Ascoltando la conferenza stampa di Mario Monti, ad un certo punto, ho avuto una sorta di déjà vu, di già visto o già sentito, meglio forse di già letto. Così quando i giornali hanno pubblicato estratti della omelia montiana, sono andato a ricercare il brano, un momento importante, un passaggio chiave del discorso. Questo: "Non mi schiero con nessuno ma la mia agenda è chiara ed è aperta a tutti per coalizioni ampie. Alle forze che manifesteranno adesione convinta e credibile all'agenda Monti, sono pronto a dare il mio incoraggiamento e, se richiesto, anche la guida, e sono pronto ad assumere un giorno, se le circostanze lo volessero, responsabilità che mi venissero affidate dal Parlamento". E ancora: "Se una o più forze politiche, con credibile adesione alla mia agenda, manifestasse il proposito di candidarmi a Presidente del Consiglio, valuterei la cosa. A nessuno si può impedire di fare questo. Verificate tante condizioni, sì". Ecco questo era il passaggio. Ma dove avevo sentito qualcosa di simile? Dove?
Alla fine mi è venuta alla mente una certa intervista rilasciata al Corriere della Sera. Ecco una frase: "Che sia io a candidarmi è proprio da escludere. Può essere che me lo chiedano. Nel caso, valuterò". Sì era questa. A parlare era il professor Ichino che rispondeva a domande sulla sua collaborazione con Renzi, una collaborazione che "non esclude le altre. Quello che conta sono le cose da fare, i programmi. E i programmi di una sfida come le primarie, su alcuni punti, ben possono anche essere convergenti. Uno degli scopi della nostra assemblea del 29 settembre [dei pro agenda Monti] è proprio quello di favorire l’aggregazione più ampia possibile di persone interessate alle primarie democratiche, su queste idee e questo programma". E ad altra domanda: "Se dalla campagna elettorale per le primarie risulterà che solo Renzi fa proprie le mie idee, le mie proposte, non avrò alcun dubbio sul candidato a cui dare il voto". E ancora: "Se non riterremo soddisfacenti i programmi degli altri candidati, potremmo anche valutare una nostra candidatura".
Mutatis mutandis, lo stesso atteggiamento di Monti, con alcune variabili però, nel caso del bocconiano, già valutate nella loro incidenza.
Ancora per sottolineare il parallelo in un suo comunicato stampa Ichino precisava su Renzi: "la mia collaborazione (...) non ha certo il significato di una mia «affiliazione» o dipendenza da lui, bensì soltanto quello di una nostra convergenza piena sulle cose concrete da fare per l’allineamento dell’Italia agli standard europei più avanzati e la sua crescita sul piano sociale e su quello economico. Una collaborazione che spero si allarghi al maggior numero possibile di persone di buona volontà; e della quale non posso che essere felice".
Insomma, senza tirare troppo per i capelli, si può ricordare il vecchio detto, Dio li fa e poi li accoppia.
Ma c'è un altro aspetto da evidenziare. Ichino nell'intervista diceva: "Bersani ha detto testualmente che il suo futuro governo avrà una sua agenda, solo in parte coincidente con l’agenda Monti. Ma questo potrebbe anche andar bene se le differenze consistessero in perfezionamenti, correzioni di errori, riempimento di lacune. Il problema è che invece alcune prese di posizione del vertice del Pd fanno pensare, su alcuni punti cruciali, più a un netto cambiamento di rotta che alla prosecuzione del programma avviato da Mario Monti". Cioè in soldoni un matrimonio anche sotto forma di coppia di fatto tra Monti e Pd non sarebbe possibile, tant'è che Ichino si è chiamato fuori, dal Pd. Il che significa che non ci sono metafore che tengano. E il segretario Bersani non può limitarsi a dire come oggi: "Noi siamo il Pd, di gran lunga il più grande partito italiano, europeista e riformatore. Un partito alternativo a Berlusconi, alla Lega e ai populismi, aperto a discutere con chi è contro Berlusconi, la Lega e i populismi. Queste sono le nostre posizioni, gli altri decidano cosa fare a noi va bene qualunque cosa. Certamente bisogna che queste posizioni escano dalle ambiguità. Noi siamo questo". Che il Pd sia contro il "grande satana" lo sanno tutti dopo tanti anni di antiberlusconismo viscerale, ma come si dice, "dagli amici mi guardi Dio, ché dai nemici mi guardo io", Bersani dovrebbe, lui per primo, uscire dalle ambiguità. Lo deve al popolo delle primarie. Semplicemente.
