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mercoledì 9 gennaio 2013

Massoneria e politica italiana

Parliamo ancora di massoneria e politica italiana, ripescando dalla rete un documento sonoro, l'intervista de "La Zanzara" su Radio 24 al massone Gioele Magaldi. Siamo nel luglio del 2010 e l'argomento, inizialmente, è Silvio Berlusconi e sullo sfondo i fatti salienti di quel periodo (la cosiddetta P3). Ma nella parte finale dell'intervista esce con prepotenza un'altra realtà che stampa e televisioni "compiacenti", non si comprende bene il perché, preferiscono far finta di ignorare. Cioè che se Berlusconi è un massone e tanti massoni sono nelle file del Pdl, vero è che anche nel Pd ce ne sono e anche nella direzione nazionale del partito di Bersani.
Del resto, essere massone non è qualcosa di disdicevole né illegale. Come ricordò Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, in un'intervista ad Affaritaliani.it nel 2010 (l'anno del documento sonoro), dopo che la deputata Udc ex Pd Paola Binetti aveva paragonato la Massoneria all'ombra e l'Opus Dei alla luce, "i padri della patria erano massoni" e quanto alla Costituzione della Repubblica, al momento della stesura della Carta, "tra i settantacinque membri c'erano ben sette-otto massoni e in sede di assemblea costituente un terzo del totale era composto da componenti della Loggia. Senza contare che il presidente e padre della Costituzione Meuccio Ruini era massone, così come il vice-presidente dell'Assemblea Giovanni Conti". Del resto da noi la massoneria trova la sua legittimazione nell'articolo 18 della Costituzione che riconosce e tutela la libertà di associazione, prevedendo che i cittadini abbiano il diritto di associarsi, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalle leggi. Come dire, se il fine è lecito, legittima è l'associazione.
Sempre in quell'intervista Raffi conferma il numero dei politici che appartengono alla Massoneria: "Ho parlato di 4 mila e 500 persone, ma noi non facciamo censimenti. Di politici che appartengono alla Massoneria ce ne sono a sinistra, destra e centro". Proprio in quell'anno, 2010, ancora c'era stato all'interno del Pd un dibattito sull'affiliazione alla massoneria da parte di iscritti e si era arrivati ad una apertura. Tant'è che Raffi così commenta su richiesta dell'intervistatore la questione: "Dallo statuto del Pd che contempla il profilo etico arriva una norma non chiara. Oggi si dice «chi vuole aderire deve dichiarare le associazioni a cui appartiene», noi non abbiamo nessun problema a farlo. L'importante è capire i fenomeni. In tutto il mondo civile la Massoneria ha aperto alla modernità ed è espressione di grande democrazia".

