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giovedì 31 gennaio 2013

La Giornata della Memoria di Giorgio Napolitano

Il video che PupiaTv ha messo a disposizione su Youtube ci dà la possibilità di assistere alla celebrazione della Giornata della Memoria che si è svolta alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

mercoledì 30 gennaio 2013

Responsabile stampa governo Morsi nega l'Olocausto

Un esponente importante nel governo del presidente egiziano Mohammed Morsi ha chiamato l'Olocausto un inganno inventato dagli agenti dell'intelligence americana e ha affermato che i 6 milioni di ebrei, che sono stati uccisi dai nazisti, sono stati semplicemente trasferiti negli Stati Uniti. Le affermazioni di Fathi Shihab-Eddim, che è il responsabile per la nomina dei redattori di tutti i giornali governativi egiziani, arrivano quando il mondo ha celebrato la Giornata della Memoria dell'Olocausto il 27 gennaio. Efraim Zuroff del Simon Weisenthal Center ha detto che "la triste verità è che [tale] modo di vedere le cose è relativamente comune in tutto il mondo arabo ed è il risultato da una parte dell'ignoranza e dall'altra della negazione dell'Olocausto.

domenica 27 gennaio 2013

Fischi di sinistra, per tutti meno uno

La clip di TM News mostra un Silvio Berlusconi fischiato all'uscita del Memoriale della Shoah a Milano, dove si è recato a sorpresa per partecipare alla cerimonia di inaugurazione del museo, al binario 21 della Stazione centrale. Prima dell'inizio della cerimonia Berlusconi, conversando con i giornalisti, aveva affermato che "le leggi razziali sono la peggior colpa di Mussolini", che "per tanti altri versi invece aveva fatto bene". Fischi non sono mancati al termine della cerimonia anche per il presidente del Consiglio Mario Monti e per il leader della Lega Nord Roberto Maroni. Applausi invece per il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.



Momenti della Giornata della Memoria

  Il presidente del Consiglio Mario Monti è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del memoriale della Shoah a Milano. Tra l'altro ha detto: "Gli arresti di Napoli ci richiamano alla responsabilità e alla vigilanza, che deve essere un compito delle istituzioni e anche di tutti coloro che hanno a cuore la convivenza democratica. Dobbiamo batterci contro la rimozione, la distrazione e soprattutto contro l'indifferenza", che è "il vero nemico". E ha aggiunto. "L'indifferenza è il vero nemico da combattere".


Nella clip successiva, sempre realizzata da TM News, il racconto del ghetto di Venezia di un artista ebreo. Queste sequenze, dice il filmato, sono tratte dal film "Schindler's List", ma non sono molto diverse da ciò che accadde davvero durante la deportazione degli ebrei nel 1943, rastrellati, confinati nei ghetti e portati nei campi di concentramento dai quali molti non fecero più ritorno. I deportati italiani furono circa 7mila. Il 27 gennaio, "Giorno della Memoria" si celebra il ricordo della Shoah, dello sterminio degli ebrei, 200 dei quali furono segregati nel ghetto di Venezia, dove vive ancora l'artista ebreo David Ariel De Guglielmi, che sul 27 gennaio, tuttavia, ha una visione alternativa. "Vi erano gruppi - spiega -che sapevano che le cose stavano andando peggio di quanto si pensasse e hanno cercato disperatamente di fermare questa cosa. Non dimentichiamo la richiesta a Wiston Churchill di bombardare i campi di Auschwitz e Mauthausen. Non è vero che il 27 gennaio di molti anni fa un esploratore russo ha trovato un campo, è un falso storico. Non possiamo partire dalla memoria partendo da un falso. Tutti sapevano cosa stava succedendo. Tutti sapevano cosa stava succedendo ma in quel momento c'erano altre priorità".Oggi il ghetto di Venezia non è più un luogo di segregazione bensì di "fusione multiculturale" in cui il ricordo, che rivive anche tra le opere di De Guglielmi, è soprattutto la strada verso una società moderna e interreligiosa."La comunità - conclude l'artista - si è integrata meglio con i non ebrei che abitano qua nel ghetto che sono la maggioranza. E c'è una fantastica integrazione".Integrazione e scambio di culture. Ci sono voluti settant'anni per raggiungere quella che oggi sembra una normalità. Costata tuttavia la vita ad almeno 6 milioni di persone.


Nella terza clip, sempre di TM News, una mostra a Modena. Nel 1939 Hitler diede il via al Programma di eutanasia per i disabili, denominato "Aktion T4". Causò lo sterminio di 300mila bambini e adulti innocenti in nome della purezza della razza e del risparmio di risorse economiche. Per ricordare le vittime di quella abominevole "prova generale della Shoah" l'associazione Anffas ha organizzato a Modena la mostra "Ricordiamo. Perché non accada mai più", in corso fino al 5 febbraio 2013 al Multicentro educativo. La curatrice, Virginia Reggi: "Finché queste cose hanno delle analogie con l'oggi e non sono definitivamente finite - spiega - perché non sono finite le motivazioni che hanno portato a questo, penso non solo che valga la pena ma che sia indispensabile per tutti sapere. Come è indispensabile la Giornata della memoria per ricordare la Shoah". La mostra è un percorso, rivolto in particolare agli studenti, con pannelli fotografici che ripercorrono i fatti più salienti di quanto avvenne settant'anni fa tra uccisioni, esperimenti e sofferenze inflitte ai malati mentali. "È soltanto da una memoria del passato - conclude Reggi - che noi possiamo imparare e camminare verso un futuro migliore. "Una parte della mostra è dedicata interamente alla propaganda utilizzata dal nazismo per trasformare gli stessi medici in complici dei crimini aberranti commessi sui disabili.

