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lunedì 6 maggio 2013
martedì 12 febbraio 2013
Tecnologia e oscurantismo servile
Ancora una questione e poi chiudo il discorso aperto qualche post fa. Il controllo, già il controllo, chi fa il controllo? Da quanto par di capire c'è del software in Danimarca, parafrasando l'Amleto. Ammesso e concesso; del resto un colosso come Google può permettersi non un server qualunque, ma un super-computer per fare tutti i controlli di questo mondo, non è questo il punto. Il massimo che può fare un computer è fornire molto garbage out e segnalazioni sospette sulla base di sequenze audio o confronti e analisi dei file video. Il software non può comunque decidere se è una segnalazione congrua o è un abbaglio. Quando si dice che Pinco ha fatto una rimostranza, evidentemente c'è stato un giudizio sulla segnalazione del software di rilevamento, che non può che essere umano. Arrivo alla domanda. Se è un'azienda privata solleva il cartellino giallo o rosso, sono affari suoi stipendiare con parte dei profitti un team di persone che facciano i controlli per conto dell'azienda, siano essi dipendenti o esterni. La politica di YouTube è di risarcire con la pubblicità sulla clip l'utilizzo nel video di materiali audio/video di terze parti In fin dei conti la cosa regge e non scandalizza più di tanto. Ma se l'azienda vive del denaro pubblico, la questione assume un altro aspetto. Da qui un paio di domande. Prima domanda: con quali soldi sono pagati i censori? Col canone? Se poi è materiale di servizio pubblico, quello che giustifica il canone, non dovrebbero valere le norme che riguardano tutte le amministrazioni pubbliche circa i materiali da loro prodotti? Quando alcuni di tali video vengono oscurati, cioè viene proibita la loro visione, questo non si configura come abuso d'ufficio? Quale è il motivo che non fa neppure l'introito pubblicitario sufficiente, al contrario di milioni di casi analoghi, per permettere la visione? È forse un motivo politico? Va bene se evidenzia magagne del Berlusconi di turno, guai se evidenzia quelle pesanti del coccolato di turno? Non è anche questo un abuso? La Commissione parlamentare di vigilanza è a conoscenza del problema? Se sì, si è mai pronunciata in merito? Potrei aggiungere cento altre domande, ma mi fermo e dico soltanto che bisogna cominciare ad aprire tutte due gli occhi se vogliamo che i nostri figli abbiano una speranza di vivere in un paese migliore e non in una repubblica delle banane in cui è il più forte a fare le norme, a spendere e spandere quanto più gli aaggrada senza dover mai risponderne a nessuno.Rendiamoci contro che questa attività censoria in qualche modo remunerata va nella quasi totalità dei casi ad impedire la visione di una clip autoprodotta che attira un numero di utenti della rete che va da poche unità, a qualche decina; un centinaio è già un successo, se arriva al migliaio il realizzatore può pensare di fare il clipparolo di professione. Pensiamoci, lo ripeto ancora una volta e visto che l'occasione è a giorni, pensiamoci in cabina elettorale, dove parafrasando un vecchio tormentone, Dio ti vede, ma smacchiatori di giaguari, professori, tirapiedi e portaborse di interessi forti no. Esprimiamo un voto utile per noi e per i nostri bisogni, non per quelli della casta trasversale che ha ridotto l'Italia allo sfascio..
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Bersani e il Grande Fratello di Viale Mazzini
E già che siamo diciamole tutte. Sempre il riferimento è ai post precedenti. Un altro video che ho tolto da YouTube, perché la sua fruizione era bloccata, mondialmente!, per utilizzo di immagini delle televisioni italiane, cioè come quasi il 90% dei video di politica caricati da gente comune nella rete, per altro, fruibili in rete, riguardava pochi secondi di un intervento sul Montepaschi di Bersani ad Agorà. Bene, nella lettera che ho ricevuto da YouTube come "mandante" viene indicata la Rai (il video conteneva anche immagini di altre reti televisive). La Rai che stipendio annualmente con il canone, la Rai che si permette per due mesi consecutivi di perseguitarmi e perseguitare voi ad ogni telegiornale e altrove col suo mobbing asfissiante sul pagamento del canone, la Rai che dovrebbe essere un servizio pubblico, che dovrebbe avere come obiettivo non la salvaguardia della lobby al governo e i profumati stipendi dei propri funzionari e giornalisti, ma far crescere la connsapevolezza e la partecipazione degli italiani alla cosa pubblica, diffondere la conoscenza e l'informazione sulle questioni e vicende che determinano la nostra quotidianità! Mi domando se il segretario del Partito democratico ne sia a conoscenza di questa benevola ma controproducente sollecitudine che la Rai ha nei suoi riguardi? Forse è il caso di specificare meglio: Agorà, dicevo, dunque che Rai3 ha nei suoi riguardi. Bersani, se legge questo post, me lo faccia sapere.
Ma l'incazzatura chi me la ripaga?
Poiché ho ricevuto risposta alla mia controcontestazione sulla questione riportata nel post precedente: pretesa di copyright da non ben specificate " One or more music publishing rights collecting societies" su l'Internazionale intonata da Marco Ferrando in un comizio a Roma, riporto di seguito sia la mia e-mail che quella di risposta.
Ho scritto:
Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori
Motivo della contestazione
Questo video contiene il materiale in questione, ma il materiale è di dominio pubblico o non è idoneo per essere protetto dal copyright.
Spiegazione
La registrazione audio è di un evento pubblico in una piazza di Roma durante un comizio politico. La registrazione dell'audio è distribuita con licenza creative commons da Radio Radicale, dato citato in uno dei frame. Ritengo inoltre che su canti come l'Internazionale che sono di pubblico dominio non ci sia la possibilità di mettere copyright in buona fede da nessuno. Aggiungo anche se questo può comportare la chiusura del mio account Youtube che questa sia una violazione del mio diritto di espressione garantito dalla Costituzione italiana.
Ritengo in buona fede che i reclami di cui sopra siano stati presentati per sbaglio e di disporre dei diritti necessari per utilizzare i contenuti del mio video per i motivi che ho dichiarato. Non ho consapevolmente fatto dichiarazioni false e non sto intenzionalmente facendo un uso improprio della procedura di contestazione al fine di interferire con i diritti altrui. Comprendo che la presentazione di contestazioni fraudolente potrebbe comportare la chiusura del mio account YouTube.
Firma
Sergio Fumich
La risposta:
Gentile Sergio Fumich,
One or more music publishing rights collecting societies ha esaminato la tua contestazione e ha abbandonato il suo reclamo per violazione del copyright sul tuo video "Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori". Per ulteriori informazioni, visita la tua pagina Note sul copyright.
Cordiali saluti,
- Il team di YouTube
È incredibile che una situazione così kafkiana si sia soltanto posta in essere. Siamo alle solite, un po' come, in altro ambito per capire, con l'esempio recente del redditometro: siamo noi che dobbiamo dimostrare la nostra possibilità di fare certe spese e non lo stato a dimostrare a noi i motivi delle sue. È tempo di ribaltare questo tipo di situazione. Si può iniziare in due modi: innanzitutto prendendo coscienza che siamo sudditi e non quei cittadini della Repubblica di cui parla la nostra costituzione; secondo, un buon avvio a portata di mano, col nostro voto il 24 e 25 febbraio cominciare a creare le condizioni per una rivoluzione politica che ridia una vera speranza a questo paese.
Ho scritto:
Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori
Motivo della contestazione
Questo video contiene il materiale in questione, ma il materiale è di dominio pubblico o non è idoneo per essere protetto dal copyright.
Spiegazione
La registrazione audio è di un evento pubblico in una piazza di Roma durante un comizio politico. La registrazione dell'audio è distribuita con licenza creative commons da Radio Radicale, dato citato in uno dei frame. Ritengo inoltre che su canti come l'Internazionale che sono di pubblico dominio non ci sia la possibilità di mettere copyright in buona fede da nessuno. Aggiungo anche se questo può comportare la chiusura del mio account Youtube che questa sia una violazione del mio diritto di espressione garantito dalla Costituzione italiana.
Ritengo in buona fede che i reclami di cui sopra siano stati presentati per sbaglio e di disporre dei diritti necessari per utilizzare i contenuti del mio video per i motivi che ho dichiarato. Non ho consapevolmente fatto dichiarazioni false e non sto intenzionalmente facendo un uso improprio della procedura di contestazione al fine di interferire con i diritti altrui. Comprendo che la presentazione di contestazioni fraudolente potrebbe comportare la chiusura del mio account YouTube.
Firma
Sergio Fumich
La risposta:
Gentile Sergio Fumich,
One or more music publishing rights collecting societies ha esaminato la tua contestazione e ha abbandonato il suo reclamo per violazione del copyright sul tuo video "Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori". Per ulteriori informazioni, visita la tua pagina Note sul copyright.
Cordiali saluti,
- Il team di YouTube
È incredibile che una situazione così kafkiana si sia soltanto posta in essere. Siamo alle solite, un po' come, in altro ambito per capire, con l'esempio recente del redditometro: siamo noi che dobbiamo dimostrare la nostra possibilità di fare certe spese e non lo stato a dimostrare a noi i motivi delle sue. È tempo di ribaltare questo tipo di situazione. Si può iniziare in due modi: innanzitutto prendendo coscienza che siamo sudditi e non quei cittadini della Repubblica di cui parla la nostra costituzione; secondo, un buon avvio a portata di mano, col nostro voto il 24 e 25 febbraio cominciare a creare le condizioni per una rivoluzione politica che ridia una vera speranza a questo paese.
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Addormentarsi italiani e svegliarsi cinesi
Non è paranoia. Ma le policy di alcune major dei social network o presunti tali, operano in generale, ma soprattutto in questo frangente elettorale come un Grande Fratello. Contro la libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana, che forse non hanno mai letto, perché hanno aperto semplicemente una.filiale in un paese coloniale quale lo considerano, il nostro, l'Italia. Vittime di queste policy sono creativi che senza fini di lucro, ma solo per diffondere l'informazione e la consapevolezza dei problemi e delle questioni, per denunciare l'inganno mediatico perpetrato a danno di tutti noi dalla carta stampata e dalle televisioni di regime o asservite agli interessi forti che hanno una volontà di potenza sulle nostre vite per garantire i loro sporchi profitti,
utilizzano
i materiali audio/video che sono a disposizione sulla rete gratuitamente, certamente, per fruizione personale. Ma se io faccio leggere un libro ad un amico, non è che devo pagare il copyright per questo atto. Dunque, ogni vincolo su operazioni simili posto su materiale audio/video, dovrebbe essere considerato analogo. Anche perché un account di social network non è un negozio o una copisteria: è una pgina di diario dove io annoto ciò che voglio e che posso far leggere, o ascoltare, a chiunque senza obblighi di rispetto di fantomatici diritti che qualche major si inventa. Faccio un esempio reale: basta che Marco Ferrando, il candidato premier per il Partito Comunista dei Lavoratori intoni al termine di un suo comizio l'Internazionale, che un video contenente la registrazione di quel comizio, in una pubblica piazza, venga messo all'indice in quanto avrebbe violato fantomatici diritti di "One or more music publishing rights collecting societies", ben sapendo che l'Internazionale fino a prova contraria è canto e musica di pubblico dominio, e che chi la stava cantando per farla cantare a tutti, lo faceva in un luogo pubblico e, ovviamente per propaganda politica, cioè senza nessuna pretesa sulla sua esibizione canora.
