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martedì 21 maggio 2013

Il Circolo Andreani si presenta

Il Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" ha evidenziato nella pagina dei contatti i nomi dei soci del Circolo, che ha per presidente Mario Gazzola, che ha lavorato come art director per la Mondadori. Segretario del Circolo è Enrico Ghini, che sta curando la raccolta di fotografie collegata con l'iniziativa "Fate uscire dai cassetti la storia di Brembio". Il terzo membro del direttivo del Circolo è Barbara Alberoni. La pubblicazione dei nomi è sempre un atto di trasparenza che, soprattutto in piccoli ambiti, come Brembio, può dare adito a equivoci o incomprensioni. L'associazione al Circolo è aperta a tutti, e il Circolo, a breve, pubblicherà nella pagina del "profilo" il suo statuto.

lunedì 20 maggio 2013

Fate uscire dai cassetti la storia di Brembio

"Fatte uscire dai cassetti la storia di Brembio", è questo l'invito rivolto alla propria cittadinanza dal Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" di Brembio, presieduto da Mario Gazzola, già art director della Mondadori. Si legge nel manifesto esposto in paesi in questi giorni: "In tutte le case esiste un cassetto con le foto di famiglia, noi le stiamo raccogliendo per farne un libro. Le foto verranno trattate con la massima cura, e poi restituite ai proprietari". Numerosi cittadini hanno già risposto all'appello ed intanto, mentre si sta lavorando alla realizzazione del progetto editoriale, parte delle foto viene proposta all'attenzione dei brembiesi in un apposito blog "Vecchia Brembio" (link) collegato con il portale di "Fatti e Parole" (link). Quanti volessero mettere a disposizione dell'iniziativa il proprio materiale fotografico, possono rivolgersi direttamente al segretario del Circolo Andreani, Enrico Ghini.

venerdì 8 marzo 2013

Radio Piazza Live. Informazione e controinformazione

Riprendo le mie scritture e segnalazioni quotidiane, informando chi segue le mie annotazioni, che il servizio del blog Fatti e Parole, Radio Piazza ha da qualche giorno un nuovo modo di comunicare, la diretta streaming. Questa modalità, che ancora per qualche giorno effettuerà trasmissioni web di test della funzionalità, avrà la valenza di uno strumento di informazione e controinformazione immediato su temi nazionali, ma soprattutto su questioni e problematiche lodigiane e locali. La diretta streaming sarà anche ascoltabile, oltre che da questo blog, anche dalla pagina web del "Bar della Nuvoletta". Segnalo infine che tra i blog del "Bar" c'è una new entry, il blog "Basta un clic" curato da Mario Gazzola e Enrico Ghini.

domenica 30 dicembre 2012

Pd. Segnale dalla Lombardia: largo ai trentenni

Presentati dal Pd i manifesti e gli slogan per la campagna elettorale del 24 e 25 febbraio. Sarà il faccione di Bersani, candidato premier, e lo slogan "L'Italia giusta" a campeggiare sui manifesti che troveremo negli spazi assegnati alla campagna per le elezioni del Parlamento. Le parole d'ordine che accompagneranno lo slogan "L'Italia giusta" saranno: "dove il futuro si prepara a scuola", "dove il lavoro costruisce la vita", "dove nessuno resta indietro". E ancora quello, "dove la politica dice la verità", che compare nel manifesto che riporto sotto, che se messo in pratica, e non dichiarazione d'intenti (la mente va a esperienze locali), rappresentebbe una vera rivoluzione culturale.


Ieri si sono svolte le primarie per i candidati del Pd (e di Sel) al Parlamento. Fa scalpore sui media il fatto che il renziano Giorgio Gori a Bergamo non ce l'abbia fatta a vincere. Nella circoscrizione di Bergamo, infatti, dove si era candidato, è arrivato solo quarto, con il 12 per cento delle preferenze (prima Elena Carnevali, capogruppo del Pd in Comune con il 31,18% dei voti. Secondo si è classificato il deputato Giovanni Sanga con il 20,47%). Al contrario, altro elemento di colore, Rosy Bindi ha superato lo scoglio delle primarie in provincia di Reggio Calabria (insieme al consigliere regionale Demetrio Battaglia).
In Lombardia hanno votato in 100 mila, e dalla nostra regione arriva un altro segnale significativo: sono i trenta-quarantenni a vincere: oltre a Veronica Tentori, ventisettenne che ha vinto a Lecco, ai primi posti nelle rispettive province Pippo Civati, (37 anni) a Monza, Alan Ferrari (37) a Pavia e Chiara Braga (33) a Como. In provincia di Milano, dove hanno votato oltre 33mila persone, vincono Lia Quartapelle, Franco Mirabelli, Barbara Pollastrini, Emanuele Fiano, Francesco Laforgia e Eleonora Cimbro.
Fra i sostenitori di Matteo Renzi a questa tornata fa il pieno di voti solo Lorenzo Guerini, sindaco dimissionario di Lodi.
A Brembio i votanti sono stati 84. Questi i risultati: Guerini 58, Ogliari e Canova 25, Rusconi 19.

venerdì 28 dicembre 2012

Luca Canova, un candidato giusto per il Lodigiano

Ritengo Luca Canova, consigliere provinciale Pd, un ottimo candidato a rappresentare il Lodigiano in Parlamento. La preferenza data alla sua candidatura alle primarie mi sembra l'occasione di avere una persona di valore a Roma che porti nelle aule parlamentari con competenza le istanze del territorio.


