domenica 13 gennaio 2013
Il montismo che si scandalizza solo per Bellen
La Fornero, a quanto sembra, ha avuto il buon gusto di tornare ad affaccendarsi d'altro. Nella clip ripescata questa mattina dal mare magnum di YouTube, Marco Travaglio sottolinea due aspetti del "perbenismo pensante" che ha preso con Mario Monti lo scorso anno il Palazzo d'Inverno. Uno riguarda la Fornero, che fa commentare altrestorieVI (che ha inserito il video): "Quanto alla Fornero e all'ipocrisia cattolica di questi ministri finisce che faranno rimpiangere perfino la Carfagna". L'altro, certamente grave come sottolinea Travaglio, riguarda Napolitano.
Ancora scontri al Cairo
Il ministero degli Interni egiziano ha riferito che circa dieci persone sono rimaste ferite nella capitale Il Cairo in un attacco portato da un gruppo non identificato di uomini alle tende di un accampamento dell'opposizione. Secondo il rapporto un gruppo di uomini armati ha lanciato bombe Molotov contro le tende di un accampamento nei pressi del palazzo presidenziale. Molte tende si sono incendiate. Sporadici scontri sono scoppiati quando i partecipanti al sit-in hanno affrontato gli assalitori. Le guardie del palazzo hanno usato gas lacrimogeni nel tentativo di disperdere la folla. Circa dieci persone sono state ferite, alcune di loro sono state trasportate in ospedale con lesioni serie.
Il ministero degli Interni ha detto che un ufficiale e sei poliziotti sono rimasti feriti negli scontri.
La violenza alla fine è cessata, ma la situazione di tensione rimane nel centro del Cairo.
La zona all'esterno del palazzo presidenziale divenne la scena di scontri mortali un mese fa - sotto si può vedere una clip - a seguito della crisi politica causata dalla dichiarazione di modifica costituzionale del 22 novembre da parte del presidente Mohammed Morsi.
Il ministero degli Interni ha detto che un ufficiale e sei poliziotti sono rimasti feriti negli scontri.
La violenza alla fine è cessata, ma la situazione di tensione rimane nel centro del Cairo.
La zona all'esterno del palazzo presidenziale divenne la scena di scontri mortali un mese fa - sotto si può vedere una clip - a seguito della crisi politica causata dalla dichiarazione di modifica costituzionale del 22 novembre da parte del presidente Mohammed Morsi.
Ban Ki-moon sollecita l'intervento in Siria
Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ieri ha sollecitato un intervento internazionale in Siria, paragonando l'attuale guerra civile all'Olocausto. Lo riferisce il Centro stampa delle Nazioni Unite. Parlando alla commemorazione dell'Olocausto nella sinagoga di Park East a New York, il segretario delle Nazioni Unite ha fatto riferimento al principio della responsabilità di protezione, che obbliga ogni stato a proteggere la popolazione dal genocidio, da crimini contro l'umanità, crimini di guerra o da pulizie etniche. Il principio è stato adottato dall'Assemblea delle Nazioni Unite nel 2005.
"Né l'antisemitismo né l'islamofobia o altre forme di pregiudizio hanno posto nel mondo del 21° secolo che stiamo cercando di costruire. Di fronte a questi crimini e violazioni c'è un corrispondente dovere della comunità internazionale di agire", ha detto Ban Ki-moon. "La responsabilità di protezione si applica dovunque ed in ogni tempo. È stata messa in atto con successo in molti luoghi, Libia e Costa d'Avorio incluse. Ma oggi siamo di fronte a una grande prova in Siria. Non ci sarà alcuna amnistia per i maggiori responsabili. La vecchia epoca dell'impunità è finita, Al suo posto, lentamente ma sicuramente, stiamo costruendo una nuova era di responsabilità".
