giorni 1 ed 8 novembre 1989. Il filmato è Fascist Legacy. Quanto segue in sintesi il contenuto, riportato da Wikipedia.
La prima parte tratta dei crimini di guerra commessi durante l'invasione italiana dell'Etiopia e nel Regno di Jugoslavia. Enfasi vi viene posta sull'impiego dell'iprite, o gas mostarda, da parte del generale Pietro Badoglio, sui bombardamenti di ospedali della Croce Rossa e sulle rappresaglie dopo un attentato contro l'allora governatore italiano dell'Etiopia. La sezione che esamina l'occupazione della Jugoslavia cita gli oltre 200 campi di prigionia italiani sparsi nei Balcani, in cui morirono 250.000 internati (600.000 secondo il governo jugoslavo), e si sofferma sulle testimonianze relative al campo di concentramento di Arbe (Rab in lingua serbo-croata) e sulle atrocità commesse nel villaggio croato di Podhum, presso Fiume.
La seconda parte tratta del periodo successivo alla capitolazione italiana nel 1943 e si rivolge principalmente all'ipocrisia mostrata tanto dagli USA quanto soprattutto dai britannici in questa fase. L'Etiopia, la Jugoslavia e la Grecia richiesero l'estradizione di 1.200 criminali di guerra italiani (i più attivamente ricercati furono Pietro Badoglio, Mario Roatta e Rodolfo Graziani), sugli atti dei quali fu fornita una completa documentazione. Entrambi i governi alleati videro però in Badoglio anche una garanzia per un dopoguerra non comunista in Italia, e fecero del loro meglio per ritardare tali richieste fino al 1947 quando i trattati di Parigi restituirono la piena sovranità al paese: gli stati sovrani in genere non estradano i propri cittadini. L'unico ufficiale italiano mai perseguito e condannato a morte da un tribunale britannico fu un antifascista, Nicola Bellomo, responsabile della morte di prigionieri di guerra britannici. La voce narrante originale è di Michael Palumbo, storico americano che ha pubblicato il libro L’olocausto rimosso, Rizzoli editore. Vengono inoltre intervistati gli storici italiani Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Claudio Pavone e il britannico David Ellwood.
Il documentario termina cinicamente con una citazione di Winston Churchill su the better tomorrow with a new world order ("un domani migliore in un nuovo ordine mondiale").
Come ricorda Wikipedia, i diritti dell'opera, tradotta in lingua italiana dal regista Massimo Sani, furono acquistati dalla RAI nel 1991, ma il documentario non venne mai mandato in onda.

domenica 3 febbraio 2013

La conferma del raid aereo israeliano di mercoledì

Israele ha implicitamente confermato, attraverso il ministro alla difesa Ehud Barak, di aver realizzato il raid aereo in Siria di mercoledì scorso. Nelle immagini, diffuse dalla televisione siriana, i danni provocati dagli aerei israeliani al centro di ricerca scientifica in provincia di Damasco.

giovedì 31 gennaio 2013

Un aggiornamento sull'attacco aereo israeliano

Una clip di aggiornamento sull'attacco aereo israeliano ad un obiettivo al confine tra Libano e Siria. Sta crescendo la preoccupazione sulla sorte delle riserve di armi chimiche del regime siriano di Bashar al-Assad per il timore che cadano nelle mani di milizie islamiche, in particolare del movimento Hezbollah. Lunghe code in Israele per l'acquisto di maschere antigas per proteggersi contro i possibili effetti di alcune delle più terrificanti armi della storia di cui potrebbero impadronirsi i nemici dichiarati dello stato di Israele nella regione. Il direttore del servizio postale israeliano ha detto che la sua organizzazione ha visto un consistente picco negli ordini di maschere antigas. Israele ha incrementato le operazioni di raccolta di informazioni di intelligence in Siria e negli stati vicini nelle recenti settimane.



Funzionari americani hanno detto al New York Times che Israele ha notificato agli Stati Uniti sull'attacco aereo notturno avvenuto martedì vicino al confine libanese siriano. I funzionari hanno detto di ritenere che l'obiettivo dell'attacco era un convoglio di armi per gli Hezbollah in Libano, ma la Russia, forte alleato della Siria ha espresso preoccupazione per l'attacco.

Le preoccupazioni dell'Europa sul Medio Oriente

C'è inquietudine, dice EuroNews, tra i ministri degli esteri europei a Bruxelles per il presunto attacco di Israele a centri di ricerca siriani. L'Unione europea è a favore di una soluzione politica del conflitto in Siria, ma ora teme ripercussioni nella regione.

mercoledì 30 gennaio 2013

Israele pronto alla guerra per le armi chimiche di Assad

Ho riportato in un post precedente la notizia dell'attacco aereo israeliano ad un convoglio di armi nei pressi del confine siriano libanese. Ieri, come lì accennato, Israele aveva detto che sta aumentando la preoccupazione che le armi chimiche della Siria cadano in mani sbagliate. Il comandante in capo dell'aviazione Amir Eshel ha detto che Israele sarebbe pronto ad andare in guerra se la riserva di armi chimiche di Assad cadessero nelle mani dei ribelli siriani o degli Hezbollah del confinante Libano. Non è, dunque, quella che si sta delineando, una prospettiva di pace per la regione mediorientale.