mercoledì 26 dicembre 2012
Monti sceriffo di un sistema arrogante e corporativo
Il governo degli sceriffi di Nottingham, anche da morto colpisce ancora: nel 2013 l'importo del canone Rai salirà a 113,50 euro. Uno degli ultimi atti del governo Monti è stato mettere mano alla tassa più invisa da tutti gli italiani. Con un decreto il ministero dello Sviluppo economico ha infatti deciso di ritoccare all'insù l'importo del canone Rai. Il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito, così commenta la notizia: "È sintomatico che nel 2013 si debba ancora pagare l’imposta per il possesso di un apparecchio televisivo: oltre ad essere stupido è anche un insulto all’intelligenza media di un qualsivoglia contribuente". E aggiunge: "È sintomatico di un sistema economico, fiscale e amministrativo basato su arroganza, falsità e corporazioni", ricordando che il contribuente è costretto a pagare l'imposta anche se non usa il televisore. In sostanza si dà "per scontato che un servizio pubblico radiotelevisivo ci debba essere così come ci debba essere l’Istat o il Cnr, forse per questi due ultimi istituti ci viene chiesta un’imposta con lo stesso metodo della Rai?".
La cosa più sfacciata è che questo signore occhialuto in loden ci verrà anche a chiedere un voto per la sua agenda. Ma se la faccia regalare da qualche banca o assicurazione che sia, l'agenda, e non rompa più le tasche agli italiani, a furia di metterci le mani dentro.
La cosa più sfacciata è che questo signore occhialuto in loden ci verrà anche a chiedere un voto per la sua agenda. Ma se la faccia regalare da qualche banca o assicurazione che sia, l'agenda, e non rompa più le tasche agli italiani, a furia di metterci le mani dentro.
Un falco governa il Giappone
Il gabinetto del primo ministro giapponese Yoshihiko Noda ha dato le dimissioni mettendo così fine a tre anni di governo del Partito Democratico di sinistra e riportando al potere il Partito Liberal Democratico (LDP), una formazione maggiormente conservatrice. L'LDP e il suo tradizionale alleato, il partito New Komeito, nelle elezioni del 16 dicembre ha ottenuto 325 seggi dei 480 della camera bassa del parlamento. Il leader dell'LDP, Shinzo Abe, viene nominato oggi primo ministro in una sessione straordinaria del parlamento.
Abe, 58 anni, considerato un falco e il più conservatore nell'elite politica giapponese, sarà primo ministro per la seconda volta nella sua carriera politica, avendo già guidato il paese per un anno nel 2006-2007, poi costretto alle dimissioni a causa di una serie di scandali che interessarono membri del governo.
Abe ha già entusiasmato dicendo che si adopererà per portare l'economia giapponese fuori dalla stagnazione che dura da due decadi affrontando il crescente debito nazionale, e presentando un piano di ricostruzione dopo il devastante terremoto e lo tsunami dello scorso anno e la conseguente crisi nucleare. In campo internazionale, Abe ha promesso di difendere gli interessi giapponesi nelle dispute territoriali in corso e di rafforzare l'alleanza con gli Stati Uniti per la sicurezza del Giappone.
Abe, 58 anni, considerato un falco e il più conservatore nell'elite politica giapponese, sarà primo ministro per la seconda volta nella sua carriera politica, avendo già guidato il paese per un anno nel 2006-2007, poi costretto alle dimissioni a causa di una serie di scandali che interessarono membri del governo.
Abe ha già entusiasmato dicendo che si adopererà per portare l'economia giapponese fuori dalla stagnazione che dura da due decadi affrontando il crescente debito nazionale, e presentando un piano di ricostruzione dopo il devastante terremoto e lo tsunami dello scorso anno e la conseguente crisi nucleare. In campo internazionale, Abe ha promesso di difendere gli interessi giapponesi nelle dispute territoriali in corso e di rafforzare l'alleanza con gli Stati Uniti per la sicurezza del Giappone.
