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lunedì 18 febbraio 2013

Associazione a delinquere in Regione Lombardia

Un documento audio. È il 13 febbraio 2013. La rubrica Italia in Controluce su Radio24, la radio de Il Sole 24 Ore, spazio radiofonico condotto da Daniele Biacchessi, approfondisce sull'associazione a delinquere nella Regione Lombardia su cui sta indagando la procura milanese. Roberto Formigoni sarebbe stato secondo gli inquirenti milanesi "promotore e  organizzatore" di un'associazione a delinquere e avrebbe garantito stabilmente tra il 1997 e il 2011 favori alla Fondazione Maugeri e tra il 2002 e il 2011 al San Raffaele. I pm accusano Formigoni di aver ricevuto, in cambio del suo appoggio, utilità per 8 milioni di euro. Tra queste utilità viaggi, l'uso di yacht, somme di denaro. Di tutto questo parla nella puntata di Italia in Controluce Daniele Biacchessi e Raffaella Calandra in diretta dal Tribunale di Milano che ha intervistato Carla Vites, moglie di Antonio Simone, amico di Roberto Formigoni, entrambi indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla fondazione Maugeri.

giovedì 31 gennaio 2013

La sanità greca al collasso

La crisi economica in Grecia colpisce in maniera sempre più pesante il settore della sanità e mostra il suo drammatico impatto sociale.  Lo riferisce EuroNews. Atene è attraversata da una nuova ondata di proteste di medici e personale ospedaliero, contro i tagli che stanno portando al collasso l'intero comparto.

lunedì 28 gennaio 2013

Il rischio Pedemontana a Seveso e a Desio

La clip de il Fatto Quotidiano denuncia un aspetto inquietante dell'opera. Un tratto del percorso taglia l'area di bonifica del disastro Icmesa del 1976 e, secondo i dati della stessa società, sono state trovate percentuali di diossina sopra la media. A Desio invece, dove sorgerà lo svincolo più grande d'Europa, c'è una discarica sequestrata alla 'ndrangheta che i cantieri stanno cercando di evitare per non accollarsi la messa in sicurezza.

mercoledì 16 gennaio 2013

La protesta degli ex lavoratori esposti all'amianto

Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio ha diffuso oggi un comunicato in cui si dà notizia che un centinaio di lavoratori delle ex grandi fabbriche di Sesto San Giovanni (Breda, Marelli, Falck) hanno protestato questa mattina contro l’atteggiamento antioperaio dell’INAIL, davanti alla sede regionale della Lombardia. Gli ex lavoratori esposti all’amianto, si legge nel comunicato, costretti a lavorare in reparti lager, come altri lavoratori e cittadini sottoposti alle fibre killer, hanno un’aspettativa di vita minore di circa 10 anni rispetto al resto della popolazione. Per questo, dopo dure lotte dei lavoratori, fu approvata nel 1992 la legge 257 che metteva al bando l’amianto, stabiliva la sorveglianza sanitaria e risarciva i lavoratori concedendo loro alcune agevolazioni in materia pensionistica poiché morivano prima. Con cavilli burocratici di ogni genere, l’INAIL finora ha continuato a non applicare la legge, negando la certificazione che permetterebbe ai lavoratori ex esposti amianto di andare prima in pensione, nonostante la loro esposizione sia certificata dai documenti del datore di lavoro e dall’ASL.
Da qui la protesta contro un atteggiamento dell‘INAIL giudicato lesivo della dignità, della salute, e dei diritti dei lavoratori.
Davanti alla protesta dei lavoratori vittime dell’amianto che attuavano il presidio, il direttore generale dell’INAIL regionale dott. Aniello Spina, si legge, ha ricevuto una delegazione del Comitato, che ha esposto le ragioni della protesta. Il direttore, riconoscendo la validità delle richieste e dopo essersi consultato con il direttore generale dell’INAIL di Roma, ha comunicato che tutte le pratiche giudicate negative dell’Ente in questi giorni verranno riesaminate in tempi brevi. Il Comitato ha fatto presente che non si accontenterà di belle parole e che giudicherà dai fatti l’impegno verbale dell’INAIL, preannunciando nuove mobilitazioni.