domenica 2 dicembre 2012

Lodi 49 su 58 seggi

Dati pervenuti 49 seggi su 58. Voti per Bersani 4281 (59,81%), voti per Renzi 2877 (40,19%), schede bianche e nulle 7.

Lodi quasi alla fine

Il voto in provincia di Lodi, 47 su 58 seggi, Bersani 4106 voti (59,63%), Renzi 2780 voti (40,37%).

Primarie e parlamentarie

La prossima settimana le "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle, elezioni online per scegliere i candidati alle prossime elezioni politiche tra -alla faccia dell'antipolitica e dell'anticasta - 1.400 candidati che hanno presentato la loro candidatura ad una poltrona in parlamento. "Parlamentarie" e non primarie? Già, in Grillo un po' di pudore forse sopravvive ancora dopo tutto, e vediamo in sintesi il perché del nome. Ma prima diciamo come era possibile candidarsi.
I candidati di Grillo in parlamento dovevano essersi in precedenza presentati alle elezioni comunali o regionali per il Movimento, non avere precedenti penali, non essere in carica come sindaci o consiglieri e non aver fatto due mandati. Insomma essere candidati illustri sconosciuti e, particolare non trascurabile, trombati localmente. Bene, ma chi può votare alle parlamentarie grilline? Chi risulta iscritto al Movimento 5 Stelle al 30 settembre 2012 - avete letto bene, - e ha inviato i suoi documenti di identità digitalizzati. Altro che la richiesta di Renzi di far votare gli amici degli amici fuori tempo massimo! L'antipolitica è una cosa seria, meglio una setta, parola della Salsi, seria. E la cosa buffa è che nel blog Grillo scrive: "Non ci saranno nominati in Parlamento, ma cittadini ecc. ecc.". Tenere chiusa la scelta ai propri adepti non è una sorta di "nomina" del Movimento? Ah, ma avverrà in maniera "trasparente" online. Mah... e mi domando, però allora, che differenza ci sia con le altre liste che verranno formate per le elezioni: a ben guardare fino in fondo proprio nessuna.
E a proposito del blog di Grillo, aggancio a questo post, per chi si fosse perso qualche passaggio, il video che segue, dove Travaglio.spiega perché ha abbandonato la collaborazione col comico genovese.


L'isola delle primarie

Nella prima pagina de Il Giornale online, c'è una manchette intrigante: "La rottamazione estetica. I brutti tifano il segretario. I belli stanno con il sindaco", questo il testo, accompagnato dalla foto di Bersani. Il link porta ad un articolo di Paolo Bracalini del 29 novembre, in cui il giornalista segnala che "Un tweet del longilineo e telegenico Giorgio Gori, storyteller della rottamazione renziana, sull’«inflessibile» Nico Stumpo, pingue uomo macchina dietro «l’amabile, ecumenico Bersani» ha scatenato il sospetto di un secondo fronte, anche estetico-televisivo, nella sfida". Insomma, "il Pd dei carini contro quello dei calvi (come Bersani) o sovrappeso (come Stumpo) o poco sexy (come Rosy Bindi) o dei nati vecchi come i «giovani turchi» Fassina o Orfini?". Sarà "una forzatura certamente, ma anche l’immagine conta in queste primarie-reality (materia che Gori, ex produttore dell'Isola dei famosi, conosce bene). E, detto tra parentesi, non c'è dubbio, del resto, che Renzi si sia mosso in questa kermesse delle primarie centrosinistre come un personaggio dell'Isola dei famosi, non come un politico seriamente meritevole di fiducia.
L'articolo del Giornale, da leggere, strappa il sorriso e fa riflettere sulla politica dell'immagine che da Berlusconi in poi va tanto di moda (e con quali risultati si è visto). Che dire, se non riconoscere che "la camicia bianca con mani­che arrotolate, alla Baricco non è che si porti così facilmente". Insomma, come scrive Bracalini: "Di qui più giovani, di là più agée, di qui la cura dell’immagine, di là il guardaroba da Festa dell’Unità". Un cliché ovunque, anche in questo paese sperduto della Bassa lodigiana, come hanno potuto constatare i miei concittadini che hanno deciso col loro voto di partecipare alle primarie. Ma l'immagine, gli abiti di Ferragamo e Ermanno Scervino, o anche di Cavalli e Armani, è forma, può certo anche contare oggi; la sostanza, però, il guardaroba da Festa dell'Unità, è ben altro e lo si vede a Brembio, come a Firenze. come altrove. E, per dire una cosa di sinistra, resta preferibile.