Attacco aereo israeliano al confine tra Libano e Siria

L'aviazione israeliana, secondo quanto viene riferito, ha colpito nella notte sul confine siriano-libanese  un obiettivo,  che è stato dichiarato essere un convoglio di armi, molto probabilmente per la preoccupazione che la guerra civile siriana possa coinvolgere nella regione i suoi confinanti. Il Libano ha detto che aerei dell'aviazione israeliana hanno violato lo spazio aereo libanese. Israele ha da tempo reso pubblici i suoi timori che armi siriane, incluse le armi chimiche, possano cadere nelle mani di miliziani come gli Hezbollah, se la Siria implodesse.

Un video testimonia un'esecuzione di massa in Siria

Un'esecuzione di massa. È quello che testimonia un video che i ribelli avrebbero girato martedì nel quartiere di Bustan al Qasr, ad Aleppo. È quanto riferisce EuroNews nel servizio contenuto nella clip. Un'ottantina di corpi giacciono per terra, vicino a un corso d'acqua. Diversi di loro hanno le mani legate dietro la schiena. Sarebbero tutti giovani tra i 20 e i 30 anni, uccisi con un colpo alla testa.

venerdì 25 gennaio 2013

Assad in tv, la gente nelle caverne

Bashar al Assad è tornato davanti alle telecamere, come mostra la clip di EuroNews. Nel giorno della festa per l'anniversario della nascita di Maometto, il presidente siriano è stato ripreso dalla tv di Stato mentre, in una moschea di Damasco, partecipava alla preghiera.


Nella clip successiva di TMNews (immagini Afp), un'altra tragica realtà della Siria della guerra civile. Grotte come case, rifugi di fortuna per sfuggire all'orrore della guerra per chi è rimasto senza un tetto sotto cui vivere. Succede nella Siria nord-orientale, dove le cavità delle pareti rocciose a strapiombo sul fiume sono diventate la nuova casa di un gruppo di sfollati, trasferitisi qui dopo aver perso la propria abitazione nei bombardamenti dei lealisti che hanno raso al suolo il vicino villaggio di al-Hamama, in una zona in mano ai ribelli che si oppongono al regime di Bashar al-Assad. "Siamo venuti qui - dice un'anziana signora - perché ogni sera ci sono bombardamenti e ormai i razzi hanno distrutto quasi tutte le nostre case. Siamo qua perché abbiamo paura"."Manca il cibo e c'è tanto freddo - aggiunge un uomo - abbiamo 2 o 3 coperte per coprire i bambini, siamo seduti qui e soffriamo la fame e tutto il resto".I rifugiati hanno costruito mura di pietre per proteggersi dal freddo e una canna fumaria in modo da poter accendere un fuoco per riscaldarsi senza rischiare di soffocare. In ciascuna grotta trovano posto anche 10 o 15 persone, spesso tutte donne perché i loro mariti e figli maschi sono stati uccisi o sono finiti in carcere. Gli abitanti del villaggio sono troppo poveri per tentare la fuga in Turchia, come fanno molti profughi, allora scelgono una vita da "uomini delle caverne" per restare vicino alla propria gente, sperando che la guerra finisca presto e che possano tornare nelle proprie case.

giovedì 24 gennaio 2013

È già catastrofe umanitaria in Mali

La crisi in Mali ha già provocato una catastrofe umanitaria. Lo si apprende da TMNews. Sarebbero 400mila i rifugiati maliani che hanno cercato scampo nei paesi confinanti e si teme che la situazione possa rapidamente peggiorare. Molti sono fuggiti per il timore di essere confusi con elementi dei gruppi armati e hanno abbandonato i villaggi e le loro comunità.La situazione resta molto confusa perché nelle zone di combattimento è in vigore una sorta di black out totale, l'accesso è rigorosamente vietato ai civili e quindi risulta difficile avere un quadro di situazione esatto delle emergenze umanitarie legate al massiccio trasferimento dei profughi. E ciò è diventato fonte di molte preoccupazione da parte di diverse organizzazioni umanitarie che chiedono alle autorità di poter monitorare da vicino la situazione, come spiega Philippe Conraud, direttore dell'ong "Oxfam au Mali": "Un anno dopo l'inizio della crisi politica in Mali si contano circa 400mila rifugiati che hanno lasciato le regioni settentrionali del paese per cercare rifugio nei tre paesi confinanti, Niger, Mauritania e Burkina Faso".I rifugiati dal Mali vivono in campi allestiti d'urgenza, in condizioni di emergenza alimentare e ciò mette ancora più in pericolo le già vulnerabili popolazioni coinvolte nell'esodo. Le fonti di approvvigionamento hanno visto le strade interrotte a causa dei combattimenti mentre diversi magazzini hanno chiuso i battenti in attesa di tempi migliori. Anche per questo i prezzi aumentano quasi quotidianamente nei mercati ancora aperti, e il tutto non fa che accrescere ulteriormente il disagio dei rifugiati. (Fonte delle immagini: Afp)