Per non dire poi di video scomodi per le due coalizioni sponsorizzate da quello che Gramsci definiva come partito trasversale degli interessi forti, della borghesia, che oggi evidentemente sono il raggruppamento di Monti e il Partito democratico. In tal caso viene addirittura vietata la loro fruizione, usando come pretesto la violazione di diritti dei media che li hanno pur sempre prodotti seppure per motivi di cassetta legati all'audience, mentre nel contempo altri video; questi sì liberamente fruibili, che evidenziano cotraddizioni o spacciano schiocchezze per enormità che non stanno in cielo e in terra, impazzano e si duplicano, triplicano, com'è costume della rete, senza problemi di sorta.
A chi non segue attentamente e criticamente i fenomeni della rete sarà sfuggito un fatto banale. Ci sono state nell'ultimo mese, proprio in vista della campagna elettorale alcune, poche per la verità, trasmissioni e servizi dove, per l'onestà intellettuale dei curatori e conduttori, è stato effettuato un vero e proprio massacro mediatico dei promessi sposi Pd e montiani, e di quest'ultimi in particolar modo del loro totem, il Professore. Di questo massacro mediatico ci sono poche tracce nella rete perché da una parte i media massonici, nel senso gramsciano, non hanno diffuso nei social network tali contenuti, dall'altro tali contenuti, quando inseriti da comuni mortali, sono stati bloccati con il pretesto della violazione di chissà quale diritto, pretesto che mal si concilia col fatto che contenuti analoghi, ma neutri o favorevoli proliferano negli stessi social network.
Insomma, la sensazione evidente è che, dietro pretesti di apparente legalità - apparente perché in fin dei conti vanno a violare diritti sanciti dalla Costituzione - la policy attuata anche qui da noi, paese del civile e democratico Occidente, sia quella cinese, cioè accondiscendenza senza se e senza ma alla lobby dominante lì comunista o presunta tale, qui massonica, sempre in senso gramsciano.
Conclusione, dovremmo deciderci a rispolverare vecchie parole di lotta come il verbo boicottare. Boicottare social network che praticano policy asservite al potere dominante e censorio per far capire che la libertà della rete non si tocca. Boicottare per abbattere una filosofia che ci vede schiavi del consumismo e del profitto degli interessi forti. Ricordiamocelo anche nella cabina elettorale.
Per non dire poi di video scomodi per le due coalizioni sponsorizzate da quello che Gramsci definiva come partito trasversale degli interessi forti, della borghesia, che oggi evidentemente sono il raggruppamento di Monti e il Partito democratico. In tal caso viene addirittura vietata la loro fruizione, usando come pretesto la violazione di diritti dei media che li hanno pur sempre prodotti seppure per motivi di cassetta legati all'audience, mentre nel contempo altri video; questi sì liberamente fruibili, che evidenziano cotraddizioni o spacciano schiocchezze per enormità che non stanno in cielo e in terra, impazzano e si duplicano, triplicano, com'è costume della rete, senza problemi di sorta.
A chi non segue attentamente e criticamente i fenomeni della rete sarà sfuggito un fatto banale. Ci sono state nell'ultimo mese, proprio in vista della campagna elettorale alcune, poche per la verità, trasmissioni e servizi dove, per l'onestà intellettuale dei curatori e conduttori, è stato effettuato un vero e proprio massacro mediatico dei promessi sposi Pd e montiani, e di quest'ultimi in particolar modo del loro totem, il Professore. Di questo massacro mediatico ci sono poche tracce nella rete perché da una parte i media massonici, nel senso gramsciano, non hanno diffuso nei social network tali contenuti, dall'altro tali contenuti, quando inseriti da comuni mortali, sono stati bloccati con il pretesto della violazione di chissà quale diritto, pretesto che mal si concilia col fatto che contenuti analoghi, ma neutri o favorevoli proliferano negli stessi social network.
Insomma, la sensazione evidente è che, dietro pretesti di apparente legalità - apparente perché in fin dei conti vanno a violare diritti sanciti dalla Costituzione - la policy attuata anche qui da noi, paese del civile e democratico Occidente, sia quella cinese, cioè accondiscendenza senza se e senza ma alla lobby dominante lì comunista o presunta tale, qui massonica, sempre in senso gramsciano.
Conclusione, dovremmo deciderci a rispolverare vecchie parole di lotta come il verbo boicottare. Boicottare social network che praticano policy asservite al potere dominante e censorio per far capire che la libertà della rete non si tocca. Boicottare per abbattere una filosofia che ci vede schiavi del consumismo e del profitto degli interessi forti. Ricordiamocelo anche nella cabina elettorale.
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martedì 5 febbraio 2013
Una proposta shock che il Pd non farà mai
La proposta shock di Silvio Berlusconi è stata chiara: restituire i soldi dell'Imu agli italiani. Ecco, nella clip del Fatto Quotidiano, un suggerimento per la sinistra: per ridurre la spesa bisogna non solo razionalizzarla, renderla più economica ma avanzare con le forbici. Una proposta shock a disposizione di Bersani che il Partito democratico non farà mai, o almeno fintanto che avrà sul gobbo l'enorme debito dei Ds, 156,6 milioni di euro di cui lo stesso Fatto Quotidiano ne dava informazione nel giugno dello scorso anno ("Per l'Italia s'aggira uno zombie con 150 milioni di debiti. Lo zombie si chiama Ds, la sigla di un partito che non c'è più ma presenta bilanci"). Il Pd, i Ds prima, non si sono mai schierati per l'abolizione del finanziamento dei partiti e nettamente per una riduzione della spesa pubblica della politica ad ogni livello e le spiegazioni si trovano in quell'enorme debito che il partito aveva accumulato a causa del suo giornale, l'Unità fino alla sua cessione nel 2001. Comunque, la proposta di Antonello Caporale, come quella del resto di Berlusconi, ha un suo fondamento reale e oltretutto di grande buon senso.
domenica 3 febbraio 2013
Maroni ieri su Napolitano e l'invito a tacere su MPS
"Conosco e stimo Napolitano e non voglio pensare questa cosa, ma la brutta impressione che si ha è che sia sceso in campo per coprire lo scandalo e attenuare i riflessi negativi che lo scandalo Mps sta avendo proprio sulle sorti elettorali del Pd". Così, come riporta la clip di ieri di TM News, il segretario federale della Leganord, Roberto Maroni, a margine di un incontro con gli elettori a Milano ha commentato l'intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto alla stampa di rispettare il segreto delle indagini sulla vicenda che ha travolto la banca senese.
sabato 2 febbraio 2013
Pane e Nutella a Bersani dai Giovani Padani
Come racconta ilfattoquotidiano.it, ieri a Milano Bersani è stato contestato al grido di "Liste pulite, fuori gli indagati". Armati di pane e Nutella, i Giovani padani hanno accolto il segretario del Pd Pierluigi Bersani, a Milano per un incontro sull'Expo con il candidato del centrosinistra in Lombardia Umberto Ambrosoli. Al centro del blitz, la polemica sui nuovi indagati nell'inchiesta sui rimborsi regionali, che dopo Lega e Pdl vede coinvolti anche consiglieri di Pd, Idv, Sel e Udc. In particolare, evidenzia la clip del Fatto Quotidiano, l'idea di offrire a Bersani alcune confezioni di Nutella, "pagate da noi", specificano i leghisti, chiama in causa un acquisto rimborsato al Pd Carlo Spreafico. Capitanati dai consiglieri comunali del Carroccio Igor Iezzi e Alessandro Morelli, i Giovani padani hanno prima regalato pane e Nutella ai passanti in piazza San Babila, dirigendosi poi verso il circolo della stampa dove era atteso il leader dei democratici. Bersani non ha risposto alla provocazione, ma con molta fantasia politica ha ribattutto invece un "Perché non gli regalate i diamanti" una candidata lombarda del Pd, ricordando il caso Belsito.
venerdì 25 gennaio 2013
La lettera di dimissioni dall'ABI di Mussari
La lettera di dimissioni irrevocabili di Giuseppe Mussari inviata al vice presidente vicario dell'Associazione Bancaria Italiana, Camillo Venesio. Si legge: "Ritengo di dover rassegnare, con effetto immediato e in maniera irrevocabile, le dimmissioni da Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana. Assumo questa decisione convinto di aver sempre operato nel rispetto del nostro ordinamento, ma nello stesso tempo, deciso a non recare alcun nocumento, anche indiretto, all'Associazione".
Aggiungo una clip che contiene l'intervista a Raffaele Ascheri, autore di "La Casta di Siena", "Le mani sulla città" e l'ultimo pubblicato nel 2012 "Mussari Giuseppe: una biografia (non autorizzata)". La clip è stata inserita su Youtube nel marzo 2012.
Aggiungo una clip che contiene l'intervista a Raffaele Ascheri, autore di "La Casta di Siena", "Le mani sulla città" e l'ultimo pubblicato nel 2012 "Mussari Giuseppe: una biografia (non autorizzata)". La clip è stata inserita su Youtube nel marzo 2012.
mercoledì 23 gennaio 2013
Ricordiamoci al seggio dei sommergibili di Monti
Il post I sommergibili di Mario Monti è tra i maggiormente visti di questo mio blog. In esso si riportava una clip che conteneva un'analisi di Antonello Caporale per il Fatto Quotidiano. Oggi Francesco Barbato, Idv, ha pubblicato su YouTube il suo intervento nella discussione sulla proroga delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia. Lo ripropongo perché, repetita iuvant, ribadisce e rafforza concetti già espressi nella clip di quel post. Naturalmente la minoranza dei costruttori di pace non è riuscita a fermare in parlamento la follia spendereccia del governo Monti e di chi sino ad ora ne ha sostenuto lo scempio, ma, come scrivevo in precedenza, rifletterci sopra potrebbe servire a ricordarsi della squallida e ipocrita vicenda riguardante le spese per gli acquisti di armamenti, nella cabina elettorale; nel senso di aver ben chiaro chi non votare assolutamente.
Di seguito riporto il testo dell'intervento dell'on. Barbato, fissato nella clip, che si riferisce alla dichiarazione di voto sul'emendamento 5.1 da lui presentato.