sabato 5 gennaio 2013

Squadra compasso 7

Riprendo il discorso su La7 lasciato in sospeso nel post L'esoterismo come strumento politico, pubblicato qualche giorno fa. In quella annotazione dicevo che c'è un altro [dopo Rai 2] evidente sostenitore televisivo di Monti, LA7, aggiungendo un "se non altro per certe frequentazioni comuni di giornalisti e dirigenti". Il riferimento era, per dire qualcuno, a Lilli Gruber, l'anchorwoman di 8 e mezzo, che nel periodo dal 31 maggio al 5 giugno dello scorso anno, 2012, ha partecipato al 60° meeting del Bilderberg a Chantilly in Virgina, o per restare nello stesso ambito di frequentazioni Franco Bernabè, presidente e CEO di  Telecom Italia, società che controlla quasi al 78% Telecom Italia Media, proprietaria appunto di La7; Bernabè, che è membro del Steering Committee che governa il Bilderberg, come lo era Mario Monti prima delle dimissioni a seguito dell'assunzione dell'incarico di governo. Il Bilderberg è, come si sa, un gruppo ristretto di potenti internazionali, in genere nomi di spicco dell'economia, della politica e dei sistemi bancari, che si riuniscono per invito annualmente per trattare in maniera libera, nell'ambito di un convegno chiuso ai media e al pubblico, temi globali, come la politica e l'economia mondiale, ed anche delle forze militari mondiali.
Nel post ricordato citavo le osservazioni esoteriche fatte sul simbolo dell'emittente in connessione con la simbologia  e la numerologia massonica, come pure le interessanti congetture sulla costruzione grafica del simbolo. Naturalmente la scelta della sigla che doveva sostituire TMC, l'acronimo di Tele Monte Carlo, al momento del passaggio di proprietà da Vittorio Cecchi Gori alla Seat Pagine Gialle, poi Telecom Italia Media, ha e avrà altre spiegazioni. Qualcuno potrebbe dire che il marchio, La7, voleva significare semplicemente che la televisione rappresentava il settimo network nazionale che si poneva come alternativa ai 6 canali nazionali Rai1, Rai2, Rai3, Rete4, Canale5 e Italia1 che fino a quel momento si erano spartiti il pubblico televisivo. Tuttavia, il fascino di un occulto significato del marchio permane, ed è in qualche modo corroborato dalle scelte di palinsesto dell'emittente. Ma non voglio qui addentrarmi in un labirinto, quanto piuttosto raccontare una curiosità in cui per caso mi sono imbattuto.
Diamo per buone tutte le considerazioni sul numero 7 e la sua considerazione in ambito massonico. Citando, ad esempio, un documento, L'età massonica, di facile reperibilità nella rete, il sette rappresenta l'età simbolica del grado di Maestro, non a caso «“sette anni” è il tempo sufficiente e necessario a rinnovare tutte le cellule del corpo umano». Ma il testo citato ricorda altri aspetti esoterici del numero 7, che mi dilungo a riportare: «Il Sette è poi, per i Pitagorici, il numero più importante, in quanto originato dalla somma del Tre e del Quattro, a simboleggiare l’unione della divinità con la materia. Sette è anche il numero degli angeli planetari, dei giorni della settimana, dei colori dell’arcobaleno, del “settimo giorno” dedicato all’Eterno, dei sette peccati capitali e delle virtù cardinali e teologali che ad essi si oppongono, delle Arti liberali che l’Iniziato deve coltivare con continuità ed impegno, delle sette emanazioni o raggi attraverso cui il vigore interno del Sole fluisce sulla terra come vita e coscienza. Esso è inoltre un numero cardine della Bibbia e della tradizione ermetica: sette sono infatti le distillazioni per ottenere dal Serpe l’Acqua divina, sette i lavacri necessari per ottenere la purificazione, sette i gradini della Scala dei Saggi, ecc. La tradizione giudaico-cristiana presenta inoltre i sette sigilli dell’Apocalisse e la “Menorah”, il candelabro a sette bracci, ornamento del tempio massonico e simbolo della luce dello spirito, nel quale, osservando particolari modalità, si possono “leggere” i giorni, le settimane, i mesi, gli anni e le fasi lunari.»
Sul 7, insomma, ci siamo, ma il resto della sigla? Al resto conforta il caso. Visitando il sito del Grande Oriente d'Italia, la curiosità mi spinge a cliccare sul link "Archivio GOI". Compare una pagina in costruzione, caratterizzata da questa immagine:

Perbacco! La squadra e il compasso che ti formano proprio il resto della sigla: LA.
Come ci spiega Wikipedia, uno dei simboli massonici principali è squadra e compasso, strumenti della categoria muratoria, in genere disposti a formare un quadrilatero. La squadra è talora detta rappresentare la materia, ed il compasso lo spirito o la mente. Ancora, la squadra può esser detta rappresentare il mondo del concreto, o la misura della realtà oggettiva, mentre il compasso rappresenta l'astrazione, o giudizio soggettivo, e così via. Significati alquanto azzeccati anche, e particolarmente, per un "mediatore di massa" com'è una televisione. No?