mercoledì 23 gennaio 2013

Il giocattolo dei guerrafondai nostrani: costoso e insicuro

 Un destino scritto nel nome, dice il servizio di TMNews: "Lighting" che in inglese vuol dire fulmine. E proprio i fulmini sembrano essere l'ultimo tallone d'Achille dell'F-35, il caccia multiruolo di cui l'Italia ha ordinato 90 esemplari per sostituire i Tornado e gli Amx dell'Aeronautica e gli Harrier ad atterraggio verticale della Marina. Stando a una fonte del Pentagono, la fusoliera alleggerita del caccia esporrebbe i serbatoi di carburante al rischio di esplosioni qualora l'aereo fosse colpito da un fulmine, come in questo esempio postato su Youtube.Un problema che riapre le polemiche su questo caccia, già finito sotto la lente per i costi eccessivi: oltre 100 milioni di dollari per ciascun esemplare che lo hanno trasformato in una pietra dello scandalo finita nel tritacarne della campagna elettorale. Gli esperti minimizzano: tutti gli aerei - spiegano - in fase di sviluppo possono presentare problemi che poi vengono risolti in corso d'opera. E l'F-35 non si fa mancare nulla; nell'ordine si sono presentati problemi di: alimentazione durante manovre brusche, dissipazione del calore, manovrabilità con vibrazioni e scossoni che renderebbero critico il pilotaggio in alcune fasi del volo, problemi ai visori integrati del casco dei piloti e, per ultima, la questione fulmini per i quali sarebbe stato emesso l'ordine di tenersi almeno 30 Km alla larga da fenomeni temporaleschi. Ora anche in Italia c'è chi si interroga se valga davvero la pena, e se abbia qualche senso, buttare oltre 9 miliardi di dollari per acquistarli vista la congiuntura economica che investe il paese.


TMNews con questa scheda presentava nel gennaio d'un anno fa il caccia e la follia spendereccia guerrafondaia del nostro governo. L'F-35 Jsf (Joint Strike Fighter), diceva, l'aereo finito nel mirino delle polemiche per gli elevati costi del progetto, è un caccia multiruolo di nuova generazione, adatto all attacco aria-suolo, prodotto da un consorzio d'imprese anglo-americano. L'Italia ne ha ordinati 131 esemplari per sostituire gli Amx e i Tornado dell'Aeronautica e gli Harrier della Marina.Di quest'aereo infatti esiste anche una versione a decollo corto e atterraggio verticale che gli consente di operare da navi portaeromobili come quelle della nostra Marina. L'F35 è lungo 15 metri e mezzo e ha un'apertura alare di quasi 11 metri; può raggiungere una velocità supersonica di oltre 2mila km all'ora. I suoi impieghi principali sono la proiezione in territorio ostile, il supporto alle truppe di superficie, la soppressione dei sistemi d'arma avversari e la superiorità aerea. Strumenti e sensori avanzati, inoltre, lo rendono adatto anche a compiti di protezione civile.Proprio la complessità del progetto, però, ha fatto lievitare i costi iniziali, schizzati a quasi 200 milioni di dollari a velivolo. TMNews dava inoltre la notizia, che l'unico stabilimento di assemblaggio extra-americano si trova in Italia, a Cameri in provincia di Novara.
In febbraio 2012 arrivava la notizia che sarebbero stati novanta i caccia F-35 Joint Strike Fighter e non più i 131 della commessa originaria, quelli acquistati: il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, davanti alle Commissioni di Camera e Senato, annunciava la revisione del programma di acquisizione dei velivoli, finiti al centro delle polemiche per i costi del progetto. "Il Joint Strike Fighter Jsf è il miglior velivolo aero-tattico in via di sviluppo, ed è nei programmi di 10 paesi. Consentirà una straordinaria semplificazione operativa dello strumento militare" aveva commentato allora Di Paola. Contento lui, scontenti milioni di italiani che fanno fatica a tirare a fine mese e pagano assurde commesse militari con un livello di tassazione che sta diventando intollerabile.

Le accuse ad Algeri di Mohammed Al Zawahiri

Nel servizio di EuroNews, contenuto nella clip, l'egiziano Mohammed Al Zawahiri critica l'intervento della Francia in Mali e accusa l'esercito algerino della morte degli ostaggi di In Amenas.

Ricordiamoci al seggio dei sommergibili di Monti

Il post I sommergibili di Mario Monti è tra i maggiormente visti di questo mio blog. In esso si riportava una clip che conteneva un'analisi di Antonello Caporale per il Fatto Quotidiano. Oggi Francesco Barbato, Idv, ha pubblicato su YouTube il suo intervento nella discussione sulla proroga delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia. Lo ripropongo perché, repetita iuvant, ribadisce e rafforza concetti già espressi nella clip di quel post. Naturalmente la minoranza dei costruttori di pace non è riuscita a fermare in parlamento la follia spendereccia del governo Monti e di chi sino ad ora ne ha sostenuto lo scempio, ma, come scrivevo in precedenza, rifletterci sopra potrebbe servire a ricordarsi della squallida e ipocrita vicenda riguardante le spese per gli acquisti di armamenti, nella cabina elettorale; nel senso di aver ben chiaro chi non votare assolutamente.