Francesco Barbato. Deputato Presidente, con questo emendamento si interviene dove è previsto che si pongano in essere iniziative per consentire lo sviluppo, cioè avviare processi di sviluppo negli altri Paesi. Ma, io non lo so e chiedo a lei, deputato Presidente, e a tutti i colleghi che sono qui in Parlamento: ma, ci siamo accorti che noi abbiamo un problema di crescita in questo Paese? Ci siamo accorti che tutti parlano - nella propaganda, naturalmente - che occorre sviluppo in questo Paese e che finora non è stato possibile perché mancavano le risorse? Allora, mancano le risorse per creare lo sviluppo in Italia, mentre troviamo un miliardo e duecento milioni di euro perché tale è stata la copertura finanziaria per le missioni internazionali del 2012 e, sostanzialmente, pari sarà la cifra che servirà per il 2013 perché con questo finanziamento, fino a settembre 2013, è prevista una copertura finanziaria per circa 950 milioni di euro.
Allora, io vi domando: ma come si può essere così scellerati davvero se si trascura la crescita del proprio Paese, la crescita degli italiani, lo sviluppo in casa nostra e ci si preoccupa, invece, dello sviluppo degli altri Paesi? Qui non è che si vuole essere egoisti, ma noi non siamo in condizione di portare il pane a casa dei nostri figli, a casa delle nostre mogli, a casa delle nostre famiglie e ci preoccupiamo, invece, di portare denaro e creare sviluppo negli altri Paesi. Ma, forse questa è la ragione per la quale la gente e i cittadini si allontanano sempre di più da questa politica e da questi partiti. Questi sono i partiti che, ancora oggi, mettono in previsione spese militari. Oltre ai famigerati F35 che l'Italia continua ad acquistare e che sono gli strumenti bellici più potenti nello spazio aereo e più micidiali, addirittura il Ministro della difesa ha confermato che l'Italia acquisterà due sommergibili. Gli italiani devono sapere che questo Governo e i partiti che mantengono questo Governo consentono l'acquisto di due sommergibili dalla Germania. Cioè, noi portiamo i soldi in Germania per acquistare due sommergibili! Ma, che cosa metteranno a tavola gli italiani? Pezzetti di sommergibili, grazie alla vostra politica, del Partito Democratico, del PdL, dell'UdC e di tutti quelli che hanno sostenuto il Governo Monti e che continuano ad alimentare spese militari.
Il Ministro della difesa ha detto che servono perché, in modo occulto, si riesce a navigare nei fondali e si hanno conoscenze di informazioni, si sanno cose che diversamente non si potrebbero sapere e così si crea il futuro.
Ma il futuro degli italiani non deve essere questo. Voi state continuando a scherzare con la tasca degli italiani, perché con questo emendamento io vi ho proposto di non sprecare soldi per lo sviluppo all'estero e di costituire e rinforzare invece il fondo, che può servire per ridurre effettivamente l'IMU sulla prima casa o per le piccole e medie imprese. Alimentando il fondo, si può ridurre la pressione fiscale per le piccole e medie imprese, i cui rappresentanti ho incontrato sabato scorso a Napoli. A Napoli i commercianti, i negozianti e le piccole e medie imprese, che chiudono una saracinesca al giorno, mi hanno detto che lunedì prossimo vogliono iniziare le primarie del non voto, per mandare a quel paese questa classe politica e questi partiti, che sono delle mummie, perché state qui da venti-trent'anni e continuerete a fare danni anche nella prossima legislatura. Per questa ragione, propongo di votare questo emendamento, che è un emendamento per i cittadini, per gli italiani.
Questo, sul proprio emendamento è stato uno dei tanti interventi fatti da Barbato. Anche se allunga in maniera sconsiderata il post, ritengo utile riportare l'intervento in sede di discussione generale perché esprime più compiutamente e con dovizia di argomenti i concetti riassunto nella dichiarazione di voto e ne aggiunge altri che completano il quadro di assurdità dell'intero provvedimento, sostenuto dalla troica dei partiti dell'insana maggioranza, che si azzufferanno per spolpare l'osso dopo il risultato delle elezioni.
Francesco Barbato. Signor deputato Presidente, la ringrazio per la parola accordatami. Sul provvedimento in oggetto, che riguarda le missioni internazionali, per la verità già la scorsa settimana, il 16 gennaio, al Senato - dove le Commissioni III (Affari esteri) e IV (Difesa) già erano riunite in seduta congiunta - sollevai al Ministro degli affari esteri dubbi circa l'opportunità di portare avanti queste missioni internazionali, soprattutto per una ragione.
In linea di principio siamo d'accordo sul fare missioni internazionali di pace, per motivi umanitari. Per l'amor di Dio, nessuna contrarietà, in linea di principio, ad una missione internazionale di pace, umanitaria o di ricostruzione e di sviluppo, però chiesi al Ministro degli affari esteri se - per l'attuale situazione del nostro Paese, cioè per la grande crisi nella quale ci troviamo, di dimensioni inenarrabili, drammatica, che gli italiani stanno vivendo sulla loro pelle, in un momento come questo - è più opportuno che un padre di famiglia provveda a procurarsi da mangiare per portarlo ai propri figli, per dare da mangiare e far vivere la propria moglie, la propria famiglia, o vada a comprare - come affermai testualmente - dei biglietti per il teatro?
Diciamoci la verità, si tratta di una questione di priorità. Una cosa del genere significa voler fare una spesa che, in questo momento, l'Italia non può permettersi. In questo momento l'Italia ha delle difficoltà, in seguito a provvedimenti anche violenti che sono stati presi sulla pelle degli italiani - come, non a caso, l'ormai famigerata spending review - che hanno visto, ad esempio, dei giovani partecipanti ad un concorso bandito per 1.886 carabinieri, alla stragrande maggioranza dei quali - che venivano da tutta Italia, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Campania, dal nord Italia, che hanno sostenuto delle spese, che hanno investito, che si sono recati a fare il concorso, che, insomma, hanno fatto sacrifici, hanno studiato e hanno vinto il concorso -, a concorso terminato, a graduatoria esposta, con i nominativi dei 1.886 giovani che dovevano diventare carabinieri, che volevano servire lo Stato e garantire la sicurezza degli italiani, è stato detto: «abbiamo scherzato, non ci sono soldi, non potete essere assunti. Questo concorso che è stato fatto è stato uno scherzo». Questo non è serio, non è credibile per uno Stato con la schiena dritta, con la «S» maiuscola. Come dicevo questa mattina nuovamente al Ministro della difesa, in questi giorni andrò da lui per chiedergli chiarimenti.
La stessa cosa nella Marina militare: bandiscono un concorso per 157 posti, 80 ne assumono e ad altri 77, vincitori di concorso, dicono che non se ne può fare nulla, perché c'è la spending review; e poi mi dicono che l'8 dicembre scorso è stato bandito un nuovo concorso, sempre per assunzioni alla Marina militare. Ma a che gioco stiamo giocando? Ma siamo al gioco delle tre carte? Ma si può mai scherzare così sui giovani? Si può mai continuare a prendere in giro i giovani? Dite perché non ci stanno soldi e poi, invece, il Ministro per gli affari esteri mi risponde e mi dice che con le missioni all'estero l'Italia conquista credibilità internazionale e in modo tronfio mi dice che bisogna mettere enfasi - ripete sempre la parola «enfasi» - sulla componente civile, perché è la componente civile che ha una prevalenza in queste missioni.
Allora vorrei fare una domanda al signor Ministro per gli affari esteri ed al Governo, poiché vedo proprio il testo della norma che abbiamo oggi in esame e che dice testualmente: «sostegno ai processi di ricostruzione»; sostegno per i processi di ricostruzione negli altri Paesi, nei Paesi dove andiamo a fare le missioni. Ma, scusate, se ne è accorto questo Governo che in Italia necessitano dei processi di ricostruzione, ad esempio a L'Aquila, che ancora è stesa al solo per il terremoto che abbiamo avuto in Abruzzo? Ma se ne è accorto questo Governo che occorre la ricostruzione in Emilia Romagna, dove l'anno scorso abbiamo avuto un altro terremoto che ha flagellato quelle popolazioni? Addirittura, nell'altro provvedimento, che pure è oggi all'ordine del giorno, il cosiddetto decreto rifiuti, l'ultima parte riguarda proprio gli interventi che i governatori possono fare per la zona terremotata dell'Emilia Romagna.
Allora, scusatemi, a proposito di priorità, se non ci sono i soldi per fare rialzare L'Aquila e per far rivivere le nostre città flagellate dal terremoto, come L'Aquila in Abruzzo, o come in Emilia Romagna, come facciamo a preoccuparci dei processi di ricostruzione negli altri Paesi? Insomma, si vuole governare gli italiani, ovvero questo Paese, o ci si vuole «distrarre»? Infatti così devo esprimermi rispetto ad operazioni all'estero. Non possiamo permettercelo! Lo volete chiamare sano egoismo? Sì, va bene: io amo gli italiani e voglio battermi oggi per difendere gli italiani, per questa ragione sono in Parlamento e sto cercando di portarvi sulla strada giusta. Infatti dissi al Ministro per gli affari esteri: non può permetterselo oggi l'Italia di fare delle missioni internazionali, non può permettersi di spendere come l'anno scorso un miliardo 280 milioni 477 mila euro per le missioni. Quest'anno, nel nostro testo, si dice che la spesa sarà pari a complessivi 935 milioni 471 mila 703 euro, fino a settembre 2013. Ciò significa che, per arrivare poi a fine anno, debordiamo anche in questo caso il miliardo di euro.
Allora mi chiedo: ma non è più importante mantenere noi credibilità nel nostro Paese? Ma se ne è accorto questo Governo che la guerra voi l'avete fatta scatenare nelle case degli italiani? Quando voi avete portato l'IMU, quando avete assediato e bombardato gli italiani con l'IMU, voi avete portato la guerra nelle case degli italiani! Allora oggi io penso che, piuttosto che una missione di pace all'estero, occorra fare una missione di pace nelle case degli italiani, una missione di pace nelle case degli italiani che non ne possono più.
Tra l'altro abbiamo visto che cosa succederà con l'IMU e con le nuove tasse - abbiamo visto proprio oggi la Tares - che addirittura si accavalleranno a luglio insieme ad Irpef, Irap e a tutto il resto. Ed allora è più giusto, signori del Governo, finanziare le missioni all'estero?