La Risiera di San Sabba

Nel Giorno della Memoria non si può dimenticare che Trieste fu luogo di atrocità naziste. La Risiera di San Sabba, oggi monumento nazionale, è lì a testimoniarlo. Tra i video raccolti da Fatti e Parole vi è uno che racconta quella storia. Per vederlo, cliccare qui.

La Shoah fatto europeo

La Shoah è diventato un argomento di discussione pubblica solo a partire dagli anni '70, prima si faceva fatica a parlarne. Un dato di fatto che viene evidenziato dalla clip pubblicata ieri di Cosimo Caridi per il Fatto Quotidiano. Ne è convinto Robert Rozett, direttore delle biblioteche di Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme. "Conserviamo 140 milioni di documenti - racconta nella clip - che ci hanno fatto identificare 4,2 milioni di persone uccise dai nazisti". Il museo vuole essere sia il luogo della memoria, ma anche uno spunto per la riflessione su una delle più grandi atrocità che hanno attraversato l'Europa.

domenica 13 gennaio 2013

Ban Ki-moon sollecita l'intervento in Siria

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ieri ha sollecitato un intervento internazionale in Siria, paragonando l'attuale guerra civile all'Olocausto. Lo riferisce il Centro stampa delle Nazioni Unite. Parlando alla commemorazione dell'Olocausto nella sinagoga di Park East a New York, il segretario delle Nazioni Unite ha fatto riferimento al principio della responsabilità di protezione, che obbliga ogni stato a proteggere la popolazione dal genocidio, da crimini contro l'umanità, crimini di guerra o da pulizie etniche. Il principio è stato adottato dall'Assemblea delle Nazioni Unite nel 2005.
"Né l'antisemitismo né l'islamofobia o altre forme di pregiudizio hanno posto nel mondo del 21° secolo che stiamo cercando di costruire. Di fronte a questi crimini e violazioni c'è un corrispondente dovere della comunità internazionale di agire", ha detto Ban Ki-moon. "La responsabilità di protezione si applica dovunque ed in ogni tempo. È stata messa in atto con successo in molti luoghi, Libia e Costa d'Avorio incluse. Ma oggi siamo di fronte a una grande prova in Siria. Non ci sarà alcuna amnistia per i maggiori responsabili. La vecchia epoca dell'impunità è finita, Al suo posto, lentamente ma sicuramente, stiamo costruendo una nuova era di responsabilità".

sabato 5 gennaio 2013

Hitler in preghiera al Ghetto di Varsavia

I volti del Ghetto di Varsavia nella seconda guerra mondiale. I ritratti appesi sui vecchi edifici a ricordo dell'oscuro passato che vide circa 300.000 ebrei che vivevano nel Ghetto mandati ai campi di sterminio nazisti. Accanto a questi memoriali di uno dei momenti più bui della capitale polacca c'è una istallazione artistica di Maurizio Cattelan che mostra un Adolf Hitler in preghiera. Esporre arte che inserisce il leader nazista nella scena di uno dei suoi peggiori crimini contro l'umanità viene considerato da molti ripugnante, ma l'artista non sembra provare rimorsi.

venerdì 4 gennaio 2013

Un memoriale a Liegi ricorda gli ebrei deportati

Dieci anni fa, i figli e i nipoti degli ebrei deportati da Liegi nei campi nel nord della Francia decisero di commemorare quei tragici eventi. Istituirono una organizzazione no-profit per raccogliere testimonianze documentarie e la recente apertura a Liegi di una mostra è il risultato del loro lavoro.
Il progetto "Liegi una città sottomessa" perpetua in maniera consona la memoria, combinando storia e ricordo.
Il memoriale degli ebrei della regione di Liegi è la pietra angolare dell'iniziativa. È costituito da 733 lapidi commemorative che rappresentano gli ebrei assassinati durante la guerra.
Ciascuna lapide commemorativa indica l'età della vittima, il nome e il cognome, l'ultimo luogo conosciuto di residenza, l'età al momento della deportazione e il campo di destinazione finale. Riporta la storia personale e familiare di ciascuna vittima.
Panelli con testi e fotografie nel memoriale spiegano il processo e le complicità che permisero la persecuzione e la deportazione degli ebrei da Liegi e dai suoi dintorni. Il memoriale rappresenta un tributo alle vittime e fornisce un tema di riflessione agli attuali e futuri cittadini.