Di seguito riporto il testo dell'intervento dell'on. Barbato, fissato nella clip, che si riferisce alla dichiarazione di voto sul'emendamento 5.1 da lui presentato.
Francesco BarbatoDeputato Presidente, con questo emendamento si interviene dove è previsto che si pongano in essere iniziative per consentire lo sviluppo, cioè avviare processi di sviluppo negli altri Paesi. Ma, io non lo so e chiedo a lei, deputato Presidente, e a tutti i colleghi che sono qui in Parlamento: ma, ci siamo accorti che noi abbiamo un problema di crescita in questo Paese? Ci siamo accorti che tutti parlano - nella propaganda, naturalmente - che occorre sviluppo in questo Paese e che finora non è stato possibile perché mancavano le risorse? Allora, mancano le risorse per creare lo sviluppo in Italia, mentre troviamo un miliardo e duecento milioni di euro perché tale è stata la copertura finanziaria per le missioni internazionali del 2012 e, sostanzialmente, pari sarà la cifra che servirà per il 2013 perché con questo finanziamento, fino a settembre 2013, è prevista una copertura finanziaria per circa 950 milioni di euro.
Allora, io vi domando: ma come si può essere così scellerati davvero se si trascura la crescita del proprio Paese, la crescita degli italiani, lo sviluppo in casa nostra e ci si preoccupa, invece, dello sviluppo degli altri Paesi? Qui non è che si vuole essere egoisti, ma noi non siamo in condizione di portare il pane a casa dei nostri figli, a casa delle nostre mogli, a casa delle nostre famiglie e ci preoccupiamo, invece, di portare denaro e creare sviluppo negli altri Paesi. Ma, forse questa è la ragione per la quale la gente e i cittadini si allontanano sempre di più da questa politica e da questi partiti. Questi sono i partiti che, ancora oggi, mettono in previsione spese militari. Oltre ai famigerati F35 che l'Italia continua ad acquistare e che sono gli strumenti bellici più potenti nello spazio aereo e più micidiali, addirittura il Ministro della difesa ha confermato che l'Italia acquisterà due sommergibili. Gli italiani devono sapere che questo Governo e i partiti che mantengono questo Governo consentono l'acquisto di due sommergibili dalla Germania. Cioè, noi portiamo i soldi in Germania per acquistare due sommergibili! Ma, che cosa metteranno a tavola gli italiani? Pezzetti di sommergibili, grazie alla vostra politica, del Partito Democratico, del PdL, dell'UdC e di tutti quelli che hanno sostenuto il Governo Monti e che continuano ad alimentare spese militari.

