lunedì 24 dicembre 2012

Il giallo dell'Agenda Monti

Il "maggiordomo" Ichino confessa: "Non c'è nessun mistero, nessun giallo, tutto è stato fatto alla luce del sole. Molte delle tesi del Manifesto di Monti sono le stesse di un documento presentato il 29 settembre scorso in una assemblea pubblica e sottoscritto da diversi parlamentari del Pd".
Da subito era apparso chiaro che l'Agenda Monti recasse anche il marchio di Pietro Ichino. La cosa si spiegherebbe in quanto lo staff di Monti avrebbe utilizzato, per redigerla, un documento del senatore eletto nelle liste del Pd. Ma non sopravvalutiamolo il fuoriuscito dal Pd, del resto lui stesso afferma: "Io ho solo fornito il mio contributo per la parte inerente alle tematiche sul lavoro". E precisa: "Lo staff del premier ha deciso di far uso di un documento pubblicato sul mio sito il 29 settembre scorso, proprio inerente all'agenda Monti, da non dimenticare in un prossimo governo". Per lo meno Ichino è uscito allo scoperto e dal Pd. Quanti altri si nascondono ancora nei corridoi della sede romana del partito e nelle stanze dei gruppi parlamentari? Bersani, una risposta precisa prima delle primarie. Grazie.

Patriot nomen omen

Il dispiegamento di missili Patriot in Turchia è stato un altro dei temi affrontati nell'intervista del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov rilasciata al network RT. Lavrov ha detto che lo scopo di tale dispiegamento è di contrastare minacce provenienti non solo dalla Siria ma anche dall'Iran.
La Nato ha approvato il dispiegamento di sistemi di difesa aerea Patriot per prevenire potenziali sconfinamenti di missili siriani o di attacchi di mortaio. Sei batterie di Patriot saranno operative in Turchia a partire dalla fine di gennaio 2013.
Riguardo al loro dispiegamento, il ministro russo ha sottolineato che secondo alcuni esperti, se l'intenzione fosse di prevenire un qualunque attacco siriano al di là del proprio confine allora i sistemi anti-missile potrebberp essere posizionati in modo leggermente differente e invece da come saranno in realtà posizionati, si potrebbe dire che la loro utilità, quella per cui si stanno installando, è di proteggere il sistema radar americano, che è parte del sistema difensivo missilistico americano, dalla "minaccia iraniana". "Se è questo il caso, ha aggiunto il ministro, allora c'è un rischio maggiore perché questo dispiegamento multiplo potrebbe creare tentazioni aggiuntive".

Infografica sul sistema difensivo Patriot dell'agenzia RIA Novosti

Certezze russe

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che è improbabile da parte delle autorità siriane l'uso di armi chimiche che sarebbe per loro un "suicidio politico". Lavrov ha espresso la sua opinione durante un'intervista telivisiva alla rete RT.
Il capo della diplomazia russa ha detto che, secondo le informazioni che hanno Russia e Stati Uniti, i siriani stanno concentrando le riserve di armi chimiche sparse in vari depositi, in due siti "per garantire la loro assoluta protezione". Secondo il ministro russo, un'opinione comune "ai nostri colleghi occidentali", la più grande minaccia in tale situazione è la probabilità che i ribelli possano impadronirsi delle armi chimiche.
Le autorità siriane hanno ripetutamente assicurato Mosca che non useranno armi chimiche contro le forze ribelli. La Siria non ha firmato la Convenzione internazionale sulle armi chimiche e, secondo quanto si suppone, sarebbe in possesso di gas mostarda (iprite) e sarin, un agente nervino estremamente tossico. Secondo la CIA, la Siria ha attuato per anni un programma di realizzazione di armi chimiche, armi che possono essere "trasportate da aeroplani, missili balistici e razzi", ma la Siria non ha mai dispiegato tali armi anche se questa estate ha avvertito che potrebbero essere usate contro "invasori stranieri".

Terremoto nella notte in Indonesia

Un terremoto di magnitudine 5,1 è stato registrato questa notte nell'oceano Pacifico al largo della costa indonesiana. Lo ha reso noto l'Agenzia indonesiana per la meteorologia, climatologia e geofisica. Secondo i sismologi indonesiani l'epicentro del terremoto si trova 30 km a sudest delle isole indonesiane Talaud al confine con le Filippine, a una profondità di 10 km. Non ci sono notizie di vittime o danni e non è stato dato l'allarme tsunami dalle autorità locali.
L'Indonesia è nota per la sua alta attività vulcanica e sismica, essendo collocata sul cosidetto "Anello di fuoco" del Pacifico, dove si incontrano le placche tettoniche. Nel 2004 un terremoto di magnitudo 9,1 colpì la costa orientale di Sumatra causando uno tsunami che si abbatté sulle coste dello Sri Lanka, dell'India e dell'Indonesia, della Tailandia e della Malesia, provocando un numero imprecisato di morti, stimato in circa 230 mila vittime.