Il Ministro degli esteri in modo tronfio si vantava di mandare 250 formatori per addestrare gli eserciti stranieri. Allora vorrei chiedere a questo Governo, ma soprattutto a quella maggioranza ABC che lo sostiene e che lo ha sostenuto e che ha approvato tutti questi provvedimenti compreso l'ultimo relativo alle missioni estere: piuttosto che mandare i formatori all'estero non è meglio formare i lavoratori della Irisbus di Avellino, l'unica industria in Italia che costruiva gli autobus, perché ora gli autobus la FIAT li va a realizzare a Lione in Francia e nella Repubblica Ceca. Allora bisognava formare i lavoratori dell'Irisbus di Avellino e riaprire i cancelli di quella fabbrica che da un anno, cioè dal gennaio 2012, sono stati licenziati e cacciati via e non hanno più un futuro, non hanno più lavoro, mentre l'Italia non ha un'industria per la produzione degli autobus e li andiamo a comprare all'estero. Non era più opportuno formare, piuttosto che gli eserciti stranieri, i lavoratori della Vinyls, l'unica industria chimica italiana? Noi oggi andiamo ancora a comprare il PVC che serve per fabbricare le scarpette da ginnastica dalla Germania, mentre a Porto Torres, a Porto Marghera e a Ravenna non formiamo, i nostri stabilimenti sono chiusi e la nostra industria chimica è chiusa da quattro anni. Non era più importante formare i lavoratori dell'Alcoa, insomma di tutti quei centri che stanno soffrendo, di tutte quelle fabbriche che stanno chiudendo e che erano poi il nerbo forte dell'industria italiana, perché noi funzioniamo sull'industria manifatturiera? Ebbene, si preferisce andare a portare i soldi, spendere un miliardo e 200 milioni di euro per andare all'estero ed invece non riusciamo a fare il minimo essenziale qui in Italia. I soffitti delle scuole in Campania sono crollati con i ragazzi sotto perché non ci sono neanche i soldi per fare l'ordinaria manutenzione per le scuole.
Nella ricerca l'Italia è il Paese fanalino di coda in Europa. Siamo all'1,26 per cento di investimenti per la ricerca sul prodotto interno lordo Gli Stati Uniti d'America spendono esattamente il doppio e la Germania con la Merkel ha messo, per i prossimi tre anni, dieci miliardi di euro in più per la ricerca. Insomma, così si fa crescere un Paese se le risorse non ci sono: bisogna dare priorità assoluta alle esigenze degli italiani. Stiamo parlando delle esigenze minimali, penso ad esempio alla cassa integrazione: quando ad aprile non ci sarà più un euro, che farete? Una nuova manovra? Nuove tasse per gli italiani? Allora bisogna raddrizzare il tiro. Questo è il lavoro che io da quattro anni e otto mesi sto facendo in Parlamento, perché non solo vi dico che cosa non bisogna fare perché è sbagliato, ma soprattutto come modificare i vostri percorsi sbagliati che stanno affondando un Paese E non a caso anche sul provvedimento oggi in esame ho formulato due proposte emendative soppressive l'una degli articoli 1, 2, 3 e 4 per la parte che riguarda le missioni e il sovvenzionamento delle Forze armate, e l'altra degli articoli 5, 6, 7 e 8, per quanto riguarda la cooperazione e la ricostruzione dei Paesi.
Vedo che in questi giorni è partita la campagna elettorale in cui si promettono favole e si dicono solo sciocchezze. Questa casta, che è qui dentro, sa solo continuare a dire sciocchezze. Parla dell'IMU che adesso vuole togliere. Tutti vogliono togliere ora l'IMU dopo che l'hanno appena messa, proprio questo Governo; Monti mette l'IMU e lui per primo dice che bisogna rivederla. Volete fare le cose serie? Volete davvero dare delle risposte concrete?
Passiamo già farlo già oggi perché con i due emendamenti che ho presentato si dà la possibilità di prendere queste risorse per andare a finanziare il fondo che abbiamo costituito, che può eliminare l'IMU almeno per la prima casa, e per i meno abbienti, per le fasce sociali più deboli, e può andare ad incidere per ridurre la tassazione delle imprese, delle piccole e medie imprese. Sabato scorso ero a Napoli con i commercianti, con le PMI, che protestavano che non ce la fanno più a sostenere questa pressione fiscale debordante (il 54 per cento). Per quanto riguarda questo incontro con i commercianti di Napoli di sabato scorso, vi metto sull'avviso, signori del Governo, signori dell'ABC, signori della maggioranza che ha sostenuto questo Governo e queste scelte demenziali che stanno affondando il nostro Paese (mi riferisco a tutti i partiti, PD, PdL, UdC, FLI, quanti ce ne state). Questi commercianti, le piccole e medie imprese a Napoli, mi hanno detto che pure loro vogliono fare le primarie. Mi hanno detto sabato scorso a Napoli: perché non iniziamo le primarie? Ho detto: ma quali primarie? Si, le primarie del non voto.
Questa casta si riproduce tutta interamente con questa schifosissima legge elettorale con cui non si dà la facoltà ai cittadini di poter scegliere chi mandare in Parlamento, e allora ritornerà tutta così com'è integralmente. Tutte queste mummie che stanno da vent'anni, da trent'anni in Parlamento...
Presidente. Onorevole Barbato, o ritorna nell'ambito dell'argomento, o altrimenti le tolgo la parola.
Francesco Barbato. Certo, e mi hanno chiesto: ma noi a tavola che cosa mettiamo? Un negozio al giorno chiude a Napoli. Tra l'altro dissi loro che ho scoperto anche un'altra cosa, che qui a proposito di spese militari (oltre ai famigerati F- 35, che sono una spesa incredibile, perché questo Paese si deve attrezzare dell'arma aerea più micidiale e potente, che sono gli F- 35) c'è addirittura un'altra roba, signor deputato Presidente: due sommergibili. È mai possibile che questo Governo e questa maggioranza finanzi due sommergibili da acquistare dalla Germania? Dobbiamo pagare pegno alla Germania ed acquistare due sommergibili. A tal proposito il Ministro della difesa nella scorsa audizione al Senato, alla mia domanda se fosse vero che vi erano questi due sommergibili, ha risposto che è vero e che servono per l'alimentazione di un programma con il quale ci prepariamo un futuro. Il programma serve perché con questi due sommergibili si può avviare un lavoro di raccolta occulta di informazioni, per avvicinarsi ed ascoltare e raccogliere informazioni in molto non visibile (servono mezzi del genere). Allora chiedo agli italiani: vi servono mezzi del genere, cioè sommergibili che devono raccogliere informazioni in modo occulto? Vi serve ancora la spesa militare? Servono ancora gli F-35? Servono ancora agli italiani i sommergibili? Ho visto che c'è un programma di spesa di 915 milioni di euro, quasi un miliardo di euro. E i commercianti di Napoli mi dissero: ma sulle nostre tavole, alle nostre famiglie, che cosa portiamo? I pezzettini di sommergibile, li tagliamo e li distribuiamo sulla tavola? Mangiamo sommergibili a tavola? Di fronte a scelte così violente e dannose per il Paese ancora una volta vi chiedo davvero di cambiare direzione. Si è in tempo, non facciamo come questa mattina nelle Commissioni (Ambiente, Finanze, Difesa ed Esteri) dove si dice, no ma i provvedimenti poi dovrebbero ritornare al Senato per essere riapprovati, dovrebbe esserci addirittura una quarta lettura. Scusatemi, sia noi che gli onorevoli senatori (anzi in questo mese abbiamo già avuto un acconto della paghetta il 20 di gennaio) il 28 gennaio percepiremo il resto della nostra paghetta che è già abbastanza importante. Si può lavorare un poco in più per fare delle leggi che servono agli italiani, ma non delle leggi che li affossano ancora di più. Allora, con questa posizione chiara, che voglio portare avanti per i cittadini, per continuare ad essere deputato dei cittadini, vi invito a cambiare strada e a non danneggiare gli italiani e i cittadini italiani.
Di seguito riporto il testo dell'intervento dell'on. Barbato, fissato nella clip, che si riferisce alla dichiarazione di voto sul'emendamento 5.1 da lui presentato.
Francesco Barbato. Deputato Presidente, con questo emendamento si interviene dove è previsto che si pongano in essere iniziative per consentire lo sviluppo, cioè avviare processi di sviluppo negli altri Paesi. Ma, io non lo so e chiedo a lei, deputato Presidente, e a tutti i colleghi che sono qui in Parlamento: ma, ci siamo accorti che noi abbiamo un problema di crescita in questo Paese? Ci siamo accorti che tutti parlano - nella propaganda, naturalmente - che occorre sviluppo in questo Paese e che finora non è stato possibile perché mancavano le risorse? Allora, mancano le risorse per creare lo sviluppo in Italia, mentre troviamo un miliardo e duecento milioni di euro perché tale è stata la copertura finanziaria per le missioni internazionali del 2012 e, sostanzialmente, pari sarà la cifra che servirà per il 2013 perché con questo finanziamento, fino a settembre 2013, è prevista una copertura finanziaria per circa 950 milioni di euro.
Allora, io vi domando: ma come si può essere così scellerati davvero se si trascura la crescita del proprio Paese, la crescita degli italiani, lo sviluppo in casa nostra e ci si preoccupa, invece, dello sviluppo degli altri Paesi? Qui non è che si vuole essere egoisti, ma noi non siamo in condizione di portare il pane a casa dei nostri figli, a casa delle nostre mogli, a casa delle nostre famiglie e ci preoccupiamo, invece, di portare denaro e creare sviluppo negli altri Paesi. Ma, forse questa è la ragione per la quale la gente e i cittadini si allontanano sempre di più da questa politica e da questi partiti. Questi sono i partiti che, ancora oggi, mettono in previsione spese militari. Oltre ai famigerati F35 che l'Italia continua ad acquistare e che sono gli strumenti bellici più potenti nello spazio aereo e più micidiali, addirittura il Ministro della difesa ha confermato che l'Italia acquisterà due sommergibili. Gli italiani devono sapere che questo Governo e i partiti che mantengono questo Governo consentono l'acquisto di due sommergibili dalla Germania. Cioè, noi portiamo i soldi in Germania per acquistare due sommergibili! Ma, che cosa metteranno a tavola gli italiani? Pezzetti di sommergibili, grazie alla vostra politica, del Partito Democratico, del PdL, dell'UdC e di tutti quelli che hanno sostenuto il Governo Monti e che continuano ad alimentare spese militari.
Il Ministro della difesa ha detto che servono perché, in modo occulto, si riesce a navigare nei fondali e si hanno conoscenze di informazioni, si sanno cose che diversamente non si potrebbero sapere e così si crea il futuro.
Ma il futuro degli italiani non deve essere questo. Voi state continuando a scherzare con la tasca degli italiani, perché con questo emendamento io vi ho proposto di non sprecare soldi per lo sviluppo all'estero e di costituire e rinforzare invece il fondo, che può servire per ridurre effettivamente l'IMU sulla prima casa o per le piccole e medie imprese. Alimentando il fondo, si può ridurre la pressione fiscale per le piccole e medie imprese, i cui rappresentanti ho incontrato sabato scorso a Napoli. A Napoli i commercianti, i negozianti e le piccole e medie imprese, che chiudono una saracinesca al giorno, mi hanno detto che lunedì prossimo vogliono iniziare le primarie del non voto, per mandare a quel paese questa classe politica e questi partiti, che sono delle mummie, perché state qui da venti-trent'anni e continuerete a fare danni anche nella prossima legislatura. Per questa ragione, propongo di votare questo emendamento, che è un emendamento per i cittadini, per gli italiani.