Il Ministro della difesa ha detto che servono perché, in modo occulto, si riesce a navigare nei fondali e si hanno conoscenze di informazioni, si sanno cose che diversamente non si potrebbero sapere e così si crea il futuro.
Ma il futuro degli italiani non deve essere questo. Voi state continuando a scherzare con la tasca degli italiani, perché con questo emendamento io vi ho proposto di non sprecare soldi per lo sviluppo all'estero e di costituire e rinforzare invece il fondo, che può servire per ridurre effettivamente l'IMU sulla prima casa o per le piccole e medie imprese. Alimentando il fondo, si può ridurre la pressione fiscale per le piccole e medie imprese, i cui rappresentanti ho incontrato sabato scorso a Napoli. A Napoli i commercianti, i negozianti e le piccole e medie imprese, che chiudono una saracinesca al giorno, mi hanno detto che lunedì prossimo vogliono iniziare le primarie del non voto, per mandare a quel paese questa classe politica e questi partiti, che sono delle mummie, perché state qui da venti-trent'anni e continuerete a fare danni anche nella prossima legislatura. Per questa ragione, propongo di votare questo emendamento, che è un emendamento per i cittadini, per gli italiani.
Questo, sul proprio emendamento è stato uno dei tanti interventi fatti da Barbato. Anche se allunga in maniera sconsiderata il post, ritengo utile riportare l'intervento in sede di discussione generale perché esprime più compiutamente e con dovizia di argomenti i concetti riassunto nella dichiarazione di voto e ne aggiunge altri che completano il quadro di assurdità dell'intero provvedimento, sostenuto dalla troica dei partiti dell'insana maggioranza, che si azzufferanno per spolpare l'osso dopo il risultato delle elezioni.
Francesco BarbatoSignor deputato Presidente, la ringrazio per la parola accordatami. Sul provvedimento in oggetto, che riguarda le missioni internazionali, per la verità già la scorsa settimana, il 16 gennaio, al Senato - dove le Commissioni III (Affari esteri) e IV (Difesa) già erano riunite in seduta congiunta - sollevai al Ministro degli affari esteri dubbi circa l'opportunità di portare avanti queste missioni internazionali, soprattutto per una ragione.
In linea di principio siamo d'accordo sul fare missioni internazionali di pace, per motivi umanitari. Per l'amor di Dio, nessuna contrarietà, in linea di principio, ad una missione internazionale di pace, umanitaria o di ricostruzione e di sviluppo, però chiesi al Ministro degli affari esteri se - per l'attuale situazione del nostro Paese, cioè per la grande crisi nella quale ci troviamo, di dimensioni inenarrabili, drammatica, che gli italiani stanno vivendo sulla loro pelle, in un momento come questo - è più opportuno che un padre di famiglia provveda a procurarsi da mangiare per portarlo ai propri figli, per dare da mangiare e far vivere la propria moglie, la propria famiglia, o vada a comprare - come affermai testualmente - dei biglietti per il teatro?
Diciamoci la verità, si tratta di una questione di priorità. Una cosa del genere significa voler fare una spesa che, in questo momento, l'Italia non può permettersi. In questo momento l'Italia ha delle difficoltà, in seguito a provvedimenti anche violenti che sono stati presi sulla pelle degli italiani - come, non a caso, l'ormai famigerata spending review - che hanno visto, ad esempio, dei giovani partecipanti ad un concorso bandito per 1.886 carabinieri, alla stragrande maggioranza dei quali - che venivano da tutta Italia, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Campania, dal nord Italia, che hanno sostenuto delle spese, che hanno investito, che si sono recati a fare il concorso, che, insomma, hanno fatto sacrifici, hanno studiato e hanno vinto il concorso -, a concorso terminato, a graduatoria esposta, con i nominativi dei 1.886 giovani che dovevano diventare carabinieri, che volevano servire lo Stato e garantire la sicurezza degli italiani, è stato detto: «abbiamo scherzato, non ci sono soldi, non potete essere assunti. Questo concorso che è stato fatto è stato uno scherzo». Questo non è serio, non è credibile per uno Stato con la schiena dritta, con la «S» maiuscola. Come dicevo questa mattina nuovamente al Ministro della difesa, in questi giorni andrò da lui per chiedergli chiarimenti.
La stessa cosa nella Marina militare: bandiscono un concorso per 157 posti, 80 ne assumono e ad altri 77, vincitori di concorso, dicono che non se ne può fare nulla, perché c'è la spending review; e poi mi dicono che l'8 dicembre scorso è stato bandito un nuovo concorso, sempre per assunzioni alla Marina militare. Ma a che gioco stiamo giocando? Ma siamo al gioco delle tre carte? Ma si può mai scherzare così sui giovani? Si può mai continuare a prendere in giro i giovani? Dite perché non ci stanno soldi e poi, invece, il Ministro per gli affari esteri mi risponde e mi dice che con le missioni all'estero l'Italia conquista credibilità internazionale e in modo tronfio mi dice che bisogna mettere enfasi - ripete sempre la parola «enfasi» - sulla componente civile, perché è la componente civile che ha una prevalenza in queste missioni.