Da Luca Canova ho ricevuto oggi questa lettera che qui riproduco.
"Cari amici,
sono candidato alle primarie del Partito Democratico per il Parlamento. Solitamente in questi momenti si fanno grandi discorsi e grandi promesse.
Io non lo farò. Dirò solo poche parole e farò una sola promessa.
Mi sono costruito una vita professionale, una competenza tecnica, una famiglia, con le mie forze e senza mai chiedere nulla alla politica. Andrò avanti così, perché credo che i politici del futuro si debbano attenere a questo schema: competenza tecnica, radicamento territoriale, politica come impegno e non come lavoro.
D'altra parte è così che funziona, in tutto il mondo. E mi pare che l'Italia abbia qualcosa da imparare, in questo senso.
Chi fra voi sente il bisogno di rinnovare, di cambiare, può valutare la mia candidatura.
Ed ora la promessa: è il momento dell'unità sia nel partito che nelle coalizioni. Vi prometto impegno, disciplina e dignità. È quello che serve alla politica. Ed è quello che serve alla democrazia.
A presto e auguri per un miglior futuro.
Luca Canova"


Ed ecco una nota biografica.

Luca Canova è nato nel 1962 a Codogno, sposato dal 1987, due figli. Laureato in Scienze Naturali nel 1987, Dottorato in Biologia nel '93. Dal 1991 lavora nel Dipartimento di Biologia di Pavia. Professore a contratto in Università di Milano (2000) e Università Bicocca (2003). Si occupa di tutela ambientale, studio della biodiversità e pianificazione delle aree protette e della caccia. Collabora con riviste (Oasis) e quotidiani (Corriere della Sera - Corriere delle Scienze). Ha scritto 40 pubblicazioni scientifiche internazionali, 60 nazionali, 3 libri. Da sempre è dedito alla tutela dell’ambiente e del paesaggio Lodigiano. Direttore del Parco Adda sud (1998-2003) e Direttore della Riserva Monticchie (2007-2012).
Eletto nel collegio provinciale di Casalpusterlengo nel 2004, riconfermato nel 2009. Come Presidente della Commissione Ambiente ha contrastato la discarica di Senna Lodigiana e le cave sull’Adda di Zelo e Cervignano. Nel 2010, per conto del PD, ha chiesto l’istituzione della Commissione Antimafia del Lodigiano. Dal 2011 è membro eletto delle RSU del personale dell’Università di Pavia. Si impegna a fondo in quello che fa. Riconosce l’importanza del ruolo individuale per il benessere collettivo, la bellezza della diversità e della contaminazione fra culture diverse, l’imprenscindibilità della coesione sociale e del rispetto del patrimonio comune.
Dichiara: "Credo in quello che faccio e nella Costituzione della Repubblica Italiana".

domenica 23 dicembre 2012

Tempo di auguri

Il Circolo Culturale Anticonformista "Andreani" augura a tutti gli uomini di buona volontà un Sereno Natale. Attualmente il circolo culturale brembiese sta recuperando quanto resta della biblioteca delle sorelle Zanoni, che nate nell'ultimo terzo dell'Ottocento a Casalpusterlengo, hanno vissuto, a partire dal secondo quarto del Novecento, gli ultimi anni a Brembio. Quest'opera di recupero ha portato finora alla riedizione di tre testi ritrovati tra i loro libri, reperibili nella libreria online Amazon.

Nei prossimi mesi saranno pubblicati altri Quaderni del Circolo, dedicati soprattutto alla documentazione delle attività della famiglia, particolarmente nella gestione delle Cascine Muzzane di Vittadone, ed alla valorizzazione della ricchissima raccolta di cartoline illustrate delle due sorelle che copre un periodo di tempo che va dall'inizio del Novecento alla fine degli anni Trenta. Altre iniziative ancora sono in cantiere.


