In quest'ultimo tranquillo week end di vomito è successo un fatto straordinario. Di fronte a Montecitorio era assiepata una folla inferocita per l'ennesimo sberleffo del potere. Per l'inciucio conclamato, per il matrimonio osceno tra due amanti, il pdl e il pdmenoelle, che copulavano da vent'anni. Per la nomina di un ottuagenario spacciata come "gesto di responsabilità". L'estremo bacio della pantofola a un signore presente in Parlamento dal 1953 (un sessantennio, nozze di diamante con la politica) che cazzia i partiti come se lui non ne fosse la più alta e storica testimonianza. La Polizia, la Digos, i Carabinieri facevano barriera. Dalla porte principale del palazzo sono usciti i deputati e i senatori del MoVimento 5 Stelle per parlare con la gente, ascoltarla, dare delle risposte. Cittadini tra i cittadini. Crimi ha agito da Calmante Universale nuotando tra i presenti. La gente ha applaudito. I ragazzi del M5S si sono mescolati ai manifestanti senza alcun timore.
Visualizzazione post con etichetta Complotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Complotti. Mostra tutti i post
martedì 23 aprile 2013
Beppe Grillo e i cittadini tra i cittadini
Riprendo dal blog di Beppe Grillo il post di oggi. Scrive Grillo:
In quest'ultimo tranquillo week end di vomito è successo un fatto straordinario. Di fronte a Montecitorio era assiepata una folla inferocita per l'ennesimo sberleffo del potere. Per l'inciucio conclamato, per il matrimonio osceno tra due amanti, il pdl e il pdmenoelle, che copulavano da vent'anni. Per la nomina di un ottuagenario spacciata come "gesto di responsabilità". L'estremo bacio della pantofola a un signore presente in Parlamento dal 1953 (un sessantennio, nozze di diamante con la politica) che cazzia i partiti come se lui non ne fosse la più alta e storica testimonianza. La Polizia, la Digos, i Carabinieri facevano barriera. Dalla porte principale del palazzo sono usciti i deputati e i senatori del MoVimento 5 Stelle per parlare con la gente, ascoltarla, dare delle risposte. Cittadini tra i cittadini. Crimi ha agito da Calmante Universale nuotando tra i presenti. La gente ha applaudito. I ragazzi del M5S si sono mescolati ai manifestanti senza alcun timore.
Nel mentre "Tom Tom" Gasparri mostrava il dito medio alla piazza in segno di riconciliazione, protetto da un nutrito numero di guardie del corpo, e arringava "Finisca la violenza di Grillo. Basta torniamo alla civiltà". Forse alludeva all'olio di ricino e al manganello. Il noto "economista" Giovanardi (così è stato etichettato dal Corrierone) ha avuto le visioni. Ha visto i fascisti "Chi contesta i rappresentanti del popolo (lui è stato "nominato" da Berlusconi grazie al Porcellum, non rappresenta nessuno, ndr), li insulta, li aggredisce è fascista. Del resto i deputati grillini ricordano i deputati fascisti che uscivano fuori sulla piazza a aizzare i manifestanti". L'esatto contrario della verità. I parlamentari del M5S hanno tranquillizzato gli animi di chi protestava contro l'ennesimo vaffanculo ricevuto dalla casta. Dovrebbero ringraziarli. Noi non abbiamo bisogno di una scorta, giriamo in tram, in autobus senza paura. Voi con le auto blu e con la scorta per difendervi dalla rabbia dei cittadini che dite di rappresentare. Forse è il caso che facciate un esame di coscienza invece di fuggire tra i vicoli e ignorare la protesta.
In quest'ultimo tranquillo week end di vomito è successo un fatto straordinario. Di fronte a Montecitorio era assiepata una folla inferocita per l'ennesimo sberleffo del potere. Per l'inciucio conclamato, per il matrimonio osceno tra due amanti, il pdl e il pdmenoelle, che copulavano da vent'anni. Per la nomina di un ottuagenario spacciata come "gesto di responsabilità". L'estremo bacio della pantofola a un signore presente in Parlamento dal 1953 (un sessantennio, nozze di diamante con la politica) che cazzia i partiti come se lui non ne fosse la più alta e storica testimonianza. La Polizia, la Digos, i Carabinieri facevano barriera. Dalla porte principale del palazzo sono usciti i deputati e i senatori del MoVimento 5 Stelle per parlare con la gente, ascoltarla, dare delle risposte. Cittadini tra i cittadini. Crimi ha agito da Calmante Universale nuotando tra i presenti. La gente ha applaudito. I ragazzi del M5S si sono mescolati ai manifestanti senza alcun timore.
sabato 20 aprile 2013
Il presidente riciclato
PD, PDL e Monti ci hanno regalato per sette anni un nuovo vecchio presidente della Repubblica, un presidente riciclato. Sette anni di guai e tutto perché il PD ha rotto lo specchio dove rimirava e ammirava il suo ombelico. Un ottimo biscotto condiviso "castamente" con Berlusconi alla faccia di tutti.
Napolitano accetta, l'Italia come Budapest
Giorgio Napolitano ha accettato di essere parte del golpe della casta e dei poteri forti per minimizzare la perdita del partito democratico imploso. Festeggiamo l'evento con la foto ricordo.
Dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
"Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta. Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità".
Roma, 20 aprile 2013
Dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
"Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta. Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità".
Roma, 20 aprile 2013
Alle 15 il funerale della politica italiana?