"Né l'antisemitismo né l'islamofobia o altre forme di pregiudizio hanno posto nel mondo del 21° secolo che stiamo cercando di costruire. Di fronte a questi crimini e violazioni c'è un corrispondente dovere della comunità internazionale di agire", ha detto Ban Ki-moon. "La responsabilità di protezione si applica dovunque ed in ogni tempo. È stata messa in atto con successo in molti luoghi, Libia e Costa d'Avorio incluse. Ma oggi siamo di fronte a una grande prova in Siria. Non ci sarà alcuna amnistia per i maggiori responsabili. La vecchia epoca dell'impunità è finita, Al suo posto, lentamente ma sicuramente, stiamo costruendo una nuova era di responsabilità".
Le scuse, Casini, almeno a Monti le ha fatte?
L'archivio audiovideo di YouTube permette con le sue clip di raccontare storie. Storie diverse, su argomenti diversi. Protagonista di questo post è Pier Ferdinando Casini, il leader dell'Udc, che nelle prossime elezioni politiche si presenta nell'agglomerato centrista-riformista di Mario Monti.
La prima clip ci ricorda uno scontro tra D'Alema e Casini, ospiti della trasmissione Ballarò su Rai3. Massimo D'Alema accusa senza mezzi parole Casini e il suo partito: Voi candidate la gente rinviata in giudizio. Il riferimento di D'Alema è a Totò Cuffaro.
Totò Cuffaro ha una lunga storia politica. Fu presidente della Regione siciliana dal 17 luglio 2001 al 18 gennaio 2008. La seconda clip ci racconta di un episodio poco edificante che ha riguardato l'allora, siamo nel 2007, presidente della Regione Sicilia: Totò Cuffaro e i suoi politici non vanno a commemorare l'anniversario di morte di Falcone ma, come annota il canale antimafiamilitante su YouTube, "s'incontrano con loschi figuri vicino ai più potenti boss mafiosi".
Totò Cuffaro nel 2005 era stato nominato vice-segretario nazionale dell'UDC, quando Lorenzo Cesa è subentrato a Marco Follini nella carica di segretario nazionale. Fu rieletto presidente della Regione il 28 maggio 2006, come candidato del centrodestra e del'Movimento per l'Autonomia, battendo la candidata del centrosinistra Rita Borsellino, sua principale avversaria, con il 53% contro il 41,6%. Il 9 aprile 2006, era stato eletto Senatore della Repubblica, come capolista dell'UDC nella circoscrizione Sicilia, ma si dimise il 24 luglio successivo, vista l'incompatibilità con la carica di presidente della Regione Siciliana.
Dopo meno di due anni dalla sua seconda elezione a presidente della Regione, il 26 gennaio 2008, si dimette dinanzi all'Assemblea Regionale Siciliana dalla carica di presidente della Regione, dopo la condanna in primo grado a 5 anni ed all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio, dopo giorni di pressioni da parte dell'opinione pubblica.
Nel febbraio dello stesso anno, Cuffaro viene nominato da Cesa commissario straordinario dell'UDC di Catania, dato che il precedente segretario provinciale ha abbandonato il movimento per aderire al Popolo della Libertà. In vista delle elezioni politiche del 2008, Pier Ferdinando Casini definisce Cuffaro un "perseguitato politico" ed annuncia che egli sarà candidato alle consultazioni nazionali, violando dunque la promessa, in campagna elettorale, di non candidatura per chi avesse subito condanne.
Siamo così alla terza clip. Casini ospite di Annozero del 31 Marzo 2008 dichiara di assumersi le responsabilità politiche di un'eventuale condanna dell'ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro.
Il 13 aprile 2008 Totò Cuffaro viene quindi nuovamente eletto Senatore nel collegio Sicilia, nella lista UDC, aderendo al sottogruppo Udc, all'interno del gruppo Udc-SVP, Io Sud, Autonomie. Dal 24 febbraio 2009 è membro della Commissione di Vigilanza Rai.