giovedì 20 dicembre 2012

Tecnici? No, politici della prima repubblica

Checché se ne dica, talvolta anche i leghisti la dicono giusta, e come la dicono giusta! Così Giacomo Stucchi, sulla Padania, con il suo "Altro che tecnici, questi pensano solo alle poltrone".
Si domanda Stucchi: "Ma non doveva essere, quello dei professori, un governo tecnico, insensibile ai richiami della politica e assolutamente al di sopra delle parti? Come mai, allora, Monti passa più tempo a pensare al suo futuro politico che non a rimediare ai disastri sociali ed economici provocati dai suoi provvedimenti?". La risposta che si dà Stucchi è immediata e netta: "La realtà è che questo governo di tecnico ha avuto solo la pervicacia con la quale ha perseguitato i cittadini, costretti a pagare assurde e inique tasse, ma anche le piccole e medie imprese, che in molti casi hanno dovuto chiudere perché non più in grado di andare avanti con un livello di tassazione che prosciuga ogni utile". Per non dire del piccolo commercio, basta guardarsi intorno altrove così come, lo dico ai miei concittadini, a Brembio dove nella centrale via Gramsci resterà aperto solo un bar, la banca e la sede dell'Avis.
"Il saldo dell'Imu, poi, continua Stucchi, è stato un duro colpo per milioni di famiglie, l'ultima conseguenza di una politica vessatoria nei loro confronti. Ma che ci faranno mai a Roma con il gettito dell'Imu? Si tratta di ventitré miliardi di euro (secondo le stime ufficiali, ma potrebbero essere molti di più) sottratti ai risparmi dei piccoli proprietari di immobili o alle tredicesime, per quei pochi fortunati che ancora l'hanno avuta, di chi aspetta un anno di lavoro per soddisfare qualche esigenza straordinaria e che invece, grazie a Monti e ai suoi ministri, dovrà rinunciare anche a questo. Si potrebbe pensare che questi soldi vadano a chi ne ha più bisogno e invece no!", come ormai è fin troppo chiaro.
Stucchi accusa: "Altro che tecnici, questi sono dei politici della Prima repubblica camuffati da tecnici!", perché invece di "salvare i cittadini dal baratro, negli ultimi giorni sono in tutt'altre faccende affaccendati. I ministri tecnici infatti hanno un gran da fare per trovare il modo di rimanere incollati alla poltrona che evidentemente, in appena un anno di "occupazione", deve già piacergli parecchio. Non c'è un solo ministro che in queste ore si preoccupi di dare, in quel che resta di questa legislatura, almeno un piccolo contributo in favore delle categorie sociali ed economiche più colpite dalla crisi".
Insomma, perché poi, il senso, si dovrebbe dare il voto a questa sorta di marmaglia? "Moderati" in tutto meno che nel mettere le mani nelle tasche degli italiani? Fare un nodo al fazzoletto, se fosse necessario, per non scordarselo il 24 febbraio.

lunedì 17 dicembre 2012

Conoscere Umberto Ambrosoli

En passant, poiché a Brembio abito, ecco il risultato delle primarie locali per il candidato alla presidenza della Regione Lombardia del centrosinistra: Umberto Ambrosoli 64 voti, Andrea Di Stefano 13, Alessandra Kustermann 10. Hanno votato 87 elettori contro i 174 del primo turno e i 166 delle primarie per la candidatura a premier del centrosinistra. Curiosità: erano stati esattamente 87 i voti ricevuti da Bersani nel testa a testa con Renzi. Un segno che i "renziani" questa volta hanno snobbato il voto?
Ambrosoli, dunque, ha vinto. Non è un mistero (l'ho scritto) che ho votato per Andrea Di Stefano. Comunque, Ambrosoli è un buon candidato, che può fare della Regione Lombardia qualcosa di diverso da un pascolo dove foraggiare di bigliettoni verdi gli amici degli amici degli amici di...tu sai chi è, tu sai dov'è, tu sai che fa, da più di quindici anni, tanto per riprendere in chiave d'amara ironia il tormentone del Corrado Guzzanti massone.
Per convincersi della scelta di chi ha partecipato alle primarie del centrosinistra, premesso comunque che tutti e tre i candidati erano sicuramente validi; per convincersi, non per sentito dire, della bontà della scelta e di conseguenza della necessità di sostenere la candidatura alle elezioni regionali, con convinzione appunto a fronte delle immancabili sirene che il centrodestra, unito o diviso, mettera in campo, è utile fare un piccolo sforzo personale per conoscere Ambrosoli, l'uomo, le sue idee, la sua storia. Qui mi soffermo su quest'ultima, riproponendo due video tratti dal benemerito ricco archivio di YouTube.
Il primo video è un'intervista pubblicata dal blog di Beppe Grillo nel luglio 2009, quando ancora il comico genovese aveva "un grillo per la testa" e non provava a cavalcarlo. L'intervistato è, appunto, Umberto Ambrosoli nell'occasione della pubblicazione del suo libro "Qualunque cosa succeda" (Sironi, 2009), a trent'anni dall'omicidio di suo padre Giorgio.


Il secondo video è una intervista al padre di Umberto Ambrosoli sulla vicenda della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, di cui fu liquidatore, e che lo portò, per la sua dirittura morale, a diventarne una tragica vittima. Il video contiene anche altri documenti che testimoniano degli ultimi eventi che portarono all'omicidio di Giorgio Ambrosoli.