Il Partito Democratico è morto. Ma c'è in atto un tentativo di trasformarlo in uno zombie, un morto vivente. Al compito è stato chiamato il grande sacerdote della casta e dei poteri forti, il Frankenstein che ha creato il mostro politico Mario Monti. In questo momento sul Tg democrat di Mentana, le truppe cammellate di Homer Simpson di Bettola e dello psiconano di Arcore stanno esaltando la più grande follia politica della Repubblica. Contenti loro, ma la gente? Ormai è guerra civile dichiarata dalla casta contro la gente italiana con un ennesimo tentativo di golpe. Possono mettere una pezza, ma non durerà. E dopo? Solo Grillo. Per mandarli a casa tutti, una volta per tutte.
venerdì 1 marzo 2013
Le dichiarazioni di Sergio De Gregorio. Maurizio Paniz
Sulle dichiarazioni di Sergio De Gregorio alla Procura di Napoli, Alessio Falconio ha intervistato ieri Maurizio Paniz. Maurizio Pani, avvocato, è deputato e membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati per il Popolo della Libertà.
Maurizio Turco e le dichiarazioni di Sergio De Gregorio
Alessio Falconio ha intervistato ieri Maurizio Turco sulle dichiarazioni di Sergio De Gregorio usate dai pm di Napoli per una nuova puntata della saga giudiziaria contro Berlusconi. Maurizio Turco è membro della Commissione Affari Sociali della Camera, deputato uscente del gruppo PD - Radicali.
venerdì 22 febbraio 2013
Documenti. Borghezio a La Zanzara. 9 novembre 2011
Il Borghezio pensiero a La Zanzara su Radio24 il 9 novembre 2011. Siamo nei giorni del "colpo di stato" che ha messo fine al governo Berlusconi. Borghezio alla grande su Monti senatore a vita, la prospettiva del governo di unità nazionale e su tanti altri argomenti di quei giorni compresi i festeggiamenti dei centocinquanta anni dell'unità politica dello Stivale sotto la corona dei Savoia.
Etichette:
Banda Bassotti,
Complotti,
Controinformazione,
Economia,
Elezioni,
Europa,
Eventi,
Federalismo,
Governo,
Massoneria,
Media,
Partiti italiani,
Politica,
Quirinale,
Umorismo
Mordere il Mondo. Vaticano e Vatileaks
L'argomento della rubrica Mordere il Mondo riguarda oggi il Vaticano e Vatileaks. In studio Valeria Manieri di Radio Radicale. In collegamento Raffaele Buscemi, giornalista e manager per la Pontificia Università Santa Croce, esperto in questioni vaticane e cattoliche. I temi del colloquio, la sua storia, i viaggi, il lavoro e il Vaticano. Poi, l'abbandono di Benedetto XVI e gli ultimi giorni di pontificato. Un dibattito tra una laica e un cattolico.
mercoledì 20 febbraio 2013
OltreRadio. Il caso Abu Omar
OltreRadio si occupa del caso Abu Omar, un caso politico giudiziario che fa riferimento al sequestro di persona e trasferimento in Egitto, suo paese di origine, dell'ex Imam di Milano Hassan Mustafa Osama Nasr, noto come Abu Omar, cittadino egiziano con status di rifugiato e residenza in Italia. Nelle ricostruzioni della stampa internazionale, come ricorda Francesco De Leo, il caso Abu Omar, rapito 10 anni fa, il 17 febbraio 2003, è stato definito come uno dei più noti e meglio documentati casi di azione illegale eseguiti dai servizi segreti statunitensi nel contesto della guerra globale al terrorismo. Per OltreRadio, Massimo Bordin conversa con il legale di Osama Nasr, Carmelo Scambia, del Foro di Milano. Al termine della conversazione, uno stralcio di un intervento dell'avvocato Scambia durante il processo per il rapimento dell'ex Imam Abu Omar, registrato da RadioRadicale il 7 ottobre del 2009. L'avvocato legge una parte del memoriale del suo assistito, in cui Abu Omar descrive le torture subite durante gli interrogatori.
lunedì 18 febbraio 2013
Associazione a delinquere in Regione Lombardia
Un documento audio. È il 13 febbraio 2013. La rubrica Italia in Controluce su Radio24, la radio de Il Sole 24 Ore, spazio radiofonico condotto da Daniele Biacchessi, approfondisce sull'associazione a delinquere nella Regione Lombardia su cui sta indagando la procura milanese. Roberto Formigoni sarebbe stato secondo gli inquirenti milanesi "promotore e organizzatore" di un'associazione a delinquere e avrebbe garantito stabilmente tra il 1997 e il 2011 favori alla Fondazione Maugeri e tra il 2002 e il 2011 al San Raffaele. I pm accusano Formigoni di aver ricevuto, in cambio del suo appoggio, utilità per 8 milioni di euro. Tra queste utilità viaggi, l'uso di yacht, somme di denaro. Di tutto questo parla nella puntata di Italia in Controluce Daniele Biacchessi e Raffaella Calandra in diretta dal Tribunale di Milano che ha intervistato Carla Vites, moglie di Antonio Simone, amico di Roberto Formigoni, entrambi indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla fondazione Maugeri.
mercoledì 13 febbraio 2013
Renato Farina sulle dimissioni di Benedetto XVI
Alessio Falconio ha raccolto l'11 febbraio per Radio Radicale un'intervista a Renato Farina sulle dimissioni di Benedetto XVI. È l'intervista citata in un post precedente, dove già il breve frammento la fa interessante. Qui viene proposta nella sua completezza. Renato Farina è deputato del Pdl e un noto giornalista che è stato in più occasioni al centro di alcune vicende che hanno interessato la cronaca.