Questo, sul proprio emendamento è stato uno dei tanti interventi fatti da Barbato. Anche se allunga in maniera sconsiderata il post, ritengo utile riportare l'intervento in sede di discussione generale perché esprime più compiutamente e con dovizia di argomenti i concetti riassunto nella dichiarazione di voto e ne aggiunge altri che completano il quadro di assurdità dell'intero provvedimento, sostenuto dalla troica dei partiti dell'insana maggioranza, che si azzufferanno per spolpare l'osso dopo il risultato delle elezioni.
Francesco Barbato. Signor deputato Presidente, la ringrazio per la parola accordatami. Sul provvedimento in oggetto, che riguarda le missioni internazionali, per la verità già la scorsa settimana, il 16 gennaio, al Senato - dove le Commissioni III (Affari esteri) e IV (Difesa) già erano riunite in seduta congiunta - sollevai al Ministro degli affari esteri dubbi circa l'opportunità di portare avanti queste missioni internazionali, soprattutto per una ragione.
In linea di principio siamo d'accordo sul fare missioni internazionali di pace, per motivi umanitari. Per l'amor di Dio, nessuna contrarietà, in linea di principio, ad una missione internazionale di pace, umanitaria o di ricostruzione e di sviluppo, però chiesi al Ministro degli affari esteri se - per l'attuale situazione del nostro Paese, cioè per la grande crisi nella quale ci troviamo, di dimensioni inenarrabili, drammatica, che gli italiani stanno vivendo sulla loro pelle, in un momento come questo - è più opportuno che un padre di famiglia provveda a procurarsi da mangiare per portarlo ai propri figli, per dare da mangiare e far vivere la propria moglie, la propria famiglia, o vada a comprare - come affermai testualmente - dei biglietti per il teatro?
Diciamoci la verità, si tratta di una questione di priorità. Una cosa del genere significa voler fare una spesa che, in questo momento, l'Italia non può permettersi. In questo momento l'Italia ha delle difficoltà, in seguito a provvedimenti anche violenti che sono stati presi sulla pelle degli italiani - come, non a caso, l'ormai famigerata spending review - che hanno visto, ad esempio, dei giovani partecipanti ad un concorso bandito per 1.886 carabinieri, alla stragrande maggioranza dei quali - che venivano da tutta Italia, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Campania, dal nord Italia, che hanno sostenuto delle spese, che hanno investito, che si sono recati a fare il concorso, che, insomma, hanno fatto sacrifici, hanno studiato e hanno vinto il concorso -, a concorso terminato, a graduatoria esposta, con i nominativi dei 1.886 giovani che dovevano diventare carabinieri, che volevano servire lo Stato e garantire la sicurezza degli italiani, è stato detto: «abbiamo scherzato, non ci sono soldi, non potete essere assunti. Questo concorso che è stato fatto è stato uno scherzo». Questo non è serio, non è credibile per uno Stato con la schiena dritta, con la «S» maiuscola. Come dicevo questa mattina nuovamente al Ministro della difesa, in questi giorni andrò da lui per chiedergli chiarimenti.
La stessa cosa nella Marina militare: bandiscono un concorso per 157 posti, 80 ne assumono e ad altri 77, vincitori di concorso, dicono che non se ne può fare nulla, perché c'è la spending review; e poi mi dicono che l'8 dicembre scorso è stato bandito un nuovo concorso, sempre per assunzioni alla Marina militare. Ma a che gioco stiamo giocando? Ma siamo al gioco delle tre carte? Ma si può mai scherzare così sui giovani? Si può mai continuare a prendere in giro i giovani? Dite perché non ci stanno soldi e poi, invece, il Ministro per gli affari esteri mi risponde e mi dice che con le missioni all'estero l'Italia conquista credibilità internazionale e in modo tronfio mi dice che bisogna mettere enfasi - ripete sempre la parola «enfasi» - sulla componente civile, perché è la componente civile che ha una prevalenza in queste missioni.
Allora vorrei fare una domanda al signor Ministro per gli affari esteri ed al Governo, poiché vedo proprio il testo della norma che abbiamo oggi in esame e che dice testualmente: «sostegno ai processi di ricostruzione»; sostegno per i processi di ricostruzione negli altri Paesi, nei Paesi dove andiamo a fare le missioni. Ma, scusate, se ne è accorto questo Governo che in Italia necessitano dei processi di ricostruzione, ad esempio a L'Aquila, che ancora è stesa al solo per il terremoto che abbiamo avuto in Abruzzo? Ma se ne è accorto questo Governo che occorre la ricostruzione in Emilia Romagna, dove l'anno scorso abbiamo avuto un altro terremoto che ha flagellato quelle popolazioni? Addirittura, nell'altro provvedimento, che pure è oggi all'ordine del giorno, il cosiddetto decreto rifiuti, l'ultima parte riguarda proprio gli interventi che i governatori possono fare per la zona terremotata dell'Emilia Romagna.
Allora, scusatemi, a proposito di priorità, se non ci sono i soldi per fare rialzare L'Aquila e per far rivivere le nostre città flagellate dal terremoto, come L'Aquila in Abruzzo, o come in Emilia Romagna, come facciamo a preoccuparci dei processi di ricostruzione negli altri Paesi? Insomma, si vuole governare gli italiani, ovvero questo Paese, o ci si vuole «distrarre»? Infatti così devo esprimermi rispetto ad operazioni all'estero. Non possiamo permettercelo! Lo volete chiamare sano egoismo? Sì, va bene: io amo gli italiani e voglio battermi oggi per difendere gli italiani, per questa ragione sono in Parlamento e sto cercando di portarvi sulla strada giusta. Infatti dissi al Ministro per gli affari esteri: non può permetterselo oggi l'Italia di fare delle missioni internazionali, non può permettersi di spendere come l'anno scorso un miliardo 280 milioni 477 mila euro per le missioni. Quest'anno, nel nostro testo, si dice che la spesa sarà pari a complessivi 935 milioni 471 mila 703 euro, fino a settembre 2013. Ciò significa che, per arrivare poi a fine anno, debordiamo anche in questo caso il miliardo di euro.
Allora mi chiedo: ma non è più importante mantenere noi credibilità nel nostro Paese? Ma se ne è accorto questo Governo che la guerra voi l'avete fatta scatenare nelle case degli italiani? Quando voi avete portato l'IMU, quando avete assediato e bombardato gli italiani con l'IMU, voi avete portato la guerra nelle case degli italiani! Allora oggi io penso che, piuttosto che una missione di pace all'estero, occorra fare una missione di pace nelle case degli italiani, una missione di pace nelle case degli italiani che non ne possono più.
Tra l'altro abbiamo visto che cosa succederà con l'IMU e con le nuove tasse - abbiamo visto proprio oggi la Tares - che addirittura si accavalleranno a luglio insieme ad Irpef, Irap e a tutto il resto. Ed allora è più giusto, signori del Governo, finanziare le missioni all'estero?
Il Ministro degli esteri in modo tronfio si vantava di mandare 250 formatori per addestrare gli eserciti stranieri. Allora vorrei chiedere a questo Governo, ma soprattutto a quella maggioranza ABC che lo sostiene e che lo ha sostenuto e che ha approvato tutti questi provvedimenti compreso l'ultimo relativo alle missioni estere: piuttosto che mandare i formatori all'estero non è meglio formare i lavoratori della Irisbus di Avellino, l'unica industria in Italia che costruiva gli autobus, perché ora gli autobus la FIAT li va a realizzare a Lione in Francia e nella Repubblica Ceca. Allora bisognava formare i lavoratori dell'Irisbus di Avellino e riaprire i cancelli di quella fabbrica che da un anno, cioè dal gennaio 2012, sono stati licenziati e cacciati via e non hanno più un futuro, non hanno più lavoro, mentre l'Italia non ha un'industria per la produzione degli autobus e li andiamo a comprare all'estero. Non era più opportuno formare, piuttosto che gli eserciti stranieri, i lavoratori della Vinyls, l'unica industria chimica italiana? Noi oggi andiamo ancora a comprare il PVC che serve per fabbricare le scarpette da ginnastica dalla Germania, mentre a Porto Torres, a Porto Marghera e a Ravenna non formiamo, i nostri stabilimenti sono chiusi e la nostra industria chimica è chiusa da quattro anni. Non era più importante formare i lavoratori dell'Alcoa, insomma di tutti quei centri che stanno soffrendo, di tutte quelle fabbriche che stanno chiudendo e che erano poi il nerbo forte dell'industria italiana, perché noi funzioniamo sull'industria manifatturiera? Ebbene, si preferisce andare a portare i soldi, spendere un miliardo e 200 milioni di euro per andare all'estero ed invece non riusciamo a fare il minimo essenziale qui in Italia. I soffitti delle scuole in Campania sono crollati con i ragazzi sotto perché non ci sono neanche i soldi per fare l'ordinaria manutenzione per le scuole.
Nella ricerca l'Italia è il Paese fanalino di coda in Europa. Siamo all'1,26 per cento di investimenti per la ricerca sul prodotto interno lordo Gli Stati Uniti d'America spendono esattamente il doppio e la Germania con la Merkel ha messo, per i prossimi tre anni, dieci miliardi di euro in più per la ricerca. Insomma, così si fa crescere un Paese se le risorse non ci sono: bisogna dare priorità assoluta alle esigenze degli italiani. Stiamo parlando delle esigenze minimali, penso ad esempio alla cassa integrazione: quando ad aprile non ci sarà più un euro, che farete? Una nuova manovra? Nuove tasse per gli italiani? Allora bisogna raddrizzare il tiro. Questo è il lavoro che io da quattro anni e otto mesi sto facendo in Parlamento, perché non solo vi dico che cosa non bisogna fare perché è sbagliato, ma soprattutto come modificare i vostri percorsi sbagliati che stanno affondando un Paese E non a caso anche sul provvedimento oggi in esame ho formulato due proposte emendative soppressive l'una degli articoli 1, 2, 3 e 4 per la parte che riguarda le missioni e il sovvenzionamento delle Forze armate, e l'altra degli articoli 5, 6, 7 e 8, per quanto riguarda la cooperazione e la ricostruzione dei Paesi.
Vedo che in questi giorni è partita la campagna elettorale in cui si promettono favole e si dicono solo sciocchezze. Questa casta, che è qui dentro, sa solo continuare a dire sciocchezze. Parla dell'IMU che adesso vuole togliere. Tutti vogliono togliere ora l'IMU dopo che l'hanno appena messa, proprio questo Governo; Monti mette l'IMU e lui per primo dice che bisogna rivederla. Volete fare le cose serie? Volete davvero dare delle risposte concrete?