Allora vorrei fare una domanda al signor Ministro per gli affari esteri ed al Governo, poiché vedo proprio il testo della norma che abbiamo oggi in esame e che dice testualmente: «sostegno ai processi di ricostruzione»; sostegno per i processi di ricostruzione negli altri Paesi, nei Paesi dove andiamo a fare le missioni. Ma, scusate, se ne è accorto questo Governo che in Italia necessitano dei processi di ricostruzione, ad esempio a L'Aquila, che ancora è stesa al solo per il terremoto che abbiamo avuto in Abruzzo? Ma se ne è accorto questo Governo che occorre la ricostruzione in Emilia Romagna, dove l'anno scorso abbiamo avuto un altro terremoto che ha flagellato quelle popolazioni? Addirittura, nell'altro provvedimento, che pure è oggi all'ordine del giorno, il cosiddetto decreto rifiuti, l'ultima parte riguarda proprio gli interventi che i governatori possono fare per la zona terremotata dell'Emilia Romagna.
Allora, scusatemi, a proposito di priorità, se non ci sono i soldi per fare rialzare L'Aquila e per far rivivere le nostre città flagellate dal terremoto, come L'Aquila in Abruzzo, o come in Emilia Romagna, come facciamo a preoccuparci dei processi di ricostruzione negli altri Paesi? Insomma, si vuole governare gli italiani, ovvero questo Paese, o ci si vuole «distrarre»? Infatti così devo esprimermi rispetto ad operazioni all'estero. Non possiamo permettercelo! Lo volete chiamare sano egoismo? Sì, va bene: io amo gli italiani e voglio battermi oggi per difendere gli italiani, per questa ragione sono in Parlamento e sto cercando di portarvi sulla strada giusta. Infatti dissi al Ministro per gli affari esteri: non può permetterselo oggi l'Italia di fare delle missioni internazionali, non può permettersi di spendere come l'anno scorso un miliardo 280 milioni 477 mila euro per le missioni. Quest'anno, nel nostro testo, si dice che la spesa sarà pari a complessivi 935 milioni 471 mila 703 euro, fino a settembre 2013. Ciò significa che, per arrivare poi a fine anno, debordiamo anche in questo caso il miliardo di euro.
Allora mi chiedo: ma non è più importante mantenere noi credibilità nel nostro Paese? Ma se ne è accorto questo Governo che la guerra voi l'avete fatta scatenare nelle case degli italiani? Quando voi avete portato l'IMU, quando avete assediato e bombardato gli italiani con l'IMU, voi avete portato la guerra nelle case degli italiani! Allora oggi io penso che, piuttosto che una missione di pace all'estero, occorra fare una missione di pace nelle case degli italiani, una missione di pace nelle case degli italiani che non ne possono più.
Tra l'altro abbiamo visto che cosa succederà con l'IMU e con le nuove tasse - abbiamo visto proprio oggi la Tares - che addirittura si accavalleranno a luglio insieme ad Irpef, Irap e a tutto il resto. Ed allora è più giusto, signori del Governo, finanziare le missioni all'estero?
Il Ministro degli esteri in modo tronfio si vantava di mandare 250 formatori per addestrare gli eserciti stranieri. Allora vorrei chiedere a questo Governo, ma soprattutto a quella maggioranza ABC che lo sostiene e che lo ha sostenuto e che ha approvato tutti questi provvedimenti compreso l'ultimo relativo alle missioni estere: piuttosto che mandare i formatori all'estero non è meglio formare i lavoratori della Irisbus di Avellino, l'unica industria in Italia che costruiva gli autobus, perché ora gli autobus la FIAT li va a realizzare a Lione in Francia e nella Repubblica Ceca. Allora bisognava formare i lavoratori dell'Irisbus di Avellino e riaprire i cancelli di quella fabbrica che da un anno, cioè dal gennaio 2012, sono stati licenziati e cacciati via e non hanno più un futuro, non hanno più lavoro, mentre l'Italia non ha un'industria per la produzione degli autobus e li andiamo a comprare all'estero. Non era più opportuno formare, piuttosto che gli eserciti stranieri, i lavoratori della Vinyls, l'unica industria chimica italiana? Noi oggi andiamo ancora a comprare il PVC che serve per fabbricare le scarpette da ginnastica dalla Germania, mentre a Porto Torres, a Porto Marghera e a Ravenna non formiamo, i nostri stabilimenti sono chiusi e la nostra industria chimica è chiusa da quattro anni. Non era più importante formare i lavoratori dell'Alcoa, insomma di tutti quei centri che stanno soffrendo, di tutte quelle fabbriche che stanno chiudendo e che erano poi il nerbo forte dell'industria italiana, perché noi funzioniamo sull'industria manifatturiera? Ebbene, si preferisce andare a portare i soldi, spendere un miliardo e 200 milioni di euro per andare all'estero ed invece non riusciamo a fare il minimo essenziale qui in Italia. I soffitti delle scuole in Campania sono crollati con i ragazzi sotto perché non ci sono neanche i soldi per fare l'ordinaria manutenzione per le scuole.