Giorgio Ambrosoli in una lettera alla moglie, quando stava per depositare lo stato passivo della Banca Privata Italiana, aveva scritto: "È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese".
A chiudere una chicca di La Storia siamo Noi, che da sola aiuta a capire il perché d'un sostegno che val la pena dare.

mercoledì 12 dicembre 2012

Per una Lombardia sostenibile, economicamente equa e socialmente solidale

Sono tre i nomi in lizza alle primarie del centrosinistra per la candidatura a governatore della Regione Lombardia: Umberto Ambrosoli, Alessandra Kusterman e Andrea Di Stefano. Mi sento di spezzare una lancia in favore di quest'ultimo.
Andrea Di Stefano, 48 anni, giornalista, dirige la rivista Valori, promossa da Banca Etica, e collabora con diversi quotidiani, La Repubblica, il Fatto Quotidiano, Rainews24, nonché con i giornali locali de L'Espresso e Popolare Network. Membro della commissione di beneficenza della Fondazione Cariplo, si occupa di comunicazione per la Novamont Spa. Con Carlo Monguzzi e Emilio Molinari ha costituito il primo osservatorio sulle ecomafie. Non a caso il suo programma prevede lo stop al consumo del suolo in Lombardia e la restituzione all'Arpa di tutti i poteri di controllo sui reati ambientali. Sempre riguardo al territorio, Andrea Di Stefano propone una particolare attenzione alla mobilità alternativa ed ecologica, con un piano speciale per il trasporto su ferro, e all'efficienza energetica.


Nel campo del lavoro, Di Stefano propone un intervento pubblico attraverso il "reddito minimo garantito", a favore di disoccupati, inoccupati e precari, con la condizione che sia accettato l'intervento del Centro per l'impiego. Un'altra proposta di Di Stefano è l'intervento della Regione nella gestione delle grandi crisi aziendali, eventualmente finanziando le pratiche per la continuità. Di Stefano ritiene ancora che sia necessario favorire lo sviluppo di settori industriali ad alto tasso tecnologico, dare sostegno all'economia solidale, favorire l'imprenditoria over50 e dare vita alla creazione di un nuovo patto generazionale.


Per Di Stefano il settore pubblico deve essere prioritario nella sanità e nella scuola. Per la prima si propone la razionalizzazione della gestione della sanità lombarda con l'eliminazione delle sovrapposizioni tra Asl e aziende ospedaliere ed un nuovo piano socio sanitario. Per la scuola la fine della "Dote Scuola", una progressiva diminuzione dei fondi alle scuole private, il controllo e la ridistribuzione dei fondi per l'edilizia scolastica con un piano concordato con le province.
Infine, sulla questione trasparenza, Di Stefano propone un bilancio regionale partecipato, una regione aperta e mai più appalto esclusivo.


Si vota sabato 15 dicembre dalle 8 alle 20. (A Brembio, presso la Sala Civica del Palazzo Comunale). Non occorre preregistrarsi: si versa un euro, si firma la carta di intenti e si sceglie il candidato. Possono votare tutti i residenti in Lombardia, inclusi gli immigrati con permesso di soggiorno. La coalizione di centro sinistra in Lombardia è allargata a Idv e Rifondazione comunista. I soldi raccolti con queste primarie, tolti quelli per le spese, finanzieranno la campagna elettorale del vincente.

venerdì 7 dicembre 2012

Tristis est anima mea

La copertina dell'antologia
della prima edizione.
La pima edizione del premio nazionale di poesia "Chiesetta del Monasterolo" risale al 1991/92. Il premio, un'idea del milanese-lodigiano "Gruppo Keraunia per la promozione della parola scritta", fu organizzato dalla rivista di poesia Keraunia, di cui ero il direttore responsabile ed editore, con la collaborazione della Biblioteca comunale di Brembio, in particolare del presidente d'allora, Gianmario Calzari, con il patrocinio del Comune di Brembio ed il sostegno del sindaco di allora Gian Battista Cappelletti, e relativamente alla prima edizione con il concorso della casa editrice Prometheus di Milano. Il premio che aveva come sponsor la Cassa Rurale ed Artigiana Credito Cooperativo di Borghetto Lodigiano prosegui, sempre organizzato dalla rivista Keraunia, fino alla sua ultima edizione 1996-1997.
Nel 2005-2006, per volontà del consigliere comunale Giorgio Soldati, delegato alla cultura, il premio risorse, curato dalla commissione della Biblioteca comunale, guidata da Barbara Alberoni, con la collaborazione in quella edizione dell'editore milanese Albalibri, ricalcando le modalità gestionali ed organizzative delle origini. Fino al 2009, quando - non per altri motivi, va detto - le vicende politiche locali modificarono equilibri e composizione della commissione e le stesse finalità, rompendo con il passato per una sorta di - mi si perdoni l'aggettivo - stupida "presunzione" personale dei "timonieri".
Dico queste cose, perché ieri ho ricevuto una lettera dell'amico Pasquale Balestriere, poeta, vincitore tra l'altro dell'edizione 1992-1993 del "Chiesetta"; lettera che mi ha molto rattristato, come succede per un padre informato d'un figlio che ha intrapreso strade non condivisibili. In tutta sincerità non ho seguito l'ultima edizione del premio e non ho letto alcuna delle opere inviate al concorso. Però mi fido del giudizio dell'amico che mi scrive: "Ieri ho ricevuto il libretto con le liriche del premio Chiesetta del Monasterolo e, confesso, sono rimasto letteralmente inorridito dai componimenti classificati al primo e al terzo posto. Ho poi continuato a leggere le altre ma, pur avendolo fatto piuttosto superficialmente, ho notato che il livello generale è piuttosto basso. Mi ha stupito che non sia stata tenuta in alcuna considerazione un'autrice provetta come Fryda Rota. Poi ho notato che Lei non è più presente in giuria e allora mi sono spiegato un po' di cose. In ogni caso, con siffatta giuria, la mia partecipazione al premio Chiesetta del Monasterolo finisce qui".
Annoto il brano della lettera non per sterile spirito polemico, ma per suggerire alla nuova commissione della Biblioteca, da poco formata purtroppo con gli stessi criteri della precedente, di riflettere sugli ultimi due anni e, relativamente al premio, di ricordarsi che quanto si organizza è un concorso di poesia, non altro.