Passiamo già farlo già oggi perché con i due emendamenti che ho presentato si dà la possibilità di prendere queste risorse per andare a finanziare il fondo che abbiamo costituito, che può eliminare l'IMU almeno per la prima casa, e per i meno abbienti, per le fasce sociali più deboli, e può andare ad incidere per ridurre la tassazione delle imprese, delle piccole e medie imprese. Sabato scorso ero a Napoli con i commercianti, con le PMI, che protestavano che non ce la fanno più a sostenere questa pressione fiscale debordante (il 54 per cento). Per quanto riguarda questo incontro con i commercianti di Napoli di sabato scorso, vi metto sull'avviso, signori del Governo, signori dell'ABC, signori della maggioranza che ha sostenuto questo Governo e queste scelte demenziali che stanno affondando il nostro Paese (mi riferisco a tutti i partiti, PD, PdL, UdC, FLI, quanti ce ne state). Questi commercianti, le piccole e medie imprese a Napoli, mi hanno detto che pure loro vogliono fare le primarie. Mi hanno detto sabato scorso a Napoli: perché non iniziamo le primarie? Ho detto: ma quali primarie? Si, le primarie del non voto.
Questa casta si riproduce tutta interamente con questa schifosissima legge elettorale con cui non si dà la facoltà ai cittadini di poter scegliere chi mandare in Parlamento, e allora ritornerà tutta così com'è integralmente. Tutte queste mummie che stanno da vent'anni, da trent'anni in Parlamento...
Presidente. Onorevole Barbato, o ritorna nell'ambito dell'argomento, o altrimenti le tolgo la parola.
Francesco Barbato. Certo, e mi hanno chiesto: ma noi a tavola che cosa mettiamo? Un negozio al giorno chiude a Napoli. Tra l'altro dissi loro che ho scoperto anche un'altra cosa, che qui a proposito di spese militari (oltre ai famigerati F- 35, che sono una spesa incredibile, perché questo Paese si deve attrezzare dell'arma aerea più micidiale e potente, che sono gli F- 35) c'è addirittura un'altra roba, signor deputato Presidente: due sommergibili. È mai possibile che questo Governo e questa maggioranza finanzi due sommergibili da acquistare dalla Germania? Dobbiamo pagare pegno alla Germania ed acquistare due sommergibili. A tal proposito il Ministro della difesa nella scorsa audizione al Senato, alla mia domanda se fosse vero che vi erano questi due sommergibili, ha risposto che è vero e che servono per l'alimentazione di un programma con il quale ci prepariamo un futuro. Il programma serve perché con questi due sommergibili si può avviare un lavoro di raccolta occulta di informazioni, per avvicinarsi ed ascoltare e raccogliere informazioni in molto non visibile (servono mezzi del genere). Allora chiedo agli italiani: vi servono mezzi del genere, cioè sommergibili che devono raccogliere informazioni in modo occulto? Vi serve ancora la spesa militare? Servono ancora gli F-35? Servono ancora agli italiani i sommergibili? Ho visto che c'è un programma di spesa di 915 milioni di euro, quasi un miliardo di euro. E i commercianti di Napoli mi dissero: ma sulle nostre tavole, alle nostre famiglie, che cosa portiamo? I pezzettini di sommergibile, li tagliamo e li distribuiamo sulla tavola? Mangiamo sommergibili a tavola? Di fronte a scelte così violente e dannose per il Paese ancora una volta vi chiedo davvero di cambiare direzione. Si è in tempo, non facciamo come questa mattina nelle Commissioni (Ambiente, Finanze, Difesa ed Esteri) dove si dice, no ma i provvedimenti poi dovrebbero ritornare al Senato per essere riapprovati, dovrebbe esserci addirittura una quarta lettura. Scusatemi, sia noi che gli onorevoli senatori (anzi in questo mese abbiamo già avuto un acconto della paghetta il 20 di gennaio) il 28 gennaio percepiremo il resto della nostra paghetta che è già abbastanza importante. Si può lavorare un poco in più per fare delle leggi che servono agli italiani, ma non delle leggi che li affossano ancora di più. Allora, con questa posizione chiara, che voglio portare avanti per i cittadini, per continuare ad essere deputato dei cittadini, vi invito a cambiare strada e a non danneggiare gli italiani e i cittadini italiani.
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domenica 20 gennaio 2013
Ascoltare per una volta anche gli altri, fino in fondo
Non occorre mettersi gli occhiali per vedere che il più coccolato dai media televisivi è il candidato Monti e i suoi barbassori e valvassini della prima repubblica. C'è anche Bersani nelle grazie, seppure un po' meno, di mezzibusti e redazioni. Poi, ovviamente Berlusconi, ma è caso altro: lui è il barbaro che sa impadronirsi del territorio televisivo, che sa fare ostaggi con l'arma dell'audience. E si è visto con Santoro. Restano fuori gli altri, i "paria" che devono raccattare le firme per partecipare all'evento. Di loro generalmente si dice poco nei Tg o, se si dice, si dicono cose poco significative, di routine, luoghi comuni con cui, gli altri, li individuano nei loro discorsi. Così Rivoluzione Civile, così il Movimento 5 Stelle, che pure i sondaggi lo dicono capace di percentuali a due cifre. E allora, proviamo a rimediare, personalmente, magari guardando un loro comizio per intero. Di video completi se ne trovano nella rete, in quanto la rete non è dei partiti che non devono raccogliere le firme per presentare una lista. Come questo, di Grillo, a Pistoia il 15 gennaio. Uno degli eventi dello Tsunami Tour. Nel canale StaffGrillo o SalvoMandara su YouTube trovate gli eventi integrali, cioè i comizi e il loro contorno. Se l'informazione è un diritto, informarsi è un dovere.
sabato 19 gennaio 2013
I veramente impresentabili del Pd
Ecco nella clip de il Fatto Quotidiano la decisione della commissione di garanzia del Pd, presieduta da Luigi Berlinguer, circa la candidabilità di alcuni esponenti del partito di Bersani. Son fuori dalle liste Mirello Crisafulli, Antonio Papania, Nicola Caputo. Ci sono poi due rinunce volontarie: Brembilla e Luongo.
In precedenza, il Fatto Quotidiano aveva diffuso un'altra clip in cui il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si esprime prima della decisione: "Rispetterò quello che deciderà la commissione. Noi abbiamo un codice etico e noi lo rispettiamo". Di seguito Massimo Mucchetti, giornalista, ex vicedirettore del Corriere della Sera e ora candidato Pd al Senato, dichiara in merito: "Non ho studiato. Non conosco i casi dei candidati che voi ritenete incandidabili". Dichiarazioni da centellinare come un vino d'annata.
In precedenza, il Fatto Quotidiano aveva diffuso un'altra clip in cui il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si esprime prima della decisione: "Rispetterò quello che deciderà la commissione. Noi abbiamo un codice etico e noi lo rispettiamo". Di seguito Massimo Mucchetti, giornalista, ex vicedirettore del Corriere della Sera e ora candidato Pd al Senato, dichiara in merito: "Non ho studiato. Non conosco i casi dei candidati che voi ritenete incandidabili". Dichiarazioni da centellinare come un vino d'annata.
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venerdì 18 gennaio 2013
Monti salvagente delle banche
Nella puntata di Servizio Pubblico di ieri, l'avvocato Roberto Vassalle ha spiegato quali sono gli interessi dietro i movimenti finanziari ed economici nella penisola e chi sono burattini e burattinai, la vera natura del governo tecnocratico di Mario Monti e la vera funzione della classe politica italiana da sempre. Un discorso chiaro e netto che, va detto, difficilmente avrebbe trovato posto in altre trasmissioni, di Rai, Mediaset e della stessa La7.
giovedì 17 gennaio 2013
La Lega in pasto ai giornali
Do per scontato che chi legga questo post, abbia letto il precedente, Quote latte, "la Lega non c'entra". Parola di pm, e pure il post Bucce di banana. Come si è detto, la magistratura ha affermato che con l'inchiesta sulle quote latte, e relative perquisizioni, la Lega non c'entra e Maroni ha annunciato che la Lega presenterà querela contro i giornali che hanno gettato fango sul suo partito. In questo post proverò a documentare i più consistenti schizzi di fango comparsi sulla carta stampata oggi. Cominciamo con il quotidiano dei Vescovi, Avvenire.
In prima pagina, nel taglio medio, a fianco di un riquadro con una foto di Mario Monti e un argomento positivo per il lettore cattolico, "Monti: il matrimonio? È tra un uomo e una donna", quanto vedete: "Quote latte, il Carroccio nella bufera" e l'occhiello insinua "Bancarotta e corruzione. Gdf nelle sedi di Milano e Torino". E poi due rimandi ad effetto: "Ai militari è stato negato l'accesso agli uffici dei parlamentari, che gridano al complotto" e l'altro, "L'ex-senatore del Carroccio Fruscio, che aveva denunciato lo scandalo: «Sono disgustato».
E veniamo a l'Unità. Qui siamo addirittura al titolo d'apertura.
Proseguendo, vediamo di seguito qualche articolo. Cominciamo da La Stampa.
Ora a leggere l'articolo di Paolo Colonnello non vi è nulla se non il racconto di quanto finora è emerso dall'inchiesta riguardante la bancarotta di una società cooperativa "La Lombarda", una società cooperativa privata che non ha nulla a che fare con la lega. I militari erano venuti in Via Bellerio col compito, dice il giornale, di perquisire gli uffici, a Milano, della segretaria di Bossi Daniela Cantamessa e, a Torino, della segretaria amministrativa della segretaria amministrativa della Lega piemontese Loredana Zola, entrambe sentite come persone informate sui fatti, cioè come testimoni per i loro rapporti con gli ex amministratori della società fallita. L'unica "esagerazione" nell'articolo è il definire "«bottino» della Finanza, quel poco che par di capire è stato acquisito. E poi ovviamente tutto il gratuito almanaccare sulla vicenda della cooperativa, sottointendendo retroscena, vicenda che come si evince dallo stesso articolo poco c'entra col partito della Lega, se non per il fatto che i magistrati hanno sentito alcuni esponenti del Carroccio, il figlio di Bossi, Renzo, la compagna di Calderoli, Gianna Gancia, presidente della provincia di Cuneo, l'ex ministro dell'agricoltura Zaia e l'ex senatore Fruscio.
Nel titolo di la Repubblica è evidente la volontà di far pensare che quanto si va dicendo è riferibile al partito di Maroni. E con un incipit dell'articolo così, si sa già dove si vuol far arrivare la fantasia del lettore: "Forse dovevano arrivare i tempi delle vacche magre, o forse il sistema di mungitura era già talmente chiaro, lì, da vedere. Bastava solo mettere insieme dei passaggi, dei pezzi, delle dichiarazioni, e insieme le leggi, le promesse, le regole non rispettate, la resistenza a oltranza degli ultrà del latte".