Intrigo Papale. Intervista a Lorenzo Ruggiero
La lotta per conquistare la poltrona di San Pietro in Vaticano è in corso da mesi. A svelare i retroscena di questa lotta di potere è stata la Kaos edizioni che, grazie ai "Discepoli di verità", ha pubblicato "Intrigo papale", l'unico libro sulle faide intestine in Vaticano. Il libro prende spunto dalle prime indiscrezioni sulla fine del pontificato di Benedetto XVI nell'ottobre del 2011. Ecco cosa ha detto a Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale, Lorenzo Ruggiero della Kaos edizioni sui retroscena per l'accaparramento della poltrona papale.
Etichette:
Chiesa cattolica,
Complotti,
Libri,
Media,
Radio Piazza
martedì 12 febbraio 2013
Ma l'incazzatura chi me la ripaga?
Poiché ho ricevuto risposta alla mia controcontestazione sulla questione riportata nel post precedente: pretesa di copyright da non ben specificate " One or more music publishing rights collecting societies" su l'Internazionale intonata da Marco Ferrando in un comizio a Roma, riporto di seguito sia la mia e-mail che quella di risposta.
Ho scritto:
Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori
Motivo della contestazione
Questo video contiene il materiale in questione, ma il materiale è di dominio pubblico o non è idoneo per essere protetto dal copyright.
Spiegazione
La registrazione audio è di un evento pubblico in una piazza di Roma durante un comizio politico. La registrazione dell'audio è distribuita con licenza creative commons da Radio Radicale, dato citato in uno dei frame. Ritengo inoltre che su canti come l'Internazionale che sono di pubblico dominio non ci sia la possibilità di mettere copyright in buona fede da nessuno. Aggiungo anche se questo può comportare la chiusura del mio account Youtube che questa sia una violazione del mio diritto di espressione garantito dalla Costituzione italiana.
Ritengo in buona fede che i reclami di cui sopra siano stati presentati per sbaglio e di disporre dei diritti necessari per utilizzare i contenuti del mio video per i motivi che ho dichiarato. Non ho consapevolmente fatto dichiarazioni false e non sto intenzionalmente facendo un uso improprio della procedura di contestazione al fine di interferire con i diritti altrui. Comprendo che la presentazione di contestazioni fraudolente potrebbe comportare la chiusura del mio account YouTube.
Firma
Sergio Fumich
La risposta:
Gentile Sergio Fumich,
One or more music publishing rights collecting societies ha esaminato la tua contestazione e ha abbandonato il suo reclamo per violazione del copyright sul tuo video "Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori". Per ulteriori informazioni, visita la tua pagina Note sul copyright.
Cordiali saluti,
- Il team di YouTube
È incredibile che una situazione così kafkiana si sia soltanto posta in essere. Siamo alle solite, un po' come, in altro ambito per capire, con l'esempio recente del redditometro: siamo noi che dobbiamo dimostrare la nostra possibilità di fare certe spese e non lo stato a dimostrare a noi i motivi delle sue. È tempo di ribaltare questo tipo di situazione. Si può iniziare in due modi: innanzitutto prendendo coscienza che siamo sudditi e non quei cittadini della Repubblica di cui parla la nostra costituzione; secondo, un buon avvio a portata di mano, col nostro voto il 24 e 25 febbraio cominciare a creare le condizioni per una rivoluzione politica che ridia una vera speranza a questo paese.
Ho scritto:
Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori
Motivo della contestazione
Questo video contiene il materiale in questione, ma il materiale è di dominio pubblico o non è idoneo per essere protetto dal copyright.
Spiegazione
La registrazione audio è di un evento pubblico in una piazza di Roma durante un comizio politico. La registrazione dell'audio è distribuita con licenza creative commons da Radio Radicale, dato citato in uno dei frame. Ritengo inoltre che su canti come l'Internazionale che sono di pubblico dominio non ci sia la possibilità di mettere copyright in buona fede da nessuno. Aggiungo anche se questo può comportare la chiusura del mio account Youtube che questa sia una violazione del mio diritto di espressione garantito dalla Costituzione italiana.
Ritengo in buona fede che i reclami di cui sopra siano stati presentati per sbaglio e di disporre dei diritti necessari per utilizzare i contenuti del mio video per i motivi che ho dichiarato. Non ho consapevolmente fatto dichiarazioni false e non sto intenzionalmente facendo un uso improprio della procedura di contestazione al fine di interferire con i diritti altrui. Comprendo che la presentazione di contestazioni fraudolente potrebbe comportare la chiusura del mio account YouTube.
Firma
Sergio Fumich
La risposta:
Gentile Sergio Fumich,
One or more music publishing rights collecting societies ha esaminato la tua contestazione e ha abbandonato il suo reclamo per violazione del copyright sul tuo video "Comizio del Partito Comunista dei Lavoratori". Per ulteriori informazioni, visita la tua pagina Note sul copyright.
Cordiali saluti,
- Il team di YouTube
È incredibile che una situazione così kafkiana si sia soltanto posta in essere. Siamo alle solite, un po' come, in altro ambito per capire, con l'esempio recente del redditometro: siamo noi che dobbiamo dimostrare la nostra possibilità di fare certe spese e non lo stato a dimostrare a noi i motivi delle sue. È tempo di ribaltare questo tipo di situazione. Si può iniziare in due modi: innanzitutto prendendo coscienza che siamo sudditi e non quei cittadini della Repubblica di cui parla la nostra costituzione; secondo, un buon avvio a portata di mano, col nostro voto il 24 e 25 febbraio cominciare a creare le condizioni per una rivoluzione politica che ridia una vera speranza a questo paese.