mercoledì 2 gennaio 2013

La Massoneria in Lombardia

Secondo l'elenco pubblicato dal Grande Oriente d'Italia in Lombardia sono 64 le logge affiliate. Milano è, ovviamente, la città che ospita il numero maggiore, 34. Ricordo alcune: Giosuè Carducci, Italia, I Nuovi Cavalieri di Scozia, XX Settembre, Umanità e Progresso - Krishna, Ernesto Nathan, Missori - Risorgimento. Alcuni nomi, Cavalieri della Libertà o L'Unione, evocano strane assonanze.
A Bergamo è presente una sola loggia, che ha nome - non poteva essere diversamente - Pontida.
A Brescia sono presenti due logge: Leonessa - Arnaldo e Fraglia Ed Stolper. In provincia una a Botticino, la Giuseppe Zanardelli, e una a Marone, la Minerva.
A Como una, la Acacia - Magistri Cumacini; in provincia, a Cernobbio la Rosa Commacina.
A Cremona c'è la loggia Leonida Bissolati. A Mantova la loggia Martiri di Belfiore e a Sabbioneta La Piccola Atene.
A Monza sono presenti due logge: la loggia I Cavalieri di San Giovanni e la loggia Templum Salomonis Modoetiae.
A Pavia sono attive tre logge: la Gerolamo Cardano, la Giunio Bruto Crippa e la Akh en Aton. In provincia, a Vigevano sono presenti tre logge: Il Dovere, Obbedienza e Libertà e la Sabato Giannitti Viglebanum; a Voghera la Agostino Depretis.
Anche a Varese sono registrate tre logge: la Carlo Cattaneo, la Labirinto Azzurro e la Rolly Cannara. In provincia di Varese vi sono numerose altre logge: a Busto Arsizio la Logos, a Cittiglio la Sette Laghi del Verbano, a Gallarate la loggia Heliopolis, a Ispra la loggia Porta d'Europa, a Laveno Mombello la Verbanum, a Luino la Ai Sette Laghi, a Somma Lombardo infine La Fenice.
Non resta che aggiungere Lodi, dove è attiva la loggia massonica Paolo Gorini.
La storia della massoneria lodigiana risale al periodo napoleonico, quando con la battaglia del Ponte di Lodi del 10 maggio 1796, i francesi diventarono praticamente i padroni della Lombardia. È un tempo in cui i circoli giacobini escono dalla clandestinità e sostengono apertamente il nuovo regime organizzando manifestazioni popolari in nome della libertà e dell'uguaglianza. L'intera società lodigiana si trasforma profondamente e si afferma anche a Lodi una ritualità laica. Con il sostegno del governo napoleonico, Napoleone diventato imperatore decise di fare della massoneria uno strumento del suo potere, viene fondata nel 1806 la loggia La Verità di Rito francese, all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia con sede a Milano. Secondo il Quadro generale della Massoneria lombarda del 1808, risulta Maestro Venerabile Prevosi de Bord. La sconfitta di Napoleone a Lipsia nel 1813 si ripercuote anche sulla Massoneria lombarda con lo scioglimento di tutte le logge. La Verità lodigiana cessa l'attività.
Verso la fine del 1864, Enrico Bignami, sull'onda della tradizione libertaria ed esoterica lodigiana, fonda la loggia Abramo Lincoln di Rito scozzese antico accettato. Bignami è un mazziniano, volontario garibaldino, internazionalista, giornalista ed editore. La loggia solo qualche anno dopo viene posta all'Obbedienza del Grande Oriente d'Italia. Nel suo periodo di massima espansione contò 60 aderenti, in genere alcuni operai e studenti, alcuni artigiani e molti giovani professionisti di Lodi e del circondario. La loggia aveva il suo Tempio in Lodi ma poteva contare su un nucleo a Codogno, che poi darà vita alla loggia Carlo Cattaneo; e su uno a Sant'Angelo Lodigiano, guidato da Raimondo Pandini, vecchio carbonaro, patriota, filantropo, fiero anticlericale e sindaco dal 1860 al 1863. La loggia lodigiana di Rito scozzese fu "demolita" con decreto dell'8 agosto 1876 a causa della sua "lunga inerzia e continua morosità".
A cavallo tra Ottocento e Novecento venne fondata a Lodi la loggia Paolo Gorini di Rito scozzese antico accettato, posta all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia. Fu guidata dai maestri venerabili Giuseppe Tambara, direttore della Regia Scuola Normale di Lodi, e da Francesco Faverzani, direttore della Regia Scuola Tecnica; da Pietro Fiorani Callotta, medico e docente universitario; da Gisberto Niccolini, che fu Segretario comunale a Lodi. La loggia, fra apprendisti, compagni d'arte e maestri, contava più di quaranta fratelli. Nel 1919 poteva contare su un giornale, Il Fascio Popolare, sostenuto e finanziato dal Grande Oriente d'Italia e organo della "democrazia lodigiana", settimanale che fu suo portavoce più o meno ufficiale. Era forte da tre Triangoli attivi a Casalpusterlengo, a Codogno e a San Colombano. Dal 1920 ebbe come ultimo venerabile l'avvocato di Lodi Paolo Casavola. La loggia si autosospenderà nei primi anni Venti dopo l'emanazione, da parte del regime fascista, della legge sulle associazioni segrete.
Il 2 giugno del 2004, la loggia Paolo Gorini ha ripreso la sua attività per iniziativa di "un piccolo gruppo di Fratelli che portano nel cuore la volontà di operare, in «perfetta unione con oltre un centinaio di Fratelli oggi passati all'Oriente Eterno, al bene e al progresso dell'Umanità»".
Personaggio di spicco della Paolo Gorini Guido Broich, già Direttore generale dell'Azienda sanitaria locale della Provincia di Lodi dal 2003 al 2007, con un curricolo massonico di tutto rispetto, come compare nel documento "Tradizione e Futuro. Sintesi del Programma della lista del Fr. Giorgio Losano per l'elezione a Gran Maestro - Marzo 2009", lista presentata presso il Grande Oriente d'Italia a Roma il 13 Ottobre 2008: "Iniziato nel 1986, Membro delle R.L. Cardano n. 63 di Pavia, Italia n. 32 di Milano e attualmente Paolo Gorini n. 1214 di Lodi. Maestro dal 1990. M.V. nel periodo 2004/2006. Membro onorario della R.L. «Zur Eintracht» n. 1 della Gran Loggia «Ai tre Globi» di Berlino, 31° grado del RSAA. Membro del Rito di York".

