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domenica 27 gennaio 2013

Momenti della Giornata della Memoria

  Il presidente del Consiglio Mario Monti è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del memoriale della Shoah a Milano. Tra l'altro ha detto: "Gli arresti di Napoli ci richiamano alla responsabilità e alla vigilanza, che deve essere un compito delle istituzioni e anche di tutti coloro che hanno a cuore la convivenza democratica. Dobbiamo batterci contro la rimozione, la distrazione e soprattutto contro l'indifferenza", che è "il vero nemico". E ha aggiunto. "L'indifferenza è il vero nemico da combattere".


Nella clip successiva, sempre realizzata da TM News, il racconto del ghetto di Venezia di un artista ebreo. Queste sequenze, dice il filmato, sono tratte dal film "Schindler's List", ma non sono molto diverse da ciò che accadde davvero durante la deportazione degli ebrei nel 1943, rastrellati, confinati nei ghetti e portati nei campi di concentramento dai quali molti non fecero più ritorno. I deportati italiani furono circa 7mila. Il 27 gennaio, "Giorno della Memoria" si celebra il ricordo della Shoah, dello sterminio degli ebrei, 200 dei quali furono segregati nel ghetto di Venezia, dove vive ancora l'artista ebreo David Ariel De Guglielmi, che sul 27 gennaio, tuttavia, ha una visione alternativa. "Vi erano gruppi - spiega -che sapevano che le cose stavano andando peggio di quanto si pensasse e hanno cercato disperatamente di fermare questa cosa. Non dimentichiamo la richiesta a Wiston Churchill di bombardare i campi di Auschwitz e Mauthausen. Non è vero che il 27 gennaio di molti anni fa un esploratore russo ha trovato un campo, è un falso storico. Non possiamo partire dalla memoria partendo da un falso. Tutti sapevano cosa stava succedendo. Tutti sapevano cosa stava succedendo ma in quel momento c'erano altre priorità".Oggi il ghetto di Venezia non è più un luogo di segregazione bensì di "fusione multiculturale" in cui il ricordo, che rivive anche tra le opere di De Guglielmi, è soprattutto la strada verso una società moderna e interreligiosa."La comunità - conclude l'artista - si è integrata meglio con i non ebrei che abitano qua nel ghetto che sono la maggioranza. E c'è una fantastica integrazione".Integrazione e scambio di culture. Ci sono voluti settant'anni per raggiungere quella che oggi sembra una normalità. Costata tuttavia la vita ad almeno 6 milioni di persone.


Nella terza clip, sempre di TM News, una mostra a Modena. Nel 1939 Hitler diede il via al Programma di eutanasia per i disabili, denominato "Aktion T4". Causò lo sterminio di 300mila bambini e adulti innocenti in nome della purezza della razza e del risparmio di risorse economiche. Per ricordare le vittime di quella abominevole "prova generale della Shoah" l'associazione Anffas ha organizzato a Modena la mostra "Ricordiamo. Perché non accada mai più", in corso fino al 5 febbraio 2013 al Multicentro educativo. La curatrice, Virginia Reggi: "Finché queste cose hanno delle analogie con l'oggi e non sono definitivamente finite - spiega - perché non sono finite le motivazioni che hanno portato a questo, penso non solo che valga la pena ma che sia indispensabile per tutti sapere. Come è indispensabile la Giornata della memoria per ricordare la Shoah". La mostra è un percorso, rivolto in particolare agli studenti, con pannelli fotografici che ripercorrono i fatti più salienti di quanto avvenne settant'anni fa tra uccisioni, esperimenti e sofferenze inflitte ai malati mentali. "È soltanto da una memoria del passato - conclude Reggi - che noi possiamo imparare e camminare verso un futuro migliore. "Una parte della mostra è dedicata interamente alla propaganda utilizzata dal nazismo per trasformare gli stessi medici in complici dei crimini aberranti commessi sui disabili.

La Shoah fatto europeo

La Shoah è diventato un argomento di discussione pubblica solo a partire dagli anni '70, prima si faceva fatica a parlarne. Un dato di fatto che viene evidenziato dalla clip pubblicata ieri di Cosimo Caridi per il Fatto Quotidiano. Ne è convinto Robert Rozett, direttore delle biblioteche di Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme. "Conserviamo 140 milioni di documenti - racconta nella clip - che ci hanno fatto identificare 4,2 milioni di persone uccise dai nazisti". Il museo vuole essere sia il luogo della memoria, ma anche uno spunto per la riflessione su una delle più grandi atrocità che hanno attraversato l'Europa.

martedì 22 gennaio 2013

Le colonie ebraiche uno dei temi delle elezioni in Israele

Le colonie ebraiche sono considerate illegali dalla comunità internazionale, ma il governo ha recentemente autorizzato nuovi 4000 alloggi, incurante dell'ondata di proteste piovute da tutto il mondo. Resta, dunque, uno dei temi più caldi, quello delle colonie ebraiche in Palestina. Un argomento conflittuale, che esaspera le tensioni tra le parti, e pesa come un macigno anche in queste elezioni, come ci mostra la clip di EuroNews.


Affluenza in aumento alle elezioni israeliane, rispetto al 2009. Alle 14 ora locale ha votato il 38,3% degli aventi diritto, contro il 34% di quattro anni fa.

venerdì 4 gennaio 2013

Un memoriale a Liegi ricorda gli ebrei deportati

Dieci anni fa, i figli e i nipoti degli ebrei deportati da Liegi nei campi nel nord della Francia decisero di commemorare quei tragici eventi. Istituirono una organizzazione no-profit per raccogliere testimonianze documentarie e la recente apertura a Liegi di una mostra è il risultato del loro lavoro.
Il progetto "Liegi una città sottomessa" perpetua in maniera consona la memoria, combinando storia e ricordo.
Il memoriale degli ebrei della regione di Liegi è la pietra angolare dell'iniziativa. È costituito da 733 lapidi commemorative che rappresentano gli ebrei assassinati durante la guerra.
Ciascuna lapide commemorativa indica l'età della vittima, il nome e il cognome, l'ultimo luogo conosciuto di residenza, l'età al momento della deportazione e il campo di destinazione finale. Riporta la storia personale e familiare di ciascuna vittima.
Panelli con testi e fotografie nel memoriale spiegano il processo e le complicità che permisero la persecuzione e la deportazione degli ebrei da Liegi e dai suoi dintorni. Il memoriale rappresenta un tributo alle vittime e fornisce un tema di riflessione agli attuali e futuri cittadini.

mercoledì 2 gennaio 2013

Popolazione e religione

Ynet dà notizia che una ricerca del Pew Forum su religione e vita pubblica ha trovato che la comunità ebraica mondiale conta circa 14 milioni. un numero che corrisponde allo 0,2% dell'intera popolazione mondiale, poca cosa se rapportata ad una comunità musulmana di 1,6 miliardi di persone. Il 59% degli ebrei nel mondo vive in paesi dove essi rappresentano una minoranza, mentre si trovano nella stessa condizione solo il 3% degli indù, il 13% dei cristiani e il 27% degli aderenti all'islam.
La media d'età della popolazione ebraica è la più alta, 36 anni, di 8 anni superiore all'età media dell'intera popolazione mondiale e di 13 anni rispetto a quella musulmana, un segnale che la popolazione ebraica avrà un basso ricambio generazionale negli anni futuri.
Secondo la ricerca, nel 2010 la popolazione modiale ammontava a 6,9 miliardi; 5,8 miliardi apparteneva a qualche forma di religione riconosciuta, mentre il 16% non era affiliato ad alcun credo.