Nella ricerca l'Italia è il Paese fanalino di coda in Europa. Siamo all'1,26 per cento di investimenti per la ricerca sul prodotto interno lordo Gli Stati Uniti d'America spendono esattamente il doppio e la Germania con la Merkel ha messo, per i prossimi tre anni, dieci miliardi di euro in più per la ricerca. Insomma, così si fa crescere un Paese se le risorse non ci sono: bisogna dare priorità assoluta alle esigenze degli italiani. Stiamo parlando delle esigenze minimali, penso ad esempio alla cassa integrazione: quando ad aprile non ci sarà più un euro, che farete? Una nuova manovra? Nuove tasse per gli italiani? Allora bisogna raddrizzare il tiro. Questo è il lavoro che io da quattro anni e otto mesi sto facendo in Parlamento, perché non solo vi dico che cosa non bisogna fare perché è sbagliato, ma soprattutto come modificare i vostri percorsi sbagliati che stanno affondando un Paese E non a caso anche sul provvedimento oggi in esame ho formulato due proposte emendative soppressive l'una degli articoli 1, 2, 3 e 4 per la parte che riguarda le missioni e il sovvenzionamento delle Forze armate, e l'altra degli articoli 5, 6, 7 e 8, per quanto riguarda la cooperazione e la ricostruzione dei Paesi.
Vedo che in questi giorni è partita la campagna elettorale in cui si promettono favole e si dicono solo sciocchezze. Questa casta, che è qui dentro, sa solo continuare a dire sciocchezze. Parla dell'IMU che adesso vuole togliere. Tutti vogliono togliere ora l'IMU dopo che l'hanno appena messa, proprio questo Governo; Monti mette l'IMU e lui per primo dice che bisogna rivederla. Volete fare le cose serie? Volete davvero dare delle risposte concrete?
Passiamo già farlo già oggi perché con i due emendamenti che ho presentato si dà la possibilità di prendere queste risorse per andare a finanziare il fondo che abbiamo costituito, che può eliminare l'IMU almeno per la prima casa, e per i meno abbienti, per le fasce sociali più deboli, e può andare ad incidere per ridurre la tassazione delle imprese, delle piccole e medie imprese. Sabato scorso ero a Napoli con i commercianti, con le PMI, che protestavano che non ce la fanno più a sostenere questa pressione fiscale debordante (il 54 per cento). Per quanto riguarda questo incontro con i commercianti di Napoli di sabato scorso, vi metto sull'avviso, signori del Governo, signori dell'ABC, signori della maggioranza che ha sostenuto questo Governo e queste scelte demenziali che stanno affondando il nostro Paese (mi riferisco a tutti i partiti, PD, PdL, UdC, FLI, quanti ce ne state). Questi commercianti, le piccole e medie imprese a Napoli, mi hanno detto che pure loro vogliono fare le primarie. Mi hanno detto sabato scorso a Napoli: perché non iniziamo le primarie? Ho detto: ma quali primarie? Si, le primarie del non voto.
Questa casta si riproduce tutta interamente con questa schifosissima legge elettorale con cui non si dà la facoltà ai cittadini di poter scegliere chi mandare in Parlamento, e allora ritornerà tutta così com'è integralmente. Tutte queste mummie che stanno da vent'anni, da trent'anni in Parlamento...
Presidente. Onorevole Barbato, o ritorna nell'ambito dell'argomento, o altrimenti le tolgo la parola.
Francesco Barbato. Certo, e mi hanno chiesto: ma noi a tavola che cosa mettiamo? Un negozio al giorno chiude a Napoli. Tra l'altro dissi loro che ho scoperto anche un'altra cosa, che qui a proposito di spese militari (oltre ai famigerati F- 35, che sono una spesa incredibile, perché questo Paese si deve attrezzare dell'arma aerea più micidiale e potente, che sono gli F- 35) c'è addirittura un'altra roba, signor deputato Presidente: due sommergibili. È mai possibile che questo Governo e questa maggioranza finanzi due sommergibili da acquistare dalla Germania? Dobbiamo pagare pegno alla Germania ed acquistare due sommergibili. A tal proposito il Ministro della difesa nella scorsa audizione al Senato, alla mia domanda se fosse vero che vi erano questi due sommergibili, ha risposto che è vero e che servono per l'alimentazione di un programma con il quale ci prepariamo un futuro. Il programma serve perché con questi due sommergibili si può avviare un lavoro di raccolta occulta di informazioni, per avvicinarsi ed ascoltare e raccogliere informazioni in molto non visibile (servono mezzi del genere). Allora chiedo agli italiani: vi servono mezzi del genere, cioè sommergibili che devono raccogliere informazioni in modo occulto? Vi serve ancora la spesa militare? Servono ancora gli F-35? Servono ancora agli italiani i sommergibili? Ho visto che c'è un programma di spesa di 915 milioni di euro, quasi un miliardo di euro. E i commercianti di Napoli mi dissero: ma sulle nostre tavole, alle nostre famiglie, che cosa portiamo? I pezzettini di sommergibile, li tagliamo e li distribuiamo sulla tavola? Mangiamo sommergibili a tavola? Di fronte a scelte così violente e dannose per il Paese ancora una volta vi chiedo davvero di cambiare direzione. Si è in tempo, non facciamo come questa mattina nelle Commissioni (Ambiente, Finanze, Difesa ed Esteri) dove si dice, no ma i provvedimenti poi dovrebbero ritornare al Senato per essere riapprovati, dovrebbe esserci addirittura una quarta lettura. Scusatemi, sia noi che gli onorevoli senatori (anzi in questo mese abbiamo già avuto un acconto della paghetta il 20 di gennaio) il 28 gennaio percepiremo il resto della nostra paghetta che è già abbastanza importante. Si può lavorare un poco in più per fare delle leggi che servono agli italiani, ma non delle leggi che li affossano ancora di più. Allora, con questa posizione chiara, che voglio portare avanti per i cittadini, per continuare ad essere deputato dei cittadini, vi invito a cambiare strada e a non danneggiare gli italiani e i cittadini italiani.