lunedì 3 dicembre 2012

Il rottamatore rottamato

Parto da una battuta, bisogna saper perdere. Il riferimento è al quotidiano di Lodi, Il Cittadino, "sfegatato" sostenitore di Renzi, o meglio di Guerini, renziano della prima ora, renziano doc, e della sua corte o cortile che sia. La notizia della rottamazione di Renzi da parte degli elettori del centrosinistra viene messa in prima pagina nel taglio basso, niente più d'una sorta di link all'articolo di Emanuele Dolcini, una colonna in nona pagina.


Va detto che, per contro, un giusto peso viene dato all'evento nella sua dimensione nazionale in pagina 3 degli "Interni". Pure con una vignetta che mostra Renzi e la scritta "Adesso" con una croce sopra e sotto "Un'altra volta". Domani è un altro giorno e certamente, passato il magone, la redazione sarà senza dubbio più prodiga.
A Brembio, Bersani ha vinto col 52,4%, 87 voti. Rispetto al primo turno guadagna due voti vendoliani. Renzi è rimasto fermo ai 79 voti del primo turno e poiché l'affluenza è calata, 166 votanti contro i 174 di domenica 25, aumenta comunque in percentuale, passando dal 45,4 al 47,6%. Se può consolare qualcuno.
Nel Lodigiano, secondo i dati raccolti dal Cittadino, Bersani si è portato a casa circa 800 voti in più, raggiungendo quota 5633 e il 60,4%, Renzi dietro con circa duemila voti in meno, 3678, ed una perdita di circa 180 voti. Dolcini mette in evidenza nel suo pezzo una curiosità che come tale cito, il pareggio perfetto a Cavacurta: 27 a 27. Manco a mettersi d'accordo.
Quanto al dato nazionale, Renzi è promosso solo in Toscana, la sua regione. Dopo le sue esperienze come presidente della provincia di Firenze e di sindaco del capoluogo, un promoveatur ut amoveatur? Al di là delle facezie, Renzi ha dichiarato che torna a fare il militante, magari anche il sindaco di Firenze. I fiorentini ringraziano.

domenica 2 dicembre 2012

L'isola delle primarie

Nella prima pagina de Il Giornale online, c'è una manchette intrigante: "La rottamazione estetica. I brutti tifano il segretario. I belli stanno con il sindaco", questo il testo, accompagnato dalla foto di Bersani. Il link porta ad un articolo di Paolo Bracalini del 29 novembre, in cui il giornalista segnala che "Un tweet del longilineo e telegenico Giorgio Gori, storyteller della rottamazione renziana, sull’«inflessibile» Nico Stumpo, pingue uomo macchina dietro «l’amabile, ecumenico Bersani» ha scatenato il sospetto di un secondo fronte, anche estetico-televisivo, nella sfida". Insomma, "il Pd dei carini contro quello dei calvi (come Bersani) o sovrappeso (come Stumpo) o poco sexy (come Rosy Bindi) o dei nati vecchi come i «giovani turchi» Fassina o Orfini?". Sarà "una forzatura certamente, ma anche l’immagine conta in queste primarie-reality (materia che Gori, ex produttore dell'Isola dei famosi, conosce bene). E, detto tra parentesi, non c'è dubbio, del resto, che Renzi si sia mosso in questa kermesse delle primarie centrosinistre come un personaggio dell'Isola dei famosi, non come un politico seriamente meritevole di fiducia.
L'articolo del Giornale, da leggere, strappa il sorriso e fa riflettere sulla politica dell'immagine che da Berlusconi in poi va tanto di moda (e con quali risultati si è visto). Che dire, se non riconoscere che "la camicia bianca con mani­che arrotolate, alla Baricco non è che si porti così facilmente". Insomma, come scrive Bracalini: "Di qui più giovani, di là più agée, di qui la cura dell’immagine, di là il guardaroba da Festa dell’Unità". Un cliché ovunque, anche in questo paese sperduto della Bassa lodigiana, come hanno potuto constatare i miei concittadini che hanno deciso col loro voto di partecipare alle primarie. Ma l'immagine, gli abiti di Ferragamo e Ermanno Scervino, o anche di Cavalli e Armani, è forma, può certo anche contare oggi; la sostanza, però, il guardaroba da Festa dell'Unità, è ben altro e lo si vede a Brembio, come a Firenze. come altrove. E, per dire una cosa di sinistra, resta preferibile.

