Visualizzazione post con etichetta Cristianesimo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cristianesimo. Mostra tutti i post

venerdì 22 febbraio 2013

Mordere il Mondo. Vaticano e Vatileaks

L'argomento della rubrica Mordere il Mondo riguarda oggi il Vaticano e Vatileaks. In studio Valeria Manieri di Radio Radicale. In collegamento Raffaele Buscemi, giornalista e manager per la Pontificia Università Santa Croce, esperto in questioni vaticane e cattoliche. I temi del colloquio, la sua storia, i viaggi, il lavoro e il Vaticano. Poi, l'abbandono di Benedetto XVI e gli ultimi giorni di pontificato. Un dibattito tra una laica e un cattolico.

domenica 13 gennaio 2013

"In gay we trust" vs "In God we trust"

La clip, di Andrea Rosi, tratta dal canale YouTube antefattoblog de il Fatto Quotidiano, mostra l'azione dimostrativa delle Femen ucraine durante l'Angelus del Papa: due ragazze del gruppo delle femministe si sono denudate al quarto minuto della preghiera di Benedetto XVI. Sul corpo delle ragazze la scritta "noi crediamo nei gay". Immediato l'intervento degli agenti che le hanno prese e portate via. Una delle due è la leader ucraina del movimento, Inna Shevchenko. "Le Femen" protestano contro i cattolici francesi che si oppongono al progetto di legge del governo Hollande che consente il matrimonio gay e anche l'adozione di bambini.

lunedì 7 gennaio 2013

Abbas alla messa del Natale greco ortodosso

Il clero ed i fedeli di confessione greco ortodossa hanno celebrato a Betlemme la messa di mezzanotte del Natale nella Chiesa della Natività, che la fede cristiana indica come luogo di nascita di Gesù. Alla messa era presente anche il leader palestinese Mahmoud Abbas che sedeva, durante i momenti iniziali della messa, accanto al patriarca greco ortodosso Teofilo III.

Natale ortodosso a Betlemme

Il patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, è arrivato alla Chiesa della Natività nella città di Betlemme in Cisgiordania domenica 6 gennaio per guidare i fedeli nelle celebrazioni del Natale secondo il calendario degli ortodossi orientali. La tradizione cristiana fa della Chiesa della Natività il luogo della nascita di Gesù ed il Natale è celebrato dalla maggior parte delle confessioni nella chiesa di Betlemme. Il Patriarca era accompagnato da un lungo corteo di fanfare e di preti che marciavano davanti alla sua automobile. Al suo arrivo a Piazza Manger, Teofilo III è sceso e ha proseguito a piedi circondato dai giornalisti e dagli abitanti nel tentativo di cogliere uno sguardo del sant'uomo. Il patriarca ha condotto la messa di mezzanotte alla Chiesa della Natività domenica notte.

domenica 6 gennaio 2013

Il Natale copto

I cristiani copti in Egitto si preparano a festeggiare il Natale quest'anno sotto l'autorità di un nuovo papa, di un nuovo presidente e di una nuova costituzione a favore dei musulmani. I cristiani costituiscono circa il 10 per cento della popolazione del paese. Molti di loro sono preoccupati che con gli islamisti al potere dopo la rivolta del 2011, la recente ratifica della controversa nuova carta costituzionale possa aprire la porta all'applicazione della Sharia.


Come quello copto, anche molti altri riti cristiani orientali celebrano il Natale, secondo il calendario giuliano, il 7 gennaio

mercoledì 2 gennaio 2013

Popolazione e religione

Ynet dà notizia che una ricerca del Pew Forum su religione e vita pubblica ha trovato che la comunità ebraica mondiale conta circa 14 milioni. un numero che corrisponde allo 0,2% dell'intera popolazione mondiale, poca cosa se rapportata ad una comunità musulmana di 1,6 miliardi di persone. Il 59% degli ebrei nel mondo vive in paesi dove essi rappresentano una minoranza, mentre si trovano nella stessa condizione solo il 3% degli indù, il 13% dei cristiani e il 27% degli aderenti all'islam.
La media d'età della popolazione ebraica è la più alta, 36 anni, di 8 anni superiore all'età media dell'intera popolazione mondiale e di 13 anni rispetto a quella musulmana, un segnale che la popolazione ebraica avrà un basso ricambio generazionale negli anni futuri.
Secondo la ricerca, nel 2010 la popolazione modiale ammontava a 6,9 miliardi; 5,8 miliardi apparteneva a qualche forma di religione riconosciuta, mentre il 16% non era affiliato ad alcun credo.

lunedì 17 dicembre 2012

Nemici della pace

Relativamente all'intervista di Vendola rilasciata al Fatto Quotidiano, c'è ancora una risposta che val la pena di citare, quella alle parole della giornalista: "Per il Papa i gay... sono una minaccia per la Pace". La risposta di Nichi Vendola è: "Mi addolora che nell'elenco delle minacce alla pace vi siano le coppie gay e non la guerra, le armi, le ingiustizie sociali. La mia preghiera è: Signore, salvami dall'imperizia di chi salva i principi e uccide le persone". Pienamente condivisibile.