martedì 22 gennaio 2013

Messaggi da Mosca

Il conflitto tra le truppe governative siriane e l'opposizione potrebbe evolvere in una "protratta" guerra civile. Lo ha detto oggi il vice ministro degli Esteri Mikhail Bogdanov: "La situazione può svilupparsi in direzioni differenti. Io credo che possa divenire protratta". Bogdanov è anche l'inviato speciale del presidente russo per il Medio Oriente. "Come sapete, era inizialmente stato previsto che il conflitto sarebbe durato due, tre, quattro mesi, ma è andato avanti per circa due anni".
Bogdanov ha anche ripetuto la proposta di Mosca di colloqui con tutti i gruppi dell'opposizione siriana: "È possibile che contatti con nuovi gruppi di opposizione siriana, con cui non abbiamo mai comunicato prima, siano istituiti.

Russi in fuga dalla Siria

Come anticipato in un precedente post, la Russia ha mandato due aerei in Medio Oriente per evacuare 80 cittadini russi presenti in Siria, secondo quanto ha comunicato il Ministero per le situazioni di emergenza e riferito da diplomatici presenti nella regione. Uno Yak-42 e un Il-76, che possono trasportare circa cento passeggeri, sono decollati da Mosca diretti alla capitale del Libano, Beirut, dove il primo dei due è arrivato poco dopo le cinque del pomeriggio, ora di Mosca.
Funzionari dell'ambasciata russa sono giunti da Damasco al valico di frontiera di Jeida sul confine siriano-libanese per fornire l'assistenza consolare ai russi che avevano espresso il desiderio di lasciare la Siria, come ha riferito dal posto un corrispondente dell'agenzia RIA Novosti.
Secondo l'ambasciata, i cittadini russi che erano nella lista di quanti volevano tornare in patria erano 81; 79 di loro sono arrivati a Jeida, nella parte siriana del confine, oggi pomeriggio. Quattro pullman con i cittadini russi sono in viaggio dal confine a Beirut dove saranno accolti da incaricati della locale ambasciata russa. Nel gruppo anche donne che hanno sposato siriani, i loro bambini e i mariti che hanno acquisito la cittadinanza russa. Dal Libano quindi voleranno a Mosca. Una fonte dell'ambasciata russa a Damasco ha detto per telefono che lo staff dell'ambasciata ha mantenuto "contatti costanti" con i cittadini russi nel paese.
In ottbre, circa 1.000 russi avevano dichiarato che volevano lasciare la Siria, ma in dicembre il loro numero era sceso a circa 100, secondo l'ambasciata. Il Ministero delle situazioni di emergenza ha aperto una hotline per i russi in Siria e per i loro parenti.
Postazioni di aiuto medico e di supporto psicologico, come pure del Servizio federale di migrazione, saranno aperti all'aeroporto internazionale Domodedovo di Mosca, dove i due aerei atterreranno.
L'assistenza per il rimpatrio è stata attuata una settimana dopo la chiusura temporanea del Consolato generale russo nella città del nord-ovest della Siria, Aleppo, teatro per mesi di violenti combattimenti tra soldati governativi e gruppi di ribelli. L'ambasciata russa a Damasco rimane aperta, tuttavia il ministero degli Esteri ha fatto sapere che il personale sarà ridotto per quanto possibile.
L'ambasciata ha detto all'agenzia RIA Novosti che 8.008 cittadini russi sono registrati nei suoi elenchi ufficiali, ma fonti diplomatiche hanno stimati che più di 25.000 donne russe sposate con siriani vivono nel paese senza essere registrate presso i servizi consolari russi. Una fonte dell'ambasciata sentita per telefono ha detto che era difficile sapere quanti cittadini russi restino in Siria perché molti hanno abbandonato il paese.
Una cittadina russa raggiunta per telefono a Damasco sempre oggi dall'agenzia RIA Novosti ha detto che ha deciso di non lasciare la città perché non voleva "strappare" i suoi figli da scuola nel mezzo dell'anno scolastico; inoltre, ha aggiunto, là ha un lavoro, mentre a Mosca il lavoro è duro da trovare. Ha detto che le forniture di cibo, acqua e corrente elettrica a Damasco vanno bene, ma poche persone escono di notte. Se vivere nella città diventasse "impossibile come ad Aleppo", allora, ha detto, la abbandonerei.


Mosca pronta ad evacuare i cittadini russi dalla Siria

Mosca si prepara a evacuare un centinaio di cittadini russi dalla Siria: un segnale che la sconfitta di Bashar al Assad è ormai considerata una possibilità concreta anche dal Cremlino. Lo riferisce EuroNews. Gli aerei in partenza da Mosca atterreranno a Beirut, in Libano, a causa dell'inagibilità dell'aereoporto di Damasco.

lunedì 21 gennaio 2013

In Mali i francesi riprendono Diabali e Dientza

In Mali, come riferisce nella clip EuroNews, le truppe francesi hanno ripreso Diabali, alla frontiera con la Mauritania, e Dientza nel centro del paese. A dieci giorni dal lancio dell'operazione Serval, con l'indubbio vantaggio della copertura aerea, un contingente congiunto francese e maliano prosegue la riconquista del territorio. I jihadisti controllano ancora larghe fette del nord del paese dove hanno imposto la Sharia, la legge islamica.

Attentato talebano a Kabul

Come riferisce EuroNews, degli uomini armati hanno attaccato il Dipartimento per il traffico a Kabul. L'attentato è stato rivendicato dai talebani che hanno chiamato un'agenzia di stampa. Le prime ricostruzioni parlano di un kamikaze che si è fatto esplodere all'ingresso del quartier generale della polizia stradale, mentre un numero non confermato di altri attentatori sarebbero entrati all'interno.