Informarsi per vivere meglio
Non diciamolo troppo forte. Ma l'importante è convincere se stessi della necessità, vitale per la nostra qualità di vita, di informarci ed aiutare gli altri ad essere informati. Informarsi non è bere una bevanda qualsiasi, è cercare di trovare la bibita giusta su uno scaffale d'un supermercato, quella che fa per noi. Scegliere, cercando con spirito critico di separare ciò che può realmente soddisfare il nostro bisogno di comprensione, di conoscenza, dal rumore, la disinformazione con cui quotidianamente soprattutto dai media televisivi siamo bombardati, apposta proprio contando sul nostro non sapere, sulla nostra ignoranza per ottenere il risultato voluto: mantenerci subalterni, non padroni delle nostre decisioni.
Se non lo avete ancora capito, solo l'informazione o, se volete, controinformazione su quanto disegna la nostra quotidianità, a nostra insaputa, ci può rendere liberi. Molti ambiti appaiono oscuri, esoterici, occulti, per iniziati, ma in realtà spesso sono fondati su concetti semplici, modalità non difficili da spiegare e capire, se sfrondati dal gergo per addetti ai lavori usato proprio per non far avvicinare troppo ad essi le persone comuni. Altri sono presentati in maniera semplicistica, troppo semplicistica, come molti schematismi culturali che si apprendono a scuola, ottenendo lo stesso risultato: quello di tenerci lontani dalle cose e dalla comprensione dei loro meccanismi.
La rete, lo ripeto ancora, è piena di piccole cose, testi, documenti, video, fatti da persone che hanno messo a disposizione degli altri la loro conoscenza e la loro intelligenza; tutte cose che ci possono permettere di cominciare a capire, di cominciare a liberarci dalla schiavitù moderna in cui ci troviamo, a nostra insaputa. Se ovviamente preferiamo cercarle al posto dell'ultima sciocchezza televisiva del giorno prima.
Ad esempio, guardatevi fino in fondo questo filmato in cui Annie Leonard espone in modo diretto ed efficace importanti problematiche, che riguardano l'attuale sistema di produzione delle cose basato sul consumismo più esasperato e le catastrofiche conseguenze che ne derivano a livello planetario. Se aiuterà a cominciare, da qui, a guardarsi intorno con spirito critico ed intelligenza, a riflettere sulle cose che facciamo e perché le facciamo, sarà già un piccolo primo passo nella direzione giusta, per iniziare a chiedersi se non meritiamo una vita migliore..
Se non lo avete ancora capito, solo l'informazione o, se volete, controinformazione su quanto disegna la nostra quotidianità, a nostra insaputa, ci può rendere liberi. Molti ambiti appaiono oscuri, esoterici, occulti, per iniziati, ma in realtà spesso sono fondati su concetti semplici, modalità non difficili da spiegare e capire, se sfrondati dal gergo per addetti ai lavori usato proprio per non far avvicinare troppo ad essi le persone comuni. Altri sono presentati in maniera semplicistica, troppo semplicistica, come molti schematismi culturali che si apprendono a scuola, ottenendo lo stesso risultato: quello di tenerci lontani dalle cose e dalla comprensione dei loro meccanismi.
La rete, lo ripeto ancora, è piena di piccole cose, testi, documenti, video, fatti da persone che hanno messo a disposizione degli altri la loro conoscenza e la loro intelligenza; tutte cose che ci possono permettere di cominciare a capire, di cominciare a liberarci dalla schiavitù moderna in cui ci troviamo, a nostra insaputa. Se ovviamente preferiamo cercarle al posto dell'ultima sciocchezza televisiva del giorno prima.
Ad esempio, guardatevi fino in fondo questo filmato in cui Annie Leonard espone in modo diretto ed efficace importanti problematiche, che riguardano l'attuale sistema di produzione delle cose basato sul consumismo più esasperato e le catastrofiche conseguenze che ne derivano a livello planetario. Se aiuterà a cominciare, da qui, a guardarsi intorno con spirito critico ed intelligenza, a riflettere sulle cose che facciamo e perché le facciamo, sarà già un piccolo primo passo nella direzione giusta, per iniziare a chiedersi se non meritiamo una vita migliore..
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