martedì 11 dicembre 2012

Un mondo di integralisti

L'International Humanist and Ethical Union (IHEU) ha pubblicato, come si legge su Russia Today, uno studio di 69 pagine dal titolo "Freedom of Thought 2012: A Global Report on Discrimination Against Humanists, Atheists and the Nonreligious", cioè "Libertà di pensiero 2012: un rapporto globale sulla discriminazione contro umanisti, atei e agnostici", che rivela come, dall'Occidente cristiano al Medio Oriente islamico, gli atei siano costretti ad affrontare discriminazioni e persecuzioni, che includono l'esecuzione capitale, il carcere a vita, la revoca della cittadinanza e la negazione dell'accesso all'istruzione e ai servizi sanitari.
Attenzione! Il contenuto seguente può essere nocivo per il vostro credo religioso.

Il rapporto esamina le leggi di 60 paesi che riguardano la libertà di coscienza. ed elenca numerosi casi individuali di atei che sono stati perseguitati per le loro idee. Le leggi discriminatorie, citate nello studio, negano agli atei il "diritto di esistere, limita la loro libertà di pensiero e di espressione, revocano il loro diritto alla cittadinanza e restringono il loro diritto di sposarsi"; alcune leggi si spingono anche oltre: "impediscono l'accesso alla pubblica istruzione, vietano loro la possibilità di ricoprire pubblici uffici, impedendo loro di lavorare per lo stato, criminalizzano la loro critica della religione arrivando a giustiziarli per l'aver abbandonato la religione dei genitori".
Il rapporto sostiene che gli atei in paesi islamici, come l'Afghanistan, l'Iran e il Pakistan, affrontano le peggiori discriminazioni, compresa la pena capitale. Lo studio non indica casi recenti di esecuzioni, ma sostiene, come in Afghanistan, che la pena capitale sia stata mutata nel carcere a vita. In altri paesi, come il Bangladesh, l'Egitto e l'Indonesia, la pubblicazione di opinioni atee o umaniste è severamente proibita dalle leggi sulla blasfemia. Nella maggior parte di questi paesi, i cittadini sono tenuti ad iscriversi come seguaci di una religione ufficialmente riconosciuta, solitamente cristianesimo, ebraismo e islam. Senza questa registrazione, i cittadini non sono autorizzati a ricevere assistenza medica, a guidare, frequentare l'università o recarsi all'estero. I non credenti sono così costretti a mentire.
Lo studio sottolinea che i non credenti sono discriminati anche nel Nord America e nei paesi europei. Negli Stati Uniti "gli atei e gli agnostici sono fatti sentire come americani di serie B o non americani", e almeno in sette stati "vigono disposizioni costituzionali che bandiscono gli atei dai pubblici uffici ed uno stato, l'Arkansas, ha una legge che vieta a un ateo di testimoniare in un processo". Altri atti discriminatori raccolti includono casi in cui soldati delle forze armate statunitensi sono stati costretti a partecipare a eventi cristiano evangelici o come il caso di un centro di detenzione del South Carolina che ha negato ai prigionieri qualsiasi materiale di lettura che non fosse la Bibbia cristiana. Nella provincia canadese dell'Ontario, lo stato finanzia l'istruzione religiosa cattolica, ma non dà sostegno finanziario a scuole di altre religioni: "Un terzo delle scuole pubbliche dell'Ontario sono scuole cattoliche", evidenzia lo studio, e queste istituzioni scolastiche possono escludere bambini e personali non cattolici.
Venendo in Europa, in Svizzera, viene riportato il caso di un insegnante che è stato licenziato nel 2010 dopo aver espresso la preoccupazione per la promozione del cattolicesimo nelle scuole pubbliche da parte dello stato. Il rapporto ricorda che l'insegnante "è stato licenziato per la rimozione del crocifisso dalle aule della scuola pubblica in cui insegnava". In Inghilterra, dice lo studio, ogni anno bambini britannici sono allontanati dalle locali scuole statali a causa delle credenze religiose dei loro genitori. In Polonia la musicista polacca Dorota Rabczewska è stata multata di 1.450 dollari per "offesa ai sentimenti religiosi", avendo detto in un'intervista quest'anno che la Bibbia è piena di "storie incredibili".
Anche il nostro paese non si salva. Lo studio ricorda l'appello nel 2010 dell'allora ministro degli Esteri, Franco Frattini, rivolto a "musulmani, ebrei e cristiani a unirsi per combattere la minaccia che secondo lui l'ateismo rappresenta per la società".
Heiner Bielefedt, il Special Rapporteur delle Nazioni Unite per la libertà di religione e di credo, ha accolto con favore la pubblicazione dello studio e ha espresso la sua preoccupazione per la mancanza di consapevolezza che le protezioni internazionali dei diritti umani si applicano anche agli atei e agli scettici verso la religione così come agli altri gruppi.