sabato 1 dicembre 2012

Merce scaduta venduta come nuova

Oggi il Circolo della Rifondazione Comunista di Brembio ha distribuito alla cittadinanza il suo Niente di personale, il numero 5 del proprio periodico, come si diceva un tempo, ciclostilato in proprio. In pagina 4, con un articolo intitolato "Matteo Renzi il nulla che avanza", Rifondazione di Brembio interviene sul ballottaggio che si svolgerà domani anche a Brembio. Riporto il testo per intero con le sue sottolineature ed i suoi grassetti.

Tralasciando il non senso delle primarie in cui si vota per un candidato senza sapere quale sia il programma politico, è comunque interessante osservare in questo triste baraccone, un essere mezzo democristiano e mezzo finto-giovane. Stiamo parlando di Matteo Renzi. Ma chi è Renzi? Lui è il classico, odioso, arrivista bravo ragazzo, bacchettone fin da ragazzo, molto amato da Comunione e Liberazione. Con quell'arietta da bamboccio saputello che snocciola continuamente battute per fare il simpatico anche se non lo è, il sindaco Renzi si candida come testimonial ideale del raschio del fondo del barile.
Se, dopo quasi 20 anni di Berlusconi, il "nuovo" prende le sembianze di un politico che dice tutto quello che abbiamo già sentito in 30 anni di egemonia liberista, allora il berlusconismo ha vinto, alla fine della fiera l'importante è ossequiare il Privato e i Mercati. Inoltre le sue parole d'ordine sono di una vuotezza cosmica: Europa, futuro, merito. Mancava solo "felicità" e "benessere" e l'Ovvietà diventava metafisica pura.
Ma se si scava un pochino in profondità rispetto alle frasi fatte da salottino, emerge chiarissima la totale assenza di originalità e novità dei suoi messaggi. Figuriamoci di una qualsiasi tendenza a rompere tabù e luoghi comuni. Al contrario: il Renzi-pensiero è il trionfo del luogo comune. Il generico liberismo del "meno tasse", rattoppare la precarietà con ammortizzatori sociali e formazione, ma soprattutto l'adesione senza dubbi ai "contenuti" della famosa lettera della Bce, un vero programma-base del governo Monti: innalzamento dell'età pensionabile, licenziamenti più facili (ricordiamoci il suo "Sto con Marchionne senza se e senza ma" quando a Mirafiori e Pomigliano gli operai lottavano per i loro diritti).
In dettaglio, poi, il finto giovane presenta un libro dei sogni contradditorio: privatizzazioni massicce di aziende pubbliche, ex municipalizzate e patrimonio statale; amnistia per i politici corrotti se escono di scena; vendita ai privati di Rai1 e Rai2, ma al contempo modello Bbc per un'amministrazione pubblica della Rai (di fatto fra loro incompatibili); licenziamenti liberi e tagli a sanità e scuola pubblica.
Merce scaduta, venduta come la novità del secolo. È manifesta, infatti una razionale continuità, volta a consolidare il potere di comando dei signori della finanza. I mercati guardano avanti. Dopo aver fatto scendere da cavallo il Cavaliere, e dopo aver allocato alla testa del governo Monti, adesso allevano con cura il venditore fiorentino. Dietro Renzi e le sue costose campagne di rottamazione ci sono infatti importanti imprenditori, famiglie storiche fiorentine, banchieri, finanzieri.
In sintesi, siamo di fronte a vecchi rottami ideologici che si spacciano per stupefacenti novità rivoluzionarie.
Matteo Renzi il Nulla Adesso!!