Anticipo che domani troverete gli articoli che cito in un piccolo dossier nella pagina del blog Documentazione.
Per rafforzare, nell'edizione di Milano de la Repubblica, Andrea Montanari racconta di quando "Renzo Bossi diceva «Ci pensa papà»": "Il legame tra la Lega e i «Cobas del latte» anche in Regione ha origini lontane. Fanno parte della storia le immagini del figlio di Umberto Bossi, Renzo detto «il Trota», che sotto il Pirellone rassicura gli allevatori che non vogliono pagare le multe per le quote sforate: «Non vi preoccupate, ci pensa mio padre». Sul marciapiede del Palazzo della Regione, tra gli allevatori armati di bandiere verdi e trattori e perfino qualche mucca, c'era anche l'allora ministro del Carroccio Roberto Calderoli". E così via a citare e fare nomi, sull'onda dei ricordi che non guastano nel dare colori al quadro che si va dipingendo.
Il Messaggero segue invece un'altra strategia informativa, anche perché la Lega è affare del Nord, e chi conta a Roma è Berlusconi. Così eccoti un bel titolo come a dire: ma con chi si è andato ad alleare quello?
Tornando su Repubblica il buon Gad Lerner dà il massimo col suo pezzo "Mangiatoie padane" a commento di un evento che non c'è. "L'odore di stalla è ancora il più lieve, rispetto alle pestilenziali esalazioni dei bilanci leghisti che ammorbano la Lombardia, dai rimborsi a piè di lista del banchetto nuziale fino ai buoni acquisto di elettrodomestici distribuiti al Senato", tanto per dare un assaggino dell'articolo, che chi non l'ha letto lo troverà, come anticipato, domani nella pagine del blog Documentazione.
E poi c'è su La Stampa Giovanni Cerruti con il suo "Incubo padano".
E ancora l'Unità con i suoi articoli riportati sotto.
In prima pagina, nel taglio medio, a fianco di un riquadro con una foto di Mario Monti e un argomento positivo per il lettore cattolico, "Monti: il matrimonio? È tra un uomo e una donna", quanto vedete: "Quote latte, il Carroccio nella bufera" e l'occhiello insinua "Bancarotta e corruzione. Gdf nelle sedi di Milano e Torino". E poi due rimandi ad effetto: "Ai militari è stato negato l'accesso agli uffici dei parlamentari, che gridano al complotto" e l'altro, "L'ex-senatore del Carroccio Fruscio, che aveva denunciato lo scandalo: «Sono disgustato».
E veniamo a l'Unità. Qui siamo addirittura al titolo d'apertura.
Proseguendo, vediamo di seguito qualche articolo. Cominciamo da La Stampa.
Ora a leggere l'articolo di Paolo Colonnello non vi è nulla se non il racconto di quanto finora è emerso dall'inchiesta riguardante la bancarotta di una società cooperativa "La Lombarda", una società cooperativa privata che non ha nulla a che fare con la lega. I militari erano venuti in Via Bellerio col compito, dice il giornale, di perquisire gli uffici, a Milano, della segretaria di Bossi Daniela Cantamessa e, a Torino, della segretaria amministrativa della segretaria amministrativa della Lega piemontese Loredana Zola, entrambe sentite come persone informate sui fatti, cioè come testimoni per i loro rapporti con gli ex amministratori della società fallita. L'unica "esagerazione" nell'articolo è il definire "«bottino» della Finanza, quel poco che par di capire è stato acquisito. E poi ovviamente tutto il gratuito almanaccare sulla vicenda della cooperativa, sottointendendo retroscena, vicenda che come si evince dallo stesso articolo poco c'entra col partito della Lega, se non per il fatto che i magistrati hanno sentito alcuni esponenti del Carroccio, il figlio di Bossi, Renzo, la compagna di Calderoli, Gianna Gancia, presidente della provincia di Cuneo, l'ex ministro dell'agricoltura Zaia e l'ex senatore Fruscio.
Nel titolo di la Repubblica è evidente la volontà di far pensare che quanto si va dicendo è riferibile al partito di Maroni. E con un incipit dell'articolo così, si sa già dove si vuol far arrivare la fantasia del lettore: "Forse dovevano arrivare i tempi delle vacche magre, o forse il sistema di mungitura era già talmente chiaro, lì, da vedere. Bastava solo mettere insieme dei passaggi, dei pezzi, delle dichiarazioni, e insieme le leggi, le promesse, le regole non rispettate, la resistenza a oltranza degli ultrà del latte".
Anticipo che domani troverete gli articoli che cito in un piccolo dossier nella pagina del blog Documentazione.
Per rafforzare, nell'edizione di Milano de la Repubblica, Andrea Montanari racconta di quando "Renzo Bossi diceva «Ci pensa papà»": "Il legame tra la Lega e i «Cobas del latte» anche in Regione ha origini lontane. Fanno parte della storia le immagini del figlio di Umberto Bossi, Renzo detto «il Trota», che sotto il Pirellone rassicura gli allevatori che non vogliono pagare le multe per le quote sforate: «Non vi preoccupate, ci pensa mio padre». Sul marciapiede del Palazzo della Regione, tra gli allevatori armati di bandiere verdi e trattori e perfino qualche mucca, c'era anche l'allora ministro del Carroccio Roberto Calderoli". E così via a citare e fare nomi, sull'onda dei ricordi che non guastano nel dare colori al quadro che si va dipingendo.
Il Messaggero segue invece un'altra strategia informativa, anche perché la Lega è affare del Nord, e chi conta a Roma è Berlusconi. Così eccoti un bel titolo come a dire: ma con chi si è andato ad alleare quello?
Tornando su Repubblica il buon Gad Lerner dà il massimo col suo pezzo "Mangiatoie padane" a commento di un evento che non c'è. "L'odore di stalla è ancora il più lieve, rispetto alle pestilenziali esalazioni dei bilanci leghisti che ammorbano la Lombardia, dai rimborsi a piè di lista del banchetto nuziale fino ai buoni acquisto di elettrodomestici distribuiti al Senato", tanto per dare un assaggino dell'articolo, che chi non l'ha letto lo troverà, come anticipato, domani nella pagine del blog Documentazione.
E poi c'è su La Stampa Giovanni Cerruti con il suo "Incubo padano".
E ancora l'Unità con i suoi articoli riportati sotto.
ItaliaOggi fa il punto con la nota politica con cui chiudo dopo aver detto che articoli equilibrati o "scandalizzati" dalle perquisizioni sotto le lelezioni, li trovate già ora nella Rassegna Stampa.
Quote latte, "la Lega non c'entra". Parola di pm
Nonostante le perquisizioni alle sedi della Lega Nord, nell'inchiesta sulle quote latte "non c’è alcun politico o funzionario pubblico indagato per corruzione". A dirlo è il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, sottolineando che le indagini dei giorni scorsi non riguardavano il Carroccio, ma erano volte all’acquisizione di documenti che potessero essere utili nell’ambito di un’inchiesta solo per l’ipotesi di bancarotta grave, che comunque non riguarda in alcun modo il partito o i suoi esponenti. Il procuratore aggiunto, inoltre, sostiene che ci sono solo quattro indagati, e si tratta degli amministratori di fatto e di diritto della società fallita. Così sintetizza la notizia del giorno, Chiara Sarra su ilGiornale.it. Notizia del giorno non il fatto in sé, ma il déjà vu che esso rappresenta. La Lega in ripresa, anzi in netto vantaggio col Pdl in Lombardia nelle teste e nei cuori dei lombardi, ed ecco, come ho scritto in altro post le bucce di banana sul suo percorso nella speranza di distrarre qualche elettore.
Proprio questa mattina mi è capitato sotto gli occhi la clip che segue, che ben testimonia la sensazione appunto oggi di un déjà vu. Siamo nel 1994, la sinistra guidata da Achille Occhetto (i "Progressisti") ha messo in campo la "gioiosa macchina da guerra" che sembrava destinata a vincere facilmente le elezioni politiche, dopo gli scandali di Tangentopoli. Ma la discesa in campo di Silvio Berlusconi, come si sa, rovinò i piani di Achille Occhetto. Ebbene che successe allora tre giorni prima delle elezioni?
Roberto Maroni su Facebook accusa i "giornali mascalzoni" che hanno gettato fango sulla Lega. E annuncia querela: "Chiederò 10 milioni di euro, da dare in beneficenza". E quali sono questi giornali? Per dire quelli che ho potuto vedere, i cui articoli saranno argomento di un prossimo post: la Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, Il Messaggero, l'Unità. Ma immagino che siano in buona compagnia con altri.
Proprio questa mattina mi è capitato sotto gli occhi la clip che segue, che ben testimonia la sensazione appunto oggi di un déjà vu. Siamo nel 1994, la sinistra guidata da Achille Occhetto (i "Progressisti") ha messo in campo la "gioiosa macchina da guerra" che sembrava destinata a vincere facilmente le elezioni politiche, dopo gli scandali di Tangentopoli. Ma la discesa in campo di Silvio Berlusconi, come si sa, rovinò i piani di Achille Occhetto. Ebbene che successe allora tre giorni prima delle elezioni?
Roberto Maroni su Facebook accusa i "giornali mascalzoni" che hanno gettato fango sulla Lega. E annuncia querela: "Chiederò 10 milioni di euro, da dare in beneficenza". E quali sono questi giornali? Per dire quelli che ho potuto vedere, i cui articoli saranno argomento di un prossimo post: la Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, Il Messaggero, l'Unità. Ma immagino che siano in buona compagnia con altri.
mercoledì 16 gennaio 2013
Quel treno di scorie che parte da Salluggia
Nel vercellese, a Salluggia, ricorda il Fatto Quotidiano, sono stoccate circa l'80% delle scorie nucleari italiane. Buona parte di queste devono essere ancora trattate, operazione che avviene a Le Hauge, in Normandia, nord della Francia. Le scorie vengono caricate su speciali treni che attraversano il Piemonte e poi tutta la Francia. Secondo gli ambientalisti di No Nuke con il solo passaggio il treno emette radiazioni pericolose per chi si trova nelle vicinanze. La tossicità del convoglio rende necessario che gli amministratori locali vengano informati del passaggio del treno. Questo è il 4 convoglio, su 12 previsti e di volta in volta le informazioni sulle tempistiche dei passaggi si fanno più incomplete e difficili da reperire anche per gli amministratori. In Val di Susa i NoTav hanno tentato di attirare l'attenzione occupando i binari della stazione di Avigliana. La clip è di Cosimo Caridi per il Fatto Quotidiano.
lunedì 14 gennaio 2013
Scontri No Tav e polizia a Torino
Per l'inaugurazione della seconda stazione ferroviaria di Torino Porta Susa, la città è stata blindata. La cerimonia per l'apertura dello scalo ad alta velocità vedeva degli ospiti di eccezione: il premier dimissionario Mario Monti, il sindaco di Torino Piero Fassino, il governatore della Regione Piemonte Roberto Cota, e i vertici di Trenitalia, Lamberto Cardia e Mauro Moretti. Ma, come la clip di Cosimo Caridi per il Fatto Quotidiano mostra, fuori ad aspettarli c'erano i gruppi dei NoTav, e non solo loro. Alle 12 c'è stata una carica di alleggerimento in piazza XVIII Dicembre, proprio di fronte alla stazione. I manifestanti hanno lanciato degli oggetti verso le forze dell'ordine. La clip dà conto della contestazione al premier dimissionario, in carica per il disbrigo degli affari correnti, Monti.
venerdì 11 gennaio 2013
Smascherato il Grande Fratello
Non era sensazione, era realtà l'accentuata presenza di Mario Monti sui canali televisivi. Insomma il "grande fratello" mediatico lavorava per far pendere l'italiano televisivo - gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo - sulle posizioni del Professore, soprattutto per favorire la sua discesa/salita in politica. Ieri l'Agcom ha emanato "un forte richiamo a tutte le emittenti nazionali affinché provvedano all'immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutti i soggetti politici, assicurando parità di trattamento tra forze politiche analoghe e l'equa rappresentazione di tutte le opinioni nella fase che precede la presentazione delle liste e delle coalizioni".