Etichette:
Colonialismo,
Complotti,
Comunicazioni,
Consumi,
Controinformazione,
Diritti umani,
Elezioni,
Internet,
Libertà di stampa,
Massoneria,
Media,
Oppio dei popoli,
Partecipazione,
Partiti italiani,
Politica,
Servizi pubblici,
Top Secret
Addormentarsi italiani e svegliarsi cinesi
Non è paranoia. Ma le policy di alcune major dei social network o presunti tali, operano in generale, ma soprattutto in questo frangente elettorale come un Grande Fratello. Contro la libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana, che forse non hanno mai letto, perché hanno aperto semplicemente una.filiale in un paese coloniale quale lo considerano, il nostro, l'Italia. Vittime di queste policy sono creativi che senza fini di lucro, ma solo per diffondere l'informazione e la consapevolezza dei problemi e delle questioni, per denunciare l'inganno mediatico perpetrato a danno di tutti noi dalla carta stampata e dalle televisioni di regime o asservite agli interessi forti che hanno una volontà di potenza sulle nostre vite per garantire i loro sporchi profitti,
utilizzano
i materiali audio/video che sono a disposizione sulla rete gratuitamente, certamente, per fruizione personale. Ma se io faccio leggere un libro ad un amico, non è che devo pagare il copyright per questo atto. Dunque, ogni vincolo su operazioni simili posto su materiale audio/video, dovrebbe essere considerato analogo. Anche perché un account di social network non è un negozio o una copisteria: è una pgina di diario dove io annoto ciò che voglio e che posso far leggere, o ascoltare, a chiunque senza obblighi di rispetto di fantomatici diritti che qualche major si inventa. Faccio un esempio reale: basta che Marco Ferrando, il candidato premier per il Partito Comunista dei Lavoratori intoni al termine di un suo comizio l'Internazionale, che un video contenente la registrazione di quel comizio, in una pubblica piazza, venga messo all'indice in quanto avrebbe violato fantomatici diritti di "One or more music publishing rights collecting societies", ben sapendo che l'Internazionale fino a prova contraria è canto e musica di pubblico dominio, e che chi la stava cantando per farla cantare a tutti, lo faceva in un luogo pubblico e, ovviamente per propaganda politica, cioè senza nessuna pretesa sulla sua esibizione canora.
Per non dire poi di video scomodi per le due coalizioni sponsorizzate da quello che Gramsci definiva come partito trasversale degli interessi forti, della borghesia, che oggi evidentemente sono il raggruppamento di Monti e il Partito democratico. In tal caso viene addirittura vietata la loro fruizione, usando come pretesto la violazione di diritti dei media che li hanno pur sempre prodotti seppure per motivi di cassetta legati all'audience, mentre nel contempo altri video; questi sì liberamente fruibili, che evidenziano cotraddizioni o spacciano schiocchezze per enormità che non stanno in cielo e in terra, impazzano e si duplicano, triplicano, com'è costume della rete, senza problemi di sorta.
A chi non segue attentamente e criticamente i fenomeni della rete sarà sfuggito un fatto banale. Ci sono state nell'ultimo mese, proprio in vista della campagna elettorale alcune, poche per la verità, trasmissioni e servizi dove, per l'onestà intellettuale dei curatori e conduttori, è stato effettuato un vero e proprio massacro mediatico dei promessi sposi Pd e montiani, e di quest'ultimi in particolar modo del loro totem, il Professore. Di questo massacro mediatico ci sono poche tracce nella rete perché da una parte i media massonici, nel senso gramsciano, non hanno diffuso nei social network tali contenuti, dall'altro tali contenuti, quando inseriti da comuni mortali, sono stati bloccati con il pretesto della violazione di chissà quale diritto, pretesto che mal si concilia col fatto che contenuti analoghi, ma neutri o favorevoli proliferano negli stessi social network.
Insomma, la sensazione evidente è che, dietro pretesti di apparente legalità - apparente perché in fin dei conti vanno a violare diritti sanciti dalla Costituzione - la policy attuata anche qui da noi, paese del civile e democratico Occidente, sia quella cinese, cioè accondiscendenza senza se e senza ma alla lobby dominante lì comunista o presunta tale, qui massonica, sempre in senso gramsciano.
Conclusione, dovremmo deciderci a rispolverare vecchie parole di lotta come il verbo boicottare. Boicottare social network che praticano policy asservite al potere dominante e censorio per far capire che la libertà della rete non si tocca. Boicottare per abbattere una filosofia che ci vede schiavi del consumismo e del profitto degli interessi forti. Ricordiamocelo anche nella cabina elettorale.
Per non dire poi di video scomodi per le due coalizioni sponsorizzate da quello che Gramsci definiva come partito trasversale degli interessi forti, della borghesia, che oggi evidentemente sono il raggruppamento di Monti e il Partito democratico. In tal caso viene addirittura vietata la loro fruizione, usando come pretesto la violazione di diritti dei media che li hanno pur sempre prodotti seppure per motivi di cassetta legati all'audience, mentre nel contempo altri video; questi sì liberamente fruibili, che evidenziano cotraddizioni o spacciano schiocchezze per enormità che non stanno in cielo e in terra, impazzano e si duplicano, triplicano, com'è costume della rete, senza problemi di sorta.
A chi non segue attentamente e criticamente i fenomeni della rete sarà sfuggito un fatto banale. Ci sono state nell'ultimo mese, proprio in vista della campagna elettorale alcune, poche per la verità, trasmissioni e servizi dove, per l'onestà intellettuale dei curatori e conduttori, è stato effettuato un vero e proprio massacro mediatico dei promessi sposi Pd e montiani, e di quest'ultimi in particolar modo del loro totem, il Professore. Di questo massacro mediatico ci sono poche tracce nella rete perché da una parte i media massonici, nel senso gramsciano, non hanno diffuso nei social network tali contenuti, dall'altro tali contenuti, quando inseriti da comuni mortali, sono stati bloccati con il pretesto della violazione di chissà quale diritto, pretesto che mal si concilia col fatto che contenuti analoghi, ma neutri o favorevoli proliferano negli stessi social network.