domenica 18 novembre 2012

Dove sta il vecchio, dove sta il nuovo

Nei giorni scorsi i due comitati locali per le primarie del centrosinistra, quello pro Renzi e quello pro Bersani (altri, in queste lande politicamente desolate della Bassa lodigiana, mancano all'appello) hanno distribuito alla popolazione il relativo materiale di propaganda. Oggi ho deciso di affiancare sul mio tavolo di lavoro i fogli con le proposte, e di confrontare parallelamente i 10 punti del volantino "Bersani 2012 - Il coraggio dell'Italia. 10 idee per cambiare", con i 13 punti dei renziani "Un'altra Italia è già qui: basta farla entrare". Un titolo, quest'ultimo, in un certo senso emblematico, che però più d'uno da queste parti ha buttato lì, celiando ovviamente, un "Adesso si capisce il perché di certe adesioni".
Al di là della battuta di sapore locale, altrove forse incomprensibile e gratuita, ciò che sorprende, e mi ha in un certo qual modo impressionato, è che leggendo, per così dire, in parallelo le due diverse proposte vien da chiedersi dove stia il nuovo e dove il vecchio. Faccio un paio di esempi per spiegare il dubbio e la perplessità.
Scrive il comitato pro Renzi al punto 1, riguardante politica e democrazia: "Dimezzare i parlamentari e i consiglieri regionali, consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, cancellare tutti i vitalizi, abolire il finanziamento pubblico ai partiti e favorire quello privato con il 5 per mille e donazioni trasparenti. Rivedere il patto di stabilità per i Comuni e premiare quelli virtuosi". Una evidente raccolta di slogan di tendenza, certamente non di poco conto se realizzati, se non altro perché provvedimenti del genere sarebbero il "panem" per placare l'antipolitica. Ma che, oltre allo svuotare (forse) le tasche di parlamentari e partiti, lascia tutto com'è, una casta, impoverita certo, ma sempre casta. E quel "consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti" per paradosso lo conferma, certificando il fossato tra partitocrazia e popolo. Nuovo o vecchio questo? Decisamente vecchio.
La seconda delle "idee per cambiare" del comitato pro Bersani afferma: "La politica deve recuperare autorevolezza, promuovere il rinnovamento, ridurre i suoi costi e la sua invadenza in ambiti che non le competono. Serve una politica più sobria, disposta a fare sacrifici e a riconoscere autonomia e spazio alla società civile". Ecco il nuovo: una politica che torni ad essere semplicemente quello che dovrebbe essere, un servizio alla comunità e non il suo tiranno. Il concetto è ribadito anche nella idea 8 riguardante i "beni comuni", là dove si dice: "L'autogoverno locale deve offrire spazi e occasioni alla sussidiarietà, alle forme di partecipazione civica, ai protagonisti del privato sociale e del volontariato".
Anche sull'idea di Europa si osservano analogie. Da una parte (Renzi) si legge: "Europa dal basso: meno tecnocrazia, più integrazione. Puntare all'elezione diretta del Presidente europeo. Vero potere legislativo al Parlamento europeo. Politica estera e difesa comuni. Programma di mobilità per far studiare all'estero il 25% degli studenti e servizio civile europeo. Rifinanziare il Fondo Sociale europeo". Dall'altra (Bersani) meno provvedimenti slogan, ma una linea di azione più che ipotetici "che fare", che misurerà la sua valenza in decisioni concrete, di cui il risanamento del nostro Paese è parte: "Avanti verso gli Stati Uniti d'Europa, solo così si superano la crisi e i problemi. La riscossa dell'Italia passa anche per il rilancio del progetto europeo. Ma con un'agenda diversa. Austerità ed equilibrio dei conti pubblici sono concetti privi di significato senza occupazione, investimenti, ricerca e formazione".
Ed è proprio la questione "lavoro" che distingue i due comitati di sostenitori ed i loro leader. Sinceramente alle elencazioni sul da farsi frammentate in diversi punti del foglietto pro Renzi, preferisco la consapevolezza della sua centralità a fondamento, come recita la carta costituzionale, di questa repubblica, che trovo nel volantino pro Bersani: "Il lavoro è la possibilità offerta a ciascuno di noi di trasformare la realtà. Non rappresenta esclusivamente la produzione, ma è al contempo rete di relazioni, equilibrio psicologico, progetto e speranza di vita. Fondare sul lavoro la ricostruzione del Paese non è solo una scelta economica, ma l'investimento decisivo sulla qualità della nostra democrazia". Affermazione che fa il paio con la successiva: "Negli ultimi dieci anni l'Italia è divenuta uno dei Paesi più diseguali del mondo occidentale. Si esce dalla crisi solo se chi ha di più è chiamato a dare di più. E chi ha meno viene aiutato a migliorare le proprie condizioni di vita".
Non siamo qui alla "lista della spesa", ma di fronte ad una "filosofia" politica che, se concretata, traccia la strada maestra per ridare fiducia a quanti si sono visti vessati dal governo dei "tecnici" per la follia qualunquista dell'ultimo ventennio (andrei oltre i dieci anni) che ha avuto come risultato il redistribuire ai ricchi i vantaggi economici e far pagare ai più poveri sprechi e dissoluzioni di una casta partitocratica trasversale che ad ogni livello ha gozzovigliato alla grande.
Si è capito; Renzi, che pure ho seguito nel suo cammino, non mi convince. Un elenco di modernità non è modernità; è solo una lista di cose sentite necessarie dal vivere d'oggi, Come "rottamazione" è solo uno slogan.

domenica 11 novembre 2012

Il candidato del popolo

Mercoledì 31 ottobre l'evento nell'ambito della campagna delle Primarie del Pd. Dopo la visita di Renzi arriva a Lodi, al cinema Fanfulla, il segretario Pierluigi Bersani. Il quotidiano di Lodi Il Cittadino dedica all'evento due pagine con un ampio servizio fotografico che documenta la folta partecipazione del popolo democrat. Nei diversi occhielli e sommari che accompagnano titoli come «Caro segretario. aiutaci tu» o "Bersani scuote i lodigiani: «Il lavoro al primo posto», si evidenzia la grande presenza di militanti, di iscritti e non al partito: "Tra il pubblico esodati, operai e sindacalisti", e anche "Oltre 600 i posti a sedere, numerose le persone che rimangono in piedi".