Come riporta un lancio Agi, l'Agcom ha esaminato i dati relativi alle due prime settimane della campagna elettorale (24-30 dicembre, 31 dicembre-6 gennaio), rilevando "l'esistenza di diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali diffusi da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia". In particolare, l'Autorità rileva nei tg della Rai "una sottopresenza del PDL rispetto al PD (Tg3), una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Tg1 e Tg3), una sottopresenza dell'Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (Tg1), una sottopresenza dell'UDC (Tg3)"; nei tg del gruppo Mediaset si rileva al contrario "una sottopresenza del PD rispetto al PDL (Tg5 e Studio Aperto), una sovraesposizione di Futuro e Libertà per l'Italia (Tg4 e Studio Aperto) e una sottopresenza di Italia dei Valori e dell'UDC (Tg4 e Studio Aperto)". Nei tg di Telecom Italia Media invece "si rileva una sottopresenza del PD rispetto al PDL (Tg La7 e La7 D), una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Tg La7, La7 D, MTV Flash), una sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (La 7 e La7D)". Nei tg di Sky Italia, sottolinea l'Agcom, "si rileva una sottopresenza di Italia dei Valori , Futuro e Libertà per l'Italia, Lega Nord-Padania e UDC (Sky Tg 24 e testata Cielo) e una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Sky Tg 24 e testata Cielo)".
Attenti insomma alle manipolazioni dei media. Un consiglio mai sovrabbondante. Meraviglia un Monti fino alla nausea sul Tg3? TeleKabul che diventa TeleLetta? Perché? Non dimentichiamoci l'altarino svelato dalla foto.
Come riporta un lancio Agi, l'Agcom ha esaminato i dati relativi alle due prime settimane della campagna elettorale (24-30 dicembre, 31 dicembre-6 gennaio), rilevando "l'esistenza di diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali diffusi da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia". In particolare, l'Autorità rileva nei tg della Rai "una sottopresenza del PDL rispetto al PD (Tg3), una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Tg1 e Tg3), una sottopresenza dell'Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (Tg1), una sottopresenza dell'UDC (Tg3)"; nei tg del gruppo Mediaset si rileva al contrario "una sottopresenza del PD rispetto al PDL (Tg5 e Studio Aperto), una sovraesposizione di Futuro e Libertà per l'Italia (Tg4 e Studio Aperto) e una sottopresenza di Italia dei Valori e dell'UDC (Tg4 e Studio Aperto)". Nei tg di Telecom Italia Media invece "si rileva una sottopresenza del PD rispetto al PDL (Tg La7 e La7 D), una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Tg La7, La7 D, MTV Flash), una sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (La 7 e La7D)". Nei tg di Sky Italia, sottolinea l'Agcom, "si rileva una sottopresenza di Italia dei Valori , Futuro e Libertà per l'Italia, Lega Nord-Padania e UDC (Sky Tg 24 e testata Cielo) e una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Sky Tg 24 e testata Cielo)".
Attenti insomma alle manipolazioni dei media. Un consiglio mai sovrabbondante. Meraviglia un Monti fino alla nausea sul Tg3? TeleKabul che diventa TeleLetta? Perché? Non dimentichiamoci l'altarino svelato dalla foto.
giovedì 10 gennaio 2013
I sommergibili di Mario Monti
A cosa serve un sommergibile? A fare la guerra. E l'Italia ne ha comprati due al costo di 2 miliardi di euro. Ma con una società in crisi il governo non dovrebbe pensare meglio ai propri investimenti? Meglio ricordarselo nella cabina elettorale. L'analisi di Antonello Caporale de il Fatto Quotidiano.
domenica 6 gennaio 2013
Il passato da noi non passa mai
Ho recuperato il link a questo Passaparola di Marco Travaglio, la rubrica che settimanalmente il giornalista del Fatto Quotidiano curava per il blog di Beppe Grillo. L'argomento è la P2, la P2 che non ci lascia mai, che in qualche modo è sempre viva e lotta per il suo Piano di rinascita democratica, riveduto, ma non troppo, e corretto, o meglio adeguato ai tempi cambiati e secondo gli intendimenti dei personaggi che idealmente ne hanno ereditato il testimone. Travaglio esprime il suo pensiero in materia, le sue osservazioni, i suoi commenti, nel novembre 2008. Allora al governo del paese era di nuovo Berlusconi, l'allievo prediletto, come dice, di Licio Gelli. Ma poiché come sempre dice Travaglio, il passato da noi non passa mai, ecco che quel suo racconto, la sua esposizione - ascoltate bene le sue parole - mutatis mutandis sembrano descrivere una realtà, quale quella attuale, con un testimone passato di mano.
Ma attenzione a non fraintendere: come dice bene Travaglio, la P2 era una loggia "atlantica", cioè molto gradita all'America; non era un'organizzazione eversiva ma voleva consolidare l'ordine costituito. "Eversiva" appariva allora perché intendeva modificare la costituzione per realizzare uno stato autoritario moderno. Cosa che ripetutamente dopo si è fatto parzialmente o si è provato a fare in maniera più globale per vie del tutto legali previste dalla stessa costituzione. Fu il risultato di un referendum ad impedire che l'obiettivo fosse raggiunto dal governo di Silvio Berlusconi. Del resto, è Travaglio stesso a dire che ampi stralci del Piano di rinascita democratica si ritrovano nei progetti sia della destra ma anche della sinistra. Un'eredità di una convergenza trasversale sulle soluzioni che da D'Alema, passando per Marco Boato arrivava a Berlusconi.
Io consiglierei una lettura del Piano di Gelli, lo trovate ad esempio qui, perché è utile anche per analizzare l'oggi, come fece allora, nel 2008, Travaglio per quel numero della sua rubrica, sollecitato dalla contingenza di un invito televisivo a Licio Gelli.
Ne prendo un brano che cita anche Travaglio, quello sulla costituzione di club, ma lo riporto per intero. Eccolo: "Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l'etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità. Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale". Con i debiti "aggiustamenti", non ricorda niente? Provate, dunque, a guardarvi attorno, o meglio a guardare ciò che si sta profilando particolarmente all'interno di un raggruppamento, ma a dire il vero non di uno solo seppure con molte diverse sfumature. C'è un salto di qualità, ciò che appare, nel senso del superamento del club e della partecipazione diretta alla realizzazione dell'agenda. Esagerazione? Solo da quest'ottica si comprendono interamente le parole di Fassina quando afferma: "La lista Monti, visto anche il livello di reddito di coloro che ne faranno parte, sembra tanto la lista del Rotary club. È davvero difficile comprendere come l'aristocrazia economica e finanziaria italiana possa rappresentare chi vive con mille euro al mese".
Chiudo con un ultimo brano del Piano di rinascita democratica, questo, in cui si descrive il da farsi nel caso che i partiti non siano in grado di rifarsi una credibilità, cioè creare due movimenti uno di destra e uno di sinistra: "Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile". Li riuscite ad individuare nell'attuale panorama pre-elettorale? No? Provate a rifletterci sopra.
Ma attenzione a non fraintendere: come dice bene Travaglio, la P2 era una loggia "atlantica", cioè molto gradita all'America; non era un'organizzazione eversiva ma voleva consolidare l'ordine costituito. "Eversiva" appariva allora perché intendeva modificare la costituzione per realizzare uno stato autoritario moderno. Cosa che ripetutamente dopo si è fatto parzialmente o si è provato a fare in maniera più globale per vie del tutto legali previste dalla stessa costituzione. Fu il risultato di un referendum ad impedire che l'obiettivo fosse raggiunto dal governo di Silvio Berlusconi. Del resto, è Travaglio stesso a dire che ampi stralci del Piano di rinascita democratica si ritrovano nei progetti sia della destra ma anche della sinistra. Un'eredità di una convergenza trasversale sulle soluzioni che da D'Alema, passando per Marco Boato arrivava a Berlusconi.
Io consiglierei una lettura del Piano di Gelli, lo trovate ad esempio qui, perché è utile anche per analizzare l'oggi, come fece allora, nel 2008, Travaglio per quel numero della sua rubrica, sollecitato dalla contingenza di un invito televisivo a Licio Gelli.
Ne prendo un brano che cita anche Travaglio, quello sulla costituzione di club, ma lo riporto per intero. Eccolo: "Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l'etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità. Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale". Con i debiti "aggiustamenti", non ricorda niente? Provate, dunque, a guardarvi attorno, o meglio a guardare ciò che si sta profilando particolarmente all'interno di un raggruppamento, ma a dire il vero non di uno solo seppure con molte diverse sfumature. C'è un salto di qualità, ciò che appare, nel senso del superamento del club e della partecipazione diretta alla realizzazione dell'agenda. Esagerazione? Solo da quest'ottica si comprendono interamente le parole di Fassina quando afferma: "La lista Monti, visto anche il livello di reddito di coloro che ne faranno parte, sembra tanto la lista del Rotary club. È davvero difficile comprendere come l'aristocrazia economica e finanziaria italiana possa rappresentare chi vive con mille euro al mese".
Chiudo con un ultimo brano del Piano di rinascita democratica, questo, in cui si descrive il da farsi nel caso che i partiti non siano in grado di rifarsi una credibilità, cioè creare due movimenti uno di destra e uno di sinistra: "Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile". Li riuscite ad individuare nell'attuale panorama pre-elettorale? No? Provate a rifletterci sopra.
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