Insomma, la sensazione evidente è che, dietro pretesti di apparente legalità - apparente perché in fin dei conti vanno a violare diritti sanciti dalla Costituzione - la policy attuata anche qui da noi, paese del civile e democratico Occidente, sia quella cinese, cioè accondiscendenza senza se e senza ma alla lobby dominante lì comunista o presunta tale, qui massonica, sempre in senso gramsciano.
Conclusione, dovremmo deciderci a rispolverare vecchie parole di lotta come il verbo boicottare. Boicottare social network che praticano policy asservite al potere dominante e censorio per far capire che la libertà della rete non si tocca. Boicottare per abbattere una filosofia che ci vede schiavi del consumismo e del profitto degli interessi forti. Ricordiamocelo anche nella cabina elettorale.
Etichette:
Colonialismo,
Complotti,
Comunicazioni,
Consumi,
Controinformazione,
Diritti umani,
Elezioni,
Internet,
Libertà di stampa,
Massoneria,
Media,
Oppio dei popoli,
Partecipazione,
Partiti italiani,
Politica,
Proteste sociali,
Servizi pubblici,
Sociologia,
Tecnologia,
Top Secret
domenica 3 febbraio 2013
Maroni ieri su Napolitano e l'invito a tacere su MPS
"Conosco e stimo Napolitano e non voglio pensare questa cosa, ma la brutta impressione che si ha è che sia sceso in campo per coprire lo scandalo e attenuare i riflessi negativi che lo scandalo Mps sta avendo proprio sulle sorti elettorali del Pd". Così, come riporta la clip di ieri di TM News, il segretario federale della Leganord, Roberto Maroni, a margine di un incontro con gli elettori a Milano ha commentato l'intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto alla stampa di rispettare il segreto delle indagini sulla vicenda che ha travolto la banca senese.
lunedì 28 gennaio 2013
Ustica, lo Stato condannato a risarcire le vittime
Il DC-9 dell'Itavia, esploso nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, causando la morte delle 81 persone a bordo, fu ragionevolmente abbattuto da un missile, per questo lo Stato dovrà risarcire i familiari delle vittime per non aver saputo garantire, con i controlli radar, la sicurezza dei cieli. È la conclusione a cui è giunta la Corte di Cassazione che per la prima volta, 33 anni dopo la tragedia, ha messo un punto fermo - sul fronte civile dopo il nulla di fatto dei processi penali - nella ricerca della verità su una delle più oscure ed enigmatiche pagine della storia italiana del 20esimo secolo. Il Tribunale civile di Palermo, condannando in appello i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire i familiari delle vittime con 100 milioni di euro, aveva stabilito che l'aereo fu abbattuto nel corso di una vera e propria azione di guerra nei cieli italiani probabilmente per un "intercettamento realizzato da parte di due caccia di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar". L'abbattimento, in pratica, sarebbe stata la "diretta conseguenza dell'esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l'aereo nascosto". È la notizia del giorno riassunta nella clip di TM News.
La clip successiva ricorda la sentenza civile del Tribunale di Palermo che aveva condannato il Ministero della Difesa e quello dei Trasporti per la strage di Ustica. 100 milioni di euro in favore dei familiari delle 81 vittime. (UniRomaTv)
La clip successiva ricorda la sentenza civile del Tribunale di Palermo che aveva condannato il Ministero della Difesa e quello dei Trasporti per la strage di Ustica. 100 milioni di euro in favore dei familiari delle 81 vittime. (UniRomaTv)
giovedì 17 gennaio 2013
La Lega in pasto ai giornali
Do per scontato che chi legga questo post, abbia letto il precedente, Quote latte, "la Lega non c'entra". Parola di pm, e pure il post Bucce di banana. Come si è detto, la magistratura ha affermato che con l'inchiesta sulle quote latte, e relative perquisizioni, la Lega non c'entra e Maroni ha annunciato che la Lega presenterà querela contro i giornali che hanno gettato fango sul suo partito. In questo post proverò a documentare i più consistenti schizzi di fango comparsi sulla carta stampata oggi. Cominciamo con il quotidiano dei Vescovi, Avvenire.
In prima pagina, nel taglio medio, a fianco di un riquadro con una foto di Mario Monti e un argomento positivo per il lettore cattolico, "Monti: il matrimonio? È tra un uomo e una donna", quanto vedete: "Quote latte, il Carroccio nella bufera" e l'occhiello insinua "Bancarotta e corruzione. Gdf nelle sedi di Milano e Torino". E poi due rimandi ad effetto: "Ai militari è stato negato l'accesso agli uffici dei parlamentari, che gridano al complotto" e l'altro, "L'ex-senatore del Carroccio Fruscio, che aveva denunciato lo scandalo: «Sono disgustato».
E veniamo a l'Unità. Qui siamo addirittura al titolo d'apertura.
Proseguendo, vediamo di seguito qualche articolo. Cominciamo da La Stampa.
Ora a leggere l'articolo di Paolo Colonnello non vi è nulla se non il racconto di quanto finora è emerso dall'inchiesta riguardante la bancarotta di una società cooperativa "La Lombarda", una società cooperativa privata che non ha nulla a che fare con la lega. I militari erano venuti in Via Bellerio col compito, dice il giornale, di perquisire gli uffici, a Milano, della segretaria di Bossi Daniela Cantamessa e, a Torino, della segretaria amministrativa della segretaria amministrativa della Lega piemontese Loredana Zola, entrambe sentite come persone informate sui fatti, cioè come testimoni per i loro rapporti con gli ex amministratori della società fallita. L'unica "esagerazione" nell'articolo è il definire "«bottino» della Finanza, quel poco che par di capire è stato acquisito. E poi ovviamente tutto il gratuito almanaccare sulla vicenda della cooperativa, sottointendendo retroscena, vicenda che come si evince dallo stesso articolo poco c'entra col partito della Lega, se non per il fatto che i magistrati hanno sentito alcuni esponenti del Carroccio, il figlio di Bossi, Renzo, la compagna di Calderoli, Gianna Gancia, presidente della provincia di Cuneo, l'ex ministro dell'agricoltura Zaia e l'ex senatore Fruscio.