Domenica 4 novembre, una settimana fa, ho scritto in merito al quotidiano di Lodi una lettera, che la redazione, finora, non ha ritenuto di pubblicare, fors'anche per la contemporaneità del carteggio, inaspettato (anche da me), con il presidente dell'Anpi melegnanese. O forse perché conteneva un giudizio ritenuto poco confacente, se attribuito all'altro contendente, Renzi o ai suoi sostenitori. Comunque sia, la redazione è nel suo diritto di stabilire cosa ritenga adeguato per il giornale pubblicare e cosa no. Ecco di seguito il testo della lettera.

Caro Direttore,
sono rimasto favorevolmente impressionato dal servizio fotografico che accompagnava giovedì 1 novembre, nelle due pagine dedicate all'evento, i servizi del Cittadino sulla venuta a Lodi, per le primarie Pd, del segretario Bersani. Si vedeva un'ampia platea di gente che incarnava la vera anima del Partito democratico, da sempre, nonostante cambiamenti di nome e di simbolo; che era lì a testimoniare al suo segretario, ostentati sui propri volti, i valori della tradizione della migliore Sinistra italiana. Un incontro rappresentato nelle foto dal "popolo democratico", giovani ed anziani, studenti, lavoratori e pensionati: niente vestiti da colletti bianchi, da funzionari di partito sparsi in enti ed istituzioni, niente strette di mano di chi magari guarda con speranza ad un sedia da qualche parte, di chi ha fatto del proprio ostentato antiberlusconismo il proprio berlusconismo personale. "Su e giù dal palcoscenico, c’è il lavoro. Chi l’ha perso, chi fa fatica a mantenerlo e chi non l’ha mai trovato", come annota Greta Boni; il lavoro, che è stato il punto focale tanto che Matteo Brunello inizia il suo pezzo citando Bersani: "Bisogna puntare sul lavoro, con maggiori investimenti per incentivare l’occupazione". Una assemblea partecipata, oltre le aspettative, "Oltre 600 i posti a sedere, numerose le persone che rimangono in piedi". Un'assemblea preparata nei giorni precedenti, come a Brembio con un gazebo al mercato della mattina, dai militanti di sempre, operai e pensionati che regalano volontariamente il loro tempo libero al partito. E' questo, caro Direttore, il Partito democratico che mi piace vedere rappresentato, non il partito del loft di veltroniana memoria, non un partito che faccia della tecnocrazia il proprio modello di riferimento, di chi usi la scusa della "modernità" più che il merito "guadagnato sul campo", per spintonare e farsi avanti. Grazie per l'attenzione.


Diceva Renato Noli, portavoce del Circolo Pd di Brembio, in un articolo del Cittadino del 25 ottobre, in risposta ad un articolo dello stesso giornale intitolato "Brembio, la roccaforte rossa fa il tifo per... Renzi", accompagnato dalla foto del sindaco brembiese e della nipote consigliere provinciale: "Non tutto il Pd di Brembio guarda a Renzi come il salvatore della patria, anzi la maggioranza del direttivo è ancora con Bersani". Noli poi precisava: "Da come è uscito sulla stampa, sembra che tutto il Pd di Brembio stia con Renzi. Invece la maggioranza del partito sta con Bersani. Loro possono avere visibilità perché c'è il sindaco e il consigliere provinciale, ma il partito è schierato per lo più con Bersani. Anche alle riunioni del comitato per Renzi i sostenitori erano pochi, 4 o 5. Diversi iscritti mi hanno contattato per chiedermi di rimettere le cose in chiaro e raccontarle senza lasciarsi trasportare da suggestioni".
Questa settimana a Brembio si terranno due incontri presso il "Centro civico", martedì quello organizzato dai sostenitori locali di Bersani; venerdì quello organizzato dai sostenitori di Renzi.



Nella prima assemblea, "Perché Bersani", saranno presenti il segretario provinciale del Partito democratico, Mauro Soldati, e per il Comitato lodigiano "xBersani", Giuseppe Zanchi. Nella seconda assemblea, quella a favore di Renzi, interverranno il consigliere regionale Fabrizio Santantonio, il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini, il sindaco di Brembio Giuseppe Sozzi e il responsabile provinciale dei comitati per Matteo Renzi, Diego Bosoni. Una preannunciata partecipazione, insomma, di vip democrat inversamente proporzionale ai sostenitori dei rispettivi candidati.

Personalmente, mi sento si spezzare una lancia a favore di Pierluigi Bersani, che molte volte nei miei scritti ho criticato, perché appare nel complesso dell'attuale panorama politico forse l'unico che assomma due caratteristiche importanti, affidabilità e competenza, che assieme alla genuinità ed al legame con le sue origini popolari, lo fanno sicuramente emergere dalla mediocrità diffusa in tutti gli schieramenti. Un insieme, questo, di qualità che, per un popolano come me, lo eleggono candidato possibile alla guida d'un'Italia società di pace, di libertà, di eguaglianza, di laicità, di giustizia, di progresso e di solidarietà.