Raffaele Lombardo, successore di Cuffaro alla Presidenza della Regione Siciliana, durante la seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana del 13 aprile 2010 denunciava un patto tra l'ex governatore e alcuni ambienti mafiosi per la costruzione di quattro termovalorizzatori in Sicilia. Ciononostante, la vicenda politica di Totò Cuffaro è tutt'altro che finita. Veniamo all'ottobre 2010. C'è in ballo la mozione di sfiducia a Silvio Berlusconi. Un gruppo di Parlamentari siciliani, tra cui Cuffaro che sarà tra i fondatori de I Popolari di Italia Domani abbandonano il ruolo di opposizione, per il quale erano stati eletti nell'UDC, e si schierano a sostegno della maggioranza parlamentare di centrodestra. Ma curiosamente Cuffaro non formalizza il cambiamento restando nel gruppo parlamentare dell'UDC; inoltre preferisce non presenziare agli appuntamenti pubblici del nuovo Partito, per via dei suoi guai giudiziari.
Le vicende giudiziarie di Totò Cuffaro non si riescono a sintetizzare in poche frasi.Stendiamo un velo pietoso e veniamo così al 2011. Il 22 gennaio 2011 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 7 anni di reclusione inflittagli l'anno prima dalla Corte di Appello di Palermo, nonostante la richiesta di eliminazione dell'aggravante mafiosa da parte del procuratore generale. Il giorno stesso Cuffaro si costituisce e viene rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia. Il successivo 2 febbraio il Senato della Repubblica accoglie le sue dimissioni da parlamentare con 230 voti favorevoli, 25 contrari e 17 astenuti.
Nella clip la condanna in via definitiva dalla Cassazione a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e violazione del segreto istruttorio.
Nelle motivazioni della sentenza i Giudici della Cassazione dichiarano provato l'accordo politico-mafioso tra il capo-mandamento Giuseppe Guttadauro e l'uomo politico Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest'ultimo di agevolare l'associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l'esistenza di indagini in corso nei loro confronti.
Siamo alla conclusione della nostra storia. Come avete potuto rivedere, a seguito della polemica per la candidatura di Cuffaro, Casini si assunse in diretta televisiva la responsabilità politica per la nomina. Successivamente però, a seguito della condanna definitiva di Cuffaro per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, Casini, come del resto continua a ricordare Wikipedia, non ha compiuto gesti concreti per alleggerire la propria responsabilità politica in merito, incluse delle semplice scuse nei confronti degli elettori. E l'ultima clip ne è la prova.
La prima clip ci ricorda uno scontro tra D'Alema e Casini, ospiti della trasmissione Ballarò su Rai3. Massimo D'Alema accusa senza mezzi parole Casini e il suo partito: Voi candidate la gente rinviata in giudizio. Il riferimento di D'Alema è a Totò Cuffaro.
Totò Cuffaro ha una lunga storia politica. Fu presidente della Regione siciliana dal 17 luglio 2001 al 18 gennaio 2008. La seconda clip ci racconta di un episodio poco edificante che ha riguardato l'allora, siamo nel 2007, presidente della Regione Sicilia: Totò Cuffaro e i suoi politici non vanno a commemorare l'anniversario di morte di Falcone ma, come annota il canale antimafiamilitante su YouTube, "s'incontrano con loschi figuri vicino ai più potenti boss mafiosi".
Totò Cuffaro nel 2005 era stato nominato vice-segretario nazionale dell'UDC, quando Lorenzo Cesa è subentrato a Marco Follini nella carica di segretario nazionale. Fu rieletto presidente della Regione il 28 maggio 2006, come candidato del centrodestra e del'Movimento per l'Autonomia, battendo la candidata del centrosinistra Rita Borsellino, sua principale avversaria, con il 53% contro il 41,6%. Il 9 aprile 2006, era stato eletto Senatore della Repubblica, come capolista dell'UDC nella circoscrizione Sicilia, ma si dimise il 24 luglio successivo, vista l'incompatibilità con la carica di presidente della Regione Siciliana.