venerdì 28 dicembre 2012

Non c'era bisogno di una conferma

Mario Monti è un massone. La conferma dell'affiliazione è di Gioele Magaldi del Grande Oriente Democratico, come si può sentire nell'audiovideo allegato sotto che riporta la conversazione dell'esponente del GOD con i conduttori de La Zanzara nel maggio di quest'anno.
Che cos'è il Grande Oriente Democratico? Riprendo la spiegazione direttamente dal sito di Magaldi, dove si inquadra il GOD nel contesto massonico italiano. "In Italia esistono diverse Comunioni o Obbedienze massoniche, cioè federazioni di più logge, articolate sul territorio nazionale e coordinate fra loro a livello provinciale e regionale. La più importante, numericamente e qualitativamente, di tali Comunioni o Obbedienze nazionali, è il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. A seguire, una serie di Obbedienze/Comunioni più piccole che, in tempi lontani o recenti, si sono formate per scissione dal Grande Oriente d’Italia. Esistono poi ulteriori micro-comunioni nate per scissioni dagli stessi originari scissionisti. Grande Oriente Democratico, come ben noto a tutti coloro che sappiano qualcosa delle vicende massoniche italiane, non è un’ “Obbedienza/Comunione” che si sia scissa dal Grande Oriente d’Italia. Grande Oriente Democratico è un Movimento massonico d’opinione nato in seno al Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani (appunto la più importante e maggioritaria Comunione italiana), con il preciso scopo di riformarne in termini rivoluzionari la struttura interna e la prospezione esterna verso la società civile, all’insegna della trasparenza, della lealtà comunicativa e del rigore iniziatico, intellettuale e morale dei suoi adepti. In questa prospettiva, Grande Oriente Democratico è la principale “forza di opposizione interna” al regime dispotico e liberticida instaurato nel GOI dal Gran Maestro Gustavo Raffi, circondato da una corte di ex-piduisti, neofascisti e berlusconiani vari, che ingenuamente pensavano di potersi dissimulare in quanto tali nascondendosi dietro la noiosa retorica raffiana di stampo pseudo-risorgimentale".
Penso che sia più che sufficiente per inquadrare il movimento nel suo contesto. Ed ecco l'audiovideo: