domenica 23 dicembre 2012

Governare senza chiedere i voti

«Chi avesse ancora qualche dubbio - scrive Andrea Indini su Il Giornale.it, commentando la conferenza stampa del premier dimissionario Mario Monti - sul ruolo politico, e non più tecnico, di Mario Monti nella campagna elettorale, l'ha sicuramente accantonato dopo aver ascoltato la conferenza stampa di fine anno. Dopo essersi arrogato il merito di aver "salvato" il sistema Italia dalla crisi economica e di aver ridato al Belpaese credibilità agli occhi dell'opinione pubblica internazionale, il Professore è passato ad attaccare Silvio Berlusconi e il Pdl e, quindi, a presentare il "manifesto" da sottoporre al prossimo governo che, qualora glielo chiedessero, sarebbe ben disposto a presiedere. "Finora è stato chiesto ai cittadini di schierarsi per qualcuno per schierarsi contro qualcun altro - ha spiegato - io non mi schiero con nessuno, vorrei che partiti e forze sociali si schierassero sulle idee"».
«Non c'è stato alcuno spazio per i mea culpa - continua Indini. "Presto vedrete conferenze stampa inondate da grafici che con visione gelidamente simultanea dei fenomeni economici - ha spiegato - daranno percezione del fallimento di questo governo... ma non tutti gli italiani sono cretini"».
Un'affermazione già sentita, ricordate? Tempo fa in un famoso faccia a faccia televisivo... con un aggettivo meno sobrio allora.
"Ad ascoltare le parole di Monti - scrive ancora Indini, - sembra che in Italia sia tutto rose e fiori, che effettivamente la crisi sia passata e che gli indicatori economici siano tornati a sorridere. Non una parola sulla disoccupazione da record, sul debito pubblico che è balzato oltre i 2mila miliardi di euro, sulla pressione fiscale che ha raggiunto i massimi storici». Ricordarlo non sarebbe stato bon ton.
Il giornalista del Giornale sintetizza poi, chiosandoli, i contenuti dell'esposizione di Monti relativi al suo manifesto "Cambiare l'Italia per riformare l'Europa", "una sorta di memorandum che punta a rilanciare la crescita, snellire la macchina burocratica e cambiare profondamente la macchina politica".
E chiude scrivendo: «Spiegando che l'agenda per l'Italia non è erga omnes, dal momento che valica "la classica dimensione orizzontale sinistra-destra", Monti ha gettato la maschera e ha spiegato chiaramente di essere pronto, se richiesto, a guidare quelle forze che manifesteranno adesione convinta e credibile al suo manifesto. "Sono pronto ad assumere un giorno, se le circostanze lo volessero, responsabilità che mi venissero affidate dal Parlamento", ha continuato il Professore respingendo, tuttavia, la possibilità di apporre il proprio nome sulla liste di questo o quello schieramento politico ("Sono tra coloro che non hanno simpatia per i partiti personali")».
«Insomma - chiude il pezzo Indini, - vuole governare ma senza chiedere i voti agli italiani». What else.

L'Iran trema

Un terremoto di magnitudo 5,2 ha colpito il Nord Ovest dell'Iran. La notizia è stata diffusa dal Geological Survey americano.
L'epicentro del terremoto è stato individuato a 10 chilometri a sud ovest della città di Khoy nella provincia dell'Azerbaijan occidentale a una profondità di 10 km. Non risulterebbero ancora notizie di vittime o danni.
Il terremoto più devastante in Iran avvenne nel giugno 1990 quando un evento di magnitudo 7,7 uccise circa 37 mila persone e fece oltre 100 mila feriti nelle province nordoccidentali di Gilan e Zanjan, devastando 27 città e circa 1.870 villagi.

Facciamocene una ragione

Circa il 63 per cento degli egiziani avrebbero dato il loro assenso alla prima costituzione post-rivoluzionaria del proprio paese nei due turni di referendum che si sono tenuti il 15 e il 22 dicembre; il dato include l'opinione di voto dei cittadini egiziani che hanno votato all'estero mentre la percentuale di chi avrebbe votato contro supera di poco il 36 per cento. I risultati ufficiali del referendum dovrebbero essere annunciati domani al Cairo in una speciale conferenza stampa della commissione per le elezioni egiziana.

Il tempo di resistere

Ormai è largamente diffusa la consapevolezza che dal novembre 2011 al 22 dicembre 2012, ieri, la democrazia in Italia è stata sospesa con un "golpe" costituzionale che ha consegnato il potere esecutivo, come nell'antica Grecia, nelle mani di un tiranno. Le dimissioni di Mario Monti e lo scioglimento del parlamento da parte del capo dello stato segnano un punto di ripartenza, di restituzione, almeno da qui alle elezioni, della sovranità al popolo come previsto dalla nostra costituzione. Per evitare che il giorno dopo l'esito delle urne si dia nuovamente spazio ad una ulteriore sospensione, sotto altra forma, della democrazia con atti d'imperio che vanifichino la volontà popolare e rimettano in piedi una tirannia bis tanto caldeggiata dall'Europa delle banche e della finanza, come del resto ci segnalano i tanti messaggi, più o meno intimidatori che arrivano dall'Unione europea dei poteri forti, è necessario che tutti noi usiamo questo breve tempo concesso di democrazia per renderci conto innanzitutto di quanto è successo e fatto passare sopra le nostre teste, e soprattutto di riflettere attentamente su come non vanificare la piccola possibilità che abbiamo ora per apportare con il nostro piccolo sacchetto di sabbia, che ci ritroviamo in mano, il voto, un contributo alla costruzione di una diga che costituisca un argine insormontabile per le spinte alla cessione della sovranità nazionale e a far ritornare questo paese ciò che sempre nei secoli è stato, terra di razzia.
Un modo per aiutarsi a fare la scelta giusta è quello di sempre: informarsi cercando a 360 gradi con attenta critica fonti e documenti che ci aiutino a capire. Molti documenti sono disponibili nella rete, basta saperli cercare e individuare nella garbage collection che ad una vista sommaria e superficiale la rete sembra rappresentare. Poi non dimentichiamoci delle biblioteche ed emeroteche pubbliche e  che molti sistemi bibliotecari ci permettono di avere, per così dire, il libro, l'opuscolo cercato sottocasa.
Ma, tornando alla rete, anche piccole cose aiutano, in genere perché raccolte e sottolineate da gente come noi che come noi vuol capire. E la rete offre anche un'arma potentissima, la condivisione. Basta saperla utilizzare al meglio e per il meglio, cioè per il nostro scopo: difendere il nostro futuro.
Oggi ad esempio cercando su YouTube mi sono imbattuto in alcuni video che intendo condividere attraverso i miei post sul blog. Lo faccio non solo per aiutarmi a delineare quanto sta succedendo attorno a me, ma anche nella speranza che questo mio sforzo di comprendere possa tornare utile a chi segue le mie scritture quotidiane.
"Il colpo di stato sobrio di Mario Monti" è il titolo di un articolo di qualche tempo fa di Mario Becchi, professore, filosofo del Diritto all'Università di Genova. Byoblu ne ha fatto un video, caricato su YouTube nel gennaio di quest'anno, permettendo così una lettura più efficace del testo. Se non lo avete a suo tempo letto, guardatelo, vi chiarirà molte cose.