Dopo meno di due anni dalla sua seconda elezione a presidente della Regione, il 26 gennaio 2008, si dimette dinanzi all'Assemblea Regionale Siciliana dalla carica di presidente della Regione, dopo la condanna in primo grado a 5 anni ed all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio, dopo giorni di pressioni da parte dell'opinione pubblica.
Nel febbraio dello stesso anno, Cuffaro viene nominato da Cesa commissario straordinario dell'UDC di Catania, dato che il precedente segretario provinciale ha abbandonato il movimento per aderire al Popolo della Libertà. In vista delle elezioni politiche del 2008, Pier Ferdinando Casini definisce Cuffaro un "perseguitato politico" ed annuncia che egli sarà candidato alle consultazioni nazionali, violando dunque la promessa, in campagna elettorale, di non candidatura per chi avesse subito condanne.
Siamo così alla terza clip. Casini ospite di Annozero del 31 Marzo 2008 dichiara di assumersi le responsabilità politiche di un'eventuale condanna dell'ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro.
Il 13 aprile 2008 Totò Cuffaro viene quindi nuovamente eletto Senatore nel collegio Sicilia, nella lista UDC, aderendo al sottogruppo Udc, all'interno del gruppo Udc-SVP, Io Sud, Autonomie. Dal 24 febbraio 2009 è membro della Commissione di Vigilanza Rai.
Raffaele Lombardo, successore di Cuffaro alla Presidenza della Regione Siciliana, durante la seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana del 13 aprile 2010 denunciava un patto tra l'ex governatore e alcuni ambienti mafiosi per la costruzione di quattro termovalorizzatori in Sicilia. Ciononostante, la vicenda politica di Totò Cuffaro è tutt'altro che finita. Veniamo all'ottobre 2010. C'è in ballo la mozione di sfiducia a Silvio Berlusconi. Un gruppo di Parlamentari siciliani, tra cui Cuffaro che sarà tra i fondatori de I Popolari di Italia Domani abbandonano il ruolo di opposizione, per il quale erano stati eletti nell'UDC, e si schierano a sostegno della maggioranza parlamentare di centrodestra. Ma curiosamente Cuffaro non formalizza il cambiamento restando nel gruppo parlamentare dell'UDC; inoltre preferisce non presenziare agli appuntamenti pubblici del nuovo Partito, per via dei suoi guai giudiziari.
Le vicende giudiziarie di Totò Cuffaro non si riescono a sintetizzare in poche frasi.Stendiamo un velo pietoso e veniamo così al 2011. Il 22 gennaio 2011 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 7 anni di reclusione inflittagli l'anno prima dalla Corte di Appello di Palermo, nonostante la richiesta di eliminazione dell'aggravante mafiosa da parte del procuratore generale. Il giorno stesso Cuffaro si costituisce e viene rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia. Il successivo 2 febbraio il Senato della Repubblica accoglie le sue dimissioni da parlamentare con 230 voti favorevoli, 25 contrari e 17 astenuti.
Nella clip la condanna in via definitiva dalla Cassazione a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e violazione del segreto istruttorio.
Nelle motivazioni della sentenza i Giudici della Cassazione dichiarano provato l'accordo politico-mafioso tra il capo-mandamento Giuseppe Guttadauro e l'uomo politico Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest'ultimo di agevolare l'associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l'esistenza di indagini in corso nei loro confronti.
Siamo alla conclusione della nostra storia. Come avete potuto rivedere, a seguito della polemica per la candidatura di Cuffaro, Casini si assunse in diretta televisiva la responsabilità politica per la nomina. Successivamente però, a seguito della condanna definitiva di Cuffaro per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, Casini, come del resto continua a ricordare Wikipedia, non ha compiuto gesti concreti per alleggerire la propria responsabilità politica in merito, incluse delle semplice scuse nei confronti degli elettori. E l'ultima clip ne è la prova.
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