Nel titolo di la Repubblica è evidente la volontà di far pensare che quanto si va dicendo è riferibile al partito di Maroni. E con un incipit dell'articolo così, si sa già dove si vuol far arrivare la fantasia del lettore: "Forse dovevano arrivare i tempi delle vacche magre, o forse il sistema di mungitura era già talmente chiaro, lì, da vedere. Bastava solo mettere insieme dei passaggi, dei pezzi, delle dichiarazioni, e insieme le leggi, le promesse, le regole non rispettate, la resistenza a oltranza degli ultrà del latte".
Anticipo che domani troverete gli articoli che cito in un piccolo dossier nella pagina del blog Documentazione.
Per rafforzare, nell'edizione di Milano de la Repubblica, Andrea Montanari racconta di quando "Renzo Bossi diceva «Ci pensa papà»": "Il legame tra la Lega e i «Cobas del latte» anche in Regione ha origini lontane. Fanno parte della storia le immagini del figlio di Umberto Bossi, Renzo detto «il Trota», che sotto il Pirellone rassicura gli allevatori che non vogliono pagare le multe per le quote sforate: «Non vi preoccupate, ci pensa mio padre». Sul marciapiede del Palazzo della Regione, tra gli allevatori armati di bandiere verdi e trattori e perfino qualche mucca, c'era anche l'allora ministro del Carroccio Roberto Calderoli". E così via a citare e fare nomi, sull'onda dei ricordi che non guastano nel dare colori al quadro che si va dipingendo.
Il Messaggero segue invece un'altra strategia informativa, anche perché la Lega è affare del Nord, e chi conta a Roma è Berlusconi. Così eccoti un bel titolo come a dire: ma con chi si è andato ad alleare quello?
Tornando su Repubblica il buon Gad Lerner dà il massimo col suo pezzo "Mangiatoie padane" a commento di un evento che non c'è. "L'odore di stalla è ancora il più lieve, rispetto alle pestilenziali esalazioni dei bilanci leghisti che ammorbano la Lombardia, dai rimborsi a piè di lista del banchetto nuziale fino ai buoni acquisto di elettrodomestici distribuiti al Senato", tanto per dare un assaggino dell'articolo, che chi non l'ha letto lo troverà, come anticipato, domani nella pagine del blog Documentazione.
E poi c'è su La Stampa Giovanni Cerruti con il suo "Incubo padano".
E ancora l'Unità con i suoi articoli riportati sotto.
In prima pagina, nel taglio medio, a fianco di un riquadro con una foto di Mario Monti e un argomento positivo per il lettore cattolico, "Monti: il matrimonio? È tra un uomo e una donna", quanto vedete: "Quote latte, il Carroccio nella bufera" e l'occhiello insinua "Bancarotta e corruzione. Gdf nelle sedi di Milano e Torino". E poi due rimandi ad effetto: "Ai militari è stato negato l'accesso agli uffici dei parlamentari, che gridano al complotto" e l'altro, "L'ex-senatore del Carroccio Fruscio, che aveva denunciato lo scandalo: «Sono disgustato».
E veniamo a l'Unità. Qui siamo addirittura al titolo d'apertura.
Proseguendo, vediamo di seguito qualche articolo. Cominciamo da La Stampa.
Ora a leggere l'articolo di Paolo Colonnello non vi è nulla se non il racconto di quanto finora è emerso dall'inchiesta riguardante la bancarotta di una società cooperativa "La Lombarda", una società cooperativa privata che non ha nulla a che fare con la lega. I militari erano venuti in Via Bellerio col compito, dice il giornale, di perquisire gli uffici, a Milano, della segretaria di Bossi Daniela Cantamessa e, a Torino, della segretaria amministrativa della segretaria amministrativa della Lega piemontese Loredana Zola, entrambe sentite come persone informate sui fatti, cioè come testimoni per i loro rapporti con gli ex amministratori della società fallita. L'unica "esagerazione" nell'articolo è il definire "«bottino» della Finanza, quel poco che par di capire è stato acquisito. E poi ovviamente tutto il gratuito almanaccare sulla vicenda della cooperativa, sottointendendo retroscena, vicenda che come si evince dallo stesso articolo poco c'entra col partito della Lega, se non per il fatto che i magistrati hanno sentito alcuni esponenti del Carroccio, il figlio di Bossi, Renzo, la compagna di Calderoli, Gianna Gancia, presidente della provincia di Cuneo, l'ex ministro dell'agricoltura Zaia e l'ex senatore Fruscio.
Nel titolo di la Repubblica è evidente la volontà di far pensare che quanto si va dicendo è riferibile al partito di Maroni. E con un incipit dell'articolo così, si sa già dove si vuol far arrivare la fantasia del lettore: "Forse dovevano arrivare i tempi delle vacche magre, o forse il sistema di mungitura era già talmente chiaro, lì, da vedere. Bastava solo mettere insieme dei passaggi, dei pezzi, delle dichiarazioni, e insieme le leggi, le promesse, le regole non rispettate, la resistenza a oltranza degli ultrà del latte".
Anticipo che domani troverete gli articoli che cito in un piccolo dossier nella pagina del blog Documentazione.
Per rafforzare, nell'edizione di Milano de la Repubblica, Andrea Montanari racconta di quando "Renzo Bossi diceva «Ci pensa papà»": "Il legame tra la Lega e i «Cobas del latte» anche in Regione ha origini lontane. Fanno parte della storia le immagini del figlio di Umberto Bossi, Renzo detto «il Trota», che sotto il Pirellone rassicura gli allevatori che non vogliono pagare le multe per le quote sforate: «Non vi preoccupate, ci pensa mio padre». Sul marciapiede del Palazzo della Regione, tra gli allevatori armati di bandiere verdi e trattori e perfino qualche mucca, c'era anche l'allora ministro del Carroccio Roberto Calderoli". E così via a citare e fare nomi, sull'onda dei ricordi che non guastano nel dare colori al quadro che si va dipingendo.
Il Messaggero segue invece un'altra strategia informativa, anche perché la Lega è affare del Nord, e chi conta a Roma è Berlusconi. Così eccoti un bel titolo come a dire: ma con chi si è andato ad alleare quello?
Tornando su Repubblica il buon Gad Lerner dà il massimo col suo pezzo "Mangiatoie padane" a commento di un evento che non c'è. "L'odore di stalla è ancora il più lieve, rispetto alle pestilenziali esalazioni dei bilanci leghisti che ammorbano la Lombardia, dai rimborsi a piè di lista del banchetto nuziale fino ai buoni acquisto di elettrodomestici distribuiti al Senato", tanto per dare un assaggino dell'articolo, che chi non l'ha letto lo troverà, come anticipato, domani nella pagine del blog Documentazione.
E poi c'è su La Stampa Giovanni Cerruti con il suo "Incubo padano".
E ancora l'Unità con i suoi articoli riportati sotto.
ItaliaOggi fa il punto con la nota politica con cui chiudo dopo aver detto che articoli equilibrati o "scandalizzati" dalle perquisizioni sotto le lelezioni, li trovate già ora nella Rassegna Stampa.
Quote latte, "la Lega non c'entra". Parola di pm
Nonostante le perquisizioni alle sedi della Lega Nord, nell'inchiesta sulle quote latte "non c’è alcun politico o funzionario pubblico indagato per corruzione". A dirlo è il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, sottolineando che le indagini dei giorni scorsi non riguardavano il Carroccio, ma erano volte all’acquisizione di documenti che potessero essere utili nell’ambito di un’inchiesta solo per l’ipotesi di bancarotta grave, che comunque non riguarda in alcun modo il partito o i suoi esponenti. Il procuratore aggiunto, inoltre, sostiene che ci sono solo quattro indagati, e si tratta degli amministratori di fatto e di diritto della società fallita. Così sintetizza la notizia del giorno, Chiara Sarra su ilGiornale.it. Notizia del giorno non il fatto in sé, ma il déjà vu che esso rappresenta. La Lega in ripresa, anzi in netto vantaggio col Pdl in Lombardia nelle teste e nei cuori dei lombardi, ed ecco, come ho scritto in altro post le bucce di banana sul suo percorso nella speranza di distrarre qualche elettore.
Proprio questa mattina mi è capitato sotto gli occhi la clip che segue, che ben testimonia la sensazione appunto oggi di un déjà vu. Siamo nel 1994, la sinistra guidata da Achille Occhetto (i "Progressisti") ha messo in campo la "gioiosa macchina da guerra" che sembrava destinata a vincere facilmente le elezioni politiche, dopo gli scandali di Tangentopoli. Ma la discesa in campo di Silvio Berlusconi, come si sa, rovinò i piani di Achille Occhetto. Ebbene che successe allora tre giorni prima delle elezioni?
Roberto Maroni su Facebook accusa i "giornali mascalzoni" che hanno gettato fango sulla Lega. E annuncia querela: "Chiederò 10 milioni di euro, da dare in beneficenza". E quali sono questi giornali? Per dire quelli che ho potuto vedere, i cui articoli saranno argomento di un prossimo post: la Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, Il Messaggero, l'Unità. Ma immagino che siano in buona compagnia con altri.
Proprio questa mattina mi è capitato sotto gli occhi la clip che segue, che ben testimonia la sensazione appunto oggi di un déjà vu. Siamo nel 1994, la sinistra guidata da Achille Occhetto (i "Progressisti") ha messo in campo la "gioiosa macchina da guerra" che sembrava destinata a vincere facilmente le elezioni politiche, dopo gli scandali di Tangentopoli. Ma la discesa in campo di Silvio Berlusconi, come si sa, rovinò i piani di Achille Occhetto. Ebbene che successe allora tre giorni prima delle elezioni?
Roberto Maroni su Facebook accusa i "giornali mascalzoni" che hanno gettato fango sulla Lega. E annuncia querela: "Chiederò 10 milioni di euro, da dare in beneficenza". E quali sono questi giornali? Per dire quelli che ho potuto vedere, i cui articoli saranno argomento di un prossimo post: la Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, Il Messaggero, l'Unità. Ma immagino che siano in buona compagnia con altri.
Il gioco delle parti
Contrordine, compagni. E scusate se abbiamo scherzato. Sembra questo il messaggio del responsabile Economia del Pd Fassina ai microfoni de il Fatto Quotidiano, a Roma, davanti al Teatro Ambra Jovinelli dove si è aperta la campagna elettorale del partito. Desistere, poi, perché, ci si potrebbe chiedere a sinistra; per far vincere, alla fin fine, Monti? Siamo già alle proposte oscene, pare.
Etichette:
Complotti,
Elezioni,
Partiti italiani,
Post-it
domenica 6 gennaio 2013
Il passato da noi non passa mai
Ho recuperato il link a questo Passaparola di Marco Travaglio, la rubrica che settimanalmente il giornalista del Fatto Quotidiano curava per il blog di Beppe Grillo. L'argomento è la P2, la P2 che non ci lascia mai, che in qualche modo è sempre viva e lotta per il suo Piano di rinascita democratica, riveduto, ma non troppo, e corretto, o meglio adeguato ai tempi cambiati e secondo gli intendimenti dei personaggi che idealmente ne hanno ereditato il testimone. Travaglio esprime il suo pensiero in materia, le sue osservazioni, i suoi commenti, nel novembre 2008. Allora al governo del paese era di nuovo Berlusconi, l'allievo prediletto, come dice, di Licio Gelli. Ma poiché come sempre dice Travaglio, il passato da noi non passa mai, ecco che quel suo racconto, la sua esposizione - ascoltate bene le sue parole - mutatis mutandis sembrano descrivere una realtà, quale quella attuale, con un testimone passato di mano.
Ma attenzione a non fraintendere: come dice bene Travaglio, la P2 era una loggia "atlantica", cioè molto gradita all'America; non era un'organizzazione eversiva ma voleva consolidare l'ordine costituito. "Eversiva" appariva allora perché intendeva modificare la costituzione per realizzare uno stato autoritario moderno. Cosa che ripetutamente dopo si è fatto parzialmente o si è provato a fare in maniera più globale per vie del tutto legali previste dalla stessa costituzione. Fu il risultato di un referendum ad impedire che l'obiettivo fosse raggiunto dal governo di Silvio Berlusconi. Del resto, è Travaglio stesso a dire che ampi stralci del Piano di rinascita democratica si ritrovano nei progetti sia della destra ma anche della sinistra. Un'eredità di una convergenza trasversale sulle soluzioni che da D'Alema, passando per Marco Boato arrivava a Berlusconi.
Io consiglierei una lettura del Piano di Gelli, lo trovate ad esempio qui, perché è utile anche per analizzare l'oggi, come fece allora, nel 2008, Travaglio per quel numero della sua rubrica, sollecitato dalla contingenza di un invito televisivo a Licio Gelli.
Ne prendo un brano che cita anche Travaglio, quello sulla costituzione di club, ma lo riporto per intero. Eccolo: "Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l'etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità. Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale". Con i debiti "aggiustamenti", non ricorda niente? Provate, dunque, a guardarvi attorno, o meglio a guardare ciò che si sta profilando particolarmente all'interno di un raggruppamento, ma a dire il vero non di uno solo seppure con molte diverse sfumature. C'è un salto di qualità, ciò che appare, nel senso del superamento del club e della partecipazione diretta alla realizzazione dell'agenda. Esagerazione? Solo da quest'ottica si comprendono interamente le parole di Fassina quando afferma: "La lista Monti, visto anche il livello di reddito di coloro che ne faranno parte, sembra tanto la lista del Rotary club. È davvero difficile comprendere come l'aristocrazia economica e finanziaria italiana possa rappresentare chi vive con mille euro al mese".
Chiudo con un ultimo brano del Piano di rinascita democratica, questo, in cui si descrive il da farsi nel caso che i partiti non siano in grado di rifarsi una credibilità, cioè creare due movimenti uno di destra e uno di sinistra: "Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile". Li riuscite ad individuare nell'attuale panorama pre-elettorale? No? Provate a rifletterci sopra.
Ma attenzione a non fraintendere: come dice bene Travaglio, la P2 era una loggia "atlantica", cioè molto gradita all'America; non era un'organizzazione eversiva ma voleva consolidare l'ordine costituito. "Eversiva" appariva allora perché intendeva modificare la costituzione per realizzare uno stato autoritario moderno. Cosa che ripetutamente dopo si è fatto parzialmente o si è provato a fare in maniera più globale per vie del tutto legali previste dalla stessa costituzione. Fu il risultato di un referendum ad impedire che l'obiettivo fosse raggiunto dal governo di Silvio Berlusconi. Del resto, è Travaglio stesso a dire che ampi stralci del Piano di rinascita democratica si ritrovano nei progetti sia della destra ma anche della sinistra. Un'eredità di una convergenza trasversale sulle soluzioni che da D'Alema, passando per Marco Boato arrivava a Berlusconi.
Io consiglierei una lettura del Piano di Gelli, lo trovate ad esempio qui, perché è utile anche per analizzare l'oggi, come fece allora, nel 2008, Travaglio per quel numero della sua rubrica, sollecitato dalla contingenza di un invito televisivo a Licio Gelli.
Ne prendo un brano che cita anche Travaglio, quello sulla costituzione di club, ma lo riporto per intero. Eccolo: "Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l'etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità. Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale". Con i debiti "aggiustamenti", non ricorda niente? Provate, dunque, a guardarvi attorno, o meglio a guardare ciò che si sta profilando particolarmente all'interno di un raggruppamento, ma a dire il vero non di uno solo seppure con molte diverse sfumature. C'è un salto di qualità, ciò che appare, nel senso del superamento del club e della partecipazione diretta alla realizzazione dell'agenda. Esagerazione? Solo da quest'ottica si comprendono interamente le parole di Fassina quando afferma: "La lista Monti, visto anche il livello di reddito di coloro che ne faranno parte, sembra tanto la lista del Rotary club. È davvero difficile comprendere come l'aristocrazia economica e finanziaria italiana possa rappresentare chi vive con mille euro al mese".
Chiudo con un ultimo brano del Piano di rinascita democratica, questo, in cui si descrive il da farsi nel caso che i partiti non siano in grado di rifarsi una credibilità, cioè creare due movimenti uno di destra e uno di sinistra: "Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile". Li riuscite ad individuare nell'attuale panorama pre-elettorale? No? Provate a rifletterci sopra.
Iscriviti a